Chi siamo






Chi siamo...siamo una famiglia in viaggio, siamo partiti 5 anni fa dall’Italia,  con la voglia di guardare il Nostro Bel Paese da lontano, crearci un nuovo punto di vista, ma soprattutto crearlo per i nostri figli.     

Descrivere la vita all'estero è sempre piuttosto difficile, si vive circondati da persone che non conosci… splendide persone ma che in realtà sono estranei che hai avuto solo la fortuna di incontrare durante il viaggio e che vengono da Paesi diversi, con usanze diverse. Personalmente non credo nell'integrazione ma solo nel profondo rispetto degli altri.Usanze ma anche percorsi mentali differenti che molto spesso non riesco a capire, che mi lasciano mortificata ed affranta, che cozzano con il mio modo di essere.
Viviamo in una bolla sospesa tra un mondo straniero, (per quanto uno si professi cittadino del mondo la Cina è una terra straniera), e la Nostra casa, la Nostra famiglia lontano, i nonni e gli zii vedono crescere i nipoti su Skype, gli amici  ti aggiornano su facebook, le notizie sempre meno confortanti dei giornali, lo spettro di un Italietta triste e rovinata, le notizie arrivano amplificate e complicate dalla lontananza e mentre tu vivi in questo mondo ovattato a misura di straniero,  e il tuo mondo quello della terra che hai lasciato si arrabbata per arrivare a fine mese.

Ma so di essere fortunata, nonostante le tempeste emozionali, nonostante la solitudine tra la moltitudine, sono fortunata, e non sapete quanto mi costano queste parole, a volte non vorrei sentirmi fortunata, a volte vorrei sentirmi come quegli emigranti che si portavano le zolle di terra con le viti, e le piantine di basilico, che anelavano al ritorno che sognavano la Patria, ed invece nò nonostante tutto è vero mi sento fortunata, so che questa è la scelta migliore per me e per i miei figli.

Dopo quattro anni di questa vita posso dire che stanno crescendo liberi di pensare, si fanno domande e si aspettano delle risposte, rispettano gli altri profondamente, rispettano la cultura, il cibo e l'inno degli altri paesi, fanno progetti e predentono l'aiuto degli adulti per realizzarli, hanno gli occhi aperti sul mondo, amici di tutti in maniera semplice e profonda, senza problemi di distanza,di lontanza di comunicazione, e se un amico parte sono certi che si rincontreranno nuovamente, il mondo è piccolo, prendo un aereo e sono da te,  e poi con internet non ci si perde mai di vista.

La Cina è un altro mondo, non è facile sintetizzare in poche righe di quante contraddizioni è capace questo paese, non è facile descrivere un popolo che gioisce e si accontenta di far volare gli aquiloni sul prato di fronte al lago, che ti accoglie nelle loro umilissime case come un ospite di riguardo solo perchè vieni dall'Italia, perchè la nostra cultura e la loro sono entrambe millenarie, perchè si ricordano di  Marco Polo e di Matteo Ricci, e poi abbiamo la moda...quasi tutto quello che copiano è Made in Italy, quasi tutto quello che fa tendenza è made in Italy. 

E' difficile descrivere i negozietti fatiscenti che vendono mercanzie di ogni genere che fungono anche da casa, i vecchietti che lavano i vestiti nel fiume, le famiglie intere che vanno in giro in motorino, i bambini in divisa che ordinatamente inquadrati escono da scuola. Difficile descrivere che ci sono cinesi che fumano sigarette da 10 euro al pacchetto e che guidano grosse macchine da migliaia di euro, che si guardano intorno con la spocchia di quelli arrivati, è difficile descrivere i vecchietti che ancora raccolgono le foglie cadute o sistemano le aiuole, chiacchierando o canticchiando... è difficilissimo descrivere la promiscuità di questo paese il contatto fisico e verbale continuo.

Siamo partiti con la Cina di Terzani nel cuore, ci siamo trovati difronte ad un oceano di forti contraddizioni.
L’espatrio in un paese come la Cina non è cosa facile, l’espatrio al femminile lo è ancora meno,  gli uomini vivono è lavorao in un contesto dove la lingua inglese è quella veicolare, noi invece viviamo la vera Cina, la quotidianità in un posto dove  è difficile capire e farsi capire.
La lingua è uno scoglio che non si aggira tanto facilmente, bisogna mettersi a studiare e a parlare il più velocemente possibile, ma soprattutto parlare, l’insegnante ti aiuterà ad impare il mandarino ma la signora che vende la frutta non sempre lo parla, magari lei si esprime meravigliosamente nel suo dialetto (uno dei sette dialetti in realtà qualcuno dei quali divisibile in altrettanti sottodialetti), tristemente nonostante lo studio non vi capirete se non con l’Italico linguaggio dei gesti.
A volte mi ci vogliono tre o quattro tentativi solo per far capire al taxista dove abito.
Oltre alle parole ci sono i pensieri, anche i pensieri seguono percorsi diversi dai nostri, ecco questa è la cosa che è più difficile da capire, bisogna sempre avere i riflessi pronti nulla è come ti aspetti che sia.
Facciamo un esempio...se in Italia mi accingo ad attraversare sulle strisce due sono le variabili o si fermano o mi ignorano e tirano dritti.
Se in Cina mi fermo sulle strisce, le auto continueranno comunque a svoltare a destra sempre nonostante il semaforo rosso, qualche motorino mi potrebbe passare sui piedi, potrei venire elegantemente sfigurata da un taxi o da una betoniera,nell’attesa  potrei comprare della frutta dalla signora che vende le fragole proprio all’incrocio, potrei passarci ore a quell’incrocio prima di trovare il coraggio di attraversare oppure (cosa che fai solo dopo un certo numero di anni in Cina) attraversi con lo sguardo perso nel vuoto senza mai guardare verso  le macchine se loro credono che tu non li hai visti si fermeranno per lasciarti passare.
Questo succede per quasi tutto, nulla è come te lo aspetti, che ammettiamolo, potrebbe essere eccitante come stile di vita ma alla lunga un pochino stanca,  nel mio Blog ci sono veramente decine di episodi surreali....di quella volta che dopo il massaggio mi hanno dato da mangiare uova di rana, di quella volta a Disneyland Hong Kong in fila con delle adulte scalmanate eccitatissime che si rifacevano il trucco per Winnie the Pooh, di quella volta che in discoteca come special Guest c’era Roger Rabbit, di quando al supermercato ho trovato una confezione di Italian Children Steack, di quando sono andata a comprare un paio di scarpe da running e mi hanno dato in omaggio un kimono da judo, di quando il sarto non voleva farmi più di 5 pollici di scollatura perchè altrimenti prendevo freddo, di quando ci ho messo tre giorni per comprare un telefono, di quella volta in cui (non parlavo cinese all’epoca) ho mostrato all’autista il sacchetto dell’Ikea per fargli capire dove volevo andare e lui mi ha portato alla fabbrica dei sacchetti....questi e tanti altri episodi, magari esilaranti se guardati dal di fuori vi assicuro parecchio stressanti vissuti sulla proprio pelle.
Il mio blog è anche un punto di informazione per tutti quelli chehanno il progetto di espatriare in Cina  e soprattutto per le famiglie, sono in tanti che mi scrivono e mi seguono per avere informazioni e consigli ma anche sono per esorcizzare la paura di recarsi in un posto così lontano non solo linguisticamente.


Donatella