giovedì 22 settembre 2016

Il mio mezzo Camino di Santiago




 Dopo una pedicure, una messa in piega, la disinfestazione dello zaino e la mente fredda posso finalmente scrivere del mio mezzo camino.

Mi preme dire che non è un'impresa impossibile, anzi è un'esperienza che tutti possono fare senza alcun tipo di allenamento, io l'ho fatto in undici giorni ed ero un po' allenata, ma in quindici giorni si può fare senza alcun tipo di allenamento, i percorsi non sono difficili, la difficoltà può essere data solo dal tempo che avete per farlo.



Lo zainetto dopo un po' fa parte di Voi, se state intorno ai 7 chili di peso (con l'acqua) non avrete problemi, quasi spaventoso pensare che si possa vivere con quello che uno zainetto contiene, abbiamo bisogno di pochissimo, quasi nulla, l'ho capito anch'io, regina del superfluo, se poi mi chiedete se voglio rinunciare al mio superfluo, vi dico di no, ho capito che i limiti sono solo mentali e che dovessi trovarmi in condizioni di difficoltà sicuramente ne verrei fuori, ma sono anche fermamente convinta che mi fa piacere vivere con tutte le mie scarpette e borsette.

Sul camino Francese tutto gira intorno al Pellegrino, per cui non avrete problemi di nessun tipo, gli Hospitaleros che gestiscono i vari Albergue sul percorso saranno in grado di aiutarVi per ogni problema, vi cureranno le vesciche (e fate fare a loro che ne ha viste tante), Vi daranno ghiaccio e consigli molto utili.



Io son partita sola da Leon, 311 km da Santiago, appena arrivata mi son sentita subito parte di una grande famiglia, di gente in camino ce n'è moltissima, non sempre camminerete con lo stesso passo ed i silenzi fanno di sicuro parte del camino, ma siete tutti insieme, avete tutti una meta comune, l'arrivo sul Sagrato della Cattedrale di Santiago.

Ho avuto la fortuna di incontrare delle compagne di camino molto carine, persone aperte, socievoli e disponibili, hanno diviso con me tanta strada, tanti cerotti, tanto voltaren...è molto semplice ed immediato entrare in sintonia con chi cammina con te, una ragazza olandese mi ha raccontato le sue pene d'amore come fossimo vecchie conoscenze, io ho forse parlato poco....ma ho ascoltato tantissimo.

La mia compagna cinese, quella dei primi giorni,  mi ha fatto rivalutare il concetto di coincidenze, mi ha raccontato della sua Cina, della Cina che non si può raccontare all'interno dei confini cinesi, della sua famiglia che sta morendo di cancro, uno dopo l'altro, vittime dell'inquinamento e della barbara invasione dell'industrializzazione a tutti i costi, della sua scelta di partire, e anche della sua voglia di restare per il suo paese per la sua Cina, per la Cina dei cinesi.


Vere sorelle di camino, sono state tre ragazze italiane, che mi hanno letteralmente adottato, senza di loro forse sarei tornata a casa, più volte mi son chiesta chi me l'avesse fatto fare, più volte mi son chiesta perché mi metto alla prova in questo modo, il coraggio di salire su un'aereo da sola e camminare senza avere un vero motivo, il motivo devi avercelo che sia di fede, spirituale o sportivo, devi avercelo, più necessario di scarpe, zaino e attrezzature, io ero solo curiosa di vedere cosa succedeva in quella parte di mondo....presumo che la curiosità non basti, dopo due o tre giorni si era esaurita e spesso mi son chiesta se non fosse il caso di tornare a casa, fortunatamente sono arrivate loro, con la loro simpatia e apertura mentale, mi hanno portato in vacanza sul camino, mi hanno raccontato del loro paesello a forma di stella, dell'Africa, dei fidanzati persi e ritrovati, ci siamo fatte mille selfies, mangiato i churros appena fritti, diviso la frutta secca, maledetto il camino (più volte), gli ostelli, i letti sporchi ed i bagni minuscoli, risistemato le tappe ed i km mille volte, adeguato i nostri ritmi, cambiato più volte scarpe in corso d'opera, ci siamo scambiate cerotti, medicato piedi ed usato il voltaren come crema corpo, abbiamo riso, tanto, abbiamo goduto di poco pensando con nostalgia alle nostre scarpette con il tacco.

Abbazia benedettina di Samos

Ci siamo alzate sempre prima del sole, almeno due ore di cammino silenzioso con la torcia per illuminare il sentiero, è una realtà strana....un'esperienza da fare almeno una volta, difficile a tratti, perché a volte il tempo è inclemente, e gli ostelli troppo sporchi per potersi rilassare, la vera difficoltà per me è stata proprio quella degli ostelli, gente sporca e poco rispettosa degli altri, la condivisione degli spazi comuni può anche essere piacevole, ma non se sei un puzzone....vai a dormire sporco e magari ti porti dietro le pulci, dobbiamo un po' sfatare il mito che trasandato è interessante, che se puzzi vuol dire che hai vissuto, conosco moltissima gente interessante che si lava regolarmente, anche avere molti tatuaggi non ti esonera dalla doccia, io ne ho molti e mi lavo regolarmente.


I nuvoloni e le mucche. Galizia.
In alcuni Ostelli puoi prenderti i famigerati beds bugs, certo non ti infestano come i pidocchi, e per alcuni fanno parte dell'esperienza camino, ma sono abbastanza fastidiosi perché ti pungono come le zanzare, molte punture e molto prurito, vi assicuro che camminare per sei sette ore con le gambe che ti prudono non è proprio piacevole. Io mi sono difesa con l'olio di Neem, non li ammazza, perché muoiono solo bruciando insieme ai materassi che li contengono o con Spray piuttosto tossici da dormirci sopra, ma almeno trovano l'odore sgradevole e non si avvicinano. Pensarli come una prova del camino mi sembra piuttosto ridicolo, saranno anche innocui ma fanno parecchio schifino.

I consigli "tecnici" e le conclusioni, li tengo per la prossima volta.






1 commento:

  1. Deve essere stata un'esperienza "piena", bella e stancante; mi affascina, ma conosco i miei limiti e gli ostelli sporchi proprio no!

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