mercoledì 19 marzo 2014

Walking Street....pensieri notturni.

...premettiamo che sono le 2 di notte....

...premettiamo che mi sono fatta una lunga doccia calda per lavare via il degrado, gli sguardi viscidi e quelli compiaciuti...

...premettiamo che ho due figli adolescenti e che tendo a guardare il mondo come se dovessero vederlo loro, vorrei che lo vedessero pulito, vorrei che lo vedessero bello, vorrei che lo vedessero sereno...

...premettiamo anche che della famosa Walking street di Pattaya avevo solo sentito parlare....
stasera ci sono stata.


Sono qui alle due di notte con lo stomaco che si ribella, sono qui con lo schifo attaccato addosso, mi dicono che non è nulla, mi dicono che passa, mi dicono che è tutto normale.

Io non voglio che sia normale, non voglio che sia normale per me, non voglio che sia normale per i miei figli, voglio che sia una goliardata, voglio che sia come quei puttan tour che si facevano in Viale Trieste negli anni '80, voglio che sia una cosa imbarazzante, una bravata di cui vantarsi bisbigliando.

La Walking Street di Pattaya è un girone infernale...decine di locali uno dietro l'altro, decine di pali, decine di ragazze più o meno nude che ballano e si strusciano sulla clientela compiacente, una mano sul boccale di birra e l'altra sul seno di una ragazzina, a stringerlo e strizzarlo come fosse una cosa tua, come se la birra e quel seno avessero lo stesso valore, la stessa sensibilità.

Con le lacrime agli occhi, ho assistito a questo degrado....con le lacrime agli occhi mi sono sentita una pessima madre, con le lacrime agli occhi ho avuto una gran pena per ogni straniero in quel bar, per il poco valore che attribuisce a quello che dovrebbe essere un corpo da rispettare, quello di una madre, di una sorella.

Conosco benissimo tutte le fuffe sulle ragazze di campagna, sulla mancanza di cultura, sulla fame, sugli uomini banali, sul pelo di fica che tira più di un carro di buoi, le so tutte...tutte...ma su quei palchi ci sono delle ragazzine, ci sono delle mamme, ci sono soprattutto delle donne, come me....come mia figlia.

Il discorso è vastissimo, il turismo sessuale è una piaga per la Thailandia, ma dietro quello ci sono equilibri che non posso capire, che non voglio capire, non stanotte.

La miseria umana, l'arronganza del denaro con il quale si compra quasi tutto, le ragazze con i numeri sul perizoma, le ragazze che raccolgono palline da tennis come fossero cagnolini, per ogni pallina 20 Bath (meno di 50 centesimi di euro), le ragazze con lo sguardo spento...gli occidentali con gli sgauardi famelici.

Tutto questo è normale a Pattaya...mi dicono, ci credo, credo che sia normale...andare a bere una birra in un gogo bar è normale, andare a bere una birra con contorno di culi è un sogno che qui si può realizzare...ma io stasera, stasera posso ribellarmi a questa normalità?

E' così...lo so che è così e che non ci posso fare niente, che probabilmente diventerà normale anche per me, l'uomo ha un incredibile capacità di adattamento, ha un incredibile capacità di non vedere, ha avuto la capacità di percepire come "normali" abomini storici sicuramente peggiori della Walking street di Pattaya.

Ma io, per stasera...con la pancia, con il cuore mi ribello alla "normalità", sono grata alle mie amiche di "battaglie quotidiane" di avermi accompagnato, di avermi fatto conoscere questo orrendo spaccato di Pattaya, di avermi sostenuto, di aver sdrammatizzato....grazie, domani magari troverò un senso, cercherò un senso, domani forse sembrerà tutto più normale....stasera solo solo pensieri di pancia, pensieri in libertà.




3 commenti:

  1. sesso e denaro rende completamente cechi e insensibili, a Pattaya è tutto in vista per attirare meglio gli stranieri e non ma chi dà un valore ben diverso alla persona ovviamente prova sentimenti di rabbia e pena per quel che succede, qui in Italia non sono in vista ma quel che sta uscendo dall'ultima inchiesta a Roma su ragazzine prostitute non è da meno di Pattaya e sinceramente di queste affinità se ne farebbe volentieri a meno ma sembra che questa piaga non abbia bandiera e nemmeno una fine futura, io spero che non ci abitui mai a queste storie e che nel proprio piccolo se ne parli per coltivare le menti dei nostri figli alla giusta considerazione da dare alla donna e alla persona in genere, ribellati sempre è giusto sia così!!

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  2. Immagino che per una donna sia ancora più dura... :(

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