sabato 11 gennaio 2014

Chiedimi se sono felice

Bisogna creare un servizio di primo soccorso per Expat in crisi post rientro.

Ne ho avuto chiara la sensazione, proprio oggi...oggi, prima uscita a quasi una settimana dal rientro in Thailandia.

In Cina avevo sviluppato le mie tecniche di sopravvivenza, qui sono una neofita e non so ancora bene come comportarmi...in Cina andavo di terapia d'urto mi buttavo fra le 110 casse dell'Auchan, mi facevo 4 chiacchiere con la vecchietta in fila per le uova e passava quasi tutto.

Il rientro dalle vacanze è sempre un momento piuttosto stressante...da tutte le vacanze.

Quando poi le vacanze non sono reali vacanze ma rientri in Patria, la cosa si complica non poco, ogni volta che si chiudono le valigie si lasciano indietro tantissime cose, tantissime persone.

La condizione di espatrio è un'altalena emozionale che mette a dura prova, e come camminare in bilico su una corda, lasci il tuo quotidiano a "lungo termine" per salire su questa fune, sballonzoli cercando di restare in equilibrio, con la paura e la consapevolezza che se cadi tu, tutta la famiglia ti vola dietro, perchè il perno della società expat sono le signore, quelle che si incontrano in giro al supermercato con lo sguardo perso e il carrello vuoto, quelle che ormai si sono "ambientate" ed escono in ciabatte, quelle che non parlano una parola d'inglese e devono interagire con una scuola internazionale, quelle che spaventate portano i figli dal dottore sperando di capire almeno la metà di quello che lui dirà, quelle che imparano a guidare dal lato sbagliato della strada, quelle che sgomitano per non farsi superare dalle difficoltà, quelle che vorrebbero essere altrove ma anche qui, vicino alla famiglia, quelle che ogni pomeriggio affrontano i compiti in una lingua che non conoscono, quelle che accettano la "diversità" degli amici dei propri figli senza troppe domande, quelle che pretendono che le radici siano ben chiare e profonde, perche' magari apolidi ma di lingua italiana.

Oggi è stata una giornata un pò così, in Cina le chiamavamo BCD (Bad China Day) qui possiamo passare al BTD, ma queste giornate portano anche tanti buoni propositi, tanti progetti a lungo termine (il nostro lungo termine è sempre aleatorio....ma diamoci almeno 3 mesi).


In condizione d'espatrio raggiungere l'agognata felicita' o per lo meno una sopportabile routine non e' mai facile, specialmente in un paese tanto lontano e diverso dal nostro, o ti innamori o lo odi, le espatriate non sono mai persone semplici con le quali relazionarsi, proprio perche' vivere in espatrio ti sottopone ad una serie continua di stress emotivi, appena raggiungi il sospirato equilibrio ci sara' sicuramente qualcosa che lo fara' vacillare.

Una partenza, un cambiamento di destinazione, un'amico che vorresti vicino, una figlia che cresce lontano, un nipotino che vorresti vedere fare il primo passo. Dobbiamo avere un pò più di pazienza con Noi stesse, la vita ci regala tanto ogni giorno ma ci sottopone ad un'esistenza traballante.

Oggi non per niente eravamo tutte a comprare scarpe "vertiginose" il traballio fa parte della nostra esistenza.

Passi dalla nostalgia di casa, alla gioia del viaggio, vorresti vedere i tuoi amici, sederti al tavolo del tuo ristorante preferito, ordinare un caffè solo alzando gli occhi, entrare in una libreria o vedere un film in italiano, ma nello stesso tempo gioisci della tua esperienza, e speri di vedere  ancora tanti pezzi di questo meraviglioso mondo, riempirti gli occhi con sempre nuovi orizzonti.

Amiche mie...ovunque voi siate arrivate in questo BTD vi lascio questa poesia, non è molto ma ha fatto parte del mio viaggio.



Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
tristezza inspiegabile,
la noia o l’ansia sfrenata
di rassettare questa o quella stanza,
di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
e intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
creare la mia felicità con
ingredienti da ricetta di cucina,
succhiandomi le dita di tanto in tanto,
di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
che sono un barile senza fondo,
sapendo che “non mi adeguerò mai”,
ma cercando assurdamente di adeguarmi
mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
si dilatano come pori infiniti
in cui si annida una donna che avrebbe
voluto essere
uccello, mare, stella,
ventre profondo che dà alla luce universi
splendenti stelle nuove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
bianchi bioccoli di cotone,
raffiche di poesie che mi colpiscono
tutto il giorno e
mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
pallone per contenere
il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
continuerò
ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
a cucirmi un vestito di sole,
di luna, il vestito verde color del tempo
con il quale ho sognato di vivere
un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)



9 commenti:

  1. Donatella hai reso benissimo lo stato d'animo di tutte noi. Chi fa questa vita la fa perché in fondo ama molto vedere i pezzi di questo mondo ed ha una certa dose di coraggio. Questo non vuol dire che non ci siano momenti in cui si ha bisogno di sentirsi protetti nel proprio nido d'origine. Poi, non so perché, ma qui in Thai faccio molta più fatica a mantenere l'equilibrio rispetto a quando vivevo in Cina.
    E poi ti devo dire che le vacanze in patria, pur con la gioia di rivedere tutti, mettono veramente alla prova il proprio equilibrio. Troppe emozioni, troppa fatica, troppo cibo, troppe persone da vedere, troppe cose da sistemare intanto che si è lì, troppo tutto. Si ha il piacere immenso di rivedere i propri cari, ma quasi sempre non si possono definire vacanze. Per la prima volta noi non siamo rientrati a Natale, regalandoci un viaggio vero e devo dire che si torna molto più carichi e pieni di entusiasmo. Forza e coraggio, tanto lo sai anche tu che sono solo giornate e poi passano!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Si Bad Thai Day......passano, passano e tutto si riassesta fino al prossimo traballamento, ma noi siamo donne toste non ci lasceremo cadere tanto facilmente da quella fune. Concordo con te alla fine in Cina era più semplice, molto più semplice....

      Elimina
  2. Pur non avendola mai vissuta, sono convinto che la vita dell'expat (pur se a volte dorata) sia condizione difficile da vivere a lungo. Certo peggio per chi l'expat lo fa per costrizione obbligata e che una volta chiamavamo emigrante, ma quanto meno in questo caso appena ci sono le condizioni si torna. Invece nell'altro caso è più sottilmente maligna la condizione, perché sei sempre tu che scegli e ti infliggi la pena. Riuscire a considerarne solo i lati positivi è davvero difficile. Tutto sto giro di parole per chiederti di nuovo : come è la situazione disordini lì? e cosa si prevede? dato che io ci transito per andare in Vietnam tra un mese e poi tra un altro mese al ritorno?
    Un saluto e un "coraggio" comunque!

    RispondiElimina
  3. Grazie del supporto, qui nessun Rumors e nessun Riot, i turisti continuano a crogiolarsi al sole di giorno e godere della prostituzione di notte (ma anche di giorno) bevendo le loro Singha....seriamente, so che siamo senza governo e non so di preciso quando si terrano le elezioni, forse in quella data si muovera ancora qualcosa. Per il momento tutto tranquillo!

    RispondiElimina
  4. Mi è piaciuta molto l'immagine del funambolo in bilico: rende perfettamente l'idea di questa condizione di sospensione! E quanto è vero quello che dici... Solo ora, dopo quasi due anni di permanenza in California, comincio a sentirla mia... ma è stata dura, tanto dura!

    RispondiElimina
  5. Grazie per questo post, stupendo!!!! Malinconico ma carico allo stesso tempo...ne ho citato un pezzettino nel mio blog, con ovvi riferimenti al tuo. Se ho fatto male fammelo sapere.
    Un abbraccio expa
    valentina cinaaprimavista

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Valentina figurati....puoi prendere senza problemi, se è in rete è di tutti. Buona Cina a te!

      Elimina
  6. vabbè io sono una expat a breve distanza.. però mi riconosco anch'io in quel che dici.
    E mi hanno fatto molto ridere le ambientate che escono in ciabatte :-D
    (Però io esco ancora con le scarpe, sebbene a volte faccio certi accostamenti coi vestiti che mai avrei osato in Italia.)

    Cosa dire a proposito di questo invece "appena raggiungi il sospirato equilibrio ci sara' sicuramente qualcosa che lo fara' vacillare." Ehm Ehm meglio non pensarci, tutta energia sprecata :(

    RispondiElimina
    Risposte
    1. ...effettivamente hai ragione, energia sprecata...ci sono giorni traballanti e giorni meno, mettiamola così....
      Io infradito, sempre, anche con la pioggia, anche in mercati nei quali ci vorrebbero gli stivaloni da vecchia pescheria....mi sto Thailandesizzando, solo il sabato esce l'Italiana che è in me e mi "apparecchio" un pò. Grazie della visita.

      Elimina