lunedì 14 ottobre 2013

Di Voli pindarici, parcheggi artistici e sogni regalati...


Qui si cade dal balcone, molto spesso, c’è un’alta mortalità dovuta a cadute accidentali (di occidentali) dai balconi, oggi ascoltavo le news alla radio e tra la notizia della raccolta fondi del Rotary Club di Pattaya per gli alluvionati, e il concorso di bellezza per i Ladyboy , ecco che l’ennesimo Farang mi cade dal balcone, di solito si tratta di persone un pò age, questo era un 46enne svedese (o norvegese non ricordo), la sua fidanzata Thai dice che si è trattato di un suicidio, un pò per problemi economici un pò perchè la famiglia Europea lo voleva far tornare a casa.

Di solito si tratta di persone piuttosto anziane, con mogli Thai, le vedove si consolano quasi subito con la pensione del malcapitato e sotto un’altro...sperando che non siano delle mantidi seriali.
Le storie che si sentono in questo paese rasentano l’assurdo, vecchietti (e non) sedati e derubati, scene di gelosia finite ai coltelli, figli spariti nel nulla, compaesani che vivono di espedienti, farang impoveriti che dormono letteralmente sotto i ponti.

Una sera parlando con degli amici, ribadivo che mi riusciva molto difficile comprendere il concetto di prostituzione che c’è in questo paese, la mescolanza di ruoli, le scenate di gelosia, il vivere con una sconosciuta per tutto il tempo della “vacanza”, la voglia di portarsela in giro di passare con lei tanto tempo, sentirsi lusingati dalle moine di una “mercenaria”, fare dei regali e lasciare comunque sul comodino i tuoi mille bath giornalieri.

Con l’aria più serena del mondo uno di loro mi risponde, che non potrò mai capire, è un concetto di vita troppo diverso da quello a cui sono abituata, non devo vederla come prostituzione, quella la trovi ovunque non serve arrivare fin qua, “...queste ragazze non ti vendono il loro corpo, queste ragazze ti vendono un sogno...”.

Mi piacciono le persone, mi piace capire, parlare e mi piace il confronto, ne è nata una discussione che mi ha aperto gli occhi, mi spiegava, gli uomini che arrivano qui si sentono un pò dei principi azzurri, certo anche lui ammetteva il tutto per il tempo di una settimana o due, anche se c’è qualcuno che sponsorizza queste ragazze anche a distanza, ma in quelle vacanze loro si sentono meno sfruttatori, e le ragazze vivranno in begli alberghi mangiando bene e concedendosi ad un’uomo solo, a volte nascono anche delle amicizie, e magari gli uomini ritornano e cercano la ragazza dell’anno prima (come i bagnini in Romagna), a volte si sentono via Skype o Whatup, ruoli certo un pò confusi, ma Vi dirò che guardandola da questo punto di vista il tutto ha molto più senso, l’Ego maschile viene massaggiato per una quindicina di giorni, questi uomini si sentiranno unici, preziosi, in più anche salvatori, dei veri azzurri principi...spero che abbiano la consapevolezza che si tratta di un gioco, dove nessuno vince ma tutti pagano un prezzo...in dignità, in soldi, in integrità morale.

Certo capisco un pò di più, di questa dinamica, e a volte mi dispiace un pò che tutte le ragazze (specialemente a Pattaya) vengano etichettate senza possibilità di redenzione,  in un paese dove tutto sembra calmo, sorridente, dove ci si inchina davanti ai mille altarini in strada, dove si lascia scorrere il flusso del tempo e delle stagioni senza realmente curarsi del tempo che passa, il Karma si costruisce a caro prezzo.

Di parcheggi artistici...noi napoletani abbiamo qualcosa da imparare da queste parti.

Domenica il parcheggio del centro commerciale era strapieno, i posti delimitati dalle strisce bianche tutti occupati, noto che però qualcuno con molta tranquillità parcheggia la macchina proprio di traverso rispetto a quelle già parcheggiate, impedendone di fatto l’uscita “...ma sono pazzi questi thailandesi?” , in Italia avrebbero come minimo rischiato un cric del vetro, ma ti pare che si parcheggia così, speriamo non si mettano davanti alla nostra, questi erano i miei pensieri mentre mi dirigevo all’ingresso, nel frattempo ecco arrivare uno dei proprietari delle macchine “incastrate”, ecco adesso ti voglio, come minimo gli spacca il vetro, questo invece come niente fosse si mette a spingere la macchina un pò più avanti in modo da liberare la sua via d’uscita...questi non son matti, hanno sviluppato delle capacità di adattamento incredibili, semplicemente lasciano la macchina in folle, in modo che tranquillamente la si può spostare un pò....il un paese dove si parcheggia in maniera estremamente artistica tutto è possibile.
Ne vedremo delle belle.


lunedì 7 ottobre 2013

Guidare in un cartoon






Più passo del tempo in questa parte di mondo e più mi rendo conto che la fantasia non esiste, tutto è stato già fatto, già visto, nessuno si inventa più niente, diciamo che le cose cambiano forma ma la sostanza resta invariata...restai stupita di ritrovarmi i “lucchetti” di Moccia in un tempio cinese, tradizione, pare, molto più consolidata della nostra.


Vi ricordate il cartone animato la corsa più pazza del mondo, ci ridevamo quando eravamo piccoli, sembrava surreale, I fratelli Slang con la Macigno mobile, Clyde e la sua banda di nanetti,Ve li ricordate? Divertenti per essere i personaggi di un cartoon.

Provate a pensare di vivere in quel cartone animato, provate a pensare che ogni vostro spostamento comporti l’incontro con animali, sassi in mezzo alla strada, buche piene d’acqua di cui non si conosce la profondità, provate a pensare di incontrare la signorina Penelope Pitstop che si sistema il trucco tra un semaforo e l’altro...non al semaforo, perchè al semaforo “uscirà” il suo meraviglioso Street Phone (Iphone da queste parti è considerato apppunto uno street phone) tutto tempestato di Swarosky, perchè vero è, che non si può telefonare mentre si guida meno scontato è che io non mi possa truccare.


Poi Vi ricordate il barone, con tanto di cane a seguito, autista prepotente e rissoso...quelli di solito hanno pickup super corazzati, se Vi beccano in scooter siete morti, e non essendo un cartone, morti senza possibilità di ritorno.
E’ vero, non usano il clacson come i cinesi, ma mi azzardo a dire che i cinesi guidano un pochino meglio e soprattutto più pianino, mentre i cinesi si riempivano la macchina di santini (anche Mao era nella schiera santifica), qui la cosa è un pò più complicata...segnalare cambio di corsia o sorpasso è un optional che non tutti si possono permettere, quello che tutti, tutti si possono permettere è acquistare collanine di fiori ai semafori da appendere allo specchietto retrovirose, questa semplicissima pratica dal costo di 20  bath (50 centesimi di euro...lo so perchè li ho appesi in macchina...come diceva il Principe De Curtis....”non è vero ma ci credo”), allontana da te tutti gli spiriti maligni che potrebbero procurarti incidenti, magari non hanno un’assicurazione e spesso neanche una patente, però una collanina di gelsomini profumati ce l’hanno tutti...altro discorso per gli autobus che oltre a vere e proprie composizioni floreali, sono “tappati” in maniera assurda, ma quello in un’altra puntata, devo prima fare delle foto altrimenti non mi credete.


Quasi ad ogni semaforo ci sono questi venditori di assicurazioni floreali, quando i fiori si seccano l’automobilista non fa altro che ridare indietro quelli vecchi (in modo che il nastro che li tiene insieme venga riciclato) e prenderne di freschi e profumati, una polizza economica e profumata.

L’altissima densità di buddhisti fa si che tutti gli animali, per lo più cani, ma anche polli, galline, gatti, rane e a volte scimmie, a cui nessuno fa dal male, anzi sono nutriti e ospitati nelle capanne/negozio lungo le strade, si comportino come i padroni del mondo senza nessuna paura di macchine e motorini, capite bene che un cane che mi attraversa improvvisamente su una strada ad alto e complicato scorrimento può creare non pochi danni, le inchiodate sono una pratica molto molto usata.

Inoltre visto che si tratta della gara più pazza del mondo e tutti vogliono arrivare primi, i fari sono un’altro optional che non si usa di frequente, far scoprire la tua posizione all’avversario non è una buona pratica, questo è il periodo dei monsoni, piove quasi tutto il giorno, e a volte la pioggia è veramente forte ti si para davanti all’improvviso un muro di acqua, pensate che qualcuno abbia la buona abitudine di accendere i fari o diminuire la velocità.
In moto ancora pochini usano il casco o hanno l’età legale per guidare, ma tutti hanno una collanina di fiori sul manubrio o al collo dei ciondoli con delle piccole teche rappresentanti monaci o santi protettori dei viandanti.

Poi ci sono i taxi, i tuktuk, i venditori ambulanti che si portano in giro veri e propri negozietti di cibo o vestiti in semplici ma ingegnosi sidecar (altro che doccia di schiuma della bella Penelope del cartoon), intere famiglie in motorino compreso cane e nonna, bimbi che fanno i compiti in trabiccoli attaccati alle moto, sui motorini si trasporta tutto e tanto, a volte credo che un bravo “motociclista” riesca a caricare sul motorino molto di più che nel bagagliaio di un auto, in auto lo spazio è purtroppo definito, su una moto posso espandermi come voglio in altezza o larghezza, non ho limiti tranne l’azzardo a cui voglio sottoporre me stesso e le persone che mi incontreranno lungo la strada.

Poi ci sono i Farang che si calano perfettamente nella parte e vanno in giro con moto che trasformano in tuktuk con tanto di musica new age a palla, vecchietti con almeno ottantanni all’anagrafe e biciclettine rosa confetto come unico mezzo di trasporto....umanità varia e variegata.

Il capitolo strade e viabilità sarebbe infinito, si potrebbe scrivere per giorni sulla temerarietà dei moto taxi, la forza di tenere in equilibrio la moto, un ciccione Russo da 150kg e pure le sue valigie...bisognerebbe creare una nuova disciplina olimpica.



 A presto!