lunedì 30 settembre 2013

Patente a Pattaya

 L'avventura "patente" è cominciata giovedì concludendosi solo oggi.

Giovedì accompagnata dalle ragazze thailandesi dell'ufficio sono andata a fare certificato di residenza e certificato di buona salute entrambi in duplice copia (moto/auto).

Il primo ha comportato una lunga fila all'ufficio immigrazione, il secondo una "visita" lampo da un "dottore", sono entrata nello studio mi ha chiesto se ero Miss o Mrs ed ha compilato due certificati di buona salute, probabilmente se avessi risposto Miss mi avrebbero sottoposto a controlli molto accurati, è risaputo che le Miss sono molto più a rischio in questo paese essendo io una signora e per di più con figli non potevo che essere di sana e robusta costituzione.

Fatto questo siamo approdati nel magico mondo della motorizzazione....uno stabile in aperta campagna (molto capanna style), caotico, rumoroso, con scrivanie sulle scale e Vi assicuro senza nessun senso logico....si prendono numeri, si fanno file e si viene rimandati da un capo all'altro dell'edificio....ma non era un problema io ero accompagnata dagli autoctoni per cui nessun problema.

Il primo Step è stato convertire la mia patente dell'auto in una patente Thailandese, consegnato le carte, fatto un ridicolo test per la reazione di frenata ed uno per verificare che non fossi daltonica, il tutto direttamente da una patente italiana...senza nessun bisogno di una patente internazionale. Questa trafila è costata poco più venti euro, consiglio pratico, se non avete necessità di guidare da subito (anche prendere un paio di multe è molto più conveniente che fare una patente internazionale) e potete aspettare un mesetto di avere la visa definitiva (che è condizione fondamentale per avere una patente di guida Thai) direi che è una via molto più economica che non fare una patente internazionale in Italia.

La parte divertente è arrivata quando ho chiesto di fare anche quella del motorino, le ragazze dell'ufficio mi hanno detto che il motorino non era di loro competenza e che quindi mi sarei dovuta arrangiare da sola...bene, mi sono detta, chissà come finirà.

La mattina dopo parto con il mio motorino, si perchè i mezzi auto/moto dovete portarveli da casa, e vabbè cosa sarà mai guidare senza patente fino in motorizzazione, non formalizzatevi....prima di entrare in motorizzazione indosso la mia bella maglia a maniche lunghe, nascondo le proromenti tette che mi ritrovo con uno sciarpone (negli uffici bisogna vestirsi in maniera consona e rigorosa...Top Tank not allowed in the government office...hanno un'alta densità di "pole dancer" ma sono parecchio pudici), e mi accingo ad entrare, prendo il numero al primo piano, salgo al secondo piano, consegno le carte, mi rifanno fare i riflessi di frenata e controllano che non sia diventata daltonica durante la notte, e poi siccome ho già da un giorno una patente Thailandese posso saltare il video formativo di 4 ore per aspiranti automobilisti/motociclisti, passo direttamente alla sala test....mi siedo davanti al mio terminale e fallisco il test per ben due volte, nessun problema mi dicono puoi tornare a rifarlo ogni giorno per 90 giorni, ogni giorno puoi rifarlo due volte il sistema tiene in memoria i tuoi dati per 90 giorni.

Vabbè....prima o poi si stuferanno di me e mi daranno l'agognata licenza di guida, oggi però puoi sostenere la prova pratica, mi dice l'impiegata, mi reco con il mio motorino dietro l'edificio e mi metto in fila dietro altri 30 motorini in attesa di svolgere il loro esame, sotto il sole e con il casco (maglia e sciarpa), faccio il mio giretto tra i birilli, mi fermo allo stop, metto le frecce, in 3 minuti ecco che mi guadagno il mio tic sui fogli che portavo con me, complimenti lei sa guidare, Test Passed.

Parcheggio il motorino, risalgo al secondo piano, ritrovo la mia impiegata di fiducia, consegno i miei fogli, mi dice di tornare lunedì per il test.

Durante il weekend, cerco di capire se qualcuno conosce il codice della strada Thai, ma pare che i più ne ignorino l'esistenza, vado a cercarmi un libro ma tutto ciò che trovo è un manuale di scuola guida in Thailandese con il quale domenica sono andata in spiaggia ed importunando tutte le fidanzate Thai che c'erano in giro, sono riuscita a capire il significato di alcuni segnali che non conoscevo,  ma di chi abbia la precedenza all'incrocio ancora non lo sappiamo, pare a sinistra, ma diciamo che vige la regola asiatica "non aggangiare lo sguardo degli altri automobilisti", presumo sia per quello che hanno tutti i vetri scuri e prosegui inesorabile per la tua strada...qui a differenza della Cina non si usa il clacson pare disturbi l'armonia cosmica ed urti molto i nervi dei Thai che a parte i "sorrisi" di ordinanza viaggiano spesso armati, mi hanno raccontato episodi incredibili di gente gambizzata o uccisa per aver usato il clacson, io che vengo dalla terra dei campanelli, dove bastava una scampanellata per attraversare sono rimasta un pò infastidita da questa brutta abitudine Thai.

Lunedì, imbaccuccata come al solito, mi ripresento allo sportello, devo rifare il test...bene cercati le carte in quella scatola (ecco il sistema che tiene in memoria i miei dati, uno scatolone)...sgomito tra i locali che stavano effettuando la stessa mia operazione, guardo il metro cubo di fogliacci uno ad uno per tre volte, intanto sono rimasta l'unica persona attorno a primordiale sistema operativo, faccio un timido segno all'impiegata.

"Non ci sono le mie carte qui..."
"Impossible....try again"

Mi consiglia di prendere i fogli uno alla volta, di guardarli bene e di appoggiarli accanto alla scatola in modo da non confondermi, io che ho capito da tempo che è inutile contraddire un asiatico faccio esattamente quello che mi dice, dopo il quarto giro di carte anche lei si rassegna e mi dice di andare intanto a fare il test.

Sinceramente non so se è più pericoloso guidare un carrarmato, guidare senza cristallo anteriore, o con le luci dei freni non funzionanti, non ho ben capito se è consetito prendere anfetamine per restare svegli, e neanche se si può andare in giro con una targa home made, non ho capito se il loro segnale di dare precedenza vale come uno stop e se il lampeggiante rosso agli incroci vale come il dare la predenza, però ho superato l'esame ho scelto le risposte che mi sembravano più sensate, credo che il problema non siano tanto le domande in se quanto la traduzione oltre al fatto che non sono di madrelingua inglese.

Da oggi sono un'orgogliosa proprietaria di patente, ma soprattutto sono orgogliosa di essermela cavata da sola, di non aver perso la pazienza, di aver ritrovate i miei documenti proprio sulla scrivania dell'impiegata e di non essere schiattata per il caldo a causa della mia sciarpa fuori stagione.


mercoledì 25 settembre 2013

La noia non fa per me

Se c'è una cosa che mi riesce malissimo è annoiarmi.

Non c'è la faccio proprio....la noia mi rosica dentro, non dico di volere tutte le ore del giorno occupate, i tempi morti sono i miei preferiti, le pause caffè, le pause lettura, le pause cucina, i massaggi....mi piacciono le pause, la noia mi piace meno.

Se non ci sono me le invento, prima mi sono improvvisata arredatrice e mi sono creata una cucina tutta verde, una zona Tv molto anni 80, una sala Thai Chic e un giardino stracolmo di orchidee, con il mio motorino sono corsa da un mercatino all'altro cercando delle cose per fare di 4 stanze una casa in cui passare i prossimi anni, ho appeso lampadari e imbiancato soffitti.

Progetto arredamento quasi finito quindi, mancano pochi dettagli ma direi che già ci si sente molto a casa.

Ha un pò l'aspetto di una casa di vacanze al mare....il che la rende molto accogliente e rilassante, tanti stili, tanti colori forti e molto profumo di zenzero ed incensi.

Bene....bene....e adesso che Bree ha quasi abbandonato il mio corpo cosa mi metto a fare, comincio con la casa del vicino e mi creo un nuovo lavoro?

Ho deciso di fare qualcosa di più utile sia per me che per il vicino che magari non ama l'artigianato Thailandese.

 Mi sono iscritta ad un corso di lingua Thai, perchè ormai è più di un mese che mi sento straniera e la cosa non mi piace per niente, almeno quattro parole le voglio imparare e anche in fretta, da martedì potrò cominciare a relazionarmi con il popolo, mi pesa moltissimo sentirmi straniera come diceva Bernard Shaw :
"Scusatemi se anche all'estero mi trovo bene come a casa".



I thailandesi, da parte loro,  con il fatto che parlano inglese riescono a relazionarsi molto bene con noi Farang, certo ci guardano sempre come i fratelli scemi e direi che hanno anche un pò ragione, quasi mai ci esprimiamo nella loro lingua (l'unica che parliamo è sempre quella dei conquistatori) facciamo richeste generalmente piuttosto strane, non siamo pratici della zona e delle regole sociali.
Una pazienza con questi Farang.


Dopo la lingua, l'altra necessità è avere una patente valida, ormai l'ebrezza della stazione di polizia l'ho provata, una multa me l'hanno data ed è tempo di pagare il mio debito con la società e mettermi in regola con la legge, l'avrei fatto anche prima ma i tempi Thai sono come quelli biblici. Domani vado a fare quella dell'auto o meglio a far convertire la mia, dovrò solo sostenere un piccolo esame per i riflessi. 

Altro discorso ed un pochino più complicato sarà la patente del motorino, quella devo farla ex novo e per ottenerla dovrò superare un esame teorico ed uno pratico. I test sono anche in inglese e dovrei riuscire a cavarmela anche se leggendo un pò sui vari blog pare che le domande siano così assurde che a volte si fa fatica a rispondere.

 Il consiglio che tutti mi stanno dando è :" ....pensa come un Thai....pensa come un Thai....".


Queste sono alcune delle domande....




Forse la soluzione potrebbe essere prendere una pillola di anfetamine e caricarsi il mezzo sulle spalle con le frecce accese?

Vabbè vi faccio sapere nei prossimi giorni se mi sono patentata!




mercoledì 18 settembre 2013

Ai miei tempi c'erano i Duran Duran


L'adolescente femmina...che è praticamente cresciuta in questo blog, negli anni, è passata dal ruolo di principessa delle fate a quello (meritatissimo e con la P grande) di Principazza, fino a guadagnarsi nelle ultime settimana il titolo di Darky.

Si perchè colei che voleva cavalcare gli unicorni, poi pony, poi anche un cavallo normale direi che mi accontento, colei che prendeva il tè con Alice e la regina di Cuori, colei che litigava con la fatina Sbarluffina che le scompigliava i capelli, colei che parlava con gli gnomi del bosco dietro casa, è tragicamente, ahimè ...diventata grande, si veste solo di nero, si mecha i capelli di fuschia (come lo chiama lei) e da grande vuole fare il Deejay come il suo idolo inconstrastato Skrillex, un idolo fra i teenager, ed io capisco tutto (so' moderna io), vuoi fare il Deejay per me va bene, vuoi suonare i Bonghi per me va bene, vuoi dipingere per me va bene, vuoi girare l'Australia a piedi per me va bene (so' moderna).

Mi dici che questo Skrillex è bravo, guardiamo i video, i concerti, per me va bene, capisco e se non capisco faccio finta di apprezzare il sound, scuoto la testa (te lo devo mi sono presa l'impegno di accompagnarti fino alla maturità), finchè uno mi dice che è bravo, bravissimo, un genio della consolle, una bestia da palcoscenico, il re incontrastato del vinile (ma come sono old), un trascinatore di folle, io capisco o faccio finta di capire, ma quando una mi dice che è bellissimo, e Vi dirò di più "the sexy man ever"....io scuoto la capoccia e non capisco, forse sono veramente troppo old per due figli adolescenti contemporaneamente.
Io ero innamorata di Simon Le Bon, ma ci stava, era oggettivamente un bel ragazzo (forse il naso un pò a patata), la musica dei Duran mi emozionava e la canticchiavo storpiandola, ma la verità vera, quello che veramente contava era che io volevo sposare Simon, era così carino, dannato quanto bastava, biondo e con gli occhi azzurri un principe senza mantello....ma se dovessi ritrovarmi con un  genero come questo o anche simile a questo.....





capite che per il mio senso estetico sarebbe un colpo durissimo.

Tra quanto passa questa adolescenza....ci sono medicine?

lunedì 9 settembre 2013

Umanità varia ed eventuale. Pattaya City.

Umanità varia ed eventuale, variabile, variegata, stranamente normale, normalmente strana.

Lo schock culturale a cui ti sottopone questo paese è veramente forte.

La Cina mi ha messo alla prova, ma era una prova diversa...in realtà non cercavo di comprendere (forse a volte si ma rinunciavo in fretta) accettavo la diversità di un popolo e cercavo di "mimetizzarmi" tra la popolazione locale girando sempre in bici e parlando quel poco di cinese che conosco.

Ho accettato, mi sono incuriosita e spesso mi sono scontrata con un sistema che non mi piaceva, con idee che non condividevo, con la mancanza di libertà e con l'ignoranza di un popolo a cui non era stata data possibilità di scelta...siamo arrivati durante le Olimpiadi di Pechino e ricordo perfettamente la locandina in ascensore che diceva di non uscire di casa e non andare verso il centro perchè c'era il passaggio della fiaccola olimpica ed era stata promulgata la legge marziale, ricordo il terremoto nel Sichuan, durante quei giorni  in cui c'era la necessità di avere più informazioni possibili la tv era oscurata, per rispetto alle vittime diceva la dicitura...ho capito ed ho accettato, forse ho subito ma mi sono adattata ad una cultura millenaria seppur soggiogata dagli eventi.

Qui per il momento, faccio più fatica, mi guardo attorno e mi rendo conto di essere in un bel paese, la Thailandia ha dei luoghi bellissimi, la natura è dirompente e la gente molto cordiale, ma faccio fatica ad accettare il modo di vivere di questo posto in particolare, facevo meno fatica in Cina perchè infondo non era la mia cultura non era la mia gente, qui invece la mia cultura e la mia gente si fondono con naturalezza nella vita Pattayese (che pare sia un luogo a se anche in Thailandia) e quindi fatico a capire.

Ci sono dei bei luoghi anche a Pattaya, lentamente li stiamo scoprendo, percorsi alternativi lontani dalle strade popolate da gogo bar e pole bar,  ma posso dire che mediamente questo non è un luogo per famiglie...ovunque (ovunque....dove meno crederesti) ci sono signorine attaccate ad un palo (e fosse solo il palo), ma loro le capisco pare sia un lavoro come un altro....non capisco tutti gli uomini che restano li dalla sera alla mattina, per finire magari a scopare in un tugurio fetente con donne che lo fanno veramente per sopravvivere...non sopporto gli sguardi che si appiccicano addosso alla mia bambina quando passeggiamo per andare a prenderci un gelato ed inevitabilmente passiamo davanti ad uno di quei bar.

Sono troppo sciocca e provinciale per comprendere tutti questi uomini che si portano a casa una ragazza per il tempo della vacanza e vivono con lei una vita "coniugale", è una prostituta trattala come tale, è una fidanzata trattala con maggiore rispetto.

Resto incantata dai bellissimi LadyBoy che fanno le cassiere al supermercato, integrati perfettamente nella società, è un miscuglio di umanità varia che si fa fatica a capire, forse sono troppo sciocca e provinciale e purtroppo ho bisogno di "etichette", di classificare di capire i motivi....mi sforzo di non giudicare, anzi a volte giustifico il Macho tatuato che fa la spesa al supermercato con il suo fidanzato ancheggiante, li trovo molto carini mi sono sembrati "famiglia" come mi sono sembrati benevoli gli occhi del Macho mentre aspettava in cassa  il suo Ladyboy che si era dimenticato di comprare l'ultima cosa della lista.

Credo che Pattaya non sia solo il troiaio della Thailandia, credo che qui tante persone che io non riesco a capire e perdonatemi ad etichettare secondo la mia logica, abbiano trovato una loro dimensione, una loro isola felice in mezzo a tutta la mercificazione di questo girone dantesco.

Imparerò ad andare oltre, imparerò a non aver bisogno di etichette, imparerò a giustificare le miserie umane, imparerò a non farmi troppe domande, imparerò ad apprezzare la varietà di questo paese.

Per il momento ho solo bisogno di scrivere le prime impressioni, ho solo bisogno di rileggermi....magari tra qualche giorno con più leggerezza.


Anche questa è Pattaya,....ma sapete come si dice:"Good people go to Heaven, Bad people go to Pattaya!

lunedì 2 settembre 2013

Stradine pericolose

Ed è passata un'altra settimana.

Velocissima....io e il mio scooter abbiamo girato parecchio.

Abbiamo colorato le pareti di verde e arancione e messo le orchidee nel patio....sembra quasi una casa, anche se non sò ancora di preciso cosa ho attorno, riesco ad arrivare al mercato del pesce (devo ricordarmi le scarpe chiuse) e faccio la spesa in supermercati che in Cina mi sognavo....mi sto quasi culinariamente impigrendo.

Comincio ad infilarmi tra le macchine ed ho assunto la faccia da "autoctono" che usavo in Cina per attraversare gli incroci.
Funziona....funziona anche qui.

In dieci minuti arrivo quasi ovunque, fa un caldo boia e non potrei farcela a pedalare, lo scooter si è rivelata la scelta giusta, quando rientro sono sporca ed impolverata ma la soddisfazione di averla spuntata con la guida a sinistra e il traffico incasinato mi ripaga.

Al mercato rispondo a tutti solo in cinese...penseranno che sono una Farang (Laowai in cina....straniero) un pò stramba, solo dopo un attimo aggiusto con l'inglese che qui parlano quasi tutti.

Sto anche cominciando ad esplorare i dintorni.....

"Dove stai andando per questa stradina? Ti sei persa?  Pattaya è dall'altra parte."

Mi dice un thailandese premuroso accostandomi con il motorino....

"Sono un pò preoccupato per te."

"No...non preoccuparti sto facendo un giretto, non devo andare a Pattaya."

"Ma non puoi andare per questa stradina..."

"Oh...scusa scusa, non avevo visto che era una strada privata...."

"Cosa? Privata?...ma nò non è privata e solo che potresti trovare qualche coccodrillo..."

"Coccodrillo????....."

Ma un bel segnale....

un bel segnale grande....

GRANDE.... così la farang stordita e appena arrivata non rischia di essere mangiata ancora prima di essersi ambientata?