martedì 3 dicembre 2013

Il tempo dei deodoranti e dei primi amori

Gli adolescenti puzzano.

Su questo semplice assunto si gettano le basi per un marketing mirato e sfrenato, quello dei deodoranti.

Per un periodo omettono anche il lavaggio preventivo al deodoramento, ma solitamente è una fase che dura poco, subito dopo si passa a docce infinite con tanto di nebulizzazioni molto molto abbondanti di deodorante.

Noi personalmente siamo ormai membri onorari del consiglio di amministrazione di AXE, il Ceo in persona ci manda gli auguri di Natale, con dei nomi come "Provoke","Hot Fever", "Istinct", "Excited", "Full Controll", "Tempation", sfido qualsiasi adolescente con ormoni in tempesta a non cadere nel tranello di questo miracoloso deodorante.

Mentre scie "profumate" inseguono il mio ragazzone da due metri per 46 di piede, anche la piccola di famiglia ha subito la "trasformazione", è passata da Skrillex ad un bel ragazzino Ukraino che le scrive biglietti romantici siamo passati dal sono "sonodarkinsideilmondoèunpostodimerda" alle farfalle nello stomaco, un bel passo avanti, senza dubbio....ma il vero problema adolescenziale delle figlie femmine sono i padri, mentre con il maschio sono tutte pacche sulle spalle, occhiate di assenso, complicità maschia, battute da camerata, quando esce l'adolescente maschio il padre si limita a chiedere "Dove vai?" e da buon mantovano "C'è gnocca?", quando parliamo della sua bambina è tutto un'altro paio di maniche, il padre mi si agita e mi diventa ansioso, geloso.

Critica tutto del povero malcapitato, la camicia, i capelli, la stretta di mano, le scarpe...cose di cui io non mi ero neanche accorta, avevo notato solo un 15enne impacciato e timido, mentre lui aveva già fatto una scansione delle cattive intenzioni del genere maschile tutte concentrate in un unico adolescente.

Domenica lasciamo al cinema, la sua bambina e l'adolescente malintenzionato, con sommo disappunto di MrBig, dopo la solita solfa ..."in un luogo buio, ma hai visto che camicia, a me quello non piace, io conosco i maschi..." riesco ad allontarlo dall'atrio. E' stato con la bocca a "pettinicchio" tutto il pomeriggio, non ha quasi mangiato, l'ha presa veramente malissimo (i maschi devono essere proprio delle brutte persone).

All'uscita eravamo già pronti li ad aspettarla...anzi non ci eravamo neache allontanati troppo, sempre in zona pronti a salvarla dal lupo cattivo.

"Bello il film?"
"Si carino...ma la fine non l'ho proprio capita bene."
"Ma sei stata attenta?"
"Ma si son stata attenta....era un pò articolata, non ho capito bene."
"Ma tu sei sicura di essere stata attenta? Non ti sei distratta mai?"

....

"E tu...tu hai capito BENE la fine film?"

Rivolto al malcapitato....l'ho trascinato via prima di peggiorare del tutto la sua situazione.

Mai riso tanto in vita mia.


mercoledì 27 novembre 2013

Cervelli in fuga, adolescenti ingombranti e Mucche Nuove.

Avrei dovuto scrivere di Krabi, di Loi Khratong, del Cabbage and Condoms....avrei dovuto scrivere di Thailandia bella, avrei dovuto scrivere di iniziative scolastiche molto formative...ed invece le mie giornate continuano a passare di corsa, con me stessa sempre in lite con gli adolescenti di casa e con il cervello che vuole abbandonarmi per trovare una compagna migliore, dai pensieri meno complicati.

Faccio fatica ad adattarmi? Un pò si, ma non è quello il vero problema.

Faccio fatica ad accettare che esistano queste cose, cose che prima mi venivano filtrate da uno schermo televisivo, cose che prima sembravano solo racconti, cose a cui prima davo il beneficio del dubbio. 

Sì, sicuramente sì.

Credo profondamente nell'essere umano, ma dopo solo 4 mesi di Thailandia comincio a ricredermi sul concetto di libero arbitrio, rimpiango profondamente la censura cinese, oltre all'oggettistica Kitch che mi metteva tanta allegria.

I discorsi son sempre quelli e anche un pò noiosi, la miseria umana viene reiterata giorno dopo giorno, faticoso, credetemi molto faticoso.

Inoltre ci sono gli adolescenti che mi ingombrano la casa e l'anima, i teen hanno messo in profonda discussione il mio ruolo materno, e ci stà....tutto normale, il vero problema è che io stessa stia mettendo in discussione il mio essere genitore, l'istinto materno è arrivato ai minimi storici.

Mentre guardano la Tv, suonano la chitarra, chattano su facebook e usano Skype, per non dimenticare che i libri sono sul tavolo....quindi in realtà stanno studiando.

Se lo paragono al padre che non riesce a sbucciare una mela e parlare contemporaneamente, direi che c'è stata un'evoluzione della specie notevole, le future mogli di questa generazione di teenager non potranno lamentarsi, almeno che non sia il matrimonio a rovinare l'uomo del futuro, la prossima generazione di mariti potrebbe essere Multitasking.

Non dimenticheranno compleanni ed anniversari (aiutati da facebook ovviamente), sapranno girare il risotto e contemporaneamente apparecchiare la tavola, stirare mentre chiacchierano su Skype, saranno finalmente uomini a tutto tondo che non seguiranno l'esempio dei padri divanizzati e sonnolenti appena varcata la soglia di casa.

Ma questo è un'altro discorso per il quale resta sempre valido il "Teorema della Mucca Nuova"....questo uno stralcio dal libro.


Nel primo giorno dell'esperimento a un toro venne portata una mucca. I due si accoppiarono. Il secondo giorno al toro venne portata la stessa mucca, ma questa volta l'accoppiamento non avvenne. Nel terzo giorno al toro venne offerta ancora la stessa mucca, visibilmente travestita, ma di nuovo non vi fu accoppiamento. Il quarto giorno i ricercatori si resero conto che il toro resisteva a ogni tentativo di ingannarlo con stimoli visivi fasulli e decisero di camuffare la mucca in modo diverso: distribuirono il liquido vaginale di una mucca nuova sulla zona genitale della mucca già montata. L'interesse del toro fu momentaneamente ridestato ma neanche in questo caso avvenne l'accoppiamento. Tesi inconfutabile: il toro pretendeva una Mucca Nuova e rifiutava di accoppiarsi per la seconda volta con quella che oramai gli appariva come una Mucca Vecchia. 

Ebbene, tale teoria sarebbe anche alla base dei comportamenti degli uomini ch
e, dopo una relazione intima più o meno lunga con una donna, diventa rapidamente insofferente nei confronti di quella che vede come Mucca Vecchia...


Che poi qui è pieno di Mucche Vecchie e Nuove e di Tori apparentemente sonnolenti che si risvegliano con il solo afrore di Mucca Nuova, il vero segreto è forse reinventarsi? Ma il Toro in questione non si è lasciato ingannare dai travestimenti e neanche da un profumo diverso, e di storie di Tori casalinghi e sonnolenti ne ho sentite fin troppe, e anche di come gli stessi Tori narcolettici si ritrovino ad essere l'anima della festa solo se la Mucca Vecchia si allontana un pò.

Vabbè tutta un'altra storia, di cui tra l'altro avevo già parlato qui.

Prometto che la prossima volta mi concentrerò sulla Thailandia bella.

Condedetemi questa divagazione.

mercoledì 13 novembre 2013

The Sanctuary of Truth - Prasat Satchatham





Sono indisciplinata, non faccio mai i "compiti", mi ero riproposta di aggiornare con maggiore frequenza, ma come al solito mi son persa, persa nei miei pensieri che si arrotolano sempre e solo su loro stessi, persa nel solito dilemma "è proprio questo che voglio per i miei figli", persa e confusa nelle pagine dei quotidiani "pattayaesi" che quasi ogni giorno hanno in prima pagina minori violati, sparatorie, suicidi e storie varie di miseria umana.




Passeggiando per questa "atipica" città che ci ospita abbiamo scoperto un angolo mistico, un colpo al cuore, la bellezza Tahilandese che tutti si aspettano, quella che ci promettono le guide turistiche.






Un tempio in divenire, un tempio che vuole rappresentare l'armonia e l'equilibrio.

All'interno sono rappresentati i sette elementi creatori: cielo, terra, Padre, Madre, luna, sole e stelle. 
All'esterno sono rappresentati quattro elementi legati all'uomo: la  religione, la vita, la filosofia immortale, la pace. 

Non è rappresentata nessuna religione in particolare ma un'insieme di simbolismi che sono comuni a più religioni, il santuario della verità ci invita a ragionare sul potere della bellezza, sul potere della forza dell'animo umano, sul Karma che dovremmo riuscire a costruirci giorno dopo giorno proprio come questo Tempio.

In continua costruzione dal 1981, impiega più di trecento artisti provenienti da tutto il sudest asiatico, The Sanctuary of Truth, dono di un miliardario Thailandese alla città di Pattaya, mi è sembrata significativa la scelta della location, scegliere una Sodoma per costruirci qualcosa di così bello mi è sembrato un atto di fiducia estrema nell'essere umano, l'arte è bellezza, l'essere umano è bellezza purtroppo spesso ci perdiamo nel nostro libero arbitrio ma possiamo sempre riscattarci attraverso l'arte e la bellezza, e se solo una persona camminando nel parco o guardando le sculture lignee del santuario si è ritrovato, ha ritrovato l'uomo, l'essere creato da Dio....qualunque Dio....ne è di certo valsa la pena.





Vi linko un articolo di La Repubblica Viaggi che spiega bene la storia di questa "Sagrada Familia" Thailandese. La prossima volta "La Krabi (finchè dura) senza turisti".


lunedì 14 ottobre 2013

Di Voli pindarici, parcheggi artistici e sogni regalati...


Qui si cade dal balcone, molto spesso, c’è un’alta mortalità dovuta a cadute accidentali (di occidentali) dai balconi, oggi ascoltavo le news alla radio e tra la notizia della raccolta fondi del Rotary Club di Pattaya per gli alluvionati, e il concorso di bellezza per i Ladyboy , ecco che l’ennesimo Farang mi cade dal balcone, di solito si tratta di persone un pò age, questo era un 46enne svedese (o norvegese non ricordo), la sua fidanzata Thai dice che si è trattato di un suicidio, un pò per problemi economici un pò perchè la famiglia Europea lo voleva far tornare a casa.

Di solito si tratta di persone piuttosto anziane, con mogli Thai, le vedove si consolano quasi subito con la pensione del malcapitato e sotto un’altro...sperando che non siano delle mantidi seriali.
Le storie che si sentono in questo paese rasentano l’assurdo, vecchietti (e non) sedati e derubati, scene di gelosia finite ai coltelli, figli spariti nel nulla, compaesani che vivono di espedienti, farang impoveriti che dormono letteralmente sotto i ponti.

Una sera parlando con degli amici, ribadivo che mi riusciva molto difficile comprendere il concetto di prostituzione che c’è in questo paese, la mescolanza di ruoli, le scenate di gelosia, il vivere con una sconosciuta per tutto il tempo della “vacanza”, la voglia di portarsela in giro di passare con lei tanto tempo, sentirsi lusingati dalle moine di una “mercenaria”, fare dei regali e lasciare comunque sul comodino i tuoi mille bath giornalieri.

Con l’aria più serena del mondo uno di loro mi risponde, che non potrò mai capire, è un concetto di vita troppo diverso da quello a cui sono abituata, non devo vederla come prostituzione, quella la trovi ovunque non serve arrivare fin qua, “...queste ragazze non ti vendono il loro corpo, queste ragazze ti vendono un sogno...”.

Mi piacciono le persone, mi piace capire, parlare e mi piace il confronto, ne è nata una discussione che mi ha aperto gli occhi, mi spiegava, gli uomini che arrivano qui si sentono un pò dei principi azzurri, certo anche lui ammetteva il tutto per il tempo di una settimana o due, anche se c’è qualcuno che sponsorizza queste ragazze anche a distanza, ma in quelle vacanze loro si sentono meno sfruttatori, e le ragazze vivranno in begli alberghi mangiando bene e concedendosi ad un’uomo solo, a volte nascono anche delle amicizie, e magari gli uomini ritornano e cercano la ragazza dell’anno prima (come i bagnini in Romagna), a volte si sentono via Skype o Whatup, ruoli certo un pò confusi, ma Vi dirò che guardandola da questo punto di vista il tutto ha molto più senso, l’Ego maschile viene massaggiato per una quindicina di giorni, questi uomini si sentiranno unici, preziosi, in più anche salvatori, dei veri azzurri principi...spero che abbiano la consapevolezza che si tratta di un gioco, dove nessuno vince ma tutti pagano un prezzo...in dignità, in soldi, in integrità morale.

Certo capisco un pò di più, di questa dinamica, e a volte mi dispiace un pò che tutte le ragazze (specialemente a Pattaya) vengano etichettate senza possibilità di redenzione,  in un paese dove tutto sembra calmo, sorridente, dove ci si inchina davanti ai mille altarini in strada, dove si lascia scorrere il flusso del tempo e delle stagioni senza realmente curarsi del tempo che passa, il Karma si costruisce a caro prezzo.

Di parcheggi artistici...noi napoletani abbiamo qualcosa da imparare da queste parti.

Domenica il parcheggio del centro commerciale era strapieno, i posti delimitati dalle strisce bianche tutti occupati, noto che però qualcuno con molta tranquillità parcheggia la macchina proprio di traverso rispetto a quelle già parcheggiate, impedendone di fatto l’uscita “...ma sono pazzi questi thailandesi?” , in Italia avrebbero come minimo rischiato un cric del vetro, ma ti pare che si parcheggia così, speriamo non si mettano davanti alla nostra, questi erano i miei pensieri mentre mi dirigevo all’ingresso, nel frattempo ecco arrivare uno dei proprietari delle macchine “incastrate”, ecco adesso ti voglio, come minimo gli spacca il vetro, questo invece come niente fosse si mette a spingere la macchina un pò più avanti in modo da liberare la sua via d’uscita...questi non son matti, hanno sviluppato delle capacità di adattamento incredibili, semplicemente lasciano la macchina in folle, in modo che tranquillamente la si può spostare un pò....il un paese dove si parcheggia in maniera estremamente artistica tutto è possibile.
Ne vedremo delle belle.


lunedì 7 ottobre 2013

Guidare in un cartoon






Più passo del tempo in questa parte di mondo e più mi rendo conto che la fantasia non esiste, tutto è stato già fatto, già visto, nessuno si inventa più niente, diciamo che le cose cambiano forma ma la sostanza resta invariata...restai stupita di ritrovarmi i “lucchetti” di Moccia in un tempio cinese, tradizione, pare, molto più consolidata della nostra.


Vi ricordate il cartone animato la corsa più pazza del mondo, ci ridevamo quando eravamo piccoli, sembrava surreale, I fratelli Slang con la Macigno mobile, Clyde e la sua banda di nanetti,Ve li ricordate? Divertenti per essere i personaggi di un cartoon.

Provate a pensare di vivere in quel cartone animato, provate a pensare che ogni vostro spostamento comporti l’incontro con animali, sassi in mezzo alla strada, buche piene d’acqua di cui non si conosce la profondità, provate a pensare di incontrare la signorina Penelope Pitstop che si sistema il trucco tra un semaforo e l’altro...non al semaforo, perchè al semaforo “uscirà” il suo meraviglioso Street Phone (Iphone da queste parti è considerato apppunto uno street phone) tutto tempestato di Swarosky, perchè vero è, che non si può telefonare mentre si guida meno scontato è che io non mi possa truccare.


Poi Vi ricordate il barone, con tanto di cane a seguito, autista prepotente e rissoso...quelli di solito hanno pickup super corazzati, se Vi beccano in scooter siete morti, e non essendo un cartone, morti senza possibilità di ritorno.
E’ vero, non usano il clacson come i cinesi, ma mi azzardo a dire che i cinesi guidano un pochino meglio e soprattutto più pianino, mentre i cinesi si riempivano la macchina di santini (anche Mao era nella schiera santifica), qui la cosa è un pò più complicata...segnalare cambio di corsia o sorpasso è un optional che non tutti si possono permettere, quello che tutti, tutti si possono permettere è acquistare collanine di fiori ai semafori da appendere allo specchietto retrovirose, questa semplicissima pratica dal costo di 20  bath (50 centesimi di euro...lo so perchè li ho appesi in macchina...come diceva il Principe De Curtis....”non è vero ma ci credo”), allontana da te tutti gli spiriti maligni che potrebbero procurarti incidenti, magari non hanno un’assicurazione e spesso neanche una patente, però una collanina di gelsomini profumati ce l’hanno tutti...altro discorso per gli autobus che oltre a vere e proprie composizioni floreali, sono “tappati” in maniera assurda, ma quello in un’altra puntata, devo prima fare delle foto altrimenti non mi credete.


Quasi ad ogni semaforo ci sono questi venditori di assicurazioni floreali, quando i fiori si seccano l’automobilista non fa altro che ridare indietro quelli vecchi (in modo che il nastro che li tiene insieme venga riciclato) e prenderne di freschi e profumati, una polizza economica e profumata.

L’altissima densità di buddhisti fa si che tutti gli animali, per lo più cani, ma anche polli, galline, gatti, rane e a volte scimmie, a cui nessuno fa dal male, anzi sono nutriti e ospitati nelle capanne/negozio lungo le strade, si comportino come i padroni del mondo senza nessuna paura di macchine e motorini, capite bene che un cane che mi attraversa improvvisamente su una strada ad alto e complicato scorrimento può creare non pochi danni, le inchiodate sono una pratica molto molto usata.

Inoltre visto che si tratta della gara più pazza del mondo e tutti vogliono arrivare primi, i fari sono un’altro optional che non si usa di frequente, far scoprire la tua posizione all’avversario non è una buona pratica, questo è il periodo dei monsoni, piove quasi tutto il giorno, e a volte la pioggia è veramente forte ti si para davanti all’improvviso un muro di acqua, pensate che qualcuno abbia la buona abitudine di accendere i fari o diminuire la velocità.
In moto ancora pochini usano il casco o hanno l’età legale per guidare, ma tutti hanno una collanina di fiori sul manubrio o al collo dei ciondoli con delle piccole teche rappresentanti monaci o santi protettori dei viandanti.

Poi ci sono i taxi, i tuktuk, i venditori ambulanti che si portano in giro veri e propri negozietti di cibo o vestiti in semplici ma ingegnosi sidecar (altro che doccia di schiuma della bella Penelope del cartoon), intere famiglie in motorino compreso cane e nonna, bimbi che fanno i compiti in trabiccoli attaccati alle moto, sui motorini si trasporta tutto e tanto, a volte credo che un bravo “motociclista” riesca a caricare sul motorino molto di più che nel bagagliaio di un auto, in auto lo spazio è purtroppo definito, su una moto posso espandermi come voglio in altezza o larghezza, non ho limiti tranne l’azzardo a cui voglio sottoporre me stesso e le persone che mi incontreranno lungo la strada.

Poi ci sono i Farang che si calano perfettamente nella parte e vanno in giro con moto che trasformano in tuktuk con tanto di musica new age a palla, vecchietti con almeno ottantanni all’anagrafe e biciclettine rosa confetto come unico mezzo di trasporto....umanità varia e variegata.

Il capitolo strade e viabilità sarebbe infinito, si potrebbe scrivere per giorni sulla temerarietà dei moto taxi, la forza di tenere in equilibrio la moto, un ciccione Russo da 150kg e pure le sue valigie...bisognerebbe creare una nuova disciplina olimpica.



 A presto!

lunedì 30 settembre 2013

Patente a Pattaya

 L'avventura "patente" è cominciata giovedì concludendosi solo oggi.

Giovedì accompagnata dalle ragazze thailandesi dell'ufficio sono andata a fare certificato di residenza e certificato di buona salute entrambi in duplice copia (moto/auto).

Il primo ha comportato una lunga fila all'ufficio immigrazione, il secondo una "visita" lampo da un "dottore", sono entrata nello studio mi ha chiesto se ero Miss o Mrs ed ha compilato due certificati di buona salute, probabilmente se avessi risposto Miss mi avrebbero sottoposto a controlli molto accurati, è risaputo che le Miss sono molto più a rischio in questo paese essendo io una signora e per di più con figli non potevo che essere di sana e robusta costituzione.

Fatto questo siamo approdati nel magico mondo della motorizzazione....uno stabile in aperta campagna (molto capanna style), caotico, rumoroso, con scrivanie sulle scale e Vi assicuro senza nessun senso logico....si prendono numeri, si fanno file e si viene rimandati da un capo all'altro dell'edificio....ma non era un problema io ero accompagnata dagli autoctoni per cui nessun problema.

Il primo Step è stato convertire la mia patente dell'auto in una patente Thailandese, consegnato le carte, fatto un ridicolo test per la reazione di frenata ed uno per verificare che non fossi daltonica, il tutto direttamente da una patente italiana...senza nessun bisogno di una patente internazionale. Questa trafila è costata poco più venti euro, consiglio pratico, se non avete necessità di guidare da subito (anche prendere un paio di multe è molto più conveniente che fare una patente internazionale) e potete aspettare un mesetto di avere la visa definitiva (che è condizione fondamentale per avere una patente di guida Thai) direi che è una via molto più economica che non fare una patente internazionale in Italia.

La parte divertente è arrivata quando ho chiesto di fare anche quella del motorino, le ragazze dell'ufficio mi hanno detto che il motorino non era di loro competenza e che quindi mi sarei dovuta arrangiare da sola...bene, mi sono detta, chissà come finirà.

La mattina dopo parto con il mio motorino, si perchè i mezzi auto/moto dovete portarveli da casa, e vabbè cosa sarà mai guidare senza patente fino in motorizzazione, non formalizzatevi....prima di entrare in motorizzazione indosso la mia bella maglia a maniche lunghe, nascondo le proromenti tette che mi ritrovo con uno sciarpone (negli uffici bisogna vestirsi in maniera consona e rigorosa...Top Tank not allowed in the government office...hanno un'alta densità di "pole dancer" ma sono parecchio pudici), e mi accingo ad entrare, prendo il numero al primo piano, salgo al secondo piano, consegno le carte, mi rifanno fare i riflessi di frenata e controllano che non sia diventata daltonica durante la notte, e poi siccome ho già da un giorno una patente Thailandese posso saltare il video formativo di 4 ore per aspiranti automobilisti/motociclisti, passo direttamente alla sala test....mi siedo davanti al mio terminale e fallisco il test per ben due volte, nessun problema mi dicono puoi tornare a rifarlo ogni giorno per 90 giorni, ogni giorno puoi rifarlo due volte il sistema tiene in memoria i tuoi dati per 90 giorni.

Vabbè....prima o poi si stuferanno di me e mi daranno l'agognata licenza di guida, oggi però puoi sostenere la prova pratica, mi dice l'impiegata, mi reco con il mio motorino dietro l'edificio e mi metto in fila dietro altri 30 motorini in attesa di svolgere il loro esame, sotto il sole e con il casco (maglia e sciarpa), faccio il mio giretto tra i birilli, mi fermo allo stop, metto le frecce, in 3 minuti ecco che mi guadagno il mio tic sui fogli che portavo con me, complimenti lei sa guidare, Test Passed.

Parcheggio il motorino, risalgo al secondo piano, ritrovo la mia impiegata di fiducia, consegno i miei fogli, mi dice di tornare lunedì per il test.

Durante il weekend, cerco di capire se qualcuno conosce il codice della strada Thai, ma pare che i più ne ignorino l'esistenza, vado a cercarmi un libro ma tutto ciò che trovo è un manuale di scuola guida in Thailandese con il quale domenica sono andata in spiaggia ed importunando tutte le fidanzate Thai che c'erano in giro, sono riuscita a capire il significato di alcuni segnali che non conoscevo,  ma di chi abbia la precedenza all'incrocio ancora non lo sappiamo, pare a sinistra, ma diciamo che vige la regola asiatica "non aggangiare lo sguardo degli altri automobilisti", presumo sia per quello che hanno tutti i vetri scuri e prosegui inesorabile per la tua strada...qui a differenza della Cina non si usa il clacson pare disturbi l'armonia cosmica ed urti molto i nervi dei Thai che a parte i "sorrisi" di ordinanza viaggiano spesso armati, mi hanno raccontato episodi incredibili di gente gambizzata o uccisa per aver usato il clacson, io che vengo dalla terra dei campanelli, dove bastava una scampanellata per attraversare sono rimasta un pò infastidita da questa brutta abitudine Thai.

Lunedì, imbaccuccata come al solito, mi ripresento allo sportello, devo rifare il test...bene cercati le carte in quella scatola (ecco il sistema che tiene in memoria i miei dati, uno scatolone)...sgomito tra i locali che stavano effettuando la stessa mia operazione, guardo il metro cubo di fogliacci uno ad uno per tre volte, intanto sono rimasta l'unica persona attorno a primordiale sistema operativo, faccio un timido segno all'impiegata.

"Non ci sono le mie carte qui..."
"Impossible....try again"

Mi consiglia di prendere i fogli uno alla volta, di guardarli bene e di appoggiarli accanto alla scatola in modo da non confondermi, io che ho capito da tempo che è inutile contraddire un asiatico faccio esattamente quello che mi dice, dopo il quarto giro di carte anche lei si rassegna e mi dice di andare intanto a fare il test.

Sinceramente non so se è più pericoloso guidare un carrarmato, guidare senza cristallo anteriore, o con le luci dei freni non funzionanti, non ho ben capito se è consetito prendere anfetamine per restare svegli, e neanche se si può andare in giro con una targa home made, non ho capito se il loro segnale di dare precedenza vale come uno stop e se il lampeggiante rosso agli incroci vale come il dare la predenza, però ho superato l'esame ho scelto le risposte che mi sembravano più sensate, credo che il problema non siano tanto le domande in se quanto la traduzione oltre al fatto che non sono di madrelingua inglese.

Da oggi sono un'orgogliosa proprietaria di patente, ma soprattutto sono orgogliosa di essermela cavata da sola, di non aver perso la pazienza, di aver ritrovate i miei documenti proprio sulla scrivania dell'impiegata e di non essere schiattata per il caldo a causa della mia sciarpa fuori stagione.


mercoledì 25 settembre 2013

La noia non fa per me

Se c'è una cosa che mi riesce malissimo è annoiarmi.

Non c'è la faccio proprio....la noia mi rosica dentro, non dico di volere tutte le ore del giorno occupate, i tempi morti sono i miei preferiti, le pause caffè, le pause lettura, le pause cucina, i massaggi....mi piacciono le pause, la noia mi piace meno.

Se non ci sono me le invento, prima mi sono improvvisata arredatrice e mi sono creata una cucina tutta verde, una zona Tv molto anni 80, una sala Thai Chic e un giardino stracolmo di orchidee, con il mio motorino sono corsa da un mercatino all'altro cercando delle cose per fare di 4 stanze una casa in cui passare i prossimi anni, ho appeso lampadari e imbiancato soffitti.

Progetto arredamento quasi finito quindi, mancano pochi dettagli ma direi che già ci si sente molto a casa.

Ha un pò l'aspetto di una casa di vacanze al mare....il che la rende molto accogliente e rilassante, tanti stili, tanti colori forti e molto profumo di zenzero ed incensi.

Bene....bene....e adesso che Bree ha quasi abbandonato il mio corpo cosa mi metto a fare, comincio con la casa del vicino e mi creo un nuovo lavoro?

Ho deciso di fare qualcosa di più utile sia per me che per il vicino che magari non ama l'artigianato Thailandese.

 Mi sono iscritta ad un corso di lingua Thai, perchè ormai è più di un mese che mi sento straniera e la cosa non mi piace per niente, almeno quattro parole le voglio imparare e anche in fretta, da martedì potrò cominciare a relazionarmi con il popolo, mi pesa moltissimo sentirmi straniera come diceva Bernard Shaw :
"Scusatemi se anche all'estero mi trovo bene come a casa".



I thailandesi, da parte loro,  con il fatto che parlano inglese riescono a relazionarsi molto bene con noi Farang, certo ci guardano sempre come i fratelli scemi e direi che hanno anche un pò ragione, quasi mai ci esprimiamo nella loro lingua (l'unica che parliamo è sempre quella dei conquistatori) facciamo richeste generalmente piuttosto strane, non siamo pratici della zona e delle regole sociali.
Una pazienza con questi Farang.


Dopo la lingua, l'altra necessità è avere una patente valida, ormai l'ebrezza della stazione di polizia l'ho provata, una multa me l'hanno data ed è tempo di pagare il mio debito con la società e mettermi in regola con la legge, l'avrei fatto anche prima ma i tempi Thai sono come quelli biblici. Domani vado a fare quella dell'auto o meglio a far convertire la mia, dovrò solo sostenere un piccolo esame per i riflessi. 

Altro discorso ed un pochino più complicato sarà la patente del motorino, quella devo farla ex novo e per ottenerla dovrò superare un esame teorico ed uno pratico. I test sono anche in inglese e dovrei riuscire a cavarmela anche se leggendo un pò sui vari blog pare che le domande siano così assurde che a volte si fa fatica a rispondere.

 Il consiglio che tutti mi stanno dando è :" ....pensa come un Thai....pensa come un Thai....".


Queste sono alcune delle domande....




Forse la soluzione potrebbe essere prendere una pillola di anfetamine e caricarsi il mezzo sulle spalle con le frecce accese?

Vabbè vi faccio sapere nei prossimi giorni se mi sono patentata!




mercoledì 18 settembre 2013

Ai miei tempi c'erano i Duran Duran


L'adolescente femmina...che è praticamente cresciuta in questo blog, negli anni, è passata dal ruolo di principessa delle fate a quello (meritatissimo e con la P grande) di Principazza, fino a guadagnarsi nelle ultime settimana il titolo di Darky.

Si perchè colei che voleva cavalcare gli unicorni, poi pony, poi anche un cavallo normale direi che mi accontento, colei che prendeva il tè con Alice e la regina di Cuori, colei che litigava con la fatina Sbarluffina che le scompigliava i capelli, colei che parlava con gli gnomi del bosco dietro casa, è tragicamente, ahimè ...diventata grande, si veste solo di nero, si mecha i capelli di fuschia (come lo chiama lei) e da grande vuole fare il Deejay come il suo idolo inconstrastato Skrillex, un idolo fra i teenager, ed io capisco tutto (so' moderna io), vuoi fare il Deejay per me va bene, vuoi suonare i Bonghi per me va bene, vuoi dipingere per me va bene, vuoi girare l'Australia a piedi per me va bene (so' moderna).

Mi dici che questo Skrillex è bravo, guardiamo i video, i concerti, per me va bene, capisco e se non capisco faccio finta di apprezzare il sound, scuoto la testa (te lo devo mi sono presa l'impegno di accompagnarti fino alla maturità), finchè uno mi dice che è bravo, bravissimo, un genio della consolle, una bestia da palcoscenico, il re incontrastato del vinile (ma come sono old), un trascinatore di folle, io capisco o faccio finta di capire, ma quando una mi dice che è bellissimo, e Vi dirò di più "the sexy man ever"....io scuoto la capoccia e non capisco, forse sono veramente troppo old per due figli adolescenti contemporaneamente.
Io ero innamorata di Simon Le Bon, ma ci stava, era oggettivamente un bel ragazzo (forse il naso un pò a patata), la musica dei Duran mi emozionava e la canticchiavo storpiandola, ma la verità vera, quello che veramente contava era che io volevo sposare Simon, era così carino, dannato quanto bastava, biondo e con gli occhi azzurri un principe senza mantello....ma se dovessi ritrovarmi con un  genero come questo o anche simile a questo.....





capite che per il mio senso estetico sarebbe un colpo durissimo.

Tra quanto passa questa adolescenza....ci sono medicine?

lunedì 9 settembre 2013

Umanità varia ed eventuale. Pattaya City.

Umanità varia ed eventuale, variabile, variegata, stranamente normale, normalmente strana.

Lo schock culturale a cui ti sottopone questo paese è veramente forte.

La Cina mi ha messo alla prova, ma era una prova diversa...in realtà non cercavo di comprendere (forse a volte si ma rinunciavo in fretta) accettavo la diversità di un popolo e cercavo di "mimetizzarmi" tra la popolazione locale girando sempre in bici e parlando quel poco di cinese che conosco.

Ho accettato, mi sono incuriosita e spesso mi sono scontrata con un sistema che non mi piaceva, con idee che non condividevo, con la mancanza di libertà e con l'ignoranza di un popolo a cui non era stata data possibilità di scelta...siamo arrivati durante le Olimpiadi di Pechino e ricordo perfettamente la locandina in ascensore che diceva di non uscire di casa e non andare verso il centro perchè c'era il passaggio della fiaccola olimpica ed era stata promulgata la legge marziale, ricordo il terremoto nel Sichuan, durante quei giorni  in cui c'era la necessità di avere più informazioni possibili la tv era oscurata, per rispetto alle vittime diceva la dicitura...ho capito ed ho accettato, forse ho subito ma mi sono adattata ad una cultura millenaria seppur soggiogata dagli eventi.

Qui per il momento, faccio più fatica, mi guardo attorno e mi rendo conto di essere in un bel paese, la Thailandia ha dei luoghi bellissimi, la natura è dirompente e la gente molto cordiale, ma faccio fatica ad accettare il modo di vivere di questo posto in particolare, facevo meno fatica in Cina perchè infondo non era la mia cultura non era la mia gente, qui invece la mia cultura e la mia gente si fondono con naturalezza nella vita Pattayese (che pare sia un luogo a se anche in Thailandia) e quindi fatico a capire.

Ci sono dei bei luoghi anche a Pattaya, lentamente li stiamo scoprendo, percorsi alternativi lontani dalle strade popolate da gogo bar e pole bar,  ma posso dire che mediamente questo non è un luogo per famiglie...ovunque (ovunque....dove meno crederesti) ci sono signorine attaccate ad un palo (e fosse solo il palo), ma loro le capisco pare sia un lavoro come un altro....non capisco tutti gli uomini che restano li dalla sera alla mattina, per finire magari a scopare in un tugurio fetente con donne che lo fanno veramente per sopravvivere...non sopporto gli sguardi che si appiccicano addosso alla mia bambina quando passeggiamo per andare a prenderci un gelato ed inevitabilmente passiamo davanti ad uno di quei bar.

Sono troppo sciocca e provinciale per comprendere tutti questi uomini che si portano a casa una ragazza per il tempo della vacanza e vivono con lei una vita "coniugale", è una prostituta trattala come tale, è una fidanzata trattala con maggiore rispetto.

Resto incantata dai bellissimi LadyBoy che fanno le cassiere al supermercato, integrati perfettamente nella società, è un miscuglio di umanità varia che si fa fatica a capire, forse sono troppo sciocca e provinciale e purtroppo ho bisogno di "etichette", di classificare di capire i motivi....mi sforzo di non giudicare, anzi a volte giustifico il Macho tatuato che fa la spesa al supermercato con il suo fidanzato ancheggiante, li trovo molto carini mi sono sembrati "famiglia" come mi sono sembrati benevoli gli occhi del Macho mentre aspettava in cassa  il suo Ladyboy che si era dimenticato di comprare l'ultima cosa della lista.

Credo che Pattaya non sia solo il troiaio della Thailandia, credo che qui tante persone che io non riesco a capire e perdonatemi ad etichettare secondo la mia logica, abbiano trovato una loro dimensione, una loro isola felice in mezzo a tutta la mercificazione di questo girone dantesco.

Imparerò ad andare oltre, imparerò a non aver bisogno di etichette, imparerò a giustificare le miserie umane, imparerò a non farmi troppe domande, imparerò ad apprezzare la varietà di questo paese.

Per il momento ho solo bisogno di scrivere le prime impressioni, ho solo bisogno di rileggermi....magari tra qualche giorno con più leggerezza.


Anche questa è Pattaya,....ma sapete come si dice:"Good people go to Heaven, Bad people go to Pattaya!

lunedì 2 settembre 2013

Stradine pericolose

Ed è passata un'altra settimana.

Velocissima....io e il mio scooter abbiamo girato parecchio.

Abbiamo colorato le pareti di verde e arancione e messo le orchidee nel patio....sembra quasi una casa, anche se non sò ancora di preciso cosa ho attorno, riesco ad arrivare al mercato del pesce (devo ricordarmi le scarpe chiuse) e faccio la spesa in supermercati che in Cina mi sognavo....mi sto quasi culinariamente impigrendo.

Comincio ad infilarmi tra le macchine ed ho assunto la faccia da "autoctono" che usavo in Cina per attraversare gli incroci.
Funziona....funziona anche qui.

In dieci minuti arrivo quasi ovunque, fa un caldo boia e non potrei farcela a pedalare, lo scooter si è rivelata la scelta giusta, quando rientro sono sporca ed impolverata ma la soddisfazione di averla spuntata con la guida a sinistra e il traffico incasinato mi ripaga.

Al mercato rispondo a tutti solo in cinese...penseranno che sono una Farang (Laowai in cina....straniero) un pò stramba, solo dopo un attimo aggiusto con l'inglese che qui parlano quasi tutti.

Sto anche cominciando ad esplorare i dintorni.....

"Dove stai andando per questa stradina? Ti sei persa?  Pattaya è dall'altra parte."

Mi dice un thailandese premuroso accostandomi con il motorino....

"Sono un pò preoccupato per te."

"No...non preoccuparti sto facendo un giretto, non devo andare a Pattaya."

"Ma non puoi andare per questa stradina..."

"Oh...scusa scusa, non avevo visto che era una strada privata...."

"Cosa? Privata?...ma nò non è privata e solo che potresti trovare qualche coccodrillo..."

"Coccodrillo????....."

Ma un bel segnale....

un bel segnale grande....

GRANDE.... così la farang stordita e appena arrivata non rischia di essere mangiata ancora prima di essersi ambientata?





lunedì 26 agosto 2013

Prime notizie dallaThailandia

Ed eccoci qui.
Da 10 giorni nella terra del sorriso.
Thailandia....Kingdom of Thailand.
Con ancora montagne di scatoloni da sistemare e senza armadi per farlo.
Piano, piano...lentamente stiamo cercando di ricreare un nuovo nido ma per il momento gli scatoloni fanno ancora da armadio.




So che state immaginando Palme, mare cristallino e spiagge bianchissime...so che state pensando ma guarda questi che culo in che posti li mandano a lavorare.

Le palme ed i cocchi ci sono, ma eliminate il mare cristallino (guardate bene la foto sopra neanche a bibione l'acqua a quel colore) e pure le spiagge bianche.

I sorrisi ci sono, le persone sono carine e cortesi...ma facciamo un pò il punto della situazione.

Pattaya è una città nota ai più per il turismo sessuale (fin dalla guerra del Vietnam), ci sono anche in giro delle famiglie russe ma non ho ben capito cosa vengano a fare (chirurgia estetica a basso costo? bho), ci sono molti pensionati stranieri accompagnati a delle ragazze locali perchè la vita qui costa veramente poco e con la pensione ci si sbarca bene il lunario e ti ritrovi magari con una ragazza in bikini che ti gira per casa...niente ci fai perchè parliamo di pensionati molto agè (i pannoloni per adulti sono una cosa molto venduta) ma invece della badante rumena o moldava che ti beccavi in Italia, qui puoi averla molto più carina ed a un prezzo minore.

Ragionamento che non fa una grinza.

Pattaya in questi dieci giorni mi è sembrata supercaotica, scomodissima per gli spostamenti, e lontana anni luce dalla vita cinese....certo c'è sempre il sole e l'aria si può respirare, ma tutte le comodità (metro, autobus, taxi e piste ciclabili) a cui mi aveva abituato la Cina mancano molto,non poter usare la bici e dover guidare a sinistra un motorino sgangherato in strade piene di altri sgangherati motorini, suv e autobus non è proprio semplice.

La città è fornitissima di tutto, i supermercati sono molto a misura di occidentale e i ristoranti hanno un rapporto qualità prezzo veramente fantastico....per il resto è tutto lontano, abitiamo in un villaggio molto carino con la piscina e le orchidee, una gabbietta dorata a misura di straniero....fuori di qui il nulla campagna e palme, qualche mercato e moltissimi cani randagi, per arrivare alla "civiltà" devo guidare in strade caotiche ed a sinistra per almeno 20/30 minuti....ma mi dicono che siamo in bassa stagione, non oso pensare la alta.

Sarà certo questione di abitudine, ci farò l'occhio e sfreccerò infilandomi tra suv, motorini, cani randagi e autobus.

La spiaggia di Pattaya fa schifo.....mettiamo un punto fermo su questa cosa, stamattina c'era pure un topo morto tutto gonfio che io avevo tropicalmente e romanticamente scambiato per un pesce palla spiaggiato, mentre saltellavo verso la povera bestiola che ritenevo pesce ho notato una coda e mi sono accorta che era non pesce ma ratto "zoccola di fogna" sarebbe la defiinizione precisa...la spiaggia di Pattaya fa schifo...non conosco bene il territorio ma non temo smentite su questo punto.

Non si viene a Pattaya per il mare.

Mio figlio descrivendo la città ad un suo amico su Skype l'ha definita:

" Is the city where ugly people come to have sexy times...".





I due adolescenti sono ancora un pò spaesati l'adolescente femmina vuole portarsi a casa ogni scrondo di cane randagio che troviamo per strada, farsi i capelli rasta, appendere ovunque campane a vento e dormire sull'amaca in giardino ascoltando il miagolio dei gechi.

L'adolescente maschio (e con gli ormoni impazziti), ha deciso che nella vita vuole fare il "pole designer" (progettista di pali per la lap dance) dice che c'è bisogno di innovazione e che il mercato da queste parti è fiorente, inoltre vuole attaccarsi sulla porta della camera una targa con questa dicitura.

"Thank you, please come again!"

Sì...esattamente come l'indiano 7eleven dei Simpson, che per essere la stanza di un "pole designer" non mi sembra proprio elegante, diciamo che ho stroncato sul nascere le sue velleità imprenditoriali e da domani si torna a scuola a cercar di fare qualcosa di serio.


Ecco più o meno siamo messi così...Vi aggiorno.


Un pò di foto le trovate su Istagram le altre le metterò insieme presto.  






giovedì 13 giugno 2013

Madre di adolescenti ai tempi di Internèt









La difficoltà maggiore sta tutta nell'essere connessa....

connettività e la parola chiave per non perdersi nulla....

ripetetevelo come un Mantra e compratevi una scheda 3G.


Io penso di essere la madre con più profili al mondo, nominate un social network, sì sono anche lì.

Gli adolescenti sono subdoli, sebrano tanto belli e cari, anche un pò tonti e puzzolenti a casa....e poi indossato il deodorante di ordinanza te li ritrovi su Istagram in pose da "superhero".

Con i social network sono dei maghi, ma peccano di vanità (scemi sono ancora un scemi), avere un numero di followers maggiore di tutti gli amici della "cumpa" (si vede che c'erano i paninari quando ero giovane io) e lo scopo i tutto essere followati e quindi si fanno seguire da mamme, papà, parenti vicini e lontani basta che si possieda un'account....non c'è l'hai? Te lo creo in due minuti! Basta non indicarli come familiari e tutto ti è concesso, ma quello che le loro giovani menti non hanno ancora elaborato e che anche tutti i loro amici si fanno followare da "cani e porci", con l'Ashtag* (se non sapete cos'è un Ashtag siamo messi malissimo) follow4follow ci buttiamo dentro di tutto, ed io quindi sono amica sua e di tutti i suoi amici dagli ormoni instabili, unico suggerimento non cliccate mai mi piace da nessuna parte dovvesse anche essere la foto del gattino più tenero del mondo, NON LO FATE, altrimenti verrete scoperti e bloccati da tutti gli amici di vostro figlio/figlia, perchè lui sa che voi siete amici suoi, ma non sa che voi vi siete insinuati nella vita, tweet, foto, pin e profilo di tutti i suoi amici e specialmente in quello della ragazzina bionda che non vi sembra poi così seria ed adatta al Vostro (e ripeto MIO 1 metro e 85 di bambino).

Un'altra difficoltà e che tutto questo non è fatto nella mia lingua madre, ma nello street language dei teen "Ammericani"a  lol, rofl, ormai ci arrivo anch'io, ma quando l'altra sera la suddetta ragazzina bionda mi pubblica una foto tutta carina con il mio, MIO 1metro e 85 di bambino, con la dicitura "Me and my biffle" mi si sono aperti scenari apocalittici, l'avrà plagiato con il suo biondo capello e fatto diventare un biffle per tutta la vita, sarà un'iniziazione studentesca di quelle che vedi in quei brutti film americani per entrare nella confraternita degli AlfaAlfa, biffle sarà mica spacciatore? Oh mamma sembrava così un bravo ragazzo, Biffle non c'è nemmeno nel vocabolario, unica soluzione rivolgersi all'altra adolescente di casa....
"Princi....guarda 'sta foto, che vuole dire Biffle?"
"Cosa? Chi? Dove?"
" Princi....togli le cuffie (mimando il gesto, altrimenti col cavolo), staccati dal tuo Bamboo (so che suona equivoco ma è una tavoletta su cui si disegna), sconnettiti un secondo da Skype e Devianart e guarda 'sta foto."
"Ah...sì...ok....allora?"
"Biffle...che vuol dire Biffle"
"Ma tu perchè non ti fai mai i fatti tuoi?"
"Perchè ho ancora la patria podestà su di voi e voglio sapere che cavolo è un Biffle"
"Ti agiti per niente e sei troppo old con la tua biciclettina con i cestini...."
"Sì...mi agito, e mi sto agitando sempre di più....fra poco scatta la parlata partenopea, quindi BIFFLE?"
"Stai calma....keep calm, signifa solo Best Friend For Life"

San Gennaro ti ringrazio....non è diventato uno spacciatore e non si è fatto neanche plagiare dalla bella bionda!

*Ashtag

Per tutti i genitori in difficoltà ho scoperto questo sito Urban Dictionary non Vi fate prendere dal panico e cercate qui.

Io continuo con gli scatoloni....siamo a quota 25, ultimi ultimi giorni di Cina....A presto!

venerdì 17 maggio 2013

If doesn't kill you, makes you stronger!






If doesn't kill you, makes you stronger!

Quello che non ti ammazza ti fortifica!

Me lo diceva sempre anche la mia mamma, ed io ne ho fatto il motto della mia vita cinese.

Sono qui sopravvissuta e fortissima.

Stamattina durante la lezione di Body Pump mentre il maestro mi esortava in cinese a darmi da fare con i miei bicipiti, in sottofondo c'era proprio questa canzone, ed io mi affannavo sudata in una sala senza aria condizionata (perchè raffredda il chi) dove nemmeno i ventilatori si possono accendere perchè fanno corrente e le mie compagne di corso cinesi non amano l'aria, si coprono tantissimo e sudano come caciotte sotto il sole, mi sono detta che è proprio vero...

If doesn't kill you, makes you stronger!

Ed io ormai rassegnata agli usi cinesi faccio il mio allenamento quotidiano in una sala, umida e calda, con aria stagnante e ventilatori spenti per non offendere il Chi di nessuno, ogni tanto esco e mi prendo una boccata di aria "fresca", 
"Fresca"....fresca è un parolone, il livello di pollution media negli ultimi tre/quattro mesi è stato di 200 (tenete conto che a Milano dopo i 50 cominciano le targhe alterne) but....

If doesn't kill you, makes you stronger!

Se rileggo indietro il mio diario di viaggio ci sono state tante cose che mi hanno sicuramente reso più forte, di stomaco e di carattere, mangiare gli spiedini per strada seduta sugli sgabellini di plastica ti rende forte di stomaco, farsi  "massaggiare" con i bamboo ti forgia il carattere...e la CaccaGuru ve la ricordate?

Le uova di rana fanno bene alla pelle, sgomitare per prendere il treno, il latte alla melamina, le mozzarelle congelate, gli assorbenti fake, le piste ciclabili invase da motorini durante l'ora di punta, i tassisti abusivi, le zampette di gallina but....

If doesn't kill you, makes you stronger!

Adesso che questa avventura sta quasi finendo mi rendo conto di come la Cina sia riuscita a cambiarmi, a farmi vedere le cose sotto un'altro punto di vista, a farmi spogliare da tantissimi preconcetti, a come in questo contesto sia tutto più semplice, a come contino veramente solo le cose essenziali, tutto il resto è lusso, banalità.

A come sia facile emozionarsi difronte ad un pacchetto (250grammi) di biscotti del "mulino bianco", a come sia facile entrare in sintonia con perfetti sconosciuti solo perchè ti ritrovi a fare insieme un pezzetto di strada, le sensazioni in questo contesto diventano quasi fatti, e le sensazioni ti bruciano addosso a volte più dei fatti.

Tra poco più di un mese questa avventura cinese finirà (proseguiremo per un'altra terra asiatica) ed io sto cercando di elaborare questo allontamento nella maniera più adulta possibile, cosa non facile, mi trovo a guardarmi attorno con occhi cuoriciosi e so che questo popolo e tutte le sue stranezze mi mancheranno moltissimo, faccio foto ad ogni angolino ad ogni scarpa strana, ad ogni outfit per così dire "eccentrico" ed intanto la mia casa si riempie di scatoloni e il mio cuore ricomincia a lasciare briciole dietro di se, but

If doesn't kill you, makes you stronger!












lunedì 15 aprile 2013

Bucket List

La Bucket list è la lista di cose da fare prima di morire.




Ci sono dei giorni che portano a incontri che ti migliorano la vita.
Ci sono giorni che questo è proprio il posto in cui voglio stare.
Ci sono persone che ti aprono gli occhi.
Ci sono persone che hanno pensieri sorridenti.

Ho conosciuto una coppia, sicuramente entrambi ampiamente oltre la sessantina, con un'energia ed una vitalità invidiabile, tra uno Spritz e l'altro mi hanno raccontato i loro progetti futuri, io li guardavo affascinata, travolta da quello che chiamo affinità elettive...nella loro Bucket list c'è correre davanti ai Tori a Pamplona, fare il Camino di Santiago, partecipare alla Tomatina, una battaglia di pomodori che si tiene a Buñol vicino Valencia, salire gli scalini del sacrario militare di Redipuglia...c'era anche una vancanza wild e natura nelle isole inabitate e quasi inesplorate delle Philippine, ma quella l'hanno spuntata dalla lista, hanno dormito sotto le stelle, mangiando quello che pescavano per 15 giorni visitando 10 isole diverse.

Io li sentivo chiacchierare dei loro progetti futuri e delle loro avventure passate con sempre più ammirazione, io non ce l'ho una Bucket list, Voi ce l'avete? Ho solo cose che mi piacerebbe fare, ma forse il mi piacerebbe non rende proprio l'idea della Bucket List, la Bucket List è anche un pò sfida, mettersi alla prova.


Sono, ormai un paio di giorni che penso alla mia...


1° Voglio fare un Triathlon.
2° Voglio imparare a Ballare.
3° Voglio nuotare con le Tartarughe Verdi in Nuova Caledonia.
4° Voglio visitare l'isola di Pasqua.
5° Voglio fare un Safari fotografico in Africa.
6° Voglio imparare a suonare i Tamburi.
7° Voglio fare Stair Running in uno palazzo di New York.
8° Voglio Imapare lo spagnolo.
9° Voglio fare Rock Climbing nello Yosemite Park.
10°Voglio sentir cantare le Balene.
11°Voglio mangiare noci di Macadamia alle Hawaii.
12°Voglio navigare il Kinabatangan nel Borneo Malese cercando di     avvistare le scimmie con la proposcide.

Ci sono però anche cose che ho già spuntato, dalla mia lista del "mi piacerebbe", ho passeggiato sulla Grande Muraglia, ho imparato il cinese (un pò), ho mangiato cibo di strada negli Hutong, ho visitato Ubud e visto danzare le "balinesi nei giorni di festa", fatto il bagno a Kuta con i surfisti australiani, e visto il tramonto al Tanah Lot temple sempre Bali, ho una foto difronte al castello della bella addormentata, ho visitato i Templi di ChangMai e accarezzato le tigri, ho cantato a sguarciagola su un Tuk Tuk thailandese, ho visitato Angor Wat in Cambogia, ho visto l'opera dei Pupi e la fonte Aretusa, ho mangiato gli Arancini di Montalbano....

giovedì 7 marzo 2013

Paese che vai, saluto che trovi.

Prendere il taxi in Cina è sempre un'esperienza formativa, ti fortifica e ti riconnette con la popolazione locale.

Io lo uso raramente, la mia fida bicicletta mi porta ovunque e credo più nella mia guida che in quella del tassista medio, salire su un taxi vuol dire "rischiare la vita", nonostante le nuove regole della strada si continua a sorpassare a destra e anche a sinistra, si usa la corsia di emergenza e anche quella dell'autobus, i pedoni ed i ciclisti rischiano la vita (letteralmente) ad ogni angolo.
Salire su un taxi vuol dire rischiare di essere portato da un'altra parte, rischiare di essere lasciato in mezzo al nulla, rischiare di non arrivare mai a destinazione.

Ma salire su un taxi è anche una di quelle rare occasioni per parlare in cinese....dopo aver detto l'indirizzo, il simpatico tassista mi ha subito fatto i complimenti per il mio fantastico cinese, basta sempre così poco in Cina per vedere apprezzate le proprie doti linguistiche, anche un banale Nǐ hǎo a volte basta per ricevere mille complimenti, dire l'indirizzo e specificare anche l'incrocio è una cosa quasi da standing ovation.

Fiducioso delle mie doti linguistiche ha cominciato a farmi le solite domande....

"Sei Americana?"
"No sono Italiana."
"Ah....l'Italia, bellissimo paese, Milan, Inter, Totti . Qual'è la tua città?"
"Udine..." Ma come al solito Udine non fa suonare nessun campanello.
"Venezia...lì vicino."
"Venezia...Ah Venezia, Venezia è bella, Venezia e Suzhou uguali."
Suzhou è chiamata la Venezia d'oriente ed hanno anche una gondola stipata in un museo.
"No proprio uguali, uguali....ma anche Suzhou è bella."
"Quanti anni hai?"
"39..."
"Veramente? Sembri così giovane!"
"Grazie...ehm grazie".

Anche i complimenti dei tassisti mi mettono in imbarazzo, sono senza speranze.

Entriamo all'ingresso del Compound e la guardia ci fa rallentare per controllare chi c'è in macchina e poi ci fa ripartire facendoci il solito saluto militare (che riceverete all'ingresso di quasi tutti i compound), ma questi nuovi ragazzi, addirittura a volte battono i tacchi (manca solo il braccio alzato), vedo il mio simpatico amico che scuote la testa...

"Ma Voi a Venezia salutate così?"
"Così come?"

Ormai i guardiani e il saluto militare sono entrati nel mio quotidiano, se non battono i tacchi e alzano il braccio, normalmente non ci faccio caso.

"Così..." Toccandosi la fronte con la mano destra.
"No, no, noi salutiamo come Voi, voi dite Nǐ hǎo Nǐ hǎo, noi diciamo Ciao Ciao, quasi simili..."

"E'allora perchè lo fanno, sono un pò ridicoli, io credevo che a Voi Laowai piacesse.

"No, no a noi italiani non piace, salutaci sempre con un Nǐ hǎo o con un Ciao."

"Ma allora perchè?....forse piace ai Měiguó rén."

"Uh sì....forse ai ragione, piace agli Americani e secondo me anche ai Francesi."

"Veramente anche ai Fàguó rén?"

"Può essere....ma ricordati, agli italiani puoi dire Ciao o Nǐ hǎo".

" Ciao Yìdàlì de péngyǒu Nǐ de zhōngguó shì fēicháng hǎo." 

(trad. Ciao amico italiano, il tuo cinese è veramente buono.)



Questa canzone spiega esattamente le barriere linguistiche che un "povero" Laowai si trova ad affrontare ogni giorno.


martedì 26 febbraio 2013

Politica cinese

Ancora ai tempi del Bunga Bunga (bei tempi quelli), dove la notizia dei festini ribalzava da una testata straniera all'altra, specialmente quando cominciarono ad apparire le minorenni,  ebbi una discussione con la mia Laoshi di cinese,  che mi chiedeva cosa ne pensavo, risposi che non apprezzavo il personaggio e che non avevo votato per lui ma che alla fine "rispettavo" la scelta dei miei concittadini.

Lei mi guardò stupita con i suoi occhioni a mandorla e mi disse....

"Ma così il paese ne soffre, tutto il popolo ne soffre....a noi non sarebbe mai capitato!"

...mi dice alzando gli occhi al cielo.

Un pò offesa per il mio popolo ho ribattuto dicendo che loro vivono praticamente sotto dittatura, non vanno a votare e non possono scegliere,  hanno la censura, la pena di morte, non hanno la minima idea di cosa succeda realmente nel paese, noi abbiamo una Democrazia che ci è costata sacrifici e sangue, abbiamo una costituzione, possiamo informarci liberamente, da noi si è innocenti fino a prova contraria.

Lei mi riguardò stupita con i suoi occhioni a mandorla e mi disse....

"Ma tu sei proprio sicura che il popolo sia realmente capace di scegliere i propri governanti?".

No cara, carissima Laoshi...forse avete ragione Voi, con un pò meno Democrazia saremmo stati un paese più governabile!

sabato 16 febbraio 2013

Capodanno Cinese...15 giorni di festeggiamenti!





Sul Capodanno Cinese potete trovare pagine e pagine sul web, sinologi che spiegano nel dettaglio la ciclicità e la ritualità legata a questa festività importantissima per i cinesi...io posso solo regalarVi il mio esausto sguardo dall'interno.

Il 10 febbraio scorso si è festeggiato il primo giorno dell'anno del Serpente, premettiamo che quasi tutti i non cinesi (ma ormai con la facilità ad ottenere un visto turistico negli ultimi anni anche tanti cinesi) tendono a scappare dalla Cina, (in questo periodo i biglietti aerei costano tantissimo e non si trova posto negli alberghi) tutti gli altri ritornano nei loro paesi d'origine che sono quasi sempre ad ore ed ore di aereo e poi autobus da dove la maggior parte dei cinesi lavorano (le coste sono di fatto la parte più popolata del paese), le città si svuotano e tanti esercizi commerciali restano chiusi per alcuni giorni, cosa parecchio strana se pensate che tutti lavorano 7 giorni su 7.

Durante il capodanno impazziscono tutti....più impazziti di sempre! File lunghissime per trovare i biglietti di treno, autobus e aereo, ipermercati pieni di gadget con il segno dell'anno nuovo, con gadget intendo dalla saponetta alla carta igienica, dalla bibita alle buste di semini.

Sono ormai almeno 30 giorni che canticchio "Gong xi fa cai...Gong xi fa cai", che ormai fa parte del mio repertorio sotto la doccia, mi si è conficcata nel cervello a forza di sentirla in giro ovunque da ancora prima di Natale.

Questa è la mia versione preferita.



E' una festività molto molto sentita, quasi sempre l'unica possibilità che hanno in un anno di ritornare al paese e vedere le famiglie, durante queste festività si presentano i fidanzati, si programmano matrimoni, affari e si sistemano tutte le incombenze familiari.

Io sono molto contenta per tutta la loro eccitazione ed ho regalato bustine rosse (le famose  hóngbāo ) a tutti augurando buone feste e buon rientro a casa, ho comprato bustine di semi vari, ho sgomitato all'Auchan tra la folla inferocita per avere uno di quegli stemmi rossi scaccia spiriti da attaccare sulla porta, ho comprato anche un serpente peluches da tenere in casa come porta fortuna, ho fatto indossare i calzini rossi ai miei figli durante la ricorrenza del loro anno di nascita perchè Ayi era preoccupata che gli spiriti maligni potessero portarsi via la loro anima, ho fatto le foto alle lanterne e vado in giro augurando "Xīn Nián Kuài Lè" (buon anno nuovo) a tutti da ormai almeno 15 giorni, ci metto tutta la mia buona volontà a farmelo piacere questo cavolo di capodanno cinese ad integrarmi.

Ma se c'è una cosa che ad oggi non tollero più sono i botti....io capisco la notte di capodanno, dove non si fermano mai fino all'alba...capisco che per tradizione il quinto , il settimo, il nono e il quindicesimo giorno si spara comunque, ma oggi è il sesto giorno perchè continuate a sparare come fossimo in guerra.

Si vedono scene folli, camioncini pieni di scatoloni di botti, scatoloni e scatoli di Yuan andati in fumo, mettiamo che mediamente una famiglia spenda 1000 yuan che sono più o meno la cifra che i colleghi cinesi di Big hanno dichiarato di aver speso per i fuochi quest'anno, solo nel mio palazzo sono stati bruciati circa 8000 euro...una follia!

Solo in questo Compound ci sono circa una sessantina di palazzoni.....fate voi quanto rumore c'è stato nell'ultima settimana, una cosa da far uscire di mente anche il più assennato di noi.

Quando questa mattina dopo l'ennesimo risveglio da bombardamento il ragazzo al cancello mi ha augurato per l'ennesima volta nelle ultime due settimane "Xīn Nián Kuài Lè", l'ho fulminato con lo sguardo ed ho risposto con un educato "Buongiorno"(mentre nella mia testa pensavo Xīn Nián Kuài Lè un cazzo)....e facciamola finita con questo capodanno....che l'anno del serpente abbia finalmente inizio!



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Questa di Burberry, per festeggiare il capodanno cinese 2013, sarebbe l'unica Hóngbāo capace di riappacificarmi con i festeggiamenti.