venerdì 25 novembre 2011

Cambodia con lentezza







La storia e le disavventure della Cambogia sono note più o meno a tutti, la pace è stata raggiunta da pochi anni e si percepisce chiaramente che il paese sta cercando di riscattarsi da anni tremendi e complicati, la guida ci diceva che adesso finalmente stanno bene, che sì c'è ancora un pò di corruzione a livello governativo (in quale Stato non c'è?) ma che adesso hanno internet e possono comunicare e confrontarsi facilmente, le magagne si scoprono presto e le notizie passano veloci, secondo lui migliorerà ancora e io glielo auguro di tutto cuore.







Che dire di questo paese....tante cose possono essere dette ma tantissime possono essere lasciate alle immagini, sicuramente un viaggio impegnativo umanamente e fisicamente, la bellezza dei tempi si scontra con la povertà della gente di strada, i grandi alberghi si affacciano su strade di polvere rossa, alberghi in cui si spende per notte l'equivalente del redditto annuo di una famiglia....le solite contraddizioni asiatiche, ormai le ho viste tante volte, troppe, e la sensazione di disagio si fa sempre più forte.


Siamo rimasti stregati dai Templi di AngorWat, ma soprattutto sono state le persone che ci hanno colpito molto, pacifici...dignitosi....eleganti....donne e bambini bellissimi.



Vi consiglio un viaggio in Cambogia? Sicuramente sì....ma non andate nei grandi alberghi, che di solito appartengono ad investitori stranieri con connivenze all'interno del governo (questo è quello che ci spiegava la guida) e non andate con i viaggi organizzati, fatevi un Vostro personale piano di viaggio, scegliete un piccolo Hotel e fatevi portare in giro da uno dei mille TukTuk che troverete per strada con 10/12 dollari al giorno vi porteranno in giro per il sito archeologico e vi diranno tutto quello che c'è da sapere sui templi e farete la differenza sul bilancio familiare di almeno un paio di famiglie....certo sono solo agli inizi, non troverete l'accoglienza da "Grande Albergo", ci saranno degli imprevisti (noi non avevamo l'albergo per la prima notte ma ci hanno sistemato comunque), ma prendetela con filosofia rilassatevi sul vostro TukTuk e lasciatevi cullare dal ritmo asiatico, ecco Vi consiglio un turismo lento e magari umanitario,  cercate di aiutare la popolazione locale, mangiate nei ristoranti Cambogiani e dissetatevi con la frutta comprata dai carretti difronte ai templi   o nelle stradine polverose dei villaggi.



Guardatevi attorno senza fretta, non è un meta per turisti è una meta per viaggiatori, i turisti passano veloci nei loro autobus con l'aria condizionata, e si perdono tutto il meglio, si muovono in maniera comoda e vedono solo la facciata, voi muovetevi con lentezza, in bici o in TukTuk viaggierete scomodi e la sera sarete ricoperti di polvere rossa e avrete la pelle bruciata dal sole ma l'aria della Cambogia ve la sarete goduta tutta.



Ecco non c'è molto altro da dire Vi lascio alle immagini....tutte le altre le trovate su  facebook.




Appena ho un attimo di tempo nella sezione "Viaggiando con Noi" vi metto tutti i riferimenti pratici che vi potrebbero essere utili per un Vostro eventuale viaggio in Camogia per tutto il resto contattatemi su facebook ed io cercherò di risponderVi prima possibile....


giovedì 24 novembre 2011

Italianità


Stasera chiacchieravo con la bravissima Doris Zaccone di Radio Capital (se Vi fa piacere andate a sentirVi il podcast), sull'italianità.....o per lo meno sul volere mantenere l'italianità almeno a casa, perchè trovo molto bella la multiculturalità ma anche l'unicità delle nostre origini non deve essere da meno, ma essere mamma italiana all'estero non è cosa facile, ogni giorno mi scontro tantissime culture diverse e non sempre ne esco vincitrice....la mia bambina anche quest'anno ha il solito dubbio:

"Ma la lettera a Santa (io insisto con Babbo Natale) la devo scrivere in inglese o in italiano?"


Vi lascio due post che avevo pubblicato nel vecchio Blog qualche tempo fa....giusto per farVi capire che non è proprio così semplice gestire la multiculturalità!



TERAPIE ANTI-AGE


Pare che la frequentazione con persone finlandesi porti al ringiovanimento...
Vi spiego meglio, il mio Anziano, quello che gira in casa con le ciabatte pelose, quello che fa sempre domande intelligenti, quello che sta fermo composto a tavola anche per due ore di seguito e sacrifica la moda trendy per i pantaloni della tuta, quello che ordina i libri e le matite per sfumature di colore, sta ringiovanendo, ed il merito pare sia degli amici finlandesi.
Gli amici finlandesi digitano su Google "Come diventare malati" per trovare tutti i trucchi per ingannare i genitori e non andare a scuola, ingaggiano pericolosissime lotte con fucili a pallini, grandi come biglie, contro i nemici Koreani, fanno la guerra di gavettoni, costruiscono bombe con i petardi, si nutrono di schifezze e non hanno un orario di rientro..... dimenticavo guardano film hard a tavola , in pizzeria, con i propri genitori di fianco (visto io con i miei occhi, ma forse i genitori non se ne erano accorti).
L'Anziano frequenta la Banda Finland come outsider, tra queste candide testoline bionde che seminano il terrore ad Horizon vedrete spuntare un capoccione castano, Anziano, che da quanto li frequenta si sta' finalmente trasformando nel figlio che ogni madre desidererebbe.
Un teppista, ma non essendo abituato a essere tale lo e' in maniera scialba, l'Italiano mi e' poco incisivo, e' ingenuo si lascia beccare al primo colpo, quindi Mammago' si trova a dover affrontare le compostistissime Mammexpat, che parlano di questa banda di finlandesi che terrorizza il compound tra i quali si mormora ci sia anche un italiano imbranato...
"E' forse tuo figlio?Noooooooo...nooooooooon possiamo esserne certe ma era SCURO di capelli"
....chi altri potrebbe essere...
Anziano e' sempre in punizione, lamentandosi che lui e' l'unico che deve rientrare alle 7, che non possiede un arma, ne' bianca ne' da fuoco, che non gli e' permesso lanciare gavettoni dall'ottavo piano e nenche scaricare porno da internet, che deve nutrirsi con frutta, verdura e torte fatte in casa, lo sfortunato si lamenta anche di avere due genitori troppo presenti, perche' non puo' uscire qualche volta di sera solo con i suoi amici, i finlandesi loro si' che sono fortunati hanno un autista che li accompagna.
Anziano non puo' piu' usare i giochi elettronici e neanche guardare la tele, non puo' neanche consultare i suoi libri di disegno e puo' uscire solo accompagnato da un adulto.
Continuiamo a parlarne da giorni, io cerco di fargli capire che ci sono cose pericolose che non vanno fatte, specialmente se non sono pericolose solo per noi stessi, ma com'e' difficile imporre la mia italianita' in mezzo a tutta questa multiculturalita'!
Per chi di voi non lo sapesse Anziano ha 11 anni.





Che i miei bambini si stiano "stranierizzando" è un dato di fatto, ne abbiamo consapevole certezza sia io che MrBig, che tra slang americano e parole lanciante random in cinese all'interno di un discorso, deve reclamare a gran voce la cara lingua madre almeno intorno al desco serale.
Questa evoluzione mi fa sicuramente piacere, che diventassero cittadini del mondo me lo sono sempre augurata, ho sempre sperato che non si soffermassero al loro orticello...quindi in questo momento storico (chissà dove finiremo prossimamente) loro pensano, ragionano e vivono in un fantastico pentolone asiatico contaminato però dall'Europa e abbondantemente anche dall'America...
Principessa durante una tranquilla gitarella domenicale....
"Io quando morirò non voglio andare in cielo e fare l'angelo..."
"Tu per il momento non muori, sei piccola, quindi non preoccuparti di queste cose..."
"Sì lo so parlavo per quando sarò molto vecchia...non voglio fare l'angelo"
"Princi quando vai su in cielo ti becchi quello che c'è se c'è da far l'angelo fai l'angelo..."
"Ma è noioso non posso passare tutta la morte a fare l'angelo...Voglio scegliere, Buddha l'ha fatto!"
Oh Bhè certo....io ignara madre di figli multietnici, io che sono venuta su a pane e castighi divini mi ero dimenticata di tutte le altre religioni....
"Ah Bhè....se l'ha fatto Buddha puoi sicuramente farlo anche tu...perchè nò!"
"Buddha però era molto buono...io non tanto..."
"Non ti preoccupare ci diventerai...se vuoi scegliere devi diventarlo almeno un pò..."
"Si certo da adesso in poi diventerò più generesa e condividerò con altri tutte le mie cose..."
Ah....Ah...Ah...Voglio proprio vederti piccolo mostro dalle principesche sembianze...condividere....generosa...Ah...Ah...Ah...
"Scusa mamma, by the way...Come si diventa Presidenti?"
A questa non rispondo...mi rifiuto...ecco Vi rendete conto con chi vivo io... Cattolici (pentiti) Capitalisti Buddocomunisti....

giovedì 17 novembre 2011

Cambogia

Siamo in Cambogia....stregata da questo posto dopo solo poche ore, oggi ho anche assistito alla consacrazione di due monaci Bhuddisti, uno giapponese e uno cambodiano, sono stata accolta nel tempio....seduta vicina ai parenti cambodiani del nuovo monaco chiacchieravamo con tranquillita' circondati da cani randagi, la signora si e' assicurata che io fossi sposata e che avessi dei figli....alla fine mi ha augurato buona fortuna con un sorriso fantastico! Domani i Templi di Angor Wat, poi quando torno Vi scrivo e Vi lascio tutte le foto! Adesso volevo solo mettere su carta (virtuale) un ricordo! A presto

mercoledì 16 novembre 2011

Ayi

La bravissima Doris Zaccone di Radio Capital, mi ha chiamato per chiacchierare del focolare domestico in Cina e anche di come è cambiato il nostro concetto di focolare da quando abitiamo in Cina, descrivere in pochi minuti tutte le sfaccettature del vivere quotidiano in Cina non è semplice, il mio Blog ci sta provando da anni ma ancora oggi mi rendo conto che tutto quello che scrivo molto spesso non rende l'idea completa di  quello che in realtà è la nostra quotidianità cinese.

Alla base del focolare domestico cinese ci sono le Ayi (Zie) queste possono essere Zie vere o semplicemente delle persone che lavorano per te, ma vivendo con te quotidianamente in poco tempo diventano famiglia, e sono proprio loro che si occupano di tutto dalla spesa alla casa, ma soprattutto si occupano dei bambini.

Le famiglie con bambini piccoli ne hanno una necessità vitale, molto spesso i posti di lavoro sono lontani dal posto dove vivono abitualmente, molto spesso i genitori vedono i figli una volta alla settimana se va bene, quindi se non si hanno genitori vicini, (spesso è così....la Cina è un paese molto grande), la presenza delle Ayi è fondamentale.

Con i bambini sono veramente preziose, attente e affettuose, capiscono perfettamente l'importanza del loro ruolo nella crescita di quello che sarà, il più delle volte, l'unico figlio di quella famiglia.

Perchè sì, ancora oggi avere due figli è una cosa da ricchi, non è vietato  ma si pagano per il secondogenito tasse molto alte, anche in termini di scuola e sanità.

Ed ecco che queste signore sono la base della società cinese, si occupano come brave Mary Poppins dei preziosi eredi e si occupano di noi stranieri proprio come delle zie, e forse noi poveri stranieri siamo ancora più diffiocoltosi dei bimbi, non parliamo il cinese e i nostri bisogni sono un sacco strani, si assicurano che si esca di casa doverosamente coperti in base alla temperatura esterna, vanno a comprare la frutta e la verdura a prezzi  migliori, gesti semplici di affetto spontaneo senza troppe pretese, l'affetto dei bisogni...Copriti, Mangia, Vai a riposare....gesti semplici e familiari, ma senza di loro la vita di tutti noi sarebbe sicuramente molto più difficile.

Il nostro personale focolare si è solo un pò rimpicciolito, la famiglia siamo noi 4 e basta in questo momento e quello che ci manca di più son gli amici e i parenti italiani, cerchiamo di cenare sempre insieme anche se a volte gli orari di Mr.Big non c'è lo permettono, cerchiamo di andare a mangiare la Pizza il sabato sera proprio come facevamo a casa, e poi c'è la nostra cara Ayi che ci tiene in sesto e che vigila con occhio attento su di noi!

martedì 15 novembre 2011

ESPATRIO VS FELICITA'



"Allora...come si trova tua moglie in Cina?"

Chiedeva Mr.Big ad un suo collega qualche giorno fa, il quale rispondeva che sua moglie, si', stava bene, era felice e si stava dedicando con soddisfazione alla creazione di ceramiche, e allo studio della lingua cinese.

Da questa conversazione ho cominciato a ragionare sulla trasformazione da espatrio...

La signora in questione, quasi sicuramente, in patria non sarebbe stata attratta dalla creazione di ceramiche, seppure di pregevole fattura...e la risposta:"...si' mia moglie e' contenta, fa ceramiche e studia il cinese...". Non da tanto l'idea di felicita', ma piuttosto di sopravvivenza.

Ma gli uomini hanno bisogno di certezze, e vedere una moglie che sforna ceramiche o torte (come me) da loro un senso di sicurezza, legato alla produttivita' e alla dinamicita', vedere che tutto funziona e che almeno nella loro vita familiare non ci sono apparenti problemi, li rende felici.

Ho cercato di spiegare questo banalissimo concetto al Sig. Big, io non sono felice perche' faccio le torte e vivo in questa sorta di Disneyland, non sono felice perche' studio, leggo, o cucino, mi guardava stupito con i suoi grandi occhioni azzurri spalancati, scuotendo la testolina bionda.

Ci sono giorni in cui ti senti come un criceto in una gabbietta, giri dentro il tuo perimetro, allora provi a salire sulla ruota ci giri un po' sopra ti da una certa ebbrezza, ma non la chiamerei felicita'...la testolina bionda continua a dondolare...mi arrendo ci sono cose troppo difficili da far capire ad un uomo!

In condizione d'espatrio raggiungere l'agognata felicita' o per lo meno una sopportabile routine non e' mai facile, specialmente in un paese tanto lontano e diverso dal nostro, o ti innamori (come e' successo a me) o lo odi, le espatriate non sono mai persone semplici con le quali relazionarsi, proprio perche' vivere in espatrio ti sottopone ad una serie continua di stress emotivi, appena raggiungi l'agognato equilibrio ci sara' sicuramente qualcosa che lo fara' vacillare.
Passi dalla nostalgia di casa, alla gioia del viaggio, vorresti vedere i tuoi amici e sederti al tavolo del tuo ristorante preferito, entrare in una libreria o vedere un film in italiano, ma nello stesso tempo gioisci della tua esperienza, e speri di vedere  ancora tanti pezzi di questo meraviglioso mondo, riempirti gli occhi con sempre nuovi orizzonti.

L'espatrio trasforma, prima di tutto perche' noi donne, mamme, mogli e amanti che nella vita normale non abbiamo tempo libero, ritagliarci l'ora della palestra e gia' una grande conquista...in espatrio le cose migliorano, la maggior parte delle Expat non lavorano, sono a seguito dei loro mariti e quindi di tempo libero ne abbiamo fin troppo...anche perche' non siamo abituati a gestirlo, il tempo libero ci fa sentire un po' in colpa, improduttivi...raramente ci fermiamo ad oziare in compagnia di un bel libro...trovarsi con le giornate vuote, libere, free...puo' dare un senso di vertigine.

Non devi fare niente, i bambini vanno a scuola con l'autobus (dove fanno anche lo sport e le attivita' artisitiche), la casa la sistema l'Ayi, la spesa te la portano fino a casa, detta cosi' puo' sembrare idilliaco, ma noi (io) non siamo abituate ad avere tempo libero, e allora riempiamo...la ceramica, la cucina, i corsi di yoga, cucina cinese, Tai Chi, c'e anche quello di medicina tradizionale, c'e' anche chi si fa assumere nella ditta del marito (a stipendio cinese) o chi si affida alle cure di una Caccaguru per ritrovare l'equilibrio interiore.
Anch'io mi sono trasformata, l'idea di leggere un libro o di ricominciare a studiare non mi aveva mai sfiorato, il lavoro, i figli e la famiglia non mi lasciavano il tempo neanche per un film, quante volte mi sono tristemente addormentata sul divano alla prima pubblicita'...adesso gioisco del tempo anche se faccio ancora molta fatica ad avere del tempo libero, anch'io tendo a riempire, nonostante trovo molto triste che la felicita' venga confusa con l'essere produttivi.
Il mio personalissimo concetto di felicita' (non sono per niente Epicurea) e' qualcosa di astratto e di sublime che ognuno ha dentro, la felicita' ha un equilibrio instabile ci sono giorni felici e giorni in cui aspiri a ritornare felice, certo la felicita' viena dalla gioia della conoscenza e dalla bellezza di tutto cio' che ti circonda, dal fatto di poter vedere il cielo ed i tuoi figli che crescono...forse si impara ad essere felici...forse si impara a gioire...
Ennesime parole in Liberta'...
e anche un po' confuse (rileggendo).....

lunedì 14 novembre 2011

"Porta itineris dicitur longissima esse"


"Porta itineris dicitur longissima esse".

La porta e' la parte piu' lunga di un viaggio.
La porta...quanta ansia, quanti pensieri, e quante rinunce per attraversare quella porta, familiari delusi, amici scontenti, sogni non realizzati.
Ma nel tuo profondo, nel tuo intimo, sai che oltrepassare quella porta sara' la tua salvezza, la tua fortuna e la tua felicita'.
In fondo basta poco, basta alzare gli occhi da terra, basta tralasciare quello che gli altri si aspettano da noi, e pensare a quello che vogliamo veramente, a quello che la vita ci offre e ci regala ogni giorno.
Alzare gli occhi al cielo e gioire della pioggia, del vento come del sole...e' una sensazione che non e' facile da spiegare...io ho paura, di tante cose, di soffrire per i miei dolori e quelli dei miei figli, e per la morte delle persone che amo, per la lontananza e per le aspettative....per tanto tempo non ho voluto amare...per paura di soffrire, rinunciando all'amore, al principio di tutto il bene...ho continuato a respirare e a vivere per me stessa, ero stata tradita dalla morte di un padre, il mio eroe era sparito da un giorno all'altro e poco importava se la colpa non era sua, ma quanta forza e' nata da quel dolore, il solo fatto di essere sopravvissuta a tanto dolore, mi ha reso piu' forte e viva.
Ero, ed a volte lo sono ancora, incazzata con il mondo, perche' mi ha tolto tanto, mi ha tolto mio padre, ed ha lentamente spento mia madre, faccio a pugni con la malattia di mio figlio....ma se mi guardo bene, se mi osservo da fuori non posso che essere felice...dal dolore nasce la felicita'? Sono estremi che si toccano? Dalla consapevolezza della fragilita', nasce la forza?
Valicare la porta per cominciare il viaggio attraverso se stessi e attraverso il mondo, mi ha reso migliore, mi ha reso piu' viva, so cosa voglio e riesco a gioire della mia volonta', non so dove voglio arrivare ma cerco di vivere di felicita', ringraziando per il dono della vita, per il dono del viaggio e per la forza della ricerca, credemi non mi servono cose, non voglio oggetti e non pretendo ricchezza, voglio felicita' sdoganata dal resto, felicita' fatta di sensazioni piu' che di fatti, fatta di ricordi da tramandare per non morire mai.
Non concepisco l'invidia, ma ammiro quelli che parlano tante lingue e che non hanno paura dell'ignoto, quelli che conoscono tanto e lo donano con discrezione, ammiro gli scrittori che attraverso le parole emozionano il mondo...non so il perche' di questa fila di pensieri confusi e sparsi, ma stamattina passeggiando sotto il grigio sole cinese, con il cuore in Italia, e piena di tristezza per l'impotenza, la mia mente ragionava intorno a queste cose, alla velocita' con cui si passa dalla vita alla morte, e al piacere di gioire di un raggio di sole, alla forza che ci vuole per oltrepassare la porta, e alla vita, alle scelte volute o imposte alle quali dobbiamo far fronte...non lo so il perche'...prendeteli per quello che sono...forse solo pensieri in liberta'...

giovedì 10 novembre 2011

Ripartire






Sto cercando di riorganizzare la mia vita in previsione di una nuova partenza, continuiamo per il momento, ad essere "Una famiglia in Cina"  ma presto saremo pronti ad una nuova destinazione e quindi la voglia di cambiamento si fa sentire, partendo da anche da un nuovo blog, nel quale cercherò anche di pubblicare delle schede pratiche dei posti in cui siamo stati, appunti, consigli di viaggio,foto, ricette e trucchi di sopravvivenza all'estero!

martedì 8 novembre 2011

Troppo Adolescenti



“Dove vai?”
“Fuori...”
“Con chi?”
“Gente...”
“A fare?”
“Robe...”
“Quando torni?”
“Dopo...”

Questo è un dialogo tipo tra me e mio figlio!

Da qualche mese convivo con un adolescente, un esemplare piuttosto comune di adolescente maschio...vive spatasciato sul divano, con il computer sulle ginocchia e il telefono nella tasca, le cuffie sempre sulle orecchie e la finestra della Chat di Skype sempre attiva.

Che dire, il rapporto si fa difficoltoso, lui ai miei occhi è sempre il piccolo bambino paffuttello,simpatico e spigliato, ma mi accorgo che se lo guardo bene di paffutello non ha proprio più nulla, alto come suo padre con dei piedi enormi (e puzzolenti) si esprime a grugniti in famiglia, per poi diventare animale da party appena varcata la soglia di casa.

Sbuffa in continuazione, l’intercalare preferito è diventato ....”che palle”....i professori lo descrivono un ragazzo brillante e pieno di iniziativa, attento e partecipea tutte le attività, attaccante della squadra di calcio idolo di parecchie ragazzine, ma tutto questo sempre fuori casa.

In casa si aggira scocciato e insofferrente, l’unica cosa che cattura la sua attenzione e il cibo....quantità industriali di cibo, l’adolescente sembra non avere un fondo, non c’è nulla che lo sazi veramente....una fiera affamata!

Quali sono i trucchi per sopravvivere all’adolescenza dei nostri figli?

Soprattutto sarebbe bello sapere quando inizia e quando finisce questa cavolo di adolescenza....periodo di transizione fra l’infanzia e l’età adulta (così dice il vocabolario), non facile da definire questo periodo di transizione, perchè di adolescenti tardoni è pieno il mondo, vogliamo parlare dei “40” dei nostri cari consorti o anche di noi stesse  e delle nostre costosissime quanto inutili creme antiage.

Tutti adolescenti per sempre, sarà questo il trucco per la sopravvivenza?

O forse la soluzione è tutti adolescenti  fino a che lo sono i nostri figli?

Non lo so....cerco di gestirmi come meglio posso, cerco di sopravvivere almeno fino all’adolescenza della bambina (che anche lei tanto più bambina non è)....e lì i problemi saranno sicuramente peggiori, perchè purtroppo noi “femmine” ci facciamo delle domande e spesso queste domande sono complicate.

Per il momento grugnisco e batto il cinque, preparo quantità industrali di cibo, sopporto Guitar Hero e la musica a palla anche in bagno, (rock duro e puro dice lui), gli assoli di chitarra, lavo e rilavo sempre le stesse magliette e l'unico paio di pantaloni mettibili, (avevo indetto anche un premio per il pantalone fortunato ma la mia idea è stata bocciata...you are so old...chill...figlio e 'ntrocchia dicono al paese mio...ma soprassediamo), ospito ragazzini catatonici sul mio divano (tutti sempre con le cuffie e le braghe basse), grido come una pazza per penetrare la coltre musicale che aleggia costantemente attorno al mio ragazzo, spiego Leonardo da Vinci e il rinascimento usando parole come...Dude...Cool...figo...troppo avanti....perdonatemi se potete.... ma se non puoi sconfiggerli fatteli amici!