martedì 20 novembre 2007

La nonna



La sua vita ormai trascorreva lenta e sempre uguale, la sua sagoma scura si stagliava netta in quella campagna assolata,il suo piccolo chignon bianco chino sulle piante di pomodoro....pomodori che sarebbero diventate conserve succulente ricche di sole, aglio, e basilico, e cheavrebbero rallegrato gli inverni del Nord. Non c'era più nessuno con lei, conservava solo i segreti di tutti loro, ognuno aveva la sua vita e le sue uniche soddisfazioni erano i pranzi e le cene preparati per i nipoti, sperando che gli aromi ed i sapori della sua cucina restassero per sempre impressi nei loro cuori, e che dentro di loro restasse sempre un pò di Sicilia, la sua ricca terra. Era sola e stanca, le ossa le dolevano ad ogni movimento e le mani non erano più abili e veloci come quelle di un tempo, ma soprattutto gli occhi non le davano più la possibilità di passare il tempo ricamando, il tempo passava più velocemente quando ricamava seduta dietro una finestra illuminata la mano andava automaticamente mentre la sua mente seguiva percorsi ben precisi...cercava forse di ricordare il volto di sua madre che le era stata portata via dall'epidemia di spagnola quando lei era ancora troppo piccola per ricordarsene, ricordava le suore con le quali era cresciuta e che le sembravano la cosa più vicina ad una madre, ricordava le giornate che scorrevano troppo lente per una bambina così piccola tra rosari sgranati più volte al giorno e la scuola, ricordava il silenzio quasi opprimente di quel posto nonostante ci fossero tanti bambini. Il suo ricordo più vivido però era quando per la prima volta aveva visto quello che sarebbe stato l'unico e il solo amore della sua esistenza il nonno, un nonno giovane, alto e imperioso nella sua divisa, lei che era piccolina si sentiva perdere tra quelle grandi braccia, si sentiva finalmente accolta e protetta, si sentiva finalmente a casa. I miei nonni si sono amati fino all'ultimo giorno della loro vita, di un amore romantico e conflittuale, lui  autoritario nella sua giacca da camera rossa con i capelli sempre cortissimi e in ordine, e forte come il mare in tempesta, lei calda, accogliente e familiare come i giardini siciliani, lui era il Re della casa, ma lei sapeva essere quella che realmente cambiava le sorti della famiglia. Da piccola sentivo furiose imprecazioni in siciliano venire dalla camera dei nonni, accorrevo furtiva e mi accorgevo che stavano solo giocando a carte, il nonno era meno bravo della nonna e perdeva sempre, e questo lo faceva andare su tutte le furie...ma la pace arrivava puntuale all'ora del pranzo. Il nonno si occupava della spesa e la nonna della cucina, in casa arrivavano sempre dei bei pescioni avvolti nella carta di giornale, e verdure profumate, baccelli di fave e fagioli che la nonna ci dava l'onore di spelare insieme a lei, mozzarelle grondanti di latte, con pochi e semplici ingredienti la nonna riusciva a fare miracoli...la cucina in casa nostra era sempre in fermento, mentre i fagioli borbottavano felici nella pentola insieme alla cipolla e alle carote, lei cominciava a fare montagne di farina sulla spianatoia, le uova cadevano perfette al centro del cratere che lei creava con le sue piccole mani, e poi cominciava ad impastare con forza, una forza di cui non credevi fosse capace, e l'intruglio di farina e uova si trasformava in una palla liscia e lucida che lei incideva con una croce sopra e lasciava a riposare sotto un canovaccio bianco e immacolato. Io e la mia piccola sorellina cercavamo di rubare la pasta, che alla fine risultava tutta pizzicata, ma la nonna non ci sgridava mai, la impastava ancora un pò e la trasformava in tanti gnocchetti che sarebbero finiti nel brodo dei fagioli, quando il piatto era pronto la famiglia si riuniva velocemente intorno al tavolo, bisognava però aspettare il nonno che avrebbe ringraziato Dio per il cibo ma soprattutto in cuor suo per aver incontrato la nonna, dopo un loro sguardo complice si poteva cominciare a mangiare, e ti inebriavi con una semplice pasta e fagioli, che sprigionava sentori di spezie di paesi lontani, profumo di olive maturate al sole di Sicilia, e tanto calore che ti faceva sentire la persona più fortunata e amata del mondo...

2 commenti:

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