martedì 15 novembre 2011

ESPATRIO VS FELICITA'



"Allora...come si trova tua moglie in Cina?"

Chiedeva Mr.Big ad un suo collega qualche giorno fa, il quale rispondeva che sua moglie, si', stava bene, era felice e si stava dedicando con soddisfazione alla creazione di ceramiche, e allo studio della lingua cinese.

Da questa conversazione ho cominciato a ragionare sulla trasformazione da espatrio...

La signora in questione, quasi sicuramente, in patria non sarebbe stata attratta dalla creazione di ceramiche, seppure di pregevole fattura...e la risposta:"...si' mia moglie e' contenta, fa ceramiche e studia il cinese...". Non da tanto l'idea di felicita', ma piuttosto di sopravvivenza.

Ma gli uomini hanno bisogno di certezze, e vedere una moglie che sforna ceramiche o torte (come me) da loro un senso di sicurezza, legato alla produttivita' e alla dinamicita', vedere che tutto funziona e che almeno nella loro vita familiare non ci sono apparenti problemi, li rende felici.

Ho cercato di spiegare questo banalissimo concetto al Sig. Big, io non sono felice perche' faccio le torte e vivo in questa sorta di Disneyland, non sono felice perche' studio, leggo, o cucino, mi guardava stupito con i suoi grandi occhioni azzurri spalancati, scuotendo la testolina bionda.

Ci sono giorni in cui ti senti come un criceto in una gabbietta, giri dentro il tuo perimetro, allora provi a salire sulla ruota ci giri un po' sopra ti da una certa ebbrezza, ma non la chiamerei felicita'...la testolina bionda continua a dondolare...mi arrendo ci sono cose troppo difficili da far capire ad un uomo!

In condizione d'espatrio raggiungere l'agognata felicita' o per lo meno una sopportabile routine non e' mai facile, specialmente in un paese tanto lontano e diverso dal nostro, o ti innamori (come e' successo a me) o lo odi, le espatriate non sono mai persone semplici con le quali relazionarsi, proprio perche' vivere in espatrio ti sottopone ad una serie continua di stress emotivi, appena raggiungi l'agognato equilibrio ci sara' sicuramente qualcosa che lo fara' vacillare.
Passi dalla nostalgia di casa, alla gioia del viaggio, vorresti vedere i tuoi amici e sederti al tavolo del tuo ristorante preferito, entrare in una libreria o vedere un film in italiano, ma nello stesso tempo gioisci della tua esperienza, e speri di vedere  ancora tanti pezzi di questo meraviglioso mondo, riempirti gli occhi con sempre nuovi orizzonti.

L'espatrio trasforma, prima di tutto perche' noi donne, mamme, mogli e amanti che nella vita normale non abbiamo tempo libero, ritagliarci l'ora della palestra e gia' una grande conquista...in espatrio le cose migliorano, la maggior parte delle Expat non lavorano, sono a seguito dei loro mariti e quindi di tempo libero ne abbiamo fin troppo...anche perche' non siamo abituati a gestirlo, il tempo libero ci fa sentire un po' in colpa, improduttivi...raramente ci fermiamo ad oziare in compagnia di un bel libro...trovarsi con le giornate vuote, libere, free...puo' dare un senso di vertigine.

Non devi fare niente, i bambini vanno a scuola con l'autobus (dove fanno anche lo sport e le attivita' artisitiche), la casa la sistema l'Ayi, la spesa te la portano fino a casa, detta cosi' puo' sembrare idilliaco, ma noi (io) non siamo abituate ad avere tempo libero, e allora riempiamo...la ceramica, la cucina, i corsi di yoga, cucina cinese, Tai Chi, c'e anche quello di medicina tradizionale, c'e' anche chi si fa assumere nella ditta del marito (a stipendio cinese) o chi si affida alle cure di una Caccaguru per ritrovare l'equilibrio interiore.
Anch'io mi sono trasformata, l'idea di leggere un libro o di ricominciare a studiare non mi aveva mai sfiorato, il lavoro, i figli e la famiglia non mi lasciavano il tempo neanche per un film, quante volte mi sono tristemente addormentata sul divano alla prima pubblicita'...adesso gioisco del tempo anche se faccio ancora molta fatica ad avere del tempo libero, anch'io tendo a riempire, nonostante trovo molto triste che la felicita' venga confusa con l'essere produttivi.
Il mio personalissimo concetto di felicita' (non sono per niente Epicurea) e' qualcosa di astratto e di sublime che ognuno ha dentro, la felicita' ha un equilibrio instabile ci sono giorni felici e giorni in cui aspiri a ritornare felice, certo la felicita' viena dalla gioia della conoscenza e dalla bellezza di tutto cio' che ti circonda, dal fatto di poter vedere il cielo ed i tuoi figli che crescono...forse si impara ad essere felici...forse si impara a gioire...
Ennesime parole in Liberta'...
e anche un po' confuse (rileggendo).....

13 commenti:

  1. e' il tuo primo post che leggo.. e mi e' piaciuto molto :-)

    "chiedimi se sono felice"...
    e' vero che spesso si confonde la felicita' con la produttivita', mi chiedono se lavoro e quando rispondo di no fanno una faccia come a dire "mi dispiace per te"... ma da quando non lavoro ho dimenticato cosa sia lo stress, ho ritrovato piu' tempo per me stessa e per stare con mio marito, sto meglio fisicamente perche' riesco a fare sport...
    certo, non puo' essere cosi' per sempre :-P, ma fin quando dura cerco di approfittarne!
    sono felice? non lo so, ma sicuramente sto meglio :-)

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  2. certo c'e' sempre l'altro lato della medaglia, cioe' le persone lontane, gli affetti ecc ecc...

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  3. Concordo con te....se si può avere del tempo improduttivo e vivere con lentezza bisogna approfittare dell'occasione!
    A presto!

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  4. No, le tue parole non sono per niente confuse. Io le capisco forse anche perché sono anch'io una mamma expat e condivido il fatto che il più grande dono che ho ricevuto da questa esperienza è il tempo libero.

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  5. Accipicchia non tanto confortante per una futura expat!!!!!
    A parte che di donne così ne conosco anche che da casa non si sono mai spostate, e sono insoddisfatte in quanto un loro perché non l'hanno comunque mai trovato.Ma credo che in effetti, come donna al seguito del proprio uomo all'estero, bisogna trovarsi un nuovo motivo, un nuovo obiettivo. Non so quanto sia facile, perché non l'ho ancora provato. Ma in ogni caso la considero una grossa opportunità, e spero davvero di non ridurmi a "sopravvivere". Accidenti! Che paura mi hai messo addosso! :)

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  6. .....no....non spaventarti, non so dove finirai ma sara' comunque un viaggio bellissimo....magari ci vuole un po' a ritrovare l'equilibrio, ma io sono felice e non mi sento affatto di sopravvivere....certo ci sono giorni un po' cosi', ma di solito passano in fretta. Nessuna paura, mi raccomando!

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  7. I giorni un po' cosi dopotutto ci sono anche in patria se una non sa prendere il meglio dalle situazioni!! Certo immagino che all'estero tutto sia più complicato, soprattutto x la lontananza da amici e parenti. Vedremo... :) grazie in ogni caso x le tue parole!!!

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  8. Dona...la felicità è un utopia. Io mi accontenterei di serenità;di sentirmi serena,appagata di poco.Ma è il carattere che ti frega...la tendenza alla malinconia, alla paura,ansia,ansia..insoddisfazione...QUI in Italia o in Cina..o in Nepal.....L'unico viaggio che dobbiamo imparare è quello dentro di noi,false catene o vere...boh (parole in libertà) smack (mio faro) eli

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  9. ...capisco cosa vuoi dire, non è per niente facile, ma io tendo a scrivere quando sono di buon umore oppure quando mi sento forte e potente....ci sono giorni in cui mi rotolo per casa pensando al Futuro e al domani non riuscendo a trovare una strada dentro di me....capita, ma ci siamo e dobbiamo provare almeno ad allentarle quelle catene! Un bacio a te!

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  10. Bella riflessione, belle parole, certo un blog e tanti amici lettori aiutano a non sentirsi sola e inutile!
    Io da mamma expat non tornerei di certo indietro, senza dubbio a volte è difficile ma sto regalando a me stessa e ai miei figli un'esperienza irripetibile... e pazienza se a volte mi metto a cucinare dolci per riempire il vuoto... i miei amici etiopi apprezzano molto questi miei momenti negativi!

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  11. Anche i miei amici sono ben lieti dei miei momenti negativi....Etiopia....bellissimo!

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  12. Ora sto vivendo la situazione opposta: ci siamo mossi in tre cogliendo un'occasione di lavoro per me e i miei colleghi mi chiedono "come si trova tuo marito?" E il bello e' che quasi tutti la trovano una scelta normale, anche se non cosi' comune.

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  13. Carissima. Come sei riuscita a rendere perfettamene con le tue parole la condizione che lega noi espatriati. Ti scopro in questo preciso momento con immenso piacere. Sono in Cina da un anno e mezzo e solo una decina di giorni fa ho deciso di cominciare a mettere anche io nero su bianco queste esperienze, emozioni e scoperte che sono parte di me, in un blog. Ti leggero' senz'altro domani tutta d'un fiato! Ora le belve sono tornate e richiedono attenzioni.

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