lunedì 19 novembre 2007

Domenica


L'Anziano e la Principessa si sono rifiutati di santificare la Festa, quindi niente messa, come dagli torto per loro è noiosissima, devono stare fermi per un'oretta,non afferrano il senso della maggior parte di cose che il parroco dice e non apprezzano ancora il valore metitativo che può avere una funzione religiosa, lo fanno solo con la speranza di passare poi in pasticceria, tappa obbligata dopo la messa.Hanno accampato mille scuse, l'Anziano mi diceva che c'era troppo freddo per uscire, la Principessa che, essendo femmina,te le racconta meglio, ha cominciato con una filippica sull'iconografia religiosa, la tristezza, il dolore, e il sangue che scorre copioso nei quadri che ritraggono i nostri santi,oggi l'avrebbero resa molto nervosa, per non rischiare il suo nervosismo, tra l'altro pericolossissimo, ho desististo. Le nostre domeniche da quando il Re è fuori sede passano in maniera molto pigra, tra ciabatte pelose e vestaglia, qualche cartone e un bel pò di litigi fra i due eredi. Nel pomeriggio,cinema, mano santa e aiuto per tutti i genitori single e non, film "Ratatouille",bellissimo, sarà che in un ristorante ci ho lavorato per molto tempo, e che la mia passione per la cucina rende anche me schiava delle buone cose come il topo, ma veramente ho ritrovato tutte le manie degli chef , i loro passati sempre molto nebulosi tra navi da crociera e albergoni di montagna, ho ritrovato la loro tenacia nella scelta degli ingredienti di prima qualità, il loro pensare e annusare intorno ad una spezia che potrebbe cambiare le sorti del piatto, la loro invidia mal celata per un collega (rivale,in cucina i colleghi non esistono) che ha avuto l'intuizione giusta, per la riuscita di un piatto. Ho anche rivisto la paura per i "sapientoni" delle guide che stroncano il lavoro di decenni dietro il caldo dei fornelli con cinque righe, che danno stelle, tolgono cucchiai, e mettono forchette,che arrivano nei ristoranti mettendo in subbuglio la cucina e creando aspettative di ingresso nell'olimpo culinario....non mi riconosco in questo tipo di cucina...la cucina è casa,è emozione, come quella che il supercritico ha provato assaggiando la ratatouille di piccolo chef, un balzo indietro che lo ha  riportato tra le braccia dalla sua mamma in una umile casetta di campagna quando anche lei le preparava lo stesso piatto....mi sono venute le lacrime agli occhi...ci sono cose che non si possono riprodurre, le alchimie culirarie sono un insieme di odori, sapori e ricordi, sò che non potrò mai più mangiare i quadrucci in brodo della mia nonna, ma se qualche chef riuscisse a riprodurli propabilmente gliene sarei grata per sempre....le cose semplici, la semplicità come valore di vita...

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