mercoledì 13 luglio 2011

EDIBLE SHOES




Che tutto sia bello, scintillante, luminoso e che non ci sia più la cappa di grigiume asiatico, che posso correre e respirare senza sentirmi in colpa per l'aria che introduco nel mio corpo lo ripeto ogni volta che torno a casa, le lucciole nel mio prato creano un'atmosfera speciale per le serate e il fruscio del grano accompagna i miei sudaticci sonni.
Ma come sempre io quest'Italia da un pò di anni la vedo dal di fuori e ogni volta mi sento un pò straniero in Patria, già dall'arrivo all'aereoporto e dopo mesi trascorsi a sentire parlare in lingue straniere cercando di beccare un concetto qua e là mi ritrovo improvvisamente a sentire ed ascoltare i discorsi di tutti, vengo inondata da una serie di informazioni che spesso non mi interessano ma che il mio orecchio in astinenza da italiano avidamente ascolta e metabolizza.
La mamma sgrida la bambina intimandogli castighi divini, i bambini devono comportarsi bene in Europa....in Asia un bambino può fare più o meno quello che vuole avrà sempre addosso l'occhio benevolo di una Ayi o di una commessa, noi occidentali che sgridiamo e facciamo piangere i nostri bambini siamo guardati molto male, ma tra le due cose c'è un mare di mezze misure concordo con Voi.
Dicevo, che mi sento tipo un'alieno che ha riacquistato l'udito da poco...accendo la Tv (che ha un numero di canali infinito) e mi ritrovo a scegliere tra  i "Ragazzi del Muretto" (ma quant'è passato e che brutti sono?)  e "Tamarreide" dove due ragazzoni dal collo taurino e tatuatissimi discutono tra loro per capire chi sia il più tamarro....(tamarro che fino a ieri pensavo fosse un'accezione un pò dispregiativa, devo essermi persa qualcosa in questi mesi), il tutto intervallato da una serie di pubblicità senza senso che ti lasciano talmente inebetita che non ti ricordi neanche il prodotto pubblicizzato.
La Tv resterà spenta e nessuno ne sentirà la mancanza.
Gli amici e anche i conoscenti quasi mi intimano di restarmene all'estero, la situazione qui è molto brutta, stanne lontana tu che puoi...io vivo da aliena e mi godo l'oggi, da un pò di tempo non leggo neanche i giornali mi sono calata nel ruolo di vacanziera con cappello di paglia, vivo con freschezza e positività nonostante anche al mio orizzonte ci sia qualche nuvoletta (più che nuvoletta dovrei dire valigia) a disturbare il quadretto d'insieme, le uniche che riescono a smorzare il mio sorriso ebete sono le commesse.
Sono un pò antipatiche sempre, ammettiamolo, ma in tempo di saldi si salvi chi può...ed io non posso, ho proprio voglia di shopping e non saranno certo quattro commesse isteriche a farmi demordere, purtroppo mi tocca intrattenere con loro dialoghi al limite del surreale.

Oggi sono entrata in un negozio di scarpe, mentre mi guardavo in giro in cerca di ispirazione è mancata la luce....eravamo sole io e la commessa.

"Che bello....lo shopping al buio è un esperienza che mi mancava..." 

le dico sorridendo, anche per stemperare la tensione.

"Questa è una cosa che non possono fare, ormai capita spesso."

mi risponde inviperita...

"Sono tagli programmati?"
"Se lo fossero dovrebbero almeno avvertirci."
"Magari c'è stato un sovraccarico."
"Ma non si può lavorare così"
"Ma non preoccuparti, fuori c'è luce riesco a vedere benissimo."
"...sì...sì...ma la merce si deperisce..."

Mentre finisce la frase ritorna la corrente...

"Mi scusi un attimo..."...

...e sparisce nel retrobottega forse a controllare la merce deperibile mentre io ne approfitto per scappare.













Quelle con i Candy sono di Belma Arnautović designer di Sarajevo la collezione si chiama "LOLICE SHOES".

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