domenica 26 giugno 2011

BENVENUTI AL SUD




Siamo finalmente al mare …. nel più profondo mare del sud Italia.
Passeggiamo per le strade di Montalbano e mangiamo enormi e squisiti gelati di fronte al mare, incantati dalla luce rosata del cielo al tramonto.
Siamo al sud, e siamo stati accolti con tutti gli onori, il BiondoMarito è partito con il suo bel pezzo di Gorgonzola sotto braccio, e quindi in aeroporto sentendone il profumino e non conoscendo il milanese si sono rivolti a lui sempre e solo in inglese quella meravilgiosa specie d'inglese che solo noi italiani conosciamo...alla Totò tanto per capirci, suscitando l’ilarità dei figlioli che più terroni di quello che sembrano non potrebbero sembrare.
Per arrivare in Sicilia abbiamo fatto scalo a Napoli, perché sì, ci sono gli aerei diretti per il fantomatico Sud d’Italia  ma non tutti i giorni, e allora un viaggio di poco più di un’ora si trasforma in un Odissea, controlli formalissimi  a Trieste, molto più all’acqua di rose a Napoli dove le bottigliette d’acqua passano senza problemi,  arrivati a Catania, come da copione, non c’era la mia valigia, dopo l’incazzatura del momento e la denuncia del caso sono entrata nell’ordine d’idee di farmi un guardaroba nuovo a spese dell’Alitalia…che vuoi fare al Sud ‘ste cose capitano, futtatinne direbbe Montalbano.
Lasciamo perdere la valigia e cerchiamo un autobus, secondo quello che ho letto su internet dovrebbe essercene uno fra mezz’ora…ovviamente gli orari web non erano aggiornati e ci è toccato aspettare sotto il cocente sole siculo per più di due ore, alternative? Non abbastanza economiche da valerne la pena, un tassista vedendo il BiondoMarito e soprattutto percependone l’odorino di Gorgonzola si è offerto di portarci a destinazione alla modica cifra di 150 euro beccandosi una risposta in puro stile siculo:
”Minchia…vero è? 150 euro sono…cose da pazzi, ti sembriamo forestieri!”.
Per noleggiare una macchina più o meno stessa cifra, e quindi ci siamo fatti le nostre tre ore di tragitto, intanto fuori dal finestrino scorrevano città barocche, piantagioni di carrubi e nodosi alberi di olivo, terra rossa e mucche al pascolo, paeselli trafficatissimi e arroccati su pendii difficilissimi da percorrere in corriera.
Ma dopo tre ore…ci si è aperto difronte il mare, il mare quello vero, a perdita d’occhio, azzuro, blu o rosa a seconda delle ore del giorno, con le onde schiumose e forti, con gli scogli neri pieni di vita vera, polipi, ricci, patelle e frutti di mare, cose mangiabili e concrete altro che pesciolini belli e colorati.
Mozzarelle enormi, il fornaio con il grembiule sporco di farina e con il calore del forno a legna alle sue spalle, vetrine piene di pane di ogni forma e contenuto, arancini da mezzo chilo l’uno, colazione con granita e brioches, ristoranti di pesce con i piedi sulla sabbia e lo sciabordio dell’acqua, guardare le stelle in spiaggia come due ragazzini e trovarsi a pensare che erano anni ormai che non ci baciavamo con le stelle sullo sfondo forse da quella volta in cui c’erano anche le lucciole ed eravamo in campagna.
Amici miei siamo a casa, ci godiamo il mare e la compagnia della famiglia, che da queste parti assume un significato allargatissimo, ci godiamo i sapori della gastronomia siciliana, il profumo della pianta di limoni che abbiamo nel nostro patio, i libri e i giornali (cartacei) in italiano che possiamo leggere in abbondanza, il tempo che scorre lento…l’unica nota negativa e che mi scambiano sempre per una turista e ogni volta devo risfoderare il mio accento parte-nopeo e parte-siculo…ma io lo so perché succede si percepisce l’odore di Gorgonzola che Big si porta sottobraccio.
A presto!

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