lunedì 9 maggio 2011

UBUD





Se ne vedono ovunque, si aggirano con l'aria ascetica di chi ha fatto troppo yoga e non ha ancora trovato il bel Brasiliano, si muovono in bicicletta per le strade incredibilmente trafficate Ubud, siedono sole nei tanti ristorantini e caffè sulla Monkey Road con un libro in mano....attirate da un 'altro libro, quello della Gilbert "Mangia Prega e Ama" , una bella pubblicità mi dice qualcuno....un pò approssimativo mi dice qualcun altro.




Effettivamente la Gilbert non si sofferma molto sulle bellezze di Ubud, ma capitela è impegnatissima con il bel Felipe....Ubud è soprattutto cultura.





Ubud è cultura, ma è anche una piacevole cittadina da girare a piedi o in bicicletta, il clima è un pò (pochino) più fresco che sulla costa, si può passeggiare lungo la Monkey Road fino ad arrivare al palazzo Reale, incontrando lungo la strada numerosi localini dove fermarsi e altrettanti numerosi posti dove fare shopping....per essere un posto così piccolo si possono passare ore a fare compere...Sarong coloratissimi, argento, perline, lavori di intaglio, dipinti....ci vuole solo molto posto in valigia, e sarete inoltre sicuri di aver acquistato qualcosa di prodotto realmente sull'isola.





Siamo arrivati ad Ubud a notte fonda, dopo aver litigato con il tassista che ci chiedeva una cifra esorbitante per fare meno di 40 km, una volta arrivati non ci siamo neanche guardati attorno, siamo letteralmente crollati dalla stanchezza, solo la mattina dopo ci siamo resi conto di essere arrivati nella valle dell'eden, cascate, risaie, fontanelle, orchidee, banani, uccellini, alte statue di divinità ricoperte di muschio davano al posto l'aria delle valli perdute di Indiana Jones.





Abbiamo alloggiato all'Arma Resort che è anche uno dei musei più interessanti di Ubud, qui si trovano diverse opere dell' artista tedesco Spies, anche il museo è immerso in un giardino verdissimo.



Ubud è piena di gallerie, in ogni strada o vicoletto troverete qualcuno che dipinge, la tentazione di portare a casa un quadro è stata fortissima, mi sono accontentata di tante foto.













Tappa obbligata di Ubud è il "Sacred Monkey Sanctuary"







che ospita tre templi di cui uno dedicato ai morti, si entra in un fitto tratto di giungla,


e sempre di più vi sembrerà di essere in un film di Indiana Jones, il santuario è abitato da macachi parecchio dispettosi e territorali, che torturano i turisti in cerca di qualcosa da mangiare, non bisogna avere nulla in mano e soprattutto non comprate le banane all'ingresso o farete la fine di Big e della Principazza.







Alla prossima!

Il resto delle foto sempre nei soliti posti....Facebook o Flick!

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