martedì 23 novembre 2010

LA FAMOSA ALTRA VERITÀ






 
Il dubbio che tormenta lo scrittore è la ricerca della verità.
Una volta Paolo Volponi mi chiese se si fa molta fatica
a dire "Ti voglio bene" e alludeva al figlio.
Così la verità non la dice nessuno.
Perchè?
Per ignoranza, per comodo, per indifferenza.
O perchè la verità  come un bambino è così semplice
che ammetterla sarebbe ovvio.
Se noi  vogliamo guardare la metafora
di quando Maria rimase incinta, al di là del Figlio,
doveva partorire la Verità.
E lo dice anche Cristo:
"Io sono la Via, la Verità, la Vita".
Però uno si nasconde sotto un cumulo di "non so"
e crede che la guerra l'ingiustizia e tutto quanto nascono dal fatto di non
 pronunciare la verità.
In gergo questo si chiama omertà.
Però che cos'è la verità se non il perdono?
D'altra parte senza accusa non c'è perdono.
Il Cristianesimo non ha capito che la verità delle persone di tutti i giorni
non è la verità della Chiesa.
Ma è la verità del filosofo, di colui che si domanda perchè la colpa si
assomma alla colpa fino a formare un edificio.
E così è nata questa casa.
Mattone su mattone.
E ora, oggi come oggi, gli operai non demoliscono le pietre ma
la verità.
Dire che stanno abusando di noi,
che stanno alterando il catasto,
che si stanno dando all'usura,
sono cose che competono al Questore e non all'inquilino.
Perchè tra l'altro chi si laurea in giurisprudenza non vuole che
un qualsiasi scalzacane di scrittore trovi la soluzione
che lui non trova.
La laurea consente al giureconsulto di giurare che una cosa è vera
mentre il cretino che giura il vero è falso.
Allora oltre all'Italia delle pietre,
degli inganni e delle non verità,
abbiamo l'Italia delle lauree a pagamento per far
contento il genitore che poi demolirà
la tua casa.

-Alda Merini-

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