lunedì 27 settembre 2010



Sempre questa sensazione di inquietudine
 
Di attesa d’altro.
 
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
 
Tristezza inspiegabile,
 
La noia o l’ansia sfrenata
 
Di rassettare questa o quella stanza,
 
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
 
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
 
Creare la mia felicità con
 
Ingredienti da ricetta di cucina,
 
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
 
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
 
Che sono un barile senza fondo,
 
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
 
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
 
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
 
Si dilatano come pori infiniti
 
In cui si annida una donna che avrebbe
 
Voluto essere
 
Uccello, mare, stella,
 
Ventre profondo che dà alla luce Universi
 
Splendenti stelle nove…
 
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
 
Bianchi bioccoli di cotone,
 
Raffiche di poesie che mi colpiscono
 
Tutto il giorno e
 
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
 
Pallone per contenere
 
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
 
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
 
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
 
Continuerò
 
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
 
A cucirmi un vestito di sole,
 
Di luna, il vestito verde color del tempo
 
Con il quale ho sognato di vivere
 
Un giorno su Venere.
 
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
 
Di attesa d’altro.
 
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
 
Tristezza inspiegabile,
 
La noia o l’ansia sfrenata
 
Di rassettare questa o quella stanza,
 
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
 
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
 
Creare la mia felicità con
 
Ingredienti da ricetta di cucina,
 
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
 
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
 
Che sono un barile senza fondo,
 
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
 
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
 
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
 
Si dilatano come pori infiniti
 
In cui si annida una donna che avrebbe
 
Voluto essere
 
Uccello, mare, stella,
 
Ventre profondo che dà alla luce Universi
 
Splendenti stelle nove…
 
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
 
Bianchi bioccoli di cotone,
 
Raffiche di poesie che mi colpiscono
 
Tutto il giorno e
 
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
 
Pallone per contenere
 
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
 
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
 
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
 
Continuerò
 
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
 
A cucirmi un vestito di sole,
 
Di luna, il vestito verde color del tempo
 
Con il quale ho sognato di vivere
 
Un giorno su Venere.
 
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
 
Di attesa d’altro.
 
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
 
Tristezza inspiegabile,
 
La noia o l’ansia sfrenata
 
Di rassettare questa o quella stanza,
 
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
 
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
 
Creare la mia felicità con
 
Ingredienti da ricetta di cucina,
 
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
 
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
 
Che sono un barile senza fondo,
 
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
 
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
 
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
 
Si dilatano come pori infiniti
 
In cui si annida una donna che avrebbe
 
Voluto essere
 
Uccello, mare, stella,
 
Ventre profondo che dà alla luce Universi
 
Splendenti stelle nove…
 
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
 
Bianchi bioccoli di cotone,
 
Raffiche di poesie che mi colpiscono
 
Tutto il giorno e
 
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
 
Pallone per contenere
 
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
 
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
 
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
 
Continuerò
 
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
 
A cucirmi un vestito di sole,
 
Di luna, il vestito verde color del tempo
 
Con il quale ho sognato di vivere
 
Un giorno su Venere.
 
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
 
Di attesa d’altro.
 
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
 
Tristezza inspiegabile,
 
La noia o l’ansia sfrenata
 
Di rassettare questa o quella stanza,
 
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
 
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
 
Creare la mia felicità con
 
Ingredienti da ricetta di cucina,
 
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
 
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
 
Che sono un barile senza fondo,
 
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
 
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
 
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
 
Si dilatano come pori infiniti
 
In cui si annida una donna che avrebbe
 
Voluto essere
 
Uccello, mare, stella,
 
Ventre profondo che dà alla luce Universi
 
Splendenti stelle nove…
 
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
 
Bianchi bioccoli di cotone,
 
Raffiche di poesie che mi colpiscono
 
Tutto il giorno e
 
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
 
Pallone per contenere
 
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
 
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
 
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
 
Continuerò
 
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
 
A cucirmi un vestito di sole,
 
Di luna, il vestito verde color del tempo
 
Con il quale ho sognato di vivere
 
Un giorno su Venere.
 
(Gioconda Belli)

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