sabato 26 giugno 2010

RITORNO ALLE ORIGINI




Dopo quasi un'anno in terra straniera, domani si parte per tornare a Casa.
Descrivere la vita all'estero è sempre piuttosto difficile, si vive in una sorta di bolla emozionale circondati da persone che non conosci, splendide persone ma che in realtà sono estranei, hai avuto solo la fortuna di incontrarli durante il viaggio, vengono da Paesi diversi, con usanze diverse, e come Voi ben sapete io non credo nell'integrazione ma solo nel profondo rispetto degli altri.

Usanze ma anche percorsi mentali differenti che molto spesso non riesco a capire, che mi lasciano mortificata ed affranta, che cozzano con il mio modo di essere.

Purtroppo sono una neofita di questo mondo, ho imparato che bisogna sorridere molto, partecipare agli eventi caritevoli e ai pranzi ufficiali, informarsi sulla salute di figli e mariti, arricchirsi delle storie che ti vengono raccontate ma fermarsi ad un livello d'affetto superficiale, perchè in realtà le "amicizie" servono solo a riempire le lunghe giornate delle expat che scorrono lente tra caffe, shopping e massaggi, cosa non troppo facile per me, ho sempre la sensazione di perdere del tempo e godo molto spesso della solitudine che solo la scrittura, lo studio e la lettura ti possono dare.

Viviamo in una bolla sospesa tra un mondo  straniero, (per quanto uno si professi cittadino del mondo la Cina è una terra straniera), e la Nostra casa la Nostra famiglia lontano, i nonni e gli zii vedono crescere i nipoti su Skype, gli amici  ti aggiornano su facebook, le notizie sempre meno confortanti dei giornali, lo spettro di un Italia triste e rovinata, le notizie arrivano amplificate e complicate dalla lontananza e mentre tu vivi in questo mondo di Barbie bionde, sciocche, inutili e cavillose, il tuo mondo quello vero si arrabbata per arrivare a fine mese.

Voi direte, ti lamenti? Sei fortunata, lo so sono fortunata, nonostante le tempeste emozionali, nonostante la solitudine tra la moltitudine, nonostante lo spleen, sono fortunata, e non sapete quanto mi costano queste parole, a volte non vorrei sentirmi fortunata, a volte vorrei sentirmi come quegli emigranti che si portavano le zolle di terra con le viti, e le piantine di basilico, che anelavano al ritorno che sognavano la Patria, ed invece nò nonostante tutto è vero mi sento fortunata, so che questa è la scelta migliore per i miei figli.

Stanno crescendo liberi di pensare, si fanno domande e si aspettano delle risposte, rispettano gli altri profondamente, rispettano la cultura, il cibo e l'inno degli altri paesi, fanno progetti e predentono l'aiuto degli adulti per realizzarli, hanno i loro occhi aperti sul mondo, amici di tutti in maniera semplice e profonda, senza problemi di distanza,di lontanza di comunicazione, e se un amico parte sono certi che si rincontreranno nuovamente, il mondo è piccolo, prendo un aereo e sono da te, magari studieremo insieme all'Università, e poi ci sono le Chat non ci perderemo e se passi....già chissà dove saremo e se passi in un posto di mondo vicino al mio incontriamoci, raccontiamoci.

Sono fortunata, non ho dubbi sono fortunata io, lo sono i miei figli e anche i miei nipoti se ci saranno, avranno dei genitori pensanti, liberi e pensanti, e che sono un pò stanca, ho  bisogno di rapporti veri reali di essere circondata da persone che mi conoscono che non ti fraindentono che non ti lasciano indietro, ho bisogno di sentire sotto i piedi l'erbetta (o forse erbaccia ormai) del mio giardino, di scambiare quattro chiacchiere con i vicini di casa, di sedermi davanti ad un caffè con gli amici, di ascoltare le loro storie e di venire ascoltata per quello che sono....e poi sarò pronta a ritornare, tornerò e sarò pronta ad affrontare nuove, avventure nuove sfide, nuove conoscenze, taglierò nuovi traguardi...adesso ho proprio bisogno di tornare alle origini!
Ci sentiamo dall'Italia....ci raccontiamo dall'interno, un'Italiana in Patria....


 

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