domenica 2 maggio 2010

GENTE DELLA NOTTE





MammaGò è uscita con la solita ragazzaccia e con ZiaLau...
ma stavolta di notte...
ci siamo tuffate nella notte Suzhouese,
inoltrate in scuri vicoli di perdizione, ci siamo per una notte,  allontanate dal tranquillo talamo nunziale e dalla sicurezza cristallizzata di Expatland per inoltrarci in quelli che potrei definire:

"I peggiori locali di Suzhou".

Visita antropologicamente interessante, siamo state accompagnate da un gruppo di cinesine in assetto da conquista alla scoperta della notte Suzhouese.
La notte Suzhouse è animata da personaggi strani, ci sono i tassisti abusivi che aiutano quelli ufficiali, ci sono i venditori di frutta e di spiedini, ci sono tanti Laowai maschi e tante tantissime cinesine molto disponibili, e poi ci sono tanti bar, baretti e localini dove incontrarsi e bere...tanto bere.

Per capire la notte Suzhouse ci vuole un pò di alcool in corpo.

Dopo qualche Margarita cominciava a sembrarmi quasi tutto nella norma, cominciavo a giustificare le eccessive effusioni tra gli stanieri e le locali, cominciavo a guardare con occhio benevolo i Laowai solitari difronte alle loro pinte di birra, cominciavo a sentirmi a mio agio appollaiata su uno sgabellino a sgranocchiare semini di girasole ("...brave tanti stranieri non ci riescono..." ci ripeteva entusiasta un'amica cinese)  ammirando le esili figure di queste fatine asiatiche, loro sì che possono osare, che si vestano da principesse o da prostitute, non sono mai volgari, sembrano sempre eterne adolescenti, veli, pizzi, merletti ed animalier panterato possono indossarli anche tutti contemporaneamente senza risultare eccessive.
Dopo qualche altro Margarita mi è sembrato anche normale che si unissero a noi degli stranieri sconosciuti, (un pò bruttini anche con la vista annebbiata dall'alcool), ma assolutamente papabili per le nostre amiche in avanzata età da marito (25 anni, coetanee della ragazzaccia), ad un certo punto della nottata l'allegra comitiva che ormai si era di molto ampliata si è trasferita nella vicina discoteca...la più cool di tutta Suzhou...
e Vi lascio immaginare.

Prima di inoltrarmi nella descrizione della discoteca e della sua fauna preciso che questo è un paese di compagna, siamo vicini fisicamente a Shanghai ma lontani anni luce dalla sua movida chic e glamour.

In discoteca non c'è troppo spazio per ballare, tutto lo spazio che in Italia sarebbe pista da ballo è disseminato da piccoli tavolini quadrati, sui quali si smangiucchia dal riso alle zampette di pollo, si gioca a dadi e si bevono litri e litri di una mistura infernale fatta mescolando il the con il Ballantines.




Ai lati divanetti o per meglio dire troni in broccato rosso con rifiniture in oro, alle pareti decine di teche contenenti i simboli del lusso moderno, borsette di Gucci, scarpe di Prada, telefonini di ultima generazioni, modellini di macchine sportive, e sul soffito un trionfo (e quando dico trionfo...voglio dire proprio tanto trionfo) di lampadari in cristallo stile Gattopardo con tutti i pendenti colorati, talmente vicini e fitti da dare quasi un senso di vertigine, una enorme stanza piena di orrendi lampadari in "Cristallo", questa era la location che già di per se, anche con tanti Margarita in circolo un pò di paura la faceva, adesso immaginate di buttarci dentro un bel pò di gente vestita in modo stravagante, fatela sudare un pò, fatela mangiare (cibi agliosi e speziati) agitare e cantare un pò...shakerate...ecco pronta la nostra discoteca.
C'era anche una cantante che come una novella LadyGaga accompagnata da un bodyguard si spostava da una piattaforma all'altra per cantare una strofa della sua popolarissima canzone, acclamata con calore dalla folla.

Bilancio della serata.

La ragazzaccia  ci ha ragionato un pò su...i cinesi (specialmente gli uomini) si divertono con poco, questo lo dico e lo ripetererò fino allo sfinimento, di giorno gli aquiloni, di notte giocano ai dadi mentre smangiucchiano gambette di pollo e semini di girasole, le ragazze vogliono accasarsi preferibilmente con un occidentale, gli occidentali sembrano molto tristi e spaesati nonostante una compagna asiatica sulle ginocchia, tutto sommato una serata divertente e formativa.

La solitudine dello straniero va ad alimentare il mercato dei sogni asiatici, vogliono dei figli, vogliono un marito, una casa, bisogni semplici e primordiali, non anelano alla carriera ne tantomeno all'indipendenza, vogliono dipendere e non pensarci più, vogliono un sogno che non duri una notte soltanto, vorrebbero svegliarsi e ritrovarlo ancora lì, ma spesso non capita e quindi si ritorna a vivere la notte cercando negli occhi degli stranieri la possibilità di un futuro migliore.



 

Nessun commento:

Posta un commento