giovedì 5 marzo 2009

MEZZI PUBBLICI



Da ragazza mi muovevo da una città all'altra rincorrendo l'amore della mia vita, (sempre Big), usando spessissimo il treno, conosco con familiarità tutte le stazioni che da Venezia vanno verso Torino o verso Firenze, e nel mio periodo Olandese ho usato la metro, i treni, e l'autobus...ma la Cina, la Cina è un'altra storia.
Credo di avere qualche difficoltà ad usare i mezzi pubblici nel Celeste Impero...in questo caso (e solo in questo) devo tristemente dare ragione a Big quando mi dice che i miei mi hanno allevato come una principessa e ci sono delle cose che io non posso fare...alla parola non posso, ho sempre un moto d'orgoglio, e di solito supero i miei limiti, anche perchè la vita mi ha messo difronte a cose che non erano affato adatte ad una Principessa e diverse volte lungo la mia storia sono dovuta scendere dalla carrozza dorata...ma la Cina, la Cina è un'altra storia.
Le stazioni sono enormi e caotiche e quelle piccole lo sono di più, tantissima gente si accalca nelle gigantesche sale d'attesa, migliaia di teste nere, un mare di persone, naturalmente parliamo di cinesi...tanti, rumorosi e pieni pienissimi di bagagli, non normali bagagli...non valigie...ma bensì enormi sacchi di tela colarata straripanti, tenuti in equilibrio sulle spalle con un bastone...oppure coperte e piumoni legati insieme da spago colorato, l'unico che aveva un trolley lo portava in braccio...(non scherzo).
Poi i cinesi mangiano...sempre ed ovunque, quelli più moderni si portano dietro i noodle disidratati dove basta aggiungere un pò di acqua calda, quelli più tradizionali si comprano il cibo per strada e lo trasportano in scatolette di polistirolo, tutti intorno a te stanno mangiando qualcosa, il qualcosa in questione non sa mai di buono, anche la gente intorno a te non sa di buono...gli si sente addosso la fatica, la tensione e lo stress del viaggio che li porterà lontano o forse più vicino, verso un lavoro o verso la famiglia, pendolari attraverso la Cina, ore ed ore di treno collegano in Paese.
I bambini giocano con le nonne o con le Ayi, correndo tra la folla, si muovono come pinguinetti impacciati con i loro vestiti multistrato, ma con i pantaloni bucati tra le gambe (non usano il pannolino), sono bambini bellissimi e rubicondi che ti sorridono e giocano con te, ma che tu guardi sempre con un'aria intimorita, sperando non vogliano venirti in braccio.
Questo è quello che vi aspetta in una stazione cinese, fiumane di gente e di  odori, odori di vita quotidiana, odori di lavoro faticoso e di pasti comprati agli angoli delle strade.
Io ieri sono anche riuscita a perdere il treno...sono arrivata davanti al gate proprio mentre lo chiudevano.
Credevo di avercela quasi fatta...di potermi finalmente sedere al mio posto...prenotato e morbido...ed invece niente, ho dovuto cercare qualcuno che mi capisse e farmi fare un'altro biglietto...a parte la confusione della stazione il servizio funziona molto bene, i treni sono puliti e puntuali, e a me che avevo perso il treno mi hanno semplicemente sostituito il biglietto senza farmi pagare un'altra corsa, la prima classe costa (per la tratta che ho fatto io 31 Yuan da Suzhou a Shanghai ) 5 yuan in più della seconda ed è veramente comoda...ma un consiglio non vi avventurate mai da soli in una stazione cinese, specialmente se come me soffrite di attacchi di panico.

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