lunedì 30 marzo 2009

GUANXI



L'unico modo per lavorare in Cina e' il Guanxi.
Il Guanxi non e' altro che una catena di conoscenze, io conosco qualcuno di fidato, che a sua volta mi presenta qualcun'altro di altrettanto fidato, alla fine della catena si e' creato un gruppo che in qualche modo e' relazionato fra loro, ed a volte anche imparentato, cercheranno quindi di comportarsi correttamente in modo da non far perdere la faccia a tutta la catena di Guanxi.
In questi giorni stiamo cercando di crearci una catena di Guanxi, con molta pazienza e buona disposizione d'animo...partendo da dei banalissimi biglietti da visita, siamo arrivati ad avere la frutta e la verdura a domicilio a prezzi molto, ma molto inferiori a quelli del mercato.
La ricerca di contatti ci ha portato in un Hootong molto caratteristico, la nostra amica cinese ed il suo cane, che invece parla solo inglese, (lascito di una Tai Tai), ci hanno accompagnato attraverso un dedalo di stradine e canali fino al suo ufficio, il suo sorridente marito e cuoco ci ha preparato dei meravigliosi jiǎo zǐ (ravioli), una zuppa di maiale e del pesce ovviamente con tutte le lische, non potendo riufiutare nulla ho dovuto affrontare anche il pesce, ma con l'aiuto dei miei ospiti, che mi hanno insegnato alcune tecniche di risucchio, posso orgogliosamente annunciarvi che ho imparato a mangiare il pesce con i bastoncini, avanzando solo le lische...sono soddisfazioni!
Le nostre míng piàn (biglietto da visita) dovevano essere molto semplici e stilizzate, pochi elementi e pochi colori, quando abbiamo visto la bozza ci siamo trovati difronte ad un tripudio di colori, fiorellini rosa e angioletti, del nostro disegno inziale e minimal non era rimasto piu' nulla, con calma e pazienza abbiamo cominciato tutto da capo, ridisegnando quello che realmente volevamo...la mattinata e buona parte del pomeriggio e' passata discutendo di piccoli dettagli, cose che in Italia avremmo risolto in mezz'ora, ma la Cina ha tempi diversi.
Mi piacciono sempre molto questi sguarci di vera Cina, mi piace andare nei veri posti cinesi, e passare le giornate passeggiando negli Hootong, mi incanto difronte ai dragoni sui tetti e vengo rapita dai piccoli usci che si aprono su cortili fioriti, e mi perdo nel silenzio armonioso dei templi, cerco di confondermi di godermi dal di fuori la loro vera vita, perche' lo straniero crea sempre un po' di imbarazzo, anche se mangi dal loro piatto, anche se acetti il loro cibo, ed entri umilmente nelle loro case e nelle loro giornate, e allora mi piacerebbe essere invisibile, passare attraverso, mi piacerebbe capire perche' i loro occhi sono felici e sereni, nonostante la poverta' e le condizioni difficili.
Mi piacerebbe sedermi con le vecchiette difronte alle case, fare ginnastica con loro, e lavare i piatti nei canali, ma il mio non e' romanticismo da viaggiatore, mi rendo perfettamente conto che non potrei affrontare un solo giorno della loro vita vera, tante volte mi e' difficile la mia ovattata esistenza, la mia e' voglia di conoscenza, mi piacerebbe acquistare consapevolezza concreta di quello che realmente sono, mi piacerebbe capire profondamente che e' vero..."tutto e' sotto il cielo"...e molto spesso non ci resta che subire benevolmente quello che il Cielo ci manda, soffriamo e gioiamo perche' non possiamo fare altrimenti, senza cercare nulla dietro, non avremmo potuto fare di piu' ne di meglio...e solo quello che il Cielo ha voluto per noi.

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