lunedì 23 febbraio 2009

SCUOLA ITALIANA A SUZHOU



A Suzhou è cominciata, sabato scorso, la Scuola Italiana, il progetto è partito da Shanghai dove la "Scuola di lingua e cultura italiana" funziona ormai da qualche anno.
Ci sono due sedi a Shanghai, e da sabato scorso una anche da noi, questa scuola vuole mantenere la conoscenza di una corretta madrelingua, nei bambini che, usualmente si esprimono per la maggior parte del tempo in inglese o in cinese.
Sabato mattina li ho accompagnati a scuola dove un piccolissimo gruppo di bambini, (sono solo nove), si è ritrovato per affrontare il primo giorno della scuola italiana.
La maestra arrivata da Shanghai ha cominciato a fare domande per conoscere i bambini, dopo le domande di rito, siamo arrivati a quella importante:

"Bambini perchè siete venuti a scuola di italiano?"
.......
"Io non ci volevo venire, almeno il sabato vorrei dormire..."
"La mamma mi ha detto che sto perdendo l'italiano..."
"A me piace parlare in italiano...oggi parliamo solo in italiano, vero?"
"Io non so usare il condizionale...anzi spiegamelo, così sabato prossimo non vengo!"
"Non mi hanno detto che si trattava di una scuola...vai a giocare con altri bambini italiani, mi ha detto la mamma...mi hanno fregato anche stavolta..."
"Il mio papà dice che se imparo l'italiano la nonna ne sarà molto felice..."
"L'anno prossimo noi torniamo in Italia e vorrei essere preparato ad affrontare la scuola."
"Così posso insegnare l'italiano alla mia mamma."
Motivi differenti, ma alla fine un unico scopo, mantenere l'identità italiana, avere ben presente che, saremo anche famiglie girovaghe, ma che siamo uniti da una sola Patria e da una sola lingua, vogliamo viaggiare, condividere ed arricchirci dalla conoscenza di altri popoli, ma restiamo italiani e dobbiamo esserne fieri nonostante tutto.
Per gli adulti è difficile....per noi dire Italia vuol dire tante cose contrastanti, molto spesso non ci sentiamo rappresentati, molto spesso non condividiamo le scelte del nostro governo, scendiamo in piazza nei momenti sbagliati, e troppi argomenti "delicati" sono diventati pane per giornalisti.
Quando i bambini dicono Italia, vogliono dire casa, amici, nonni, feste di Natale, estati al mare, vogliono dire gelato, vogliono dire oratorio la domenica prima delle lasagne, vogliono dire uscire di casa e parlare con tutti, vogliono dire pensare liberamente, vogliono dire pediatra con i  lecca-lecca, vogliono dire cartoni animati in italiano e pizza il sabato sera, vogliono dire palazzi bassi e nuvole nel cielo, vogliono dire merende in giardino, vogliono dire passeggiate senza le auto, e andare da soli in bicicletta fino al parco...è la nostra stessa Italia, quella che ci fa tanto incazzare, quella che non sentiamo piu' nostra, quella che spesso ci lascia stanchi di reagire, quella che abbiamo un po' dimenticato.
Auguri bambini italiani, buona scuola, spero che possiate sempre ritrovare i Vostri sogni, e spero che l'Italia resti per Voi un posto nel quale tornare, e nel quale ritrovarsi...sempre

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