domenica 30 novembre 2008

BUON COMPLEANNO PRINCIPESSA!



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I vostri biglietti d'auguri!
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Apre i suoi regali...felice che tutto sia rosa!
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Ed ecco la meravigliosa torta cinese con tanto di fior di loto aperto che suonava "Buon Compleanno"...naturalmente per la Princi buon compleanno in quattro lingue...italiano...cinese...coreano ed inglese, della versione coreana non sono troppo convinta...è una cosa buffissima che suona tipo...
"Anidura...caccadura...anidura caccadura"
potrebbero esserselo inventati i bambini golosi!
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venerdì 28 novembre 2008

BORSE E VALIGIE



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Io amo le borse, le borse grosse, capienti, quelle in cui ci stanno intere stanze, le borse da sopravvivenza, con caramelle, giochi, libri, moleskine, penne e matite colorate, bolle di sapone, fazzoletti, crackers e macchina fotografica....
Le borse capienti sono le mie preferite, Big dice sempre che sembra di vivere con una lumachina, mi trascino in giro per il mondo le mie cose, sempre sulla mia spalla, e nella mia borsa c'è sempre tutto per tutti, medicine, conforto, cioccolata, indicazioni e traduzioni...tutto quello che ti può servire, nella mia borsa c'è...con la mia borsa si può star fuori tutto il giorno, ma la sera devi tornare a casa...
Le valigie invece non mi piacciono, quelle sono veramente troppo grosse e definitive...si riempiono troppo, inghiottono case intere, trascinano le persone da una parte all'altra del mondo...un tempo mi piacevano...nel tempo in cui le valigie erano vacanza, significavano posti lontani da raccontare agli amici una volta a casa...adesso non mi piacciono più...
Le valigie adesso portano sempre via qualcuno, e non mi piacciono più, sono proprio brutte, le valigie sono brutte, mi fanno proprio venire le lacrime...vederle sul letto con la bocca spalancata, avide e vogliose, mi da un senso di nausea, la testa mi si gonfia di pensieri spiacevoli, che non portano mai a niente di buono.
Anche stasera, le valigie hanno inghiottito tante cose e si sono portate via una persona speciale, una persona che ha riempito l'ultimo mese di belle giornate, calde e familiari, una persona che mi ha fatto sentire di nuovo figlia, una nonna per i bimbi golosi, che stasera sono andati a letto stringendosi forte al cuore i suoi regali...
A presto Magda, buon viaggio!
A presto, buon viaggio!
Felice viaggio...ci vediamo in Italia!

giovedì 27 novembre 2008

CINA QUOTIDIANA



Giorni girovaghi questi ultimi per Mammagò e la sua famiglia, il calcolo sembra silente, e la vita da expat di periferia continua senza sosta.
Prima di tutto c'è il compleanno della Principessa da organizzare, i Vostri biglietti e regalini sono tutti arrivati (grazie, veramente grazie), sarà importantissimo per lei trovarsi ad aprire le buste che arrivano dall'Italia, siamo anche riusciti a procurare con l'aiuto di zia
Laura, la torta a due piani con cioccolata e cavallo, ma quello delle torte cinesi è un capitolo a parte che mi riprometto di sviluppare in un altro momento.
Un altro impegno di questi giorni sono i regali di Natale che stanno mettendo a dura prova la mia fantasia, partiamo per vere e proprie spedizioni, che minano il sistema nervoso, le contrattazioni si fanno estenuanti, ma poi si va via sempre con la sensazione che ti abbiano fregato.
Fra un pò la mamma di Laura tornerà in Italia, e quindi l'aria intorno a noi non è troppo leggera, mancherà molto a me, mi sembra di conoscerla da sempre, e mi sembra sia stata qui con noi veramente troppo poco, immagino Laura...ma presto sarà Natale, e le expat torneranno in patria, almeno per un pò, riacquistare ritmi umani e normali farà bene a tutti.
Siamo anche stati in gita a Zhouzhuan, una delle tante città sull'acqua nella periferia di Suzhou, una città molto carina, un posto che sa molto di Cina, di vera Cina, la giornata era proprio autunnale, e ci siamo perse in giro per canali e ponticelli senza una meta precisa, così, camminando e chiacchierando,  e perchè no,  bevendo un caffè Illy (stavolta buono, le petizioni servono...) in un bar con vista sul canale.
Atmosfera piuttosto surreale, il canale, le lanterne rosse, il canto delle signore di Zhouzhuan, ed una tazza fumante di cappuccino Illy.
E poi tanto altro, cena a base di pinne di squalo, in onore di un'amica che lascia la Cina per proseguire verso i paesi arabi, pranzo con l'anatra laccata alla pechinese, per stare ancora un pò tutte insieme prima della partenza.
Acquisti, e ricerca della borsetta della vita, per la Zia golosa, che la vuole nera, ma con qualcosa di rosa e fucsia, la vuole con la tracolla ma non troppo grande, e poi ci sono i miei bambini  del quartierino goloso, nella valigiona delle feste ci sarà qualcosa anche per loro.
Mammagò e Laura nei prossimi giorni avranno qualche ferita da leccarsi, ma non temete Natale è vicino ed io ho già tirato fuori la prima valigia.
Stiamo tornando...stiamo tornando!
Non ho le foto di Zhouzhuan perchè il mio computer è rotto, sto scrivendo dal mini Asus...spero di aggiustarlo presto, comunque le foto ci sono e le pubblico appena possibile.

lunedì 24 novembre 2008

JUMPING IN THE MORNING



So che a questo post non crederete, ma corro il rischio...
 
Eravamo rimasti al Teacher di Nobita, il quale doveva fissarmi la seduta di laser, prima di andare via dall'ospedale, ieri sera ho chiesto a Nobita se poteva riassumere la mia situazione medica, in modo da produrre un documento che io avrei fatto vedere al dottore della clinica vicino a casa, che è tipo un medico di famiglia, che si occupa prevalentemente di espatriati e parla benissimo inglese e mi avrebbe potuto spiegare bene in cosa consisteva l'idea di Nobita e del suo Teacher, in merito alla mia Stone.
Dopo due ore, questo documento, poco più che un foglietto di carta, era pronto, stamattina vado in clinica e lo faccio leggere alla dottoressa, chiedendole anche che si mettesse daccordo direttamente lei con Nobita e il Teacher, perchè per me era veramente difficile comunicare con loro.
La dottoressa legge il foglietto e poi mi guarda un pò stranita...
"Qui non parlano di laser...dicono solo che hai una pietra di 0,4mm..."
"Si lo so, ho la pietra, ma loro mi hanno detto che me l'avrebbero disintegrata con il laser..."
"Qui non parlano di laser...provo a telefonare..."
Dopo un pò riaggangia...
"Mi hanno spiegato che la pietra è piccola e potrebbe venir giù da sola."
"Ma a me fa male, prendo antidolorofici finchè non viene giù..."
"No non puoi, perchè blocchi lo stimolo nervoso che dovrebbe spingerla giù, bevi molta acqua."
"Dottoressa, non sto bevendo tanta acqua, sto proprio annegando, non le hanno consigliato nient'altro."
"Sì, effettivamente sì, ma credo che un'occidentale non capirebbe."
"In che senso, cosa le hanno consigliato."
Ci pensa un pò su...
"Saltare ogni mattina per almeno dieci minuti."
"Saltare in che senso, il mio inglese non è buono con i termini medici."
"Saltare nel senso di...Jumping in the morning"
"AHHH!!!!.... certo saltare nel senso di saltare, come ho fatto a non immaginarlo."
 Quindi riassumendo sono stata quattro giorni in ospedale dove ho speso quasi mille euro per antibiotici annacquati, dove ho preso coscienza di avere una pietra incastonata elegantemente in un rene, dove ho subito le angherie della signora delle pulizie che voleva che assolutamente che mangiassi i papponi cinesi e non i miei crackers salva acido, per poi sentirmi dire che per eliminare il mio calcolo basta che io salti per dieci minuti ogni mattina e beva almeno tre litri d'acqua al giorno.
Se non fa bene al calcolo sicuramente farà bene alla mia linea!
Questo è un paese meraviglioso!

A no...non Vi ho detto ancora tutto, mi hanno dato una cura anche da fare a casa, con gli antibiotici, sono andata a cercarmi i principi attivi prima di prenderli, uno di quelli, è stato ritirato dal commercio in tutto il resto del mondo perchè causava gravi problemi cardiaci a volte letali!
Si...è proprio un paese meraviglioso!




BIANCO ITALICO



avatars_donne (27)violapensiero

Nevica. Corposi fiocchi bianchi precipitano da un cielo grigio e si depositano silenziosi a terra, conferendo velocemente al paesaggio quell’aspetto candido e magico che solamente la neve è in grado di donare.
Immagino la felicità dei bambini golosi, li immagino precipitarsi alla finestra delle loro aule scolastiche per ammirare rapiti l’insolito e meraviglioso spettacolo.
Mammagò, è appena rincasata da una clinica di Suzhou dove si è trovata alle prese con un’ostica pietruzza e degli strani medici dall’inquietante aspetto manga. Sicuramente lì non nevica, motivo per cui, nel tentativo di distrarre la nostra Dò dalla sua pietruzza e dai meravigliosi consigli terapeutici per l’eliminazione della stessa, riporto questa piccola notiziola dal paesello italiano, ricoperto di bianco, candido, come la più classica delle tradizioni natalizie vorrebbe, con la sincera speranza di portarle un po' di atmosfera italiana assieme alla sua  magia. Perfino qui, in pieno  nord-est italico, la neve non si fa vedere molto spesso ma oggi, anche in pianura, questa coltre bianca ci trasporta in una dimensione profondamente invernale. Fatta di camini che fumano, di colorati berretti che si stagliano nel bianco, di respiri vaporosi a contatto con l’aria fredda, di allegro vociferare di bimbi entusiasti. Di visi alle finestre abbandonati alla visione di tutto quel biancore che riempie impetuoso gli occhi. Di me, che osservo questa meraviglia con lo sguardo inconsapevole di una bambina, dimenticando che molto presto probabilmente, questo candore si trasformerà in pioggia.


Let_it_snow_by_penguina_mica
- immagine da web -

S6300561- siepi italiane targate quartiere goloso -

S6300560- siepi golose -
 

domenica 23 novembre 2008

NOBITA



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Il Dott.Qui alias "Nobita",
 mi ha fatto capire a suo modo che il mio calcolo è ostinato, e che quindi bisogna sbriciolarlo con gli ultrasuoni.
Questo per sintetizzare quelli che sono stati tre lunghi giorni di flebo, circa tre ore per ogni seduta.
Negli ospedali cinesi non ti iniettano nulla direttamente, diluiscono tutto in grandi bottiglioni di soluzione fisiologica, una sorta di omeopatia, almeno nel concetto della diluizione.
Sicuramente questo sistema è efficace per la maggior parte dei cinesi, che si curano prevalentemente con la medicina tradizionale, e che quando vengono a contatto con qualche sparuta molecola chimica riescono a trarne giovamento, è molto meno efficace per un occidentale che cresce a pane e Aulin.
Infatti il mio calcolo si è fatto beffe dei bibitoni di questi giorni, e se ne sta li a galleggiare nella soluzione fisiologica.
Stamattina, dopo l'ecografia, Nobita mi ripete la sua unica frase in Inglese "There is a stone, the stone is there",  non sapevo se ridere ed aspettarmi che uscisse Doraemon da qualche angolo dell'ambulatorio o rassegnarmi all'evidenza, il mio Nobita non aveva alcun senso logico.
Mi aspettavo che il discorso proseguisse, seppure, in anglocinese, invece lui mi guarda e mi dice "Con chi parlo io",  con me parli, sono qui, risolviamo il problema della pietra, "
There is a stone, the stone is there", ho capito, la sento e mi fa anche male, "Con chi parlo io" continuava a ripetere in una specie d'inglese, non lo so con chi vuoi parlare, uno psicologo o forse Doraemon ti può essere utile.
Poi esordisce, "I call my Teacher", vabbè, chiama il teacher basta che risolviamo 'sta faccenda, fa una telefonata di un paio di minuti in cinese stretto, dialetto suzhouese, riaggangia, mi guarda e mi dice 
"Con chi parlo io", sempre con me, alla fine per evitare spargimenti di sangue, io sono pacifica ma Big si altera, chiamo Laura per la traduzione.
Finalmente dopo una lunga conversazione telefonica con Laura, pare che nei prossimi giorni il suo Teacher mi organizzerà una seduta di laser per eliminare la mia cara pietra.
Tremo al solo pensiero che il suo Teacher possa essere blu e con il collarino rosso!




venerdì 21 novembre 2008

PIETRUZZE



Secondo giorno di Ospedale per Mammagò, oggi va decisamente meglio anche se la notte è stata lunga è tormentata,  pare  che la pietruzza sia ostinata quasi quanto me.
L'ospedale cinese è tutto privato, ci sono le assicurazioni,  o si paga di tasca prorpria,  per un'occidentale le cifre non  sono alte, ma per un cinese medio credo sia molto difficile farsi curare decentemente.
Al pronto soccorso, almeno che tu non stia letteralmente morendo, ti mandano a pagare la registrazione, poi  ti visitano, poi ti rimandano a pagare gli esami diagnostici, uno alla volta.
Quando ti ricoverano succede lo stesso, paghi dodici ore alla volta più gli esami diagnostici, questa è l'ala per stranieri, quindi io sono nella mia stanzina in un letto "Paramount" direttamente da Hollywood, vi farò vedere anche le foto del letto, ma purtroppo nonostante l'assicurazione stia pagando più di 200 euro al giorno, più i vari esami, non c'è nessuno che parli bene l'inglese, ma neanche decentemente, e soprattutto non ci sono i moduli dei consensi alle varie analisi in Inglese.
I macchinari sono super moderni, ed il personale è molto gentile, ma non riusciamo a comunicare, già al pronto soccorso mi avevano fatto un'ecografia ed avevano visto la famosa pietruzza.
Ieri sera dopo una giornata di flebo, non ti iniettano nulla direttamente in vena, arriva un ragazzino con un camiche bianco mi guarda e mi dice in inglese..."We have a problem with a stone." questa è stata l'unica frase in lingua comprensibile per me ed inoltre non mi ha portato proprio nessuna novità, per fortuna c'era Laura con noi che parla il cinese, ma comunque anche per lei i termini medici non sono così semplici.
Stamattina dopo le varie radiografie con contrasti e non, che mi hanno fatto, è ritornato l'amico di Doraemon, e mi ha detto, con solennità e sempre in Inglese..."I think you have some problem with a stone"....poi mi guarda con gli occhioni impauriti, e mi chiede se ho qualcuno che può tradurre per me...quindi chiamo Laura, che si fa spiegare tutto al telefono e poi mi riporta.
Alla fine pare che oggi e domani proveranno con dei medicinali a sciogliere il calcolo, anche se io mi sono opposta fermamente perchè volevo incastonarmelo intero, dopo un pò ci ho rinunciato pensando che anche un tennis con pietrine non sarebbe male per festeggiare l'anniversario.
Comunque sembra di essere in un manga giapponese, infermiere con la crestina e la mascherina, che ti parlano dolcemente, senza che io capisca, e poi ogni tanto entra qualcuno per vedere l'occidentale ammalato, ma questo ormai si sa fa parte del gioco, la signora delle pulizie ha chicchierato con me per un sacco di tempo prima di rassegnarsi all'idea che io sono troppo occidentale per comprendere la sua lingua.
Il rancio è come quello di Messeguè nella sua Spa super alla moda, riso e verdurine, qualche brodino e uno yogurth alla melamina, che pare faccia tanto tanto bene ai reni, io comunque sono contenta spendo molto molto meno che da Messeguè.
A presto!

giovedì 20 novembre 2008



Stasera Mammagolosa vi scrive con addosso un meraviglioso pigiama a strisce, che fa molto banda bassotti, il pigiama è un gentile prestito del Kowloon Hospital di Suzhou, dove Mammagò è ricoverata da questa mattina.
Non sto troppo bene, pare che io sia diventata una delle vittime del latte alla melamina, anche se forse è più probabile che i miei reni avvessero i calcoli già da un pò.
Ho avuto una tremenda colica renale, e non c'è stata altra soluzione se non il ricovero, ed i flaconi di antidolorifico  per alleviare il malessere.
Il valore aggiunto a questa storia, è che siamo ancora in Cina  e che nessuno capisce una parola di quello che dici e viceversa.
Domani mattina dovrebbero farmi un esame per decidere cosa fare delle mie pietruzze...speriamo bene.
Torno a raccontarvi e naturalmente ho le foto con il mio bel pigiamino.
 

domenica 16 novembre 2008

WALL-E AND EVE




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Mi sono innamorata, mi capita raramente ma stavolta è proprio amore,
mi sono innamorata di Wall-e, mi fermo molto spesso a guardare i cartoni con i miei figli, ma di solito li subisco, raramente sono stata catturata da un cartone come questa volta.

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La storia di Wall-e ed Eve è veramente molto romantica.
Wall-e ti si ritrova solo sulla terra, è l'ultimo robot rimasto, gli umani si sono dimenticati di spegnerlo prima di lasciare la terra ormai invasa dai rifiuti,e lui continua da 700 anni ha fare il lavoro per il quale è stato programmato.
Wall-e però sogna, è un robot che riesce a sognare, sogna un futuro e un mondo al di la dei confini che gli sono stati imposti,  è un robot che si ferma a guardare il cielo, con i suoi occhioni sognanti e speranzosi, domandandosi cosa c'è oltre le nuvole e le stelle.
Wall-e non parla, emette solo qualche suono, e una sorta di dolcissimo Charlie Chaplin, mentre Eve, è un robot super tecnologico arrivata sulla terra alla ricerca di qualche forma di vita, che ridesse speranza agli umani di poter ricominciare la vita sulla terra, umani adesso esiliati su di una navicella, e ridotti in schiavitù dai robot.
Una schiavitù dorata, ma pur sempre una schiavitù.
Ma non voglio parlare del film, non sò se in Italia è uscito, e neanche come è stato recensito, voglio parlare di Wall-e.
Wall-e è diventato l'idolo della famiglia golosa, io è Princi ci siamo proprio innamorate di lui, della sua casetta fatta di rifiuti riciclati, e dei preziosi tesori che trova nella spazzatura, della sua timidezza, della sua dolcezza e del suo coraggio nel seguire Eve nello spazio sconosciuto, e anche del suo scarafaggio domestico.

http://boonage.pjss2.net/images/content/wall-e.jpg

Credo che Wall-e resterà nei nostri cuori per molto, molto tempo, e sarà uno di quei cartoni che vedremo e rivedremo, quasi come il primo Toy Story.

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Una bella storia d'amore, che però ha fatto riflettere i bambini sul nostro modo di vivere, così a stretto contatto con le macchine, così dipendenti dalla macchine, e di quanto sia importante non sprecare energia, riciclando il più possibile, e cercando di mantenere il mondo che ci circonda pulito e curato.
Un bel film da guardare con i bambini, ovviamente ci possono essere molte chiavi di lettura, ma per il momento mi fermo qui, non vorrei svelare troppo.

venerdì 14 novembre 2008

CAOS






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 “Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile
scatenare un tornado in Texas?”

E. Lorenz

TEORIA DEL CAOS
Questa teoria, formulata dallo scienziato americano Edward Lorenz nel 1979 (anche se l’intuizione era nata molti anni prima), cerca di trovare spiegazioni a tutta una serie di fenomeni che appartengono, diciamo così, alla categoria del caos, per la loro imprevedibilità, irregolarità e non corrispondenza ai teoremi e leggi convenzionali.

Per illustrare la sua teoria Lorenz usò il paragone dell’effetto farfalla, da cui il celebre aforisma, per indicare come, a volte, un piccolo cambiamento in un sistema, possa provocare grandi conseguenze.

I sistemi caotici erano considerati irregolari e imprevedibili, privi di ordine appunto. Oggi, grazie all’intuizione di Lorenz e al lavoro di molti altri scienziati si scopre che dietro al caos, in realtà si nasconde un ordine nascosto e così complesso da sfuggire alla comprensione e alla percezione umana. Insomma anche nel caos c’è ordine.

Naturalmente posso affrontare questo argomento solo in forma del tutto superficiale, non sono assolutamente in grado di approfondire…ci farei una figuraccia. Sono completamente negata in tutte le materie utili ad una comprensione di tale teoria, chessò matematica, fisica ecc.
Ma non posso fare a meno di essere affascinata dal lavoro della scienza per tentare di spiegare tutti gli aspetti incostanti e irregolari della natura con l’intento di capire i segreti dell’universo.
Non posso fare a meno di pensare a quante siano le cose che la scienza attuale non può spiegare. Ho sempre pensato che là fuori ci sia molto, molto di più di quello che possiamo vedere, toccare, annusare, ascoltare…
Anche se tutto sommato non ci capisco niente, non posso proprio fare a meno di rimanerne incantata.

"...L'essenziale è invisibile agli occhi."
da "Il piccolo principe" - A. de Saint-Exupery


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giovedì 13 novembre 2008

SETE CINESI




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Andate a farVi un giro su questo sito www.shanghaitang.com/shanghaitang/ qui vendono le sete più belle che io abbia mai visto, Shanghaitang è come un nostro Armani, super famoso in Cina,  ha unito l'innovazione, fatta di colori vivaci, ai tagli tipici della sartoria cinese. Io ogni volta che vado in Xintiandi ci lascio il cuore, il negozio è meraviglioso e coloratissimo, mi mette felicità, quella felicità infantile, fatta di caramelle e di colori.
Io entro, giro un pò accarezzo le sete, mi basta,...esco e mi bevo un caffè da Starbucks ( da oggi e tutto natalizio anche lì), con tutti quelle sfumature negli occhi!
Forse anche la cornice fa la differenza, perchè Xitiandi è una delle zone che amo di più in Cina, sarà che sembra molto Europa, e ci sono localini fantastici, per qualche ora posso sognare di essere quasi a Casa.



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Questa scatola è bellissima, io l'ho comprata con l'interno viola...non da lui ovviamente, solo un'imitazione, ma di seta bella, bella...
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mercoledì 12 novembre 2008

COSA METTO SOTTO L'ALBERO?



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Stamattina sono partita per Shanghai, decisa a cominciare l'acquisto di qualcosa per Natale, la citta è già addobbata, brillante di luci e decorazioni, piena di gente e di turisti come al solito. Le nostre tappe quasi obbligate, sono quasi tutte sulla Nanjing road, una strada che per dieci kilometri snocciola negozi di brand famosissimi.
Noi svoltiamo all'altezza di Zara per andare dalla "Ladra", ci si infila in un Hutong, passando di colpo dallo scintillio della Nanjing road,  ad un ambiente proprio cinese, il vecchietto che gioca a majiong, quello che fa gli esercizi, e quella che prepara il pranzo davanti alla porta di casa.
Si entra in una di queste porticine, si attraversa la cucina, il salotto e ci si ritrova in un "negozio" di borse, di ogni marca e di ogni modello, ma essendo "Ladra", ed avendo un giro di turisti americani notevole, non fa partire neanche la trattativa se tu non sei disposto a pagare dai 1000 ai 2500 yuan.
Di solito vado li a "schiarirmi" gli occhi per poi proseguire verso qualcosa di molto più economico, l'altro store dove mi fermo di solito, è al 580Nanjing road, entrando in questo posto si viene letteralmente assaliti dai venditori, che ti invitano a entrare nel negozietto, ed arrivano a strattonarti per farti entrare proprio da loro.
Qui si trova proprio tutto, i souvenir, la seta, le borse, i pigiami di seta, i timbri, i pennelli, il tè, tantissime cose, forse troppe.
Ai regali mi piace pensare con anticipo, e non posso pensare di comprarli in Italia, perchè rientriamo il venti di dicembre, mi piace pensare alle persone, alle loro case, ai bambini e alle loro faccie stupite, mi piace pensare ai regali con cura ed attenzione, mi piacciono i pacchetti sotto l'albero, mi piace l'attesa, guardare la scatola impacchettata immaginandone il contenuto.
Da qui però mi sembra tutto troppo distante, le decorazioni ci sono, gli alberi di Natale cominciano a spuntare nelle vetrine, ma il sole è alto nel cielo, fa caldo, ed il caldo ti fa pensare che il Natale sia una cosa ancora lontana, mentre questi sette mesi di Cina sono passati velocemente, e velocemente volerà anche quest'ultimo.
Inoltre mi sembra di avere un gusto alterato per le cose, la seta con i dragoni, le ciabatte colorate, i piumoni imbottiti di seta, i servizi da tè, i ventagli, e tutto il pregevole artigianato cinese, mi sembrano cose così lontane dall'Europa per metterle in valigia.
Immagino le scatole di seta ricamata con le peonie in un salotto italiano, o il servizio da tè in una credenza italiana...non lo sò.
Ho le idee molto confuse per il prossimo Natale!
Cosa Vi piacerebbe ricevere dalla Cina...cosa Vi piacerebbe nel Vostro salotto!

lunedì 10 novembre 2008

IL SIGNIFICATO DELLA CARTA



POST ALLO SPECCHIO
da un'idea di pescanoce.splinder.com

avatars_donne (27)violapensiero


MOLESKINE

Pagine bianche e sottili, custodite da una copertina nera con gli angoli arrotondati. Un elastico ne avvolge la forma chiudendo il piccolo scrigno. Bianco di carta che ospita fitte evoluzioni d’inchiostro. La mano umile di chi vi scrive, ne affida pensieri ed emozioni. Attimi d’inchiostro accolti calorosamente dalla confortante e devota pagina. Idee, riflessioni,  parole, verità.
Frazioni di pensiero, amore, gioia e dolore, consegnati alla memoria di piccole bianche facciate, intime e fedeli. Appunti dell’anima, fluttuanti e liberi, si posano sulla materia. Il profumo ghiacciato e pungente dell’aria, l’armonia della natura dormiente, l’immenso dell’anima racchiuso nelle parole. Il bianco, il nero, l’orizzonte, lo scricchiolìo del ghiaccio. 
Storie di vento, di impronte sulla neve, di incontri segreti con l’anima, di verità estrapolate dal silenzio. La carta è lì silenziosa, aspetta fedele.
Journal_and_Glasses_2_by_LucidSleep  - immagine da web -


Solitude_by_Xibalban

- immagine da web -




"La parola è un'ala del silenzio."
(P. Neruda)

CIABATTE




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Quanto può essere piacevole arrivare difronte alla porta di casa togliersi le scarpe, riporle a terra accanto all'uscio ed indossare quelle belle ciabatte cinesi, di seta broccata, lasciando fuori la città, lasciando fuori il caos e la sporcizia, lasciando fuori tutti gli odori sgradevoli e nausenti, entri in casa con le tue ciabattine colorate ed il mondo è di nuovo a tua misura, la mente si calma, lo stress da terribile giornata cinese si allontana, a casa tua nessuno può entrare, una volta chiusa la porta, li guardi tutti dall'alto.
L'altezza cambia la prospettiva, loro sono lontani, tu sei in alto fra le nuvole, nessuno potrà più turbare il tuo equilibrio.L'aria era tersa, il cielo pulito e con le nuvole, volevo regalare ai bambini una giornata di relax, e di divertimento, mi sono lasciata ingannare dal bel tempo, e non ci ho pensato su neanche una volta....
"Bambini si va in downtown, andiamo a cercare qualche regalo di Natale da MeiMei (un negozio dove vendono la seta), vi porto a pranzo fuori, e poi andiamo a giocare a Bowling con i piccoli Expat"....
Il centro era un caos impensabile, migliaia di persone sulla strada pedonale, tutti volevano toccare i bambini, tutti si avvicinavano per guardarci, io ho dovuto difendere i miei figli dalle mani invadenti dei cinesi, e dalle loro insistenti macchine fotografiche .
Il negozio delle sete era pieno di gente, turisti e non, e poi naturalmente appena noi siamo entrati, la strada vi si è riversata dentro, non ho comprato nulla e non so neanche se avrò mai il coraggio di tornare in centro.

Ci siamo rifugiati in uno Starbucks che però non aveva il bagno( ed ai bambini scappa sempre la pipì), abbiamo pranzato per 100 yuan in 4, in un ristorante che aveva visto tempi migliori, forse il McDonalds che suggerivano i bambini poteva essere una valida alternativa, globalizzata ma forse più pulita.
Abbiamo lottato dieci minuti nello smog più feroce, per accaparrarci un taxi che ci portasse al bowling.
Il bowling era talmente vecchio, che ricordava quello di "Happy days", ovviamente non funzionava, ci metteva tantissimo tempo per restituiti la palla e sistemare i birilli, i bambini si sono solo ulteriormente innervositi, una giornata di relax si è trasformata in un BCD...

Solo la vista delle nostre ciabattine colorate è riuscita a tranquillizzarci!
Casa dolce casa, ciabatta cara ciabatta!

Queste sono le ciabattine che i cinesi mettono ai bambini per tenere lontani gli spiriti maligni!


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giovedì 6 novembre 2008

CINA QUOTIDIANA



A qualcuno che non vive stabilmente in Cina può sorgere spontanea la domanda
"Ma come passerano il tempo le Expat?"
Credo di poter parlare a nome di tante di noi, dicendo che il nostro grande problema è farsi capire.
Ogni piccola cosa diventa un'Odissea, una storia infinita, comprare i beni primari è un'impresa ardua, entrare in un supermercato cinese ed uscirne con qualcosa che assomiglia alla lista che ti eri prefissata e già una buona cosa, e che comunque ti provoca uno stress fisico e psicologico degno dei nostri periodi Natalizi.
Credo che, forse, se io arrivassi da New York tutto mi sembrerebbe normale, ma venendo da un piccolo paesello alla confusione non sono abituata.
Qui è come uscire ogni giorno in periodo pre natalizio, i centri commerciali stracolmi di gente, le strade intasate di macchine.
La vita quotidiana, le incombenze domestiche, sono complicatissime, farsi capire ed ottenere quello che si vuole, un'impresa ardua.
Cervavo una rubrica per Anziano, ne aveva bisogno per scrivere le "parole difficili" in Inglese, non l'ho ancora trovata, mi è stato risposto che loro non hanno le lettere, e quindi di una rubrica non hanno bisogno, sicuramente la troverò a Shanghai, ma qui a Suzhou non c'è.
Cercavo un cucchiaino morbido, tipo di silicone per un'amica che deve cominciare lo svezzamento, ho trovato solo mini bacchette, ma di cucchiaini neanche l'ombra, siamo finite in un negozio all'interno di un ospedale e solo lì l'abbiamo trovato.
Da noi basta uscire è andare alla Chicco, o anche solo al supermercato.
Le giornate si complicano strada facendo...

Ieri mi ero prefissata una tabella di marcia non troppo serrata, ormai sò che i tempi si dilatano, e quindi mi lascio del tempo tra una cosa e l'altra, mi sono fermata a fare un prelievo al Bancomat...digito il codice ed il bancomat mi "mangia" la cartina, con la pazienza che ormai mi contraddistingue entro in banca sperando che qualcuno parli inglese.
Fortunatamente, una ragazza parlava un discreto inglese...
"Il bancomat mi ha preso la carta...."
"Hai sbagliato il codice..."
"No veramente no, deve esserci qualcosa che non va nel vostro sportello!"
"Succede solo se si sbaglia il codice..."
"Non ho sbagliato il codice, non so perchè io l'ho digitato non mi ha detto che era sbagliato, l'ha solo mangiata..."
"Hai sbagliato il codice..."
"Ok...ho sbagliato il codice, ma la carta è mia, sono solo occidentale e anche un pò stordita, devo proprio aver sbagliato il codice..."
Nel frattempo si avvicina a noi un usciere, e con la solita discrezione che li contraddistingue, comincia a parlare in cinese con l'impiegata...
"Da dove vieni..." mi chiede l'impiegata su suggerimento dell'uscere...
"Dall'Italia" dico a lei "Dall'Italia..." dice lei all'uscere
L'uscere dice qualcosa a lei...
"Lui ama molto l'Italia..." mi dice...
"Uao!!!! Che bello...posso riavere la mia carta..."
L'uscere continua a dire qualcosa....
"Vuoi sentire una canzone in italiano..."
"Uao!!! Una canzone in italiano, magari dopo, posso riavere la mia carta?"
"Certo, certo la carta, dammi il passaporto!"
L'usciere continua a parlottare...
"Dice che Venezia è bellissima..."
"Grazie, effettivamente è davvero bella, posso avere la mia carta?"
L'usciere continua nel suo dialogo...
"A lui piace anche il calcio, vuoi sentire una canzone?"
"Veramente i vorrei la mia carta, ma se lui vuole cantare intanto che tu me la recuperi va bene lo ascolto volentieri..."
"Certo la carta...devi compilare questo!"
...ovviamente il modulo è tutto in cinese...
"Cosa devo scrivere e dove lo devo scrivere?".
L'impiegata gentilmente mi indica come compilare ed intanto l'uscere continuava a guardarmi speranzoso...
"Signorina, digli che mi canti questa canzone italiana!"
L'usciere galvanizzato dall'idea di avere un pubblico esperto alla sua esibizione di canzone italiana, si è schiarito la voce si è aggiustato la divisa, ed ha cominciato a cantare 'O Sole mio misto con Santa Lucia, lo ascoltato rapita, pensando che nessuno mi aveva mai cantato 'O Sole mio, e tantomento all'interno di una banca, intanto si era formato un capannello di persone ad ascoltare il tenoreusciere, alla fine ho applaudito, l'ho ringraziato, gli ho detto bello, bravo (in cinese)...
"Posso avere la mia carta, adesso!"
"Ti è piaciuta la canzone?"
"Bellissima, mi sono sentita come a casa...in banca noi cantiamo sempre, specialmente in questo periodo. Posso avere la mia carta, ho un pò fretta!"
"Si, adesso vado ad aprire lo sportello e la recupero!"
Mi lascia con l'uscieretenore, che continuava con le sue canzonette, e poi diceva cose senza senso in italiano...
" Piza...Venezia...Pavalotti...Calcio...Spaghetti...Tolle Pisa (inclinandosi con il corpo)..."
Finalmente dopo un pò ritorna l'impiegata con la mia carta, io saluto, faccio per uscire, ma l'usciere mi richiama, parlotta con l'impiegata...
"Vuole sapere se torni ancora qui, così lui ti può cantare nuove canzoni..."
"Certo che ritorno, la prossima volta lo porto a casa con me a mangiare la pizza!"
Lei traduce....
"Grazie, grazie, grazie...io amo l'Italia!"
"Ci vediamo presto!"

Allora, per concludere, "Cosa fanno le Expat tutto il giorno?".
Le Expat cercano di arrivare a sera, mantenendo un minimo di equilibrio mentale, facendo la gincana tra i tassisti pazzi, gli uscieri tenori, le lisavendicasa, gli ingengneri aggiustatutto, i vari work in progress, cercando di fare il pane e procurandosi i beni di prima necessità...credemi non è un mestiere facile fare l'espatriata!
 

lunedì 3 novembre 2008

REGALI UTILI



Telefono di Big...
"Si sono io, come mai mi chiami di domenica, è successo qualcosa..."
...
"Certo anch'io sono molto onorato di lavorare con te, sei un valido collaboratore per tutta l'azienda..."
...
"Non era necessario, non serviva che tu ti disturbassi...
...
Big dopo qualche altra chiacchiera riaggancia, si gira verso di me con sguardo terrorizzato...

"Dò...ci hanno fatto un regalo!"
...
Prima di andare avanti con la storia bisogna che voi sappiate che i cinesi sono persone generose, e ci tengono a fare bella figura, "non perdere la faccia", è un espressione di uso comune, quindi se si lavora con loro, o si suggellano affari vantaggiosi, ti fanno regali o ti invitano a cena, che forse è anche peggio.
Se ti invitano a cena ti portano in ristoranti rinomati dove si mangiano specialità costosissime, ma non troppo vicine ai nostri gusti, le pinne di squalo, le bave degli uccelli, la tartaruga, o i lumaconi di mare, che pare facciano tanto bene agli uomini (meno male, dico io, che ne sarò risparmiata).
Se ti regalano qualche cosa, solitamente si tratta di cesti di frutta tropicale, tè preziosissimi, dolcini ripieni con pasta di loto (altro ingrediente preziosissimo, ma non proprio buono), bottiglie di liquore, sigarette, o anche soprammobili assurdi tipo timoni o mani che si stringono.

Dopo un pò Big torna con due cestini di vimini e con lo sguardo un pò imbarazzato....

"Cosa ti hanno regalato? Frutta?"
"Purtroppo no...mi hanno regalato Granchi Pelosi!"
"Cosa ce ne facciamo noi di Granchi Pelosi!"
"Si mangiano!"
"C'era da immaginarlo si mangiano tutto 'sti cinesi, io adesso dove me li metto due cestini di granchi?"
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Intanto che io e Big discutevamo sul da farsi la Principessa apre i cestini...

"Oh POVERINI...Oh POVERINI...sono tutti legati, mamma sciogliamoli mettiamoli nella vasca da bagno...ma che CARINI...sembra che abbiano gli stivali....mettiamoli nella vasca...togliamogli le corde...Oh POVERINI..."

"Principessa non possiamo metterli nella vasca, adesso papà li riporta in negozio, perchè noi non sappiamo cosa fare con tutti questi granchi..."

"Ma posso averne almeno uno, sono così CARINI...sono così CARINI..."

Abbiamo discusso un pò ma poi come vedete dalla foto Mr.Crab è rimasto nella mia vasca, mentre Big portava il resto della famiglia Crab a casa di amici, che li avrebbero trasformati in qualcosa di commestibile.
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La Princi ha passato tutta la domenica a giocare con Mr.Crab nella vasca da bagno, poi ieri sera l'ho convinta ha liberarlo nel Jinji Lake, dopo pianti, e addi prolungati finalmente l'ha lasciato andare, in cambio di una promessa.
Le ho promesso, che avrei scritto di Mr.Crab sul mio "Glob", per chiederVi un favore speciale, se qualcuno di voi incontra Mr.Crab ci manda una foto?
Cosi sappiamo dove è arrivato, e se sta bene!
Grazie da parte mia e della Princi!


Questo è Mr.Crab....
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