lunedì 29 settembre 2008

QUATTRO MINUTI



Sintetizzare in quattro minuti cos’è la Cina, l’esperienza di vita in Cina è davvero impossibile, ma in questo caso dovevo abbandonare la logorrea che spesso mi accompagna e sintetizzare tutto…ma come si fa....in quattro minuti...

Ho scorso tutto il Blog per trovare episodi che potevano interessare più di altri, più simpatici o solo più strani di altri.
Impossibile! Ogni volta che si esce di casa è una scoperta, ogni volta che si gira un angolo si può scoprire qualcosa di impensabile, e poi in soli quattro mesi abbiamo visto e fatto veramente tante cose.
Avere due bambini al seguito ti da la possibilità di fare molte esperienze, belle o brutte che siano, e noi non ci siamo fatti mancare niente.
Abbiamo fatto volare gli aquiloni facendo le gare con i ragazzini cinesi, siamo stati in Ospedale per la mia gastrite e per il piede di Anziano, le visite per diventare “cittadini” cinesi ci hanno regalato dei bei timbroni blu con la dicitura “NORMAL”, abbiamo conosciuto gli agenti immobiliari,  passato i pomeriggi di pioggia monsonica facendo gli origami, ho affidato i bambini ad una baby-sitter narcolettica che non sapeva neanche disegnare.
Abbiamo incontrato i farmacisti, gli ingegneri “aggiustatutto”, siamo stati ad un matrimonio, abbiamo visto un funerale al ritmo di tamburi,  festeggiato una nascita con fuochi d’artificio, abbiamo rischiato la vita in Taxi, e qualche volta anche al ristorante, siamo stati sul Bund a mangiare la migliore pizza di Shanghai, ed abbiamo assaggiato, curiosi, pietanze che non erano quello che sembravano, abbiamo visitato templi maestosi, guardando negli occhi i monaci, cercando un pò di spiritualità attraverso le loro parole. Abbiamo passeggiato con ragazzi arroganti e sicuri che saranno il futuro della Cina, siamo saliti su grattacieli altissimi in ascensori superveloci, e ci siamo arrampicati lentamente sulle scale di Wuxi per ammirare l’enorme Buddha arroccato sulla collina, siamo stati in giardini meravigliosi, protetti dai rumori della città, rallegrati solo dal canto degli usignoli nelle loro gabbiette agganciati agli alberi, abbiamo attraversato strade così piene di gente da perdere la consapevolezza di noi stessi.
Questo, forse, l'avrei potuto dire in quattro minuti...ma come si fa, la scrittura mi piace di più, forse la mia è solo presunzione, ma spero di avervi fatto vedere e conoscere un pezzetto di Cina, la mia Cina quotidiana, di aver saputo descrivere di avervi fatto immaginare vicoletti e pagode, spero che vi sia arrivato qualche profumo, magari quello del tè, e non sò anche qualche odore sgradevole, quello dei mercati...
In quattro minuti non ce la farò mai, ma se volete viaggeremo ancora insieme, voi sarete per me il ponte con l'Italia, ed io spero di essere per voi il viaggio quotidiano, lo sguardo verso oriente...
Scorrendo indietro le pagine del mio diario leggo di tante esperienze, troppe per essere sintetizzate in quattro minuti…


Un programma di Radio 2, scatole cinesi, mi ha chiesto di chiacchierare un pò con loro, voi dovreste sentirmi tra le 18.00 e le 19.30 ora italiana,  vi lascio l'indirizzo del loro Blog http://scatolecinesi.blog.rai.it

domenica 28 settembre 2008

IL MERCATO DELLE PIANTE E DEGLI ANIMALI



Mercato delle piante e animali
Ci sono luoghi che amo più di altri, ci sono luoghi in cui si respira profondamente la Cina, quella parte di Cina che più mi piace, quella vera, senza turisti, quei pezzettini di città che possono vedere solo le persone che ci vivono, amo particolarmente le stradine strette, i vicoletti quelli che poi nascondo sempre qualche bella sorpresa.
La città, anche questa volta non ci ha deluso ed è riuscita a regalarci un angolino di vera Cina.
La signora dei grilli
Il mercato delle piante e degli animali, si trova in realtà poco lontano dalla strada pedonale di Suzhou, è un reticolo di stradine non troppo ampie, che accolgono giornalmente, i venditori di piante e svariati animali.
Un vicoletto è tutto dedicato ai cani ed ai gatti, uno è tutto dedicato agli uccelli, meravigliosi e coloratissimi, le gabbiette sono splendidamente decorate con abbeveratoi e mangiatoie in porcellana dipinta, centinaia di uccellini, riempiono la stradina con il loro cinguettio.
Un altro vicoletto ospita invece i venditori di piante, dal bamboo ai bonsai passano dai gelsomini e alle rose, naturalmente ci sono anche tanti venditori di vasi.
La vera meraviglia sono gli articoli per i bonsai, perchè nel vaso del bonsai bisogna ricreare un piccolo paesaggio, che abbia i cinque elementi del giardino tradizionale, quindi ci sono negozietti pieni di statuine, pagodine, sassolini, tante miniature delle cose che si trovano in realtà nei giardini, a me che sono napoletana, ha ricordato S.Gregorio Armeno, la strada dei presepi, spettacolare.
C'è naturalmente il vicoletto dei pesci, che ricopre la maggior parte del mercato, il simbolo della fortuna per eccellenza, pesciolini di tutte le dimensioni, e di tutte le foggie, ovviamente i bambini non hanno resistito ed ora abbiamo i nostri amuleti domestici.
Mercato delle piante e animali

Capitolo a parte per i venditori di grilli, un fracasso infernale ci ha trascinato verso questa parte del mercato, ci siamo avvicinati, ed abbiamo scoperto che erano dei bei grilloni a produrlo.
Memore di aver letto qualcosa a riguardo in un libro di Terzani, mi sono molto incuriosita, il grillo è un vero culto, ci sono delle meravigliose scatole in lacca intarsiate finemente, gli anziani li comprano per sentirli frinire, gli danno da mangiaree gli fanno fare il bagno nel tè, e ne ascoltano il suono in modo da comprarne alcuni esemplari dal frinire differente riuscendo così a creare una melodia, li portano fuori a passeggiare, altrimenti si sentirebbero trascurati, li custodiscono in speciali tasche ricavate nelle giacche.
I bambini incantati volevano assolutamente averne uno, ma io non me la sono sentita, ha bisogno ancora di qualche mese di Cina e poi potrò cominciare l'allevamento.
Grilli

venerdì 26 settembre 2008

STERMINATRICE



Vi racconto una storia...
Nei valigioni che hanno contenuto la casa golosa italiana, hanno trovato dimora, tutta una serie di oggetti, molto importanti per una serena  sopravvivenza all'estero, macchina per la pasta, le formine dei biscotti, alcuni barattoli di spezie, il lievito per le torte, la rotella tagliapasta, quella che usava la mia nonna, volevo portarmi anche il mio pimer, l'ultimo modello super accessiorato, regalo di Big,dopo che quello vecchio mi aveva abbandonato,dopo dieci anni di onorato servizio.
Ho valutato i pro ed i contro e poi ha deciso di no, ne avrei comprato un altro all'occorrenza.
E qui mi sbagliavo, perchè le cose in Cina non mai semplici come c'è le aspettiamo.
Sulla strada pedonale della piccola Changshu, c'è un negozio di elettrodomestici, il mio primo minipimer cinese è stato comprato li, ricordo l'emozione e la soddisfazione di quell'acquisto, la stessa cosa in Italia l'avrei provata forse, l'acquisto di una borsetta.
Appena arrivati a casa, l'ho fatto lavorare, il pesto, il formaggio grattugiato, la crema, il passato di zucca.
Già dai primi minuti di lavoro mi sono resa conto che c'era qualcosa che non andava, gli ingranaggi non giravano in maniera fluida e si sentiva odore di bruciato, quell'odore si è trasformato in fumo poco dopo.
Addolorata da quella perdita repentina ed improvvisa l'ho riportato in negozio, la commessa stupita ed esterefatta, mi guardava con i suoi occhietti a mandorla senza capirmi...
"...ciga...meò..." (questo non và)...
...prende il pimer se lo rigira fra le mani, infila la spina in una presa, e mi dimostra che l'attrezzo funziona, le lame girano...
"...ok...funziona perchè non ha niente da macinare...ma dopo un pò fuma...smoke...(mimando il gesto)..."
"...ah...ah...okelà..."
Prende il mio pimer, lo inscatola nuovamente lo rimette in vetrina e me ne dà un altro, allora ho pensato che forse non ero la prima ad usarlo.
Il mio nuovo pimer si è comportato bene, ha tritato, impastato, grattugiato, fino a due settimane fà quando mi è letteralmente esploso tra le mani.
Big intristito dalla possibilità di non avere più torte e maionesi, torna a casa con un nuovo pimer, lo metto subito all'opera, e per una settimana regge il passo, domenica anche questo è esploso tra le mani di Big che cercava di grattugiare un pò di formaggio.
L'attrezzo diabolico è stato nuovamente portato al negozio per far valere la garanzia, ci è stato sostituito con uno nuovo (speriamo), adesso è lì    nella mia cucina, domani lo userò stando attenta a non urtare la sua sensibilità, anche perchè ormai mi sento un pò in colpa, ne ho sterminato un intera famiglia.

mercoledì 24 settembre 2008

CAFFÈ



....CAFFE'....

http://faitango.files.wordpress.com/2007/10/vedo-tango-caffe.jpg

Chi mi conosce da un pò sa che una vera dipendenza mi lega alla nera bevanda, la quale mi stimola, mi sostiene, e mi mette inevitabilmente di buon umore.
Ma oltre alla dipendenza fisica, ho una passione per il caffè, mi piace servirlo in belle tazze trasparenti, accompagnarlo con qualche biscottino di pasta frolla, o con qualche pezzo di cioccolata fondente, mi piace accogliere gli amici con un buon caffè, bello da vedere e buono da bere.
Mi piace berlo al Bar, nelle tazzine bollenti, anche solo appoggiata al bancone, non serve sedersi, ci sono anche caffè veloci!
Mi piacciono quelli bevuti al ristorante dopo cena, quelli che arrivano tintinnando su un vassoio, in splendide e rumorose tazzine di porcellana, e chiudono il pasto con il loro aroma, caldi e suadenti profumi di terre lontane.
Nel profumo di caffè ci sono tanti strati, c'è il nostro odore,quello che riporta al nostro naso momenti confortanti, l'odore di casa, della moka sul gas, il profumo dei pomeriggi a chiacchiere con le amiche,  odore di cioccolata, di pane fresco, di nocciole, l'odore tostato dei grani, quello delle piantagioni e del sole, C'è il profumo di "Tiramisù" e di caffè a letto, quello pigro bevuto tardi, troppo tardi, la domenica mattina.
C'è un arte dietro il caffè, in ogni casa c'è un rituale, ognuno lo gradisce a suo modo, e poi ci sono i Bar preferiti, dove "...lo fanno come piace a me...", o ci sono i posti dove "...lo fanno buono...", e lì uno si affida alla marca che preferisce, in Italia ce ne sono molte, e alla sapienza del barista, non sarà il caffè preferito, l'atmosfera non è così come piace a noi, ma è comunque un caffè che ci viene in soccorso nei momenti di difficoltà.
Anche in Cina ci sono dei bar e dei ristoranti, o anche delle librerie con angolo Coffee,  nei quali campeggiano loghi di caffè italiani, ma in molti (tutti) di questi posti si può bere qualcosa che solo vagamente ricorda il caffè.

Negli ultimi giorni ho il dente avvelenato, e questa mattina mi sono rifiutata di pagare e di bere l'ennesimo caffè/ciofeca (come diceva Totò).

Chiedo un caffè espresso, non solo Coffee, potrebbero fraintendere e portarmi uno di quei bibitoni americani, ma specifico Espresso Coffee Single, aggiungendo anche un gesto con le dita come a dire...Ristretto...glielo dico anche in cinese...
diǎn..diǎn...(poco...poco), ovviamente mi sono ritrovata con una tazzina piena di liquido nerastro, che profumava di scolatura di piatti (come diceva Totò).
Mi sono girata e sono uscita!



Una volta a casa ho spedito questa mail al Sig.Illy Caffè...

Siamo in Cina da qualche mese, e ogni tanto ci capita di entrare entusiasti in posti in cui servono "illy" caffè ,sperando di trovare un pò di profumo di casa, ne restiamo solitamente delusi, perchè i barman cinesi non sono all'altezza di fare onore alla Vostra ottima miscela di caffè. Ci sono diversi posti a Suzhou in cui lo servono, e ci sono anche molti italiani che ne restano scontenti. Il caffè lo paghiamo comunque due euro, e vorremmo bere qualcosa di decente. Perchè non provvedere ad una formazione dei barman cinesi? Spero ci sia la possibilità e la volonta da parte Vostra, di intraprendere iniziative anche a livello promozionale per permettere a noi poveri espatriati di bere un buon caffè!
Grazie!
Donatella (e molti altri italiani di Suzhou)

Lo sò è il minore dei mali della Cina, in questo momento, ma lasciatemi almeno sfogare, il Sig.IllyCaffè mi ha risposto quasi subito dicendomi che in Cina c'è addirittura un Università del Caffè, e che loro provvedono sempre ad un periodo di formazione dei barman, ma che in un paese come questo, in cui effettivamente non si beve molto caffè, la cosa non è facile, mi hanno promesso che faranno del loro meglio, è già qualcosa.

Grazie Sig.Caffè!

martedì 23 settembre 2008

BDC CONTINUA....



...arrivati difronte alla fabbrica...aveva capito finalmente di aver fatto una cazzata, (con la moglie del capo), quindi, preso dall'ansia di riparare, è sceso dalla macchina con i famosi sacchetti, blu e gialli.
"Wait a moment!" mi dice, e si avvia correndo fino al gate d'ingresso, dove parlotta un pò, gli hanno da un pass, lui lo mette al collo ed è entra.
L'ho visto sparire all'interno dell'edificio, sperando di non vederlo mai più, ma poi vista la giornata, ho temuto venisse fuori trionfante con uno scatolone pieno di sacchetti Ikea.
E' rimasto all'interno dell'edificio almeno dieci minuti, lasciandomi in un parcheggio nella campagna cinese, da lontano lo vedo  ritornare, fortunatamente senza fornitura di sacchetti ma con l'indirizzo del negozio in centro che gli stavo suggerendo da ore...dicendomi che in un ora ci saremmo arrivati...ho cominciato a gridagli in inglese...
 "Suzhou...voglio tornare a Suzhou...portami a casa..."
Lui con la solita calma, guarda l'occidentale con gli occhi iniettati di sangue e mi dice (testuali parole) ...
"...No English..."
"Come no English!!!!!! Facevi finta di capire, ti ho insultato per delle ore, ho cercato di darti indicazioni, ho sperato di comunicare con te, adesso mi dici
... No English... come se niente fosse"
.... mi tira fuori un traduttore, e mi scrive
"...vuoi veramente tornare a casa..."
ed io...
"Suzhou...Suzhou...Suzhou..."
lui, con il traduttore...
"...Sicura!..."
ed io gridando...
"Suzhou...Suzhou...Suzhou..."
lui, con il traduttore...
"Mi dispiace!"
ed io gridando...
"Suzhou...Suzhou...Suzhou..."
Alle 14.30 ero di nuovo nel mio appartamento!
Ho pianto...credetemi ho pianto!

lunedì 22 settembre 2008

BCD BAD CHINA DAY



Ci sono cose che possono capitare solo qui!
Aldilà di ogni più sfrenata fantasia!
Lo sto scoprendo io giornalmente sulla mia pelle, e lo state scoprendo voi che leggete il mio blog.
Ma come ci insegnano i proverbi, verità popolari, "Al peggio non c'è mai fine", e "La madre dei cretini è sempre incinta", sarà che io in questi giorni ho il dente avvelenato, in maniera letterale, visto quello che ci tocca bere, ma oggi abbiamo toccato il fondo.
Per fare delle cose fuori città l'azienda per cui lavora Mr.Big, mi mette a disposizione un autista, che passa a prendermi per portarmi in quei posti che non posso raggiungere in Taxi, quando ci si fa accompagnare da un autista, che sia di Taxi o aziendale, bisogna mettere in preventivo di sbagliare strada almeno un paio di volte.
Il simpatico omino, è venuto a prendermi stamattina alle 8.30, doveva portarmi all'Ikea, in centro a Shanghai, per acquistare ancora qualcosina che manca in casa, salgo in macchina e mi saluta con un inglesissimo "Good Morning", nella mia ingenua testolina è balenato solo per un attimo che forse avrebbe capito velocemente dove andare.
"Ikea...Shanghai..."...mi guarda stupito, ci riprovo in versione  "Igèa...Shaanghài..."
"Ah...Igèa...Shaanghài"...mi fa lui...
...ripeto, meglio essere sicuri...
 "Mìngbai le mai?(Chiaro?)...Igèa Shaanghai in the city center"
...lui ripete nuovamente..."Dòngle! (Capito!) Igèa Shanghai!"...
siccome avevo con me i capientissimi sacchettoni blu marchiati Ikea glieli mostro, lui li osserva e pare che sul sacchetto ci sia anche l'indirizzo, li guarda soddisfatto, adesso ha un punto preciso dove arrivare, comincia con la consultazione delle sue stropicciatissime, e quindi nella mia ingenua testa, usate e collaudate , mappe stradali.
 Ok si parte!
Di solito per arrivare a Shanghai ci si impiega un oretta, ma noi dopo un'ora, non vedevamo neanche l'ombra di un grattacielo, siccome le autostrade si somigliano tutte, e le sopraelevate pure, ed io volevo fidarmi di lui, mettendo in conto che ci saremmo pure persi, l'ho lasciato fare.
Alle 10.30 era arrivato in una zona di Shanghai che io non avevo mai visto, molto rurale e fatiscente, ho cominciato ad innervosirmi, e lui ha cominciato a chiedere informazioni, cosa che, dimostrava pienamente che non sapeva dove andare.
Nel frattempo, mi si era esaurito il credito telefonico, ed ho cercato di ricaricarlo, ma ho scoperto un'altra cosa "meravigliosa", a Shanghai non si possono ricaricare i numeri di Changshu, almeno che non si vada nei grandi centri commerciali, mi sono fermata in un paio di posti cercando di ricaricare ma  non ho avuto fortuna.
La scena era questa, io in macchina con un autista perso nel nulla cinese, senza poter telefonare a nessuno per chiedere aiuto, frustrata dal fatto di non poter comunicare con lui.
Era quasi mezzogiorno, e dell'Ikea neanche l'ombra, su e giù, per i viottoli cinesi a chiedere informazioni, in piena campagna, con l'autista che ormai era in panico e girava in tondo, ed io nervosa come una iena.
Alla fine di un viottolo polveroso, verso le 13.00, si ferma difronte ad uno stabilmento con i caratteristici colori Ikea, giallo e blu, " E qui!" mi dice trionfante, "Non me lo ricordavo così, e in centro a Shanghai!" rispondo.
Lui riprende il sacchetto blu dell'Ikea, che io gli avevo mostrato per essere sicura che avesse capito, e mi mostra un indirizzo, l'indirizzo era probabilmente esatto,  mi aveva portato esattamente dove producevano i sacchetti dell'Ikea!

venerdì 19 settembre 2008

SCUOLA

E' finita la terza settimana di scuola...

"E' bella la scuola!", mi dicono i Bambinigolosi...

Ogni mattina, indossano la loro divisa e corrono a prendere l'autobus n° 14, sono gli unici italiani di tutto l'autobus, ma non è un problema, ormai l'inglese con gli amici lo parlano tranquillamente.
Tutte le mattine, un grosso omone di origine italo-canadese, il preside, li aspetta nell'atrio della scuola, per salutarli...." Hello guys...Ni hao...Hei kaverit...Hei gutter...Buongiorno ragazzi...こんにちは連中...Hallo folkens....".
Si incamminanano velocemente nelle loro classi, Anziano accompagna la Principessa, e poi prosegue.
Le lezioni sono da quaranta minuti, alle dieci hanno la merenda sul loro piano, la quale consiste in frutta, pane con marmellata, ravioli cinesi, e zuppetta coreana.
Proseguano poi fino all'ora del pranzo, i Bambinigolosi per il momento non fanno cinese, perchè stanno studiando inglese, le lezioni sono strutturate in moduli, quindi un argomento viene guardato da più punti di vista, storico, artistico, matematico.
Accanto alle attività curricolari, ce ne sono anche delle altre molto divertenti, che si possono fare dopo la scuola, fotografia, musica, il coro, e varie attività ginniche.
Le classi sono realtà molto piccole, 15/16 allievi per classe, ed i ragazzi vengono stimolati ad ogni piccolo miglioramento, Anziano con delle note scritte, Principessa che è più piccola con stelline e  .
Tornano a casa entusiasti con sempre tante cose da raccontare, sono stati al museo dell'Arte di Shanghai, hanno corso la Terry Fox Run, hanno indetto un concorso di fotografia, alla fine di ottobre andranno a fare un campus a Singapore, per rafforzare lo spirito del gruppo.
I compiti si fanno solo dal lunedì al giovedì, il venerdì gli insegnanti ritirano i quaderni per le correzioni, e così il weekend è sempre senza compiti, inoltre il venerdì e giornata fashion, tutti si vestono come vogliono, c'è chi indossa abiti tradizionali, chi si mette la maglietta del proprio paese, e anche chi inventa nuove mode, tipo magliette con peluches incollati sopra, un pò caldini per il clima che ancora c'è qua ma sicuramente molto fashion...
La principessa alla domanda...how are you? Risponde...Happy...ma very, very happy!
Meglio di così....

AGOPUNTURA



In Cina fa ancora molto caldo, ci si può permettere qualche nuotatina in piscina, visto che i ragazzi sono a scuola, le piscine sono diventate oasi di pace, in cui potersi rilassare facendo quattro chiacchiere.

Mammagolosa ha goduto di questi attimi di pace, la bella acqua limpida, la buona compagnia, e il grande caldo hanno reso il clima ideale per una bella e piacevole nuotata, grandi bracciate, l'hanno condotta da un capo all'altro della piscina, -Bello- pensava, -Che pace- pensava, -C...o cos'è questo dolore tremendo- ha esclamato, con un braccio sospeso a mezz'aria, completamente dimentica della sua subdola periatrite, aveva nuotato senza problemi, l'acqua per un pò l'aveva sostenuta, ma adesso il dolore era molto forte.

Ha cominciato con l'antidolorifico, tutta la notte senza tregua, il braccio non trovava il posto giusto per avere pace, e Mammagolosa che con quel braccio ci vive da sempre, si è rigirata con lui nel grande talamo.

Stamane dopo una notte terribile, ho cercato aiuto tra le Expat, una di loro, che parla cinese, mi ha portato da un agopuntore, come prima cosa mi ha messo in trazione il collo, con una faretto bollente che riscaldava la parte, poi mi ha fatto stendere e mi ha massaggiato pesantemente, collo e spalle, poi è arrivato con un ago, mi sono assicurata che fosse in confezione sterile perchè tutto il resto non lo era affatto, e me l'ha piantato in un braccio, non fa malissimo, ma neanche troppo bene, mi ha lasciato con questo agone nel braccio che io non avevo neanche il coraggio di guardare, per una decina di minuti, poi ha ricominciato a massaggiarmi, e mi ha insegnato alcuni esercizi...non so bene dirvi come è andata, ma ho sicuramente meno dolori, devo tornare da lui a giorni alterni, vedremo se riuscirò a dormire senza medicine...vi aggiorno sull'agopuntura.

mercoledì 17 settembre 2008

BOOK SHARING



Libri

Mammagolosa sta incontrando tante persone, molte di loro sono italiane, tante hanno esperienze di anni all'estero, e per qualcuna questo è il decimo anno di Cina, molte vite e tante esperienze si stanno intrecciando con la mia vita, ed io sto imparando tantissimo, il mio inglese diventa ogni giorno più fluente, vecchie reminiscenze scolastiche affiorano, rendendo la converazione più facile ed immediata.
Vite che si sostengono loro malgrado, la lontananza da casa ci rende tutti molto simili, tutti noi abbiamo gli stessi problemi, e le stesse crisi di adattamento, tutti noi cerchiamo disperatamente una buona pizza o un nuovo libro da leggere.
Da quest'ultima neccessità che per me e quasi aria, è nata la biblioteca delle Expat, tutte noi abbiamo compilato il nostro elenco di libri, la mini biblioteca conta quasi centocinquanta titoli, a disposizione di tutti, finalmente sul mio comodino sono arrivati ben tre nuovi libri...ed io a malincuore mi sono separata dai miei dandoli in prestito.
Li ho preparati con materno amore, li ho accarezzati uno ad uno, gli ho scritto il nome ed il numero di telefono, se mai andassero persi, e poi li ho affidati a qualcun'altro sperando che ne abbia cura.
Passi da gigante, la mia "libromania" si sta misurando con le difficoltà della vita all'estero, ne ho prestati già tre...Brava Vero?

Anche perchè l'idea, del "book sharing", è partita da me, sarebbe stato poco sensato che proprio io tenessi tutti i miei libri per me...anche se vi confesso che al momento dello scambio, mi sono sentita come Gollum, nella mia testa "...il mio Tesssoro...vuoi portarmi via il mio Tesssoro..."

domenica 14 settembre 2008

ANZIANO PENSIERO



Domenica mattina ore 10.30...

"Anziano vai a vestirti e poi vai un pò giù a giocare"
"Sono pronto, adesso esco!"
"Anziano hai ancora il pigiama, non dirmi sono pronto!"
"Scusa ma oggi che giorno è?"
"Domenica...oltre che Anziano, mi stai diventando un pò stordito!"
"Allora sono pronto!"

Io, ormai, avevo intuito dove voleva arrivare...

"Non pensarci nemmeno...fila a vestirti!"
"Perchè tutti i cinesi possono ed io no! Oggi è domenica ed anch'io voglio uscire in pigiama...se vuoi però mi metto le scarpe!"


Che sia ora di tornare in Patria...mi si sono cinesizzati i ragazzi!


Capita di vedere dei cinesi che vanno in giro in pigiama, ma non sto parlando nei paesini, parlo anche di Shanghai, o comunque di grandi città, la domenica mattina se vi capiterà di andare al Market, tanti cinesi, saranno in pigiama, questo perché gli appartamenti ospitavano tante persone e spesso non c’era la possibilità immediata di cambiarsi o lavarsi, adesso è un modo per “stare comodi”, nonostante ci siano state tante campagne “antipigiama”, questa abitudine non si riesce a sradicarla....

dal post "Il popolo" del 9 Agosto 2008

sabato 13 settembre 2008

IL PAESE DELLE FAVOLE




http://www.celticmistral.com/Contatti/troll.jpg

Come i più di voi sanno in casa Golosa vive una Principessa, che ha una corte di elfi, fate, folletti, e un troll...
Le fate ed i folletti stanno tutti bene, si sono abituati alla vita cinese, le fata "sbarluffina" continua ad arruffare i capelli di Princi, quella "esagerina" continua a renderla nervosetta e disordinata, i folletti continuano a nascondere le cose e a rubare i biscotti dalla credenza, ma sono diventati molto bravi a far crescere il Bamboo, e fanno il bagno con i pesci rossi, l'unico che non avevamo incontrato fino ad adesso era il Troll della Lavatrice, ha vissuto sotto la lavatrice in Italia da sempre, ma in Cina, Princi, non l'aveva più visto, era un pò preoccupata, ma non troppo perchè quel troll le metteva anche paura.
Ogni volta che lei si avvicinava alla lavatrice, lui la mandava via producendo rumori strani e cavernosi, ho cercato di tranquillizzarla dicendole che forse, essendo un Troll solitario se n'era restato in Italia ben volentieri.

Ieri sera un rumoraccio proveniente dal bagno, ha terrorizzato la Princi...

"...mammina...è tornato..."
"...chi è tornato..."
"...il Troll della Lavatrice..."
"...ma non può essere è rimasto in Italia..."
"...ma l'ho sentito...era lui..."
"...non credo sia lui...vado a vedere..."
"...no vado io, non mi fa più paura quello scorbutico..."

.....

"...si è tornato..."
"...ma come mai dov'era fin'ora..."
"...all'aereoporto di pudong..."
"...cosa ci faceva un Troll all'aereoporto..."
"...gli avevano smarrito i bagagli, ed ha dovuto aspettare fino ad adesso..."
"...ma poverino si sarà sentito solo.."
"... sicuramente, ma gli sta bene, così perde un pò di boria, però bisogna dire a papà che faccia un reclamo con la compagnia aerea..."

venerdì 12 settembre 2008

IL PANETTONE





http://blog.chinesehour.com/wp-content/uploads/2007/09/moon_cake.jpg

E' quasi "Natale", noi abbiamo la stella cometa, che porta la lieta novella, loro hanno la Luna, la prima Luna d'autunno, un coniglio generoso, una donna curiosa, uno studente pigro, e mille altre credenze indecifrabili perfino se te raccontano in Inglese, le strade si stanno riempiendo di lanterne rosse, le aiule sono tutte molto curate, la città ha l'aria della festa, un pò come in Italia nel mese di dicembre.


Al supermercato, ormai da quasi un mese ci sono corsie piene di scatole colorate che contengono al loro interno le Moon Cake, che sono i dolci tradizionali delMoon Festival, che quest'anno cade il 14 di settembre, tutti ne comprano tante scatole,  e quasi come il nostro panettone.
 Siccome richiedono una preparazione molto lunga, quasi nessuno li fa in casa, li vendono un pò ovunque, nei mercatini, le bancarelline per strada, li vendono anche nelle pasticcerie, e allo Starbucks.
 Ci sono sia le scatole eleganti e costose, sia le singole tortine vendute a peso, quest'ultime sono quelle che la gente compre con più facilità, essendo molto più economiche,quindi nei supermercati si creano delle code lunghissimi di persone in fila che aspettano il loro turno per pesare le Moon Cake, si crea un affollamento veramente incredibile, come nei nostri centri commerciali a Natale.
La Moon Cake è una piccola tortina ripiena con una specie di pasta di mandorle, in realtà è pasta di loto, un ingrediente molto prezioso, che può venir sostituito da pasta di fagioli rossi, all'interno ci aggiungono anche frutta, rossi d'uovo, soia, carne, il ripieno è di due o più colori a forma di pallina per simboleggiare la luna, invece allo Starbucks hanno una specie di crema alla vaniglia o alla cioccolata.
Se sarete così coraggiosi da assaggiarne una, vi troverete in bocca una crosticina frollosa, come un biscotto, e una pasta di marzapane densisima, non troppo dolce, che vi immobilizzerà la bocca, voi sorridete è la cosa migliore, ed intanto guardatevi intorno sperando in una tazza di tè.
Sulla superficie di questa tortina vi sono impressi i caratteri cinesi,  che simboleggiano longevità e armonia.
Il giorno del Moon Festival si va fuori a fare i pic-nic è a guardare la luna piena, cercando di carpire segni propiziatori dalla sua forma.
Durante questo periodo la città si riempie di lanterne rosse, le fabbriche sono chiuse ed i cinesi possono godersi qualche giorno di ferie.

http://kimoto.cc/ykk/geppei-yolk-section.jpg

Ci sono diverse storie su questa festa, e tutte più o meno pittoresche, si narrà di un coniglio che si è fatto ardere vivo, per sfamare tre saggi, o anche di una concubina che ha ingerito una pillola dell'immortalità destinata al marito ed è così rimasta a fluttuare in eterno sulla luna, o di uno studente pigro costretto sulla luna a potare un albero magico, che continua a crescere incessantemente...io, non me ne vogliate, preferisco l'albero di Natale e il vecchio caro Babbo Natale con le sue simpatiche ed instancabili renne.

mercoledì 10 settembre 2008

L'ELEGANZA DEL LAOWAI



Cosa facciamo noi tutti quando abbiamo una cosa elegante, o di valore?

La mostriamo, la lasciamo lì in modo che possa essere guardata, la ostentiamo con disinvoltura, per generare l'invidia di tutti!

L'occidentale in Cina fa molto chic, e quindi come una cosa preziosa va mostrata e contemplata, e magari perchè no...fotografata!

Se Mammagolosa va dal parrucchiere, verrà sicuramente fatta accomodare davanti alla vetrata, in modo che il suo shampoo e messa in piega siano di dominio pubblico, che si sappia che la Laowai è venuta proprio da noi.

Se i bambini golosi passeggiano sulla strada pedonale, tutti si fermeranno a guardarli, e tutti gli sorrideranno, ed i più coraggiosi si avvicineranno.

Se la famiglia golosa decide di andare al ristorante, verrà sicuramente fatta accomodare al centro del locale, in modo che tutti possano assistere al banchetto, verranno coccolati da uno stuolo di camerieri gentilissimi, che sicuramente dall'emozione non capiranno l'ordinazione, e a noi toccherà mangiare qualcosa che non avremmo mai creduto potesse essere commestibile, intanto i volti dei cinesi seduti ai tavoli vicini, si colorano di espressioni che vanno dallo stupore all'incredulità.

Io ed i bambini ci divertiamo ad intrerpretare le loro facce...
...quanto mangiano...penseranno...
...che strane cose...penseranno...
...che bocche grandi...penseranno...
...ma come fanno con la forchetta...penseranno...
...guarda il Laowai padre com'è peloso, ma non sembra cattivo...penseranno...
...i bambini sono carini, devono essere molto morbidi...penseranno...
...ce li faranno toccare...penseranno...
...la madre sarà pericolosa, ha un indomabile chioma di capelli...

Effettivamente dopo un pò arriva qualcuno ad accarezzare i bambini, e con la riservatezza che li contraddistingue, cominciano a chiederci di fare delle foto con loro, ormai sia io che i bambini ci mettiamo in posa senza farci più molto caso.
Una cosa che mi sono sempre chiesta, cosa se ne faranno di tutte queste foto?
Le metteranno negli album come noi, immagino, noi abbiamo quelle dello Zoo, loro hanno quelle con i Laowai, deve essere una cosa molto chic per un cinese, ma noi secondo me, ci facciamo un pò la figura delle scimmie.

martedì 9 settembre 2008

SCRIVERE



Si incontrano spesso nei parchi o nelle piazze isolate, anziani, solitamente, che con grandi pennelli, intinti in secchi d'acqua, tracciano dei segni terra, con la loro meravigliosa calligrafia, gesti precisi, ripetuti moltissime volte, ma svolti sempre con attenzione e cura, la precisione del gesto e la forza nello sguardo di queste persone, mi lasciano senza parole, anche perchè i loro meravigliosi segni svaniranno dopo pochi momenti lasciando solo il ricordo, di quello che erano, segni che purtroppo io non riesco ancora ad intrerpretare, ma che mi auguro di leggere presto....
Io non conoscevo affatto il valore della calligrafia cinese, leggendo qua e là mi sono resa conto di quanto valore ha per loro, e per l'arte in generale...


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"Cotone e Bamboo"


La parola "Calligrafia" traduce correttamente tre parole cinesi, tra loro sinonime: Shufa, Shudao (adottata in Giappone con la pronuncia Shodo) e Shuyi (adottata in Corea con la pronuncia Seoyea). Ma date le diversità culturali, questa parola in Occidente indica semplicemente una bella scrittura, mentre in Estremo Oriente è la prima arte visiva maggiore che i letterati cinesi fecero propria.

L'uso del pennello è la base della calligrafia. 





Bisogna trasmettere, il proprio stato d'animo ed i propri sentimenti alla punta del pennello attraverso il braccio, il gomito, il polso e le dita in modo da produrre un effetto artistico e facendo sì che la linea dei caratteri sia dotata del movimento dei vari significati della vita. 
La calligrafia in Oriente è un'arte che ha delle valenze inimmaginabili nella nostra cultura. Il pennello e l'inchiostro, sono strumenti che condivide con la pittura a cui si avvicina molto, possiede la facoltà di evocare la forza dinamica della natura, liberando la creatività dell'artista.

Rientra a pieno titolo nelle tecniche della longevità e della buona salute: questo perché, permettendo il fluire delle emozioni, rimette in ordine le energie della persona.
  

Sin dall'antichità, i calligrafi sono molto longevi. La calligrafia richiede serenità d'animo, concentrazione dello spirito e alto grado di attenzione. Grazie a ciò si riesce ad alimentare positivamente il cuore e a creare un clima di serenità, producendo l'effetto della longevità
.

La calligrafia cinese dà importanza all'uso dell'inchiostro, per cui esiste un antico detto secondo cui questo si suddivide in 5 tonalità. Attraverso un inchiostro denso o leggero, secco o umido, è possibile esprimere il senso della lontananza e della vicinanza, del profondo e del superficiale, del leggero e del pesante, raggiungendo effetti di grande perfezione.

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 Da tempo le funzioni pratiche della scrittura sono completamente separate dalle esigenze estetiche della calligrafia, così ormai la leggibilità non è più tra gli obbiettivi di molti calligrafi dell'ultima generazione.

Dopo gli anni '80, quando la Cina ha cominciato lentamente ad aprirsi ad occidente, i calligrafi si sono potuti muovere liberamente, ed hanno potuto incontrare l'arte astratta occidentale, che spesso a tratto ispirazione dall'oriente, frequentemente artisti europei e statunitensi, hanno alle spalle lo studio della calligrafia cinese che è diventato un elemento fondamentale della pittura astratta.

Anche l'occidente  ha aperto nuovi spazi espressivi a molti calligrafi orientali, è un'arte che permette all'individuo di esprimersi in maniera autentica e spontanea, ma nella quale interviene il gesto, e la consapevolezza dello spazio, che si raggiungono solo dopo anni di pratica, questo riesce ad aprire l'individuo alla creatività più autentica.


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"Volontà"

...adesso i loro gesti così precisi ed ispirati hanno molto più senso, e la loro serenità mi appare molto più giustificata, non importa che il segno svanisca, importa che loro l'abbiano tracciato, e che per tracciarlo abbiano dovuto ritrovare serenità ed armonia, e che tutto sia confluito in quel meraviglioso tratto...

venerdì 5 settembre 2008

BAMBINI




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...si racconta che una coppia d'italiani, molto noti per le loro scorribande nel Quartiere Goloso, si sia alleata con la Banda dei Finlandesi, anche loro personaggi poco raccomandabili, insieme stanno colonizzando tutti i playground della zona.
La banda rivale, quella dei Koreani, sta tentando un alleanza con i Giapponesi, ma pare non scorra buon sangue, hanno provato ad allearsi anche con i Cinesi, sembra però, che gli assi asiatici non tengano.
Il gruppo italo-finlandese, pare che sia quello  ad avere la supremazia, anche se, dicono che ci sia qualche Taiwanese, che vuole entrare nella banda...le prove per gli affiliati sono molto dure e non tutti riescono a reggere il ritmo...
...si narrà di partite di calcio estenuanti...
...di salti dall'altena...
...di nascondini in tutte le lingue...
...di gallerie scavate nella sabbia, con la sola forza delle mani...
...di caccia al pesce rosso...(quelli sono tutti nel mio vaso con il bamboo)
...di aquiloni che volano altissimi...
...di bagni nelle fontane...
...e di gare con l'ascensore...

Non tutti riescono a superare le prove per l'affiliazione, anche se pare che dopo averle superate tutte si ha diritto ad una merenda golosa....


....anche i finlandesi mangiano la torta a merenda...mentre Koreani e Taiwanesi preferiscono le alghe...


Io giornalmente mi stupisco di loro, di tutti loro, portati qui, a migliaia di chilometri da casa, riescono con immediatezza ad interagire, giocano, parlano pur non capendosi, litigano, condividono, è meraviglioso e molto stimolante accogliere nel mio salotto bambini di tutte le lingue, e sapere che si sentono a proprio agio...anche se sentirmi chiamare Madam mi sa molto di anziana signora...

PRINCIPESSE SMARRITE




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Smarrita, persa, senza una strada da percorrere...
in un attimo non c'era più nessuno, tante persone ma nessun volto familiare, ho cercato negli occhi, ho cercato uno sguardo che mi riconoscesse, qualcuno che potesse comunicare con me, non c'era nessuno, tante persone ma nessuno per me, cosa potevo fare, ho cercato di farmi coraggio, ho cercato di ricordare qualcosa che potesse aiutarmi, ma la paura mi paralizzava...il pianto ha avuto il sopravvento, i miei lacrimoni sono venuti giù, non volevo, sono forte mi dicevo, le  lacrime hanno richiamato qualcuno, ma non capivo, io non potevo aiutarli e loro non potevano aiutare me...finalmente da lontano una voce amica...
"Ciao Principessa, non preoccuparti, ci siamo qui noi, ti faremo ritrovare la strada."
Ho ritrovato il sorriso e la strada, ho ritrovato il calore di casa, quella grande scuola non mi sembrava più un labirinto, ho stretto forte le loro mani e mi sono lasciata guidare....


Ieri la Principessa si è persa, non ritrovava più la sua classe, ha pianto, ma dopo un pò due fatine le sono arrivate in soccorso, la capivano e lei capiva loro...non vi posso spiegare il dolore che mi ha dato saperla smarrita anche solo per pochi minuti...ho perso in attimo tutte le mie certezze, volevo rifare le valigie e riportarli a casa nel loro nido, piccolo ma accogliente...con il cuore straziato.

giovedì 4 settembre 2008

La Gazzetta Del Paesello Bello


La Gazzetta Del Paesello Bello
dal nostro inviato: violapensiero
 

Cronache di rientro in quel del paesello italiano

E’ rientrata, direttamente da Shanghai, la delegazione italiana in visita al Celeste Impero. I ragazzi erano partiti una ventina di giorni fa, animati da entusiasmo e belle speranze verso la lontana terra d’oriente, ospitati nella nuova ed elegante dimora della Famiglia Golosa, nota in Italia per la consolidata, interessante, spesso incredibile esperienza in quella incognita e lontana terra.

Incontriamo stamani, a caldo, uno dei protagonisti di cotanta splendida trasferta, per una breve ma significativa intervista.
Buongiorno Signor Peter Pan, come sta? E’ stanco?”
Si, bene, grazie…un po’”
Ci racconti, com’è andata? Com’è stata questa esperienza?
Bella…”
Chissà quante splendide cose ha potuto vedere con i suoi occhi, ci racconti…”
Al museo tecnologico c’era una cosa sul corpo umano che entravi dalla bocca e uscivi dal…”
Ok, ok, molto interessante, ma di questo ci parlerà un'altra volta…”
Senta, immagino che si sia molto divertito, ma le mancava l’Italia?”
I primi giorni mi mancava la mamma ma quando sono venuto via, avrei voluto rimanere ancora un po’ là”
Fantastico…senta …lo vuole un succo di frutta? Uno yoghurt?”

Ancora in evidente fase di recupero da jetlag, memore di mille meravigliose avventure, il nostro ospite, si allontana per una sana partita di calcetto. Nei prossimi giorni forse, ci parlerà delle magnificenze orientali. Il Jingjin Lake, Tongli, templi, pagode, mercati, pesci, grilli e chissà cos’altro ancora.

Per oggi è tutto,a voi studio.

11 AYI


11 AYI
Le mogli espatriate che accompagnano fino a qui i mariti in carriera, chiacchierano prevalentemente di due argomenti, il primo è la cura del corpo, si dilungano in consigli di centri massaggio, pedicure e manicure, ma questo, in realtà è un argomento che trattano tutte le donne del mondo, ogni cultura a suo modo, ma la cura del corpo per una donna è fondamentale in ogni angolo di questa terra.
Un argomento di cui si può parlare solo in Cina sono le Ayi.
Ayi è la governante, la tata, o anche la donna di servizio, che viene ad aiutarti nei lavori di casa.
L'argomento Ayi riesce a scatenare nelle Expat, gli istinti più bassi, ognuna di loro ha un aneddoto da raccontare, ognuna di loro ne ha cambiate almeno venti.
Le Ayi, sono ragazze o giovani donne che approdano in città dalla campagna in cerca di lavoro, solo questo dovrebbe far capire alle Expat che queste persone molto spesso non hanno mai visto un'occidentale, figurarsi la casa o lo stile di pulizia di un'occidentale, hanno bisogno di essere accompagnate in tutto e per tutto, alla fine diventa una sorta di adozione più che un aiuto, ma loro, le stoiche Expat ci provano comunque fino a rendersi conto che non ci sono speranze.
I percorsi logici dei cinesi sono lontanissimi da quelli di un'occidentale, molte volte fanno giravolte così tortuose che, anche senza l'impedimento della lingua sarebbe difficile comunque capire, quindi quelle che per noi sono cose strane o da non fare, per loro sono normali e viceversa.
Questo pomeriggio ho incontrato una ragazza italiana che vive in Cina da sei anni, e mi ha ovviamente raccontato delle sue 11 Ayi...
...la prima...non si è presentata il primo giorno di lavoro, perché gli si era rotta la bici...
...la seconda...si è persa il bambino al parco...
...la terza...ha portato a casa un bambino diverso, ma con la maglietta dello stesso colore di quello originale...
...la quarta...ha ucciso i pesci rossi con il succo di frutta, ha permesso che il bambino, di un anno, versasse il liquido nella boccia, la cosa gli era sembrata normale e non l'ha fermato...
...la quinta...ha permesso al bambino di colorare tutti i muri di casa con il pennarello, magari in occidente si usa, e poi si divertiva tanto...
...la sesta...si rifiutava di stirare le camicie...ed io questa la capisco...
...la settima...lavava le finestre in mutande...mutandoni in realtà, in Cina fa tanto caldo, ma non sempre è un bello spettacolo...
...l'ottava...si è rifiutata di lavare le tende, non ne capiva il motivo...
...la nona...ogni volta che arrivava lavava tutte le scarpe, che dopo ci mettevano un po' per asciugarsi, e tutti restavano senza scarpe...
...la decima...lavava i vetri solo internamente, per l'esterno voleva un extra...
...l'undicesima...aveva una vita sociale molto movimentata, rispondeva continuamente al telefono e riceveva anche delle visite a casa...

La mia Ayi stamattina non ha fatto i letti, ma forse oggi non era la giornata giusta per farli, pazienza, molta pazienza, e anche un po' di rassegnazione.

MERENDE CINESI



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Le merende cinesi non sono propriamente golose, almeno per noi italiani.
Ma i miei bambini sono dei geni dell'adattamento, ormai riescono a mangiare qualsiasi cosa.
Mangiano la pizza con il riso di contorno, mangiano i ravioli, l'hot pot, il bamboo, e anche il fior di loto.
Quello che fino ad oggi non avevano avuto il coraggio di affrontare erano le “bustine”, con “bustine”, intendo una serie di cibi disidratati, che vengono messi in bustine monodose, e che i cinesi mangiano come noi mangiamo, gli arachidi o le patatine, uno snack.
Nelle bustine, ci si possono trovare le cose più svariate, la carne di pollo, manzo, maiale o anatra, ma anche striscioline di seppia, medusa o platessa, ci sono anche le bustine dolci che hanno dentro frutta, e anche quelle con dentro alghe, che sono molto sottili e croccanti, ce ne sono scaffali pieni al supermercato, corsie e corsie di questi snack, sono molto amati dai grandi e dai piccoli.

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Anziano e Principessa tornando con l'autobus da scuola, assistono alla merenda degli altri amici, i quali gustano avidamente queste prelibatezze, la loro curiosità è stata più forte del buon senso, oggi mi hanno chiesto di comprare le alghe anche per loro, all'apertura di questo sacchetto la nostra cucina è stata invasa da un odore di pesce vecchio, misto all'odore della laguna d'estate, non saprei come spiegare la puzza che io sola riuscivo a sentire, ormai loro hanno il naso abituato a questi odori, io con il sorriso sulle labbra li ho incoraggiati ad assaggiare...loro erano un po' timorosi...
“...tu non assaggi...”
“...io no grazie...ho appena preso il caffè...”
“...Anziano assaggi tu...”
“...no prima tu...”
La Principessa annusa, ma non le vengono i brividi, buon segno...
....
“...sanno un po' di mare, e un po' di pesce, non mi fanno venire i brividi dallo schifo, ma non sono proprio buone...la prossima volta assaggio le meduse...”

Non ci sono più speranze mi si sono cinesizzati i ragazzi!




mercoledì 3 settembre 2008

VIOLA



Da oggi, Viola scriverà con me...intanto io pubblico a nome suo questo primo post...spero che ce ne siano presto degli altri. Noi ci conosciamo nella realtà, e lei è riuscita a descrivere quello che erano i nostri rapporti, adesso con gioia la accolgo nel mio cassetto, continueremo questo viaggio insieme.


QUATTORDICI SCALINI
Ebbene si, quattordici scalini. E’ questa la distanza fisica che separa la mia casa da quella italiana di una persona che io considero speciale. Parlo di casa italiana perché lei, ormai da qualche mese si è trasferita con i suoi figli all’estero, raggiungendo così il marito e perseguendo l’unità familiare che è sicuramente parte integrante e fondamentale del suo essere.

Certamente non è solo questo il motivo, sono sicura che la voglia di conoscere, il desiderio di guardare negli occhi gente diversa, lo spirito di conoscenza, abbiano avuto un contributo notevole nella scelta di partire…sospetto perfino un pizzico di sana incoscienza.

Una donna diversa da me. Io con le mie lune, il mio talento innato nel complicare le cose, l’abitudine di vedere il bicchiere mezzo vuoto, un po’ musona… una viola d’inverno insomma.
Lei solare e positiva, fiduciosa e coraggiosa, intelligente e riflessiva, accogliente e materna.

Il giorno della loro partenza ho provato indubbiamente tristezza, tuttavia confesso che dentro di me nutrivo la speranza di un rientro abbastanza veloce in Italia. E’ così, immaginavo che non ce l’avrebbe fatta, solare com’è, a reggere le piogge monsoniche della lontana Cina, il caldo umido insopportabile dell’estate asiatica, e poi le difficoltà legate alla lingua… e la sua passione alla lettura avrebbe trovato sfogo in un paese così ricco di censure?

Mi sbagliavo, è riuscita a demolire ogni mia più oscura previsione, è riuscita ad affrontare disagi, problemi e diversità, per creare una piccola isola felice con suo marito e i suoi figli, trasformando complicazioni in sfide, osservando un paese pieno di contrasti con occhi genuini, umili ma al tempo stesso obiettivi e onesti.

Diversa da me che avrei trovato probabilmente scoraggiante ogni minimo intralcio quotidiano in un paese così culturalmente diverso e lontano dal nostro…mangiare cibi sconosciuti, farsi capire, accettare dissomiglianze e contraddizioni, perfino gestire la mancanza del cielo con nuvole bianche e soffici dei paesaggi italiani di provincia, che tanto ti danno il sapore di casa.

Lei no, lei prepara la ricotta, la pasta e il pane fatto in casa, aderendo perfettamente allo spirito di adattamento che tanto le invidio, senza spogliarsi mai dell’italianità di cui è innegabile portatrice.
Si adatta, modifica le situazioni e le ridipinge a suo vantaggio, non le ostacola, le accetta e le vive. Mi manca, così come mi mancano i normali rassicuranti rumori quotidiani che filtrano dalle sottili pareti delle case moderne e che ti danno il senso della presenza. Mi mancano i suoi figli che giocano assieme al mio, tirandosi la palla dal giardino al balcone, decapitando fiori e rischiando di rompere un vetro in qualsiasi momento, mi mancano i pranzi e le cene improvvisate, le urla, gli schiamazzi e la certezza che a pochi scalini c’è una persona così diversa da me da esserne incredibilmente compatibile.

Affinità elettiva? Non lo so, ma mi piace guardare il mondo anche attraverso i suoi occhi. Quanto mi manca Mammagolosa.


Violadinverno

martedì 2 settembre 2008

NUOVO GIORNO



Anche oggi l'Autobus 14 mi ha riportato dei bambini sorridenti e soddisfatti, spero proprio che continui così.
Tornano a casa un pò affamati, ma questo è il minore dei mali.
Nelle mense si mangia sempre piuttosto male, ma in questa si mangia anche "strano" per due bambini italiani.

La merenda era a base di dumpling e dimsum, che loro mangiano quando andiamo al ristorante cinese, per pranzo o per cena, ma alle 10 di mattina sono per stomaci coraggiosi...
c'era anche una pappetta Koreana che alla Principessa...
"...sapeva di schifo e mi faceva venire i brividi..."
per capirci i Koreani sono quelli che mangiano la carne di cane...


Mi sono sembrati molto tranquilli, hanno anche litigato con un bambino sull'autobus, il quale appena sceso mi è venuto a spifferare tutto, non sono stata capace di rispondergli in inglese, che i bimbi spioni mi sono antipatici, e che le cose dei bambini devo risolverle i bambini, comunque stasera indagherò meglio sulle dinamiche del "fattaccio". Vi aggiorno!
 

lunedì 1 settembre 2008

IL PRIMO GIORNO



Il primo giorno di scuola mi turbava, già quando ero studente, volevo che tutto fosse perfetto, le matite temperate, i pennarelli ben assortiti, i vestiti puliti e stirati ai piedi del letto.
Le cose non sono molto cambiate, anche se i primi giorni non sono più miei ma dei bambini golosi.
Ieri abbiamo preparato le divise, scritto il nome sullo zaino, e sulla borraccia, su tutte le magliette ed i pantaloni.
Stamattina io e Big li abbiamo accompagnati a scuola, la scuola è gigantesca, con tanti corridoi e tante classi...mi sono sentita molto piccola ed impaurita, mentre i due bambini golosi si guardavano attorno un pò stralunati.
L'anno scorso in tutta la scuola c'erano 250 bambini e due scuolabus, quest'anno ci sono 2800 bambini e 40 scuolabus.
Ho tirato la manica di Big..."...ti prego riportaci a casa...", lui mi ha solo stretto la mano un pò di più... "...non cedere adesso...", li abbiamo accompagnati in classe eleganti nelle loro divise nuove, in classe della Principessa c'è un bambino italiano che studia alla SSIS da due anni, mi sono un pò consolata e probabilmente anche lei.
Anziano è partito sicuro alla ricerca della sua classe e del suo corridoio, mi ha lasciato un pò lontano dall'ingresso, ci ha baciati dicendoci di non preoccuparci (ci si leggeva in faccia il terrore), ho aspettato che entrasse..."Good mornig, Miss..."
...
sono la solita mamma italiana apprensiva e chioccia.

FACCINE



Testoline di tutti i colori molte bionde, tante scure, alcune scurisimme, fratellini che si tenevano strette le manine come a dire non lasciamoci mai, affronteremo insieme questa avventura, occhioni lucidi con lacrimoni trattenuti o appena versati, bambini di provincia o anche di città, catapultati fino qua da percorsi che non possono e non vogliono capire...tante faccine che si guardavano attorno, un pò impaurite un pò stimolate dalle tante lingue, dai tanti colori e dai tanti aspetti...a tutte quelle faccine un augurio...che sia per voi un merviglioso anno scolastico, che i vostri amici siano tutti divertenti e simpatici,e che le vostre maestre riescano veramente a capire chi siete e cosa volete diventare, vi auguro di non essere dei contenitori dove inserire nozioni, il futuro non ha bisogno di barattoli, ma di uomini e donne felici, che possano generare altre piccole faccine...sempre più felici...un augurio a tutte le faccine del mondo, ma soprattutto ai ragazzi del Paese Goloso...buon inizio anche a Voi!

AUTOBUS N°14



L'Autobus n°14 è quello che mi restituisce i bambini golosi...
Ho aspettato con ansia le quattro, e poi mi sono vista passare davanti l'autobus n° 33, quello n°8, e poi il n°17, e poi ancora n°39, finalmente è arrivato il n°14, questo bel autobus blu pieno di speranze e aspettative, ho pregato che le loro faccine fossero gioiose, ho pregato che aspettasero con ansia domani per riprendere il loro bel autobus blu...scendono dall'autobus saltellando come al solito....
"...come state?...come è andata?"
Anziano..."...bene, non era mica una guerra, sei agitata come fossimo in trincea..."
OK!!! Anziano è tranquillo, Principessa mi preoccupa sempre di più, l'anno scorso bella pronta, con i codini e lo zainetto sulle spalle, metteva la manina sulla maniglia per uscire e mi diceva...
"...ma io a scuola non ci voglio andare, chi ti ha detto che devo andare a scuola?..."
Ed io lì ad arrampicarmi sugli specchi, inventando storie di Carabinieri cattivissimi, e di fatine dei "Bei pensieri", ad inventarmi merende strepitose per il rientro, regalini nascosti nel fondo dello zaino, mentre Anziano cercava di trascinarla fuori di casa con la forza.
L'Autobus 14 me l'ha riportata sorridente e serena...
"Principessa come è andata..."
"Bene...ho un amico italiano, che però parla ingleseliscio come l'italiano, e poi la maestra ci ha fatto disegnare, e poi siamo andati in un salottino colorato a fare la merenda, e poi per pranzo non mi ricordavo come si diceva...no need...in cinese....allore le mie amiche mi hanno detto che si diceva buiaio, ma troppo tardi mi hanno riempito il vassoio di cose strane...cucina coreana...bla...bla...ho mangiato il riso....al secondo fischio tutti in mensa...e poi ho cercato l'Italia sul mappamondo...è piccola, una piccola unghietta, anche i miei amici hanno cercato i loro paesi....bla...bla...bla...non ho incontrato Anziano per tutto il giorno...ho giocato con delle mie amiche di Singapore, e anche con una bambina biondissima, quasi luminosa...il mio amico italiano è molto gentile, ed ha la faccia come il mio fidanzato Simone...bla...bla...bla...".
Un fiume in piena, entusiasta, arrivata a casa si è tolta la divisa, l'ha ripiegata ai piedi del letto, ed è corsa giù a giocare ancora, non credo di averla mai vista così, è il primo giorno, lo sò, ci saranno tempi molto duri, lo sò, ma per oggi ripongo la sua dose di entusiasmo nel sacchetto della felicità, starà lì e ci verrà in aiuto nei momenti più difficili