martedì 26 agosto 2008

ANZIANO PENSIERO



Ascensore…
Sale con noi una ragazza cinese, non troppo bella, ma vestita bene, truccata, profumava di profumo e non di alghe, portava con se un piccolo pacchetto di dolciumi, quelli del Moon Festival, ed un meraviglioso mazzo di fiori…
Anziano la guarda un po’ perplesso…
“…hai visto…”
“…si ho visto, e allora…”
Continuava a scrutarla sospettoso, ma sicuro di non essere capito, con il sorriso sulle labbra, mi dice:
“…allora…allora…è ben vestita, si sente un buon odore, ha i dolcini, ha i fiori, quella li deve averla combinata veramente sporca…”.
Ci ho messo un bel pò a spiegargli che magari andava a trovare i suoi genitori, o che magari, lei e il fidanzato festeggiavano un occasione speciale, la risposta è stata..
"A me, quella la, non mi convince, neanche un pò...".

Piccoli uomini crescono!

lunedì 25 agosto 2008

TONGLI



Tongli
Tongli, è uno squarcio di Cina antica, un vecchio villaggio, che avrebbe un fascino veramente forte, ed in certi punti riesce a mantenerlo, purtroppo negli ultimi anni è diventato fortemente turistico, ed è stato inserito in quasi tutti i tour che prevedono tra gli itinerari anche la città di Suzhou.
 Ha ottenuto numerosi i riconoscimenti, nel 1982 è stato incluso nella lista dei siti protetti ( unico nella regione del Jiangsu ), nel 1995 è incluso della prima lista di siti storici e culturali della regione, dal 2000 uno dei suoi giardini, il Tuisi ( Ritiro e Meditazione ), figura nella lista del patrimonio culturale mondiale.  Nei vicoletti, sui canali e nelle sue dimore storiche sono stati girati numerosi film e fiction.
Tongli

Tongli rispecchia perfettamente lo stile architettonico delle antiche dinastie, 
 ed  ha ospitato molti nobili e famiglie importanti dell'aristocrazia cinese, pittori, poeti, studiosi Confuciani e ufficiali governativi, i quali hanno lasciato in eredità a questo splendido borgo, magnifiche residenze e spettacolari giardini.
Noi abbiamo pagato un biglietto di ingresso da 80 yuan (8euro) per accedere alla città, ma forse solo perchè eravamo europei, non mi è sembrato che gli asiatici lo pagassero, ci sono moltissime bancarelle di souvenirs (carissimi) e piccoli ristorantini che permettono ai turisti, molto coraggiosi e ben vaccinati, di degustare la cucina tipica, ma credetemi il livello di igiene e veramente bassissimo, e non si sentivano profumi invitanti.
Tongli ha molti ponti 49 in tutto, collegamenti vitali tra le differenti parti della città, si differenziano, oltre che da diversi nomi, da svariati stili architettonici. Nonostante le sue ridotte dimensioni, uno dei più importanti è il Ponte Taiping ( Pace e Tranquillità ), costruito durante il regno dell'Imperatore Qing Jiaqing. molto bello, il Ponte Jili ( Fortuna ) e il Ponte Changqing ( Ponte Duraturo ).  Questa tre ponti sono nella credenza popolare,  il simbolo di fortuna e prosperità; proprio per questo durante i banchetti di nozze, spesso gli sposi si assentano per andare a passeggiare sui Ponti della Fortuna.
Il ponte più antico è il Siben ( Che Riflette L'Origine ), costruito durante la dinastia Song, mentre il più piccolo è il Dubu ( Passo singolo ), lungo un metro e mezzo e largo meno di uno. 
Tongli

Le case tradizionali risalgono ad un arco di tempo che va dalla dinastia Ming alla dinastia Qing,  le casette sorgono su entrambe le rive dei canali,  entrando in queste casette, si ha l'impressione di trovarsi in un labirinto dopo stretti e bui corridoi ci si ritrova in stupendi giardini, splendidamente fioriti in tutti mesi dell'anno .
Il più importante tra i giardini, il Tuisi, fu costruito da un ufficiale in pensione, Ren Lansheng, tra il 1885 e il 1887, ed è sicuramente il più spettacolare di Tongli, ricco di fontane, chioschi, verande, e piccoli ponti, ma anche di numerosi alberi e coloratissimi ed elegantissimi fiori, stupendi in ogni stagione . Il nome, Ritiro e Riflessione, deriva da un detto di Zuo Qiuming ( dinastia Zhou 770 AC -- 221 DC )
"Sii leale all'Imperatore durante la tua carriera da ufficiale; sii riflessivo sui tuoi errori quando non sarai più un ufficiale".
 
Il tutto è rovinato dall'aria fortemente turistica che si respira, i venditori insistenti si fermano solo quando gli dici che non sei un turista, ed i prezzi scendono di un 40%, dopo che hanno visto il permesso di residenza, purtroppo solo verso sera siamo riusciti a goderci il riflesso delle lanterne rosse nel fiume.

Ho trovato però un ottima parrucchiera...
La parrucchiera


 

LIBERTÀ






La mia libertà è durata poco, solo qualche giorno, giusto un’illusione, uno spiraglio di colore, una boccata d’aria tra le grigie nuvole.
Mi era molto cara la mia libertà, anche se vi confesso che mi aspettavo che da un momento all’altro potesse essermi tolta, ne ho goduto, ho saltellato qua e la come una ragazzina al Luna park, riempiendomi gli occhi di preziose parole, e di diari romantici, e durato poco, ma ho saputo cosa vuol dire,  gioisco di questo.
Molti vivono senza libertà dall’inizio alla fine dei loro giorni, molti sanno che esiste e ne hanno un concetto strano, legato  solo alla materia, tanti altri come me, sanno che c’è e la apprezzano, ne vivono ogni attimo, e si rendono conto che potrebbe esserti tolta.
Sono molte le cose che possono togliertela, una malattia, un cattivo matrimonio, una pessima classe politica, e la chiusura dei pensieri in schemi predisposti da qualcun altro.
Mi hanno relegato in una gabbietta, ma tra una sbarra e l’altra si può guardar fuori, con pensieri liberi si può fuggire, l’importante è sapere che fuori dalla gabbia c’è qualcosa per cui valga la pena.
Prima o poi riuscirò ad evadere, a trovare una falla in questo sistema e rivedrete il mio profilo che dolcemente si fonde con quello di Anziano…aspettatemi tornerò a leggerVi ancora.

giovedì 21 agosto 2008

IL SOGNO DI NOI STESSE









Il sogno di noi stesse…

“La vera autenticità non sta nell’essere come si è, ma nel riuscire a somigliare al sogno che si ha di se stesse.”
Pedro Almodovar

Il sogno di noi stesse…

Il sogno di noi stesse…

Il sogno di noi stesse, ce lo abbiamo nella testa fin da bambine, qualcuna di noi lo respinge, perché non è quello che vogliono mamma è papa, ma noi sappiamo quello che vorremmo essere, e questa certezza ci fa vivere portando avanti delle scelte piuttosto che altre.
Ci scontriamo con il mondo e con le convenzioni, ma noi saremo sempre noi stesse, qualsiasi cosa la vita ci porterà a fare, avremo sempre ben presente il sogno che avevamo di noi stesse.
Certo ci saranno i compromessi e qualcuna di noi, si guarderà alle spalle pensando che è tutto sbagliato, che la vita è stata poco clemente, ma il sogno di noi stesse resta.
Io da bambina sognavo di fare la mamma, non avevo sogni epici, anche se ogni tanto mi immaginavo veterinario, o maestra, o addirittura marinaio cose molto distanti a pensarci oggi, ma il sogno vero, era fare la mamma.
Volevo anche scrivere, ma un romanzo nel cassetto ce lo hanno in molti.
Il sogno di me stessa… il sogno di me stessa si è realizzato, sono una madre, magari non così perfetta e paziente come mi immaginavo, ma ci sono, e soprattutto ci sono i miei figli, anche loro non così bravi ed educati come li immaginavo, ma ci sono.
Oggi mi rivedo nel sogno che avevo di me stessa, i contorni sono più netti e le necessità più concrete, non pensate che fare la madre sia un sogno di facile realizzazione, ci vuole fatica ed impegno, non ci vorrà una laurea, ma vi assicuro che la lotta è quotidiana, la  famiglia è alla base di tutto, la condivisione è il collante, ed i figli sono i futuri uomini di domani, e le madri, tutte le madri hanno una grande responsabilità in questo.
Essere madre per me è stata una bella sfida, non è stato facile, ma sono fortunata, il compagno della mia vita è per me la forza, vi svelo ancora un segreto da bambina lo immaginavo proprio così, lo so, biondo/occhi azzurri ricorda molto Cenerentola…ma che ci volete fare sono una Mamma romantica…





http://www.ariberti.it/andando_oltre/2005/klimt_tre_eta_donna.jpg




....questo è per Alem, così piace molto anche a me, ma il primo piano sulla giovane madre lo trovo meraviglioso...

mercoledì 20 agosto 2008

SCUOLA



I bambini golosi ieri sono andati per la prima volta nella loro nuova scuola, dovevano sostenere un test di piazzamento, (brutta parola piazzamento), con molta tranquillità hanno seguito i loro insegnanti, con i quali hanno sostenuto una breve conversazione in inglese...
Principessa è tornata dopo cinque minuti...
"...allora..."
"...ci ho messo tanto tempo, ma alla fine credo che abbia capito che non parlo inglese..."
...cominciamo bene...
Anziano dopo un quarto d'ora ancora non arrivava...
"...Big ma perchè Anziano non arriva..."
"...ma lo sai che è logorroico..."
"...si ma mi rendo anche conto che nemmeno lui parla inglese..."
"...si farà capire non preoccuparti..."
Dopo venti minuti arriva Anziano, il suo insegnante ci dice che il ragazzo non parla molto bene l'inglese, ma che si è fatto capire, sicuramente in un paio di settimane lo avvrebbe parlato fluentemente...
"Anziano cosa ti ha chiesto il Prof."
"Niente di particolare, abbiamo fatto quattro chiacchiere..."
Bene, cominciamo molto Bene. AIUTO!

DENTISTA



Mammagolosa ha avuto bisogno del dentista...

Una subdola carietta si è insinuata nel mio molare, ed ha fatto saltare via un pezzettino di dente, quindi sono stata costretta a cercarmimi  un dentista.
Solo il caso e la buona sorta mi hanno fatto scegliere uno studio piuttosto che un altro.
Entro nella sala d'attesa di questo dottore, sperando di farmi capire nel mio modestissimo inglese.
"...ho una carie, non mi fa male in questo momento, avrei bisogno di un appuntamento..."
"Il dottore ti può ricevere alle 18.00, va bene?"
Va bene, va benissimo, fantastico non devo aspettare neanche un giorno, stasera stessa riavrò il mio dentino, riparato, lucido, come nuovo.
Alle 18.00 mi ripresento, con due, i più piccoli, dei ragazzi golosi, che si sono messi giocare in un super attrezzato angolo bimbi, io sono stata accompagnata in un pulitissimo e modernissino studio dove il dottore mi ha chiesto qual'era il problema, in seguito mi ha fatto una radiografia panoramica e una del dente incriminato.
Dopo un pò di confusione, generata soprattutto dal mio pessimo inglese, e dal mio panico da dentista, ha cominciato ad operare, come prima cosa mi ha dato una specie di lecca-lecca alla fragola, che mi ha dolcemente anestetizzato la bocca, mi hanno coperto con una morbida trapuntina celeste,  poi mentre lui mi faceva l'anestesia, l'infermiera mi massaggiava lentamente le braccia e la testa, dicendomi di tenere gli occhi chiusi e di stare tranquilla.
Non ho sentito nessun dolore, il dottore è stato veramente bravo e meticoloso, sicuramente la qualità dei materiali non sarà buona come in Italia, ma l'approccio con il paziente è sicuramente migliore.
L'esperienza con il dentista è stata a mio giudizio molto positiva, è confortante sapere che posso andare dal dentista a 10.000 km da casa, senza paura.

giovedì 14 agosto 2008

BOULE DE NEIGE



Nessuno di noi conosce fino infondo le persone che ci sono vicine, ognuno di noi ha un suo angolino “misterioso”, e quell’angolo va rispettato, qualcuno non crede che possa esistere e lo scopre troppo tardi.

Dietro i  tanti libri riposti in bell’ordine sulle mensole, un giorno, in cui aveva trovato la forza di sistemare le cose dell’uomo che aveva diviso con lei la vita, e che se ne era andato all’improvviso, troppo in fretta, senza che lei se ne potesse rendere conto, una vita intera era scappata via da quell’uomo, in un lampo, qualche secondo e lui non c’era più.

Si ritrovò da sola nella loro casa, senza neanche la forza di aprire alcune porte, le sue porte, i primi tempi passarono nel dolore e nello sgomento, cercando conforto nella filosofia e nella religione, e infine nella famiglia, i figli ed i nipoti, lui avrebbe vissuto per sempre attraverso di loro.

Un giorno riuscì ad aprire una di quelle porte, per occuparsi dell’ingrato compito di sistemare le sue “cose”, quelle cose che restano oltre la morte, le cose che sopravvivono, cosa tenere, cosa regalare, toccare quelle cose dopo di lui, la facevano sentire un po’ fuori posto, quello era il suo spazio, e lui non voleva che lei riordinasse quella stanza, anche se lei ogni tanto entrava a spolverare velocemente, lui se ne accorgeva, ma faceva finta di niente.

I suoi libri, i suoi amati libri, anche a quelli doveva essere data una nuova dimora, lei in quella casa, da sola, non ci voleva stare, i suoi libri dovevano essere impacchettati, nel prendere i primi volumi per riporli negli enormi scatoloni, si accorse che dietro i libri, luccicava qualcosa, qualcosa che rifletteva la luce invernale che entrava dalla finestra, lentamente i libri finivano nello scatolone, rivelando una piacevole sorpresa, dietro ogni fila di libri, che lei ormai buttava sul pavimento in modo quasi convulso, suo marito aveva nascosto per anni, delle palle di neve, le “boule de neige”, quei piccoli meravigliosi mondi racchiusi, in una sfera di vetro, tanti piccoli paesaggi, Londra, Parigi, Shanghai, Mosca, New York, Amsterdam, Tokyo, Madrid, ma anche città italiane, tutti luoghi in cui era stato per lavoro, souvenir comprati in aeroporto, e nascosti in valigia, e poi nuovamente nascosti dietro i preziosi ed intoccabili libri.

Erano decine, tantissime erano con i paesaggi, ma altre con  Babbo Natale sotto copiose nevicate, alcune avevano un carrillion, altre delle lucine, alcune con teneri orsetti, altre con i Taxi newyorkesi, altre ancora con funghetti, fate, pinete, delfini, piramidi, altre ancora con i taxi londinesi, sirene e troll.

Un mondo intero dietro i suoi libri, come non si fosse accorta in tanti anni di questa collezione restava un mistero, rispettava i suoi spazi, ed era stata in quella stanza sempre sentendosi un po’ fuori posto, era l’ufficio domestico in cui si chiudeva per le telefonate importanti, per il lavoro che si portava anche a casa, non bisognava bussare per entrare, ma quando si chiudeva lì voleva essere lasciato tranquillo.

Immaginava suo marito, in giacca e cravatta, che sceglieva la sua palla di neve, in uno dei tanti aeroporti in cui era passato per lavoro, che parlava con la commessa chiedendole di imballarla bene, magari diceva che era un regalo per i figli, e poi il piccolo mondo innevato, arrivava a casa, e veniva nascosto, perché nasconderle? Lei si chiedeva questo, perché non avevano condiviso quei paesaggi?

La prima boule della collezione, forse era proprio per lei, e poi non aveva avuto il coraggio di donargliela, come se quel dono fosse stato troppo frivolo, per l’uomo che era, per l’immagine che si era costruito, ma lei sapeva che lui volava con la fantasia oltre i vetri dell’ufficio, oltre lo schermo del computer, che quello che veramente amava del suo lavoro, era la possibilità di viaggiare, di guardare tante realtà lontane dalla loro, di guardare negli occhi persone tanto diverse tra loro.

In quelle boule si portava a casa un pezzetto di quei paesaggi, guardando attraverso quelle sfere continuava a viaggiare, forse voleva realmente donargliele, e poi è mancato il coraggio di condividere una frivolezza, un pensiero semplice.

Le boule erano tante, alcune molto belle, lavori artistici di grande pregio, altre, forse le prime della collezione, piccole, in plastica, lavori dozzinali da negozietto di souvenir, quelle le avrebbe tenute lei, erano forse le più preziose, ci avrebbe guardato dentro ed immaginato le storie che poteva immaginare lui, le altre le avrebbe regalate ai figli, raccontandogli anche una bella, bellissima storia, un’eredità inaspettata, un angolo di tenerezza nascosto da libroni “pesanti”, una tenerezza che non aveva avuto la forza di essere condivisa.

mercoledì 13 agosto 2008

PISCINA E SENSO DI PROPRIETÀ



I ragazzi golosi mi hanno convinto ad andare in un parco giochi acquatico, sono partita convinta di potermi regalare qualche momento in compagnia della mia rivista preferita, che mi è arrivata dall'italia.
La piscina era colma, stracolma di cinesi in tenuta da bagno, che consiste in un grande salvagente colorato, un costume molto "intero", e sopra anche una camicia bianca, perchè il sole proprio non lo sopportano.
I ragazzi golosi sono partiti per le loro avventure, ed io sono rimasta in balia dei vicini di sdraio cinesi, mi sono messa in un angolino, sperando di passare inosservata, mi sono anche tenuta la maglietta, ma nulla di tutto ciò è servito a scoraggiare i loro approcci, sono riusciti a scovarmi anche dietro i miei magnifici occhiali da sole a "farfalla".
Sono stata bombardata dalle domande, avevo veramente troppi figli ai loro occhi, una famiglia di Laowai così numerosa è una rarità.
Appena mi allontanavo, per il "controllo bambini", dalla mia sdraio che lasciavo occupata dall'asciugamano, giornale, bibita e giochini vari, la ritrovavo occupata da un cinese che usava la mia asciugamano e leggeva la mia rivista, la mia preziosa rivista, quella arrivata dall'Italia, la preziosissima rivista aspettata da mesi...ogni volta dovevo riappropriarmene, e far spostare il cinese dalla mia sdraio...i codici di comportamento sono lontanissimi dai nostri, lasciare qualcosa su una sedia in Italia significa....
"...questo posto è di qualcuno, adesso è occupato dalle sue cose, io non mi ci posso sedere..."
...in Cina significa...
"...questo posto è di qualcuno, adesso è occupato dalle sue cose, io intanto posso usare il suo posto e le sue cose, perchè se non c'è nessuno, vuol dire che in questo momento non servono...quanto poi tornerà restituirò tutto...e mi sposterò da qualche altra parte....lo spazio è prezioso e bisogna ottimizzare i tempi morti..."
Questo è un paese meraviglioso!  

lunedì 11 agosto 2008



Ieri da bravi tifosi volevamo vedere la partita dell'Italia, ma qua da noi era praticamente ora di cena, e da queste parti si cena presto.
I cinesi cenano presto ma anche tutti i tedeschi che lavorano alla Bosch non scherzano, sono gli unici occidentali che alle cinque e trenta sono già a casa, ed il sabato non lavorano mai.
Insomma, usciamo a cena diretti al "Sorrento"ristorante italiano, che avevamo visto pubblicizzato sul magazine mensile, dove scrivevano che le pizze erano buone, l'atmosfera da "...casa italiana..." con tanto di foto della nazionale azzurra alla parete.
Big esordisce dicendo che sicuramente avremmo visto la partita anche lì, al ristorante italiano ci sarebbe stato  un televisore sintonizzato sull'evento.
Io che seguo la vecchia filosofia..."...meglio mangiare male in un ristorante cinese, che in uno italiano..."...spendo di meno, e mi incazzo pure di meno, cercavo di scoraggiare questa sua intenzione.
Alla fine ho ceduto alla sua voglia di pizza...ovviamente di italiani neanche l'ombra, di partita italiana neanche l'ombra, anche perchè la Cina giocava alla stessa ora...
Sintesi della serata, abbiamo mangiato una pessima pizza, non abbiamo visto la partita, inoltre ci siamo trovati attorniati da tifoseria cinese, anche se non erano ne rumorosi nè arrabbiati, riescono ad essere Zen anche quando perdono...
Tutte le Tv di questo paese...nei taxi, al market, nei locali, sull'autobus, anche i maxischermi sui palazzoni...tutti sono sintonizzati sui Giochi, dall'alba al tramonto.

sabato 9 agosto 2008

IL POPOLO




 Oggi invece di scrivere di Cina e di Olimpiadi…scriverei di cinesi…del grande popolo cinese, un quarto della popolazione mondiale.
Fino a vent’anni fa questo paese era quasi completamente rurale, in vent’anni si sono costruite strade, palazzi, e migliaia di cinesi hanno preso la patente, anche per questo motivo le strade ed i tassisti (come ho già scritto) sono veramente pericolosi.
Negli ultimi vent’anni i cinesi hanno cominciato ha veder demolite le loro case tradizionali, le sihe yuan, quelle con il cortile interno che ospitavano tutte le attività domestiche, le quali si sono trasferite sui marciapiedi, i piccoli appartamenti in cui queste persone sono state ricollocate non avevano il posto per poter svolgere le tradizionali attività quotidiane.
Quindi, tutta una serie di comportamenti che lasciano perplesso l’occhio occidentale, non sono altro che un adeguarsi al nuovo modo di vivere.
Capita di vedere dei cinesi che vanno in giro in pigiama, ma non sto parlando nei paesini, parlo anche di Shanghai, o comunque di grandi città, la domenica mattina se vi capiterà di andare al Market, tanti cinesi, saranno in pigiama, questo perché gli appartamenti ospitavano tante persone e spesso non c’era la possibilità immediata di cambiarsi o lavarsi, adesso è un modo per “stare comodi”, nonostante ci siano state tante campagne “antipigiama”, questa abitudine non si riesce a sradicarla.
Sui marciapiedi, si mangia, si cucina, ci si taglia i capelli, ci si fa pulire le scarpe o massaggiare i piedi, gli anziani che non hanno più i loro cortili vi svolgono le attività tradizionali.
Può capitare di vederli giocare a scacchi o mah-jong, scambiarsi consigli sull’allevamento dei grilli o dei tordi, ma anche gli spazi sui marciapiedi sono sempre di meno, la Cina vuole darsi un volto da capitale moderna eliminando delle abitudini poco “eleganti”, la municipalità sta cercando di sgomberare anche i marciapiedi da queste attività, cosa comunque di non facile attuazione.
Gli spazi di reale espressione sono sempre più ridotti, ma questi anziani signori sanno perfettamente come aggirare il problema.
Si spostano un po’ più in là, nei parchi, dove praticano il Tajji quan, con movimenti lenti ed armonici, capita di vederli camminare all’indietro, mi hanno spiegato che camminare all’indietro a piccoli passi migliora l’equilibrio, oppure si riuniscono ad ore prestabilite e ballano tutti insieme a ritmo di musica.
Gli uccelli, che non possono essere più appesi nel cortile di casa vengono appesi nei parchi, ed i calligrafi, a cui ormai è vietato scrivere per strada, continuano a farlo intingendo il pennello nell’acqua, il segno scompare subito, ma probabilmente la loro soddisfazione è la stessa.
Nei parchi si costruiscono gli aquiloni, i cestini per ospitare i grilli, e naturalmente si mangia: la frutta, le pannocchie, le patate dolci, e gli spiedini.
Il cortile interno, una volta protetto dai menshen, divinità delle porte, si è semplicemente ampliato, l’ostacolo è stato aggirato, il mondo interno, il privato, è uscito allo scoperto, e gli occidentali non possono far altro che prenderne atto.



venerdì 8 agosto 2008

ARIA OLIMPICA




C'è aria di festa, oggi, i fuochi artificiali rimbombano da stamani all'alba, riempiendo l'aria di fumo acre, oggi è un giorno estremamente fortunato per la numerologia cinese, oggi nasceranno tantissimi bambini, i reparti di maternità sono stati ampliati per questo scopo, ci sarà tanto da fare stasera le ostestriche saranno impegnatissime e non potranno godersi la cerimonia di apertura. Il numero otto "ba" ha una forma che ricorda la pienezza, inoltre fa rima con "fa", il carattere cinese di ricchezza.
Si respira aria di finale, si chiedono permessi dal lavoro, si cerca di essere a casa per l'ora fatidica, ed intanto nell'aria rimbombano i fuochi artificiali...vedremo...

giovedì 7 agosto 2008

OLIMPIADI





Un post sulle olimpiadi da me  che sono qui in Cina è quasi d'obbligo...
vorrei eliminare da questo contesto il gioco del giusto o dello sbagliato, vorrei evitare di cadere in polemiche che non mi competono, e che riguardano probabilmente solo i "grandi", se un errore è stato fatto, è stato al principio di tutta la storia, quando si è deciso che i giochi olimpici del 2008 si sarebbero svolti a Pechino, che già una volta ne aveva chiesto l'assegnazione.
I Giochi si svolgeranno a Pechino, è un dato di fatto, prendiamo atto di questa decisione, sicuramente discutibile, e cominciamo a guardare oltre.
Oltre i "grandi" ci sono i piccoli, c'è la gente comune che ha cominciato a studiare l'inglese per fare i volontari durante i giochi, ci sono i tassisti che hanno dovuto imparare almeno, cento frasi in cinese, per lavorare durante i giochi, ci sono quelli che non sputano più per terra, e quelli che stanno imparando a mettersi in fila, c'è la Pechino delle targhe alterne, ci sono schiere di cinesi orgogliosi che non vogliono far perdere la faccia al loro Paese.
Poi ci sono gli atleti, che aldilà delle polemiche, hanno lavorato, sudato, gioito e pianto, e che adesso sono ad un passo dall'inizio di questa tormentata avventura, guardiamo le olimpiadi dal loro punto di vista, lasciamo perdere i governi ed i governanti.
L'errore c'è stato all'inizio dell'avventura, per motivi, che forse sono difficili da comprendere, un paese come la Cina è tutt'altro che adatto a questa manifestazione che da sempre rappresenta fratellanza e unione tra i popoli nel rispetto dei diritti di tutti, ma domani questo giochi inizieranno ed io insieme a tutta la famiglia golosa li seguiremo godendo  della spettacolo che gli atleti riusciranno a darci... 

lunedì 4 agosto 2008

SIAMO A SUZHOU



La Famiglia Golosa è approdata a Suzhou, i valigioni sono stati svuotati, e tutto ha trovato nuovamente posto…
Ci siamo subito scontrati con la cinesità della nostra Agente immobiliare, mi ero raccomandata che la casa fosse pulita al nostro arrivo,  siccome il pulito cinese è molto lontano dal pulito italiano, era come chiederle di dare una passata generale a tutto, giusto per entrare con le valigie e cominciare a cercare un posto per tutte le nostre cose, ovviamente quando siamo arrivati era tutto sporco, Big ha cominciato a discutere con l’agente...
“…in Italia quando sì da una parola bisogna mantenerla…”
“…ma io pensavo fosse meglio che venissero a pulire dopo che avevate sistemato i bagagli…”
“…certo…logico…mia moglie le cose le mette negli armadi pieni di polvere, non avete la minima idea di cosa vuol dire pulito…”
…i toni cominciavano ad essere abbastanza pesanti e la ragazza dell’agenzia ascoltava Big quasi impaurita, per terminare la discussione le ho chiesto di chiamare subito qualcuno per cominciare a pulire almeno la cucina…
“…chiamo per lei una Ayi professionista, molto brava che lavora per tanti espatriati…”
Dopo mezz’ora arriva la simpatica signora, le danno 150yuan (15euro), con i quali lei doveva comprarsi anche gli strumenti per pulire, non si perde di coraggio e torna indietro con due canovacci in spugna, io vedendo Big sempre più agitato, continuavo a chiedere all’agente, ma l’aspirapolvere, i detersivi, e lei continuava a dirmi che era una professionista, di andare fuori per il pranzo che al nostro ritorno avremmo trovato tutto a posto….
Dopo pranzo rientro con la speranza di riuscire a sistemare un po’ di cose negli armadi….ritrovo la poverina che con quei due canovacci stava pulendo tutto senza detersivo e senza aspirapolvere, fortunatamente Big era tornato a Changshu per recuperare le ultime cose, così lei ha finito a suo modo di pulire casa, rendendola almeno calpestabile, e vi dirò che i sei ore e due straccetti è riuscita a fare quasi un miracolo…domenica mi sono pulita tutto per bene, ho appeso le mie presine in cucina e sto finalmente preparando la mia prima ricotta Suzhouese….

LA PRIMA NOTTE



Famiglia Golosa ha vissuto fino a questo momento in un appartamento arredato con i mobili Ikea, dalle sedie ai materassi, tutto comprato all’Ikea, quindi non avevamo sperimentato l’effetto terapeutico  dei materassi cinesi.
I materassi cinesi sono “speciali”…come quasi tutto da queste parti, per immaginare un materasso cinese, bisogna pensare ad un blocco di legno ricoperto da un trapuntino colorato che gli conferisce l’aspetto di materasso, in realtà è come dormire per terra, non ha molle, non ha lana, non ha lattice e ripieno di una specie di segatura pressata...
…abbiamo provato anche a girarlo sperando in un lato più morbido che in realtà non esiste, non capisco come possano dormire su quei blocchi di legno.
La prima notte nella casa nuova io l’ho passata sul divano, a turno con Big che provava a dormire a letto…
 ”…io ho fatto il militare…è un po’ scomodo, ma si può dormire…” questo verso mezzanotte…
“….mi lasci dormire con te sul divano…” questo alle tre di notte…
…quindi abbiamo dormito un po’ incastrati sul divano, poi alla fine ho ceduto il mio posto a lui, ho unito le due poltrone ed ho cercato di dormire… per colazione, ci siamo concessi un paio di bustine di Aulin a testa, ma anche cappuccino e brioches, nel "vero" bar sottocasa,  la nottataccia è scivolata via in un lampo.
Domenica mattina, siamo stati al market ed abbiamo comprato dei trapuntini spessi, che anche loro usano appoggiati su questi materassi durissimi…ne abbiamo comprati quattro per noi, e un paio per i bambini che comunque non si erano lamentati, adesso sembra di dormire nel letto della “Principessa sul pisello”, ma almeno stanotte abbiamo riposato molto meglio, ci sentivamo un po’ sospesi, ma abbiamo dormito.

AGENTI IMMOBILIARI



Gli agenti immobiliari da queste parti fanno veramente un brutto lavoro, specialmente quelli che lavorano per gli espatriati, e soprattutto per gli espatriati asiatici, gli europei sono piuttosto educati, ma gli asiatici riescono a renderti la vita impossibile.
Essendo la lingua uno scoglio a volte insormontabile anche per la vecchia storia dei rigidi e contorti schemi mentali, gli agenti immobiliari si occupano di una serie di incombenze, che non sfiorano neanche la mente di un agente immobiliare italiano.
Ti accompagnano a pagare le utenze, ti mandano l’ingegnere per la connessione ad internet, la signora per le pulizie, ti accompagnano a comprare quello che ti manca in casa, il loro cellulare è attivo 24 ore al giorno, e ci tengono a sottolinearlo.
Ti fanno fare il giro dei posti più frequentati dagli expat,ristoranti, piscina, palestra, centro Yoga, Spa, e tutto quello che può rendere la tua permanenza più piacevole possibile.
Inoltre, fanno da traduttore con tutti i vari ingegneri che non parlano cinese…ti spediscono delle mail, per chiederti se tutto va bene, e si ricordano sempre di lasciare un saluto ai due “lovely child”…la nostra agente si è offerta anche di accompagnare la Principessa al negozio di animali…cosa realmente pericolosa anche per il più temerario degli agenti immobiliari.
La Principessa può diventare incontrollabile rischi di trovartela a nuotare nell’acquario insieme ai pesci rossi…