martedì 2 dicembre 2008

CALDO NATALE


Nonostante i mercatini di beneficenza, e le accensione dei vari alberi nei vari grandi alberghi, nonostrante le renne ed i caffè alla nocciola di Starbucks, fa ancora troppo caldo per sentire veramente il Natale, la mattina basta una felpa, e durante il giorno un maglioncino è più che sufficiente.
L'aria natalizia non c'è, non ci sono gli alberi (se non nelle vie commerciali), non c'è lo spirito di condivisione, non c'è l'idea che possa avverarsi anche quest'anno qualcosa di unico e di magico.
Forse, i ritmi frenetici del vivere cinese portano via gran parte della magia e della poesia del Natale, o forse questo clima di crisi mondiale non ti permette di godere della gioia fatta di piccole inutili cose, il futuro incerto e l'indole un pò pessimista di noi italiani fanno il resto.
Sto pensando con attenzione a tutti gli amici in Italia scegliendo per loro piccole cose, inutili ma bellisime, non vedo l'ora di impacchettare tutto e di metterlo sotto il nostro albero in Italia, ma ho anche paura di trovare un clima poco positivo.
Le notizie italiane sono sempre disastrose,  non mi permetto di sottovalutare il problema crisi, anche da qui si avverte un rallentamento, tanti espatriati stanno perfino tornando a casa, ma non c'è immobilità, nè terrorismo psicologico, come traspare dalle notizie italiane, nessuno tende a sottovalutare il problema, il problema c'è ed è tristemente reale,  ma qui si respira un rallentamento non una pausa, ne tantomeno un congelamento in attesa di tempi migliori.
Tutti continuano a lavorare, a muoversi, ma soprattutto a progettare e a costruire, è consolante vedere progetti realizzati o da realizzare, idee e cose da fare, consolano e danno sicurezza, forse il tutto ripartirà proprio dai paesi asiatici, o forse no...non sono un economista, ma credo che l'immobilità non faccia bene a nessuno, ne tantomeno l'allarmismo o il terrorismo dei nostri giornalisti.
Speriamo che il tutto passi il più in fretta possibile, e che soprattutto ci insegni a guardare oltre, all'essenza delle cose, e non solo all'apparenza, è nei momenti di difficoltà che l'uomo da il meglio di sè, che reinventa se stesso, spero che questo Natale di crisi ci rimetta in gioco  ci apra la mente verso nuovi orizzonti.

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