giovedì 6 novembre 2008

CINA QUOTIDIANA



A qualcuno che non vive stabilmente in Cina può sorgere spontanea la domanda
"Ma come passerano il tempo le Expat?"
Credo di poter parlare a nome di tante di noi, dicendo che il nostro grande problema è farsi capire.
Ogni piccola cosa diventa un'Odissea, una storia infinita, comprare i beni primari è un'impresa ardua, entrare in un supermercato cinese ed uscirne con qualcosa che assomiglia alla lista che ti eri prefissata e già una buona cosa, e che comunque ti provoca uno stress fisico e psicologico degno dei nostri periodi Natalizi.
Credo che, forse, se io arrivassi da New York tutto mi sembrerebbe normale, ma venendo da un piccolo paesello alla confusione non sono abituata.
Qui è come uscire ogni giorno in periodo pre natalizio, i centri commerciali stracolmi di gente, le strade intasate di macchine.
La vita quotidiana, le incombenze domestiche, sono complicatissime, farsi capire ed ottenere quello che si vuole, un'impresa ardua.
Cervavo una rubrica per Anziano, ne aveva bisogno per scrivere le "parole difficili" in Inglese, non l'ho ancora trovata, mi è stato risposto che loro non hanno le lettere, e quindi di una rubrica non hanno bisogno, sicuramente la troverò a Shanghai, ma qui a Suzhou non c'è.
Cercavo un cucchiaino morbido, tipo di silicone per un'amica che deve cominciare lo svezzamento, ho trovato solo mini bacchette, ma di cucchiaini neanche l'ombra, siamo finite in un negozio all'interno di un ospedale e solo lì l'abbiamo trovato.
Da noi basta uscire è andare alla Chicco, o anche solo al supermercato.
Le giornate si complicano strada facendo...

Ieri mi ero prefissata una tabella di marcia non troppo serrata, ormai sò che i tempi si dilatano, e quindi mi lascio del tempo tra una cosa e l'altra, mi sono fermata a fare un prelievo al Bancomat...digito il codice ed il bancomat mi "mangia" la cartina, con la pazienza che ormai mi contraddistingue entro in banca sperando che qualcuno parli inglese.
Fortunatamente, una ragazza parlava un discreto inglese...
"Il bancomat mi ha preso la carta...."
"Hai sbagliato il codice..."
"No veramente no, deve esserci qualcosa che non va nel vostro sportello!"
"Succede solo se si sbaglia il codice..."
"Non ho sbagliato il codice, non so perchè io l'ho digitato non mi ha detto che era sbagliato, l'ha solo mangiata..."
"Hai sbagliato il codice..."
"Ok...ho sbagliato il codice, ma la carta è mia, sono solo occidentale e anche un pò stordita, devo proprio aver sbagliato il codice..."
Nel frattempo si avvicina a noi un usciere, e con la solita discrezione che li contraddistingue, comincia a parlare in cinese con l'impiegata...
"Da dove vieni..." mi chiede l'impiegata su suggerimento dell'uscere...
"Dall'Italia" dico a lei "Dall'Italia..." dice lei all'uscere
L'uscere dice qualcosa a lei...
"Lui ama molto l'Italia..." mi dice...
"Uao!!!! Che bello...posso riavere la mia carta..."
L'uscere continua a dire qualcosa....
"Vuoi sentire una canzone in italiano..."
"Uao!!! Una canzone in italiano, magari dopo, posso riavere la mia carta?"
"Certo, certo la carta, dammi il passaporto!"
L'usciere continua a parlottare...
"Dice che Venezia è bellissima..."
"Grazie, effettivamente è davvero bella, posso avere la mia carta?"
L'usciere continua nel suo dialogo...
"A lui piace anche il calcio, vuoi sentire una canzone?"
"Veramente i vorrei la mia carta, ma se lui vuole cantare intanto che tu me la recuperi va bene lo ascolto volentieri..."
"Certo la carta...devi compilare questo!"
...ovviamente il modulo è tutto in cinese...
"Cosa devo scrivere e dove lo devo scrivere?".
L'impiegata gentilmente mi indica come compilare ed intanto l'uscere continuava a guardarmi speranzoso...
"Signorina, digli che mi canti questa canzone italiana!"
L'usciere galvanizzato dall'idea di avere un pubblico esperto alla sua esibizione di canzone italiana, si è schiarito la voce si è aggiustato la divisa, ed ha cominciato a cantare 'O Sole mio misto con Santa Lucia, lo ascoltato rapita, pensando che nessuno mi aveva mai cantato 'O Sole mio, e tantomento all'interno di una banca, intanto si era formato un capannello di persone ad ascoltare il tenoreusciere, alla fine ho applaudito, l'ho ringraziato, gli ho detto bello, bravo (in cinese)...
"Posso avere la mia carta, adesso!"
"Ti è piaciuta la canzone?"
"Bellissima, mi sono sentita come a casa...in banca noi cantiamo sempre, specialmente in questo periodo. Posso avere la mia carta, ho un pò fretta!"
"Si, adesso vado ad aprire lo sportello e la recupero!"
Mi lascia con l'uscieretenore, che continuava con le sue canzonette, e poi diceva cose senza senso in italiano...
" Piza...Venezia...Pavalotti...Calcio...Spaghetti...Tolle Pisa (inclinandosi con il corpo)..."
Finalmente dopo un pò ritorna l'impiegata con la mia carta, io saluto, faccio per uscire, ma l'usciere mi richiama, parlotta con l'impiegata...
"Vuole sapere se torni ancora qui, così lui ti può cantare nuove canzoni..."
"Certo che ritorno, la prossima volta lo porto a casa con me a mangiare la pizza!"
Lei traduce....
"Grazie, grazie, grazie...io amo l'Italia!"
"Ci vediamo presto!"

Allora, per concludere, "Cosa fanno le Expat tutto il giorno?".
Le Expat cercano di arrivare a sera, mantenendo un minimo di equilibrio mentale, facendo la gincana tra i tassisti pazzi, gli uscieri tenori, le lisavendicasa, gli ingengneri aggiustatutto, i vari work in progress, cercando di fare il pane e procurandosi i beni di prima necessità...credemi non è un mestiere facile fare l'espatriata!
 

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