sabato 9 agosto 2008

IL POPOLO




 Oggi invece di scrivere di Cina e di Olimpiadi…scriverei di cinesi…del grande popolo cinese, un quarto della popolazione mondiale.
Fino a vent’anni fa questo paese era quasi completamente rurale, in vent’anni si sono costruite strade, palazzi, e migliaia di cinesi hanno preso la patente, anche per questo motivo le strade ed i tassisti (come ho già scritto) sono veramente pericolosi.
Negli ultimi vent’anni i cinesi hanno cominciato ha veder demolite le loro case tradizionali, le sihe yuan, quelle con il cortile interno che ospitavano tutte le attività domestiche, le quali si sono trasferite sui marciapiedi, i piccoli appartamenti in cui queste persone sono state ricollocate non avevano il posto per poter svolgere le tradizionali attività quotidiane.
Quindi, tutta una serie di comportamenti che lasciano perplesso l’occhio occidentale, non sono altro che un adeguarsi al nuovo modo di vivere.
Capita di vedere dei cinesi che vanno in giro in pigiama, ma non sto parlando nei paesini, parlo anche di Shanghai, o comunque di grandi città, la domenica mattina se vi capiterà di andare al Market, tanti cinesi, saranno in pigiama, questo perché gli appartamenti ospitavano tante persone e spesso non c’era la possibilità immediata di cambiarsi o lavarsi, adesso è un modo per “stare comodi”, nonostante ci siano state tante campagne “antipigiama”, questa abitudine non si riesce a sradicarla.
Sui marciapiedi, si mangia, si cucina, ci si taglia i capelli, ci si fa pulire le scarpe o massaggiare i piedi, gli anziani che non hanno più i loro cortili vi svolgono le attività tradizionali.
Può capitare di vederli giocare a scacchi o mah-jong, scambiarsi consigli sull’allevamento dei grilli o dei tordi, ma anche gli spazi sui marciapiedi sono sempre di meno, la Cina vuole darsi un volto da capitale moderna eliminando delle abitudini poco “eleganti”, la municipalità sta cercando di sgomberare anche i marciapiedi da queste attività, cosa comunque di non facile attuazione.
Gli spazi di reale espressione sono sempre più ridotti, ma questi anziani signori sanno perfettamente come aggirare il problema.
Si spostano un po’ più in là, nei parchi, dove praticano il Tajji quan, con movimenti lenti ed armonici, capita di vederli camminare all’indietro, mi hanno spiegato che camminare all’indietro a piccoli passi migliora l’equilibrio, oppure si riuniscono ad ore prestabilite e ballano tutti insieme a ritmo di musica.
Gli uccelli, che non possono essere più appesi nel cortile di casa vengono appesi nei parchi, ed i calligrafi, a cui ormai è vietato scrivere per strada, continuano a farlo intingendo il pennello nell’acqua, il segno scompare subito, ma probabilmente la loro soddisfazione è la stessa.
Nei parchi si costruiscono gli aquiloni, i cestini per ospitare i grilli, e naturalmente si mangia: la frutta, le pannocchie, le patate dolci, e gli spiedini.
Il cortile interno, una volta protetto dai menshen, divinità delle porte, si è semplicemente ampliato, l’ostacolo è stato aggirato, il mondo interno, il privato, è uscito allo scoperto, e gli occidentali non possono far altro che prenderne atto.



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