mercoledì 30 luglio 2008

LA CODA DEL TIFONE




Il tifone Fung-Wong stà passando sulle nostre teste in queste ore, in realtà solo la coda del tifone, quindi temporaloni a secchiate e tantissimo vento, ieri un enorme nuvolone nero ha coperto il cielo, le nuvole si muovevano velocemente, e una volta trovato il loro posto nel cielo grigio hanno cominciato a lasciar cadere acqua a secchiate...comunque niente di grave, poco più di un temporale...i problemi in Cina sono ben altri...vi lascio questa notizia...i cyber poliziotti mi fanno molta paura...un giorno o l'altro busseranno anche alla mia porta...





PECHINO
Tutto era pronto ad accoglierli: ma le autorità cinesi che negli scorsi giorni hanno dato un caloroso benvenuto alla stampa straniera non hanno apparentemente considerato il "particolare" più importante, il libero accesso alle informazioni. La difficoltà ad aprire molti siti Internet e l’impossibilità di accedere ad altri sono subito diventate il tema caldo della stampa: a poco più di una settimana dall’apertura delle Olimpiadi, la Cina censura ancora i siti Internet scomodi. «Sappiamo che in Cina esiste la censura ma ci è stato promesso che la stampa straniera avrà la stessa libertà di accesso alle informazioni delle edizioni precedenti», ha affermato Gosper. «Condurremo indagini per verificare che niente ostacoli il lavoro della stampa straniera», ha aggiunto. Velocità della connessione compresa, perchè la lentezza del servizio è un altro problema denunciato da molti giornalisti (a sua volta probabilmente causato dai "controlli" da parte delle centinaia di migliaia di "cyber-poliziotti" attivi in Cina). Durante una conferenza stampa nel Main Press Center (Mpc), il responsabile per la comunicazione del comitato organizzatore delle Olimpiadi (Bocog), Sun Wenjia, ha negato che siano state poste in atto misure censorie e ha ricordato che alcuni siti web «potrebbero essere inaccessibili per proprie difficoltà tecniche». «Per quanto ne so, l’accesso a Internet non è un problema», ha risposto a un giornalista americano che ha raccontato di non essere riuscito ad aprire alcuni siti web come quello della BBC e dell’Apple daily, un quotidiano di Hong Kong critico verso il governo cinese.

Censurato il sito di Amnesty InternationalMa oggi sono risultati inutili anche i tentativi di accedere al sito di Amnesty International che ha pubblicato ieri un rapporto nel quale accusa la Cina di non avere mantenuto le promesse sui diritti umani, tradendo in questo modo i valori fondamentali dell’Olimpismo. Una "lista nera" di siti web contenenti informazioni "illegali e dannose", secondo le autorità, è stata recentemente pubblicata dal Centro cinese per i contenuti internet illegali (Ciirc) con l’obiettivo di creare «un ambiente Internet più sano». Non solo: la capitale cinese ha stretto un giro di vite su molte pubblicazioni in joint venture con partner occidentali o semplicemente dal "sapore" straniero, ordinando la chiusura di decine di siti Internet.

Il ministero degli esteri respinge le critiche
Pechino ha però subito respinto le critiche di aumento di violazioni dei diritti umani in vista delle Olimpiadi, apparse oggi nel rapporto dell’organizzazione Amnesty International. «Chi conosce la Cina non è d’accordo», ha affermato il portavoce del ministero degli Esteri Liu Jianchao. «Spero -ha aggiunto- che Amnesty International si levi le lenti distorte che porta da anni e guardi alla Cina in modo equo ed obiettivo». Pechino si oppone a chi «usa la questione dei diritti umani per interferire negli affari interni cinesi -ha detto ancora Liu- siamo contrari ad ignorare gli importanti sviluppi nella situazione dei diritti umani in Cina e agli attacchi alla Cina basati su voci e montature». Il dialogo sui diritti umani dovrebbe svolgersi «su una base di parità, mutuo rispetto e comprensione».
LA STAMPA.it

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