lunedì 19 maggio 2008

L'Oriente




LUNEDÌ, 19 MAGGIO 2008
L'ORIENTE
IL GIARDINO VECCHIO DI CHANGSHU
Da ragazzina ero molto affascinata dall'oriente, parole come yin e yang, parole come giardini zen, parole come bonsai, e meditazione, riempivano le mie giornate da ragazzina alternativa, gli anni 90 per me non sono stati gli anni della rinascita spirituale, ovviamente per una 16enne il significato è molto discutibile.
Dopo la morte di papà, la grave malattia di mamma ed il conseguente il trasferimento nel freddo nord, mi sono ritrovata a cercare la pace e l'equilibrio, che normalmente mi davano il sole ed il mare della mia città in qualcosa di esotico, e le discipline orientali mi hanno aiutato in questo. In camera mia gli incensi bruciavano incessantemente e la statuetta del Buddha pancione supervisionava sui miei studi.
L'incontro che però mi dimostrò definitivamente che l'oriente aveva fascino da vendere, fu quello con il padre di una mia compagna di scuola.
Quest'uomo, che nella vita faceva il muratore, aveva una passione, per la Cina, e per le sue usanze tradizionali.
Il giardino della sua villetta, era un vero e proprio giardino cinese, con i quattro elementi che lo distinguono, le rocce, l'acqua,  le piante e le costruzioni.
Il giardino cinese è una meravigliosa composizione in miniatura, che alterna bonsai, che in realtà in Cina si chiamano Penjing, che è l’arte di creare un paesaggio in miniatura, incastrati in concrezioni rocciose, con cascatelle d'acqua, pesciolini rossi, e padiglioni che offrivano riparo dal sole e dalla pioggia. Il termine bonsai è quindi utilizzato solo in Giappone. Questi giardini sono veramente spettacolari, secondo la filosofia taoista, la contemplazione della natura e la meditazione dovrebbero portare all'illuminazione, gli architetti dei giardini cinesi, usavano sempre i quattro elementi. Mescolando insieme questi elementi sono riusciti a creare delle vere opere d'arte...quasi tutto ha un valore simbolico, il fior di loto, per esempio indica la purezza, perchè riesce a germogliare nel fango, il bambù la decisione perchè e difficile da spezzare, e poi ci sono sempre centinaia di pesci rossi sotto ogni ponticello che sono simboli di fortuna. La forza e la tenacia di questi mini alberi mi lasciava perplessa e stupita allo stesso tempo, la tortuosità dei rami, che in natura si ergevano fieri e svettanti, costretti dal filo di rame in pose strane, frutto di anni di sapienti potature, e di radici costrette in minuscoli vasi, tutto questo solo per rendere piacevole la vista all'uomo, anche lui aveva le gabbiette con gli usignoli che in estate penzolavano ai rami degli alberi alti, e con il loro cinguettare riempivano l'aria di una soave e leggera felicità, la vera felicità zen, quella che viene esattamente dal centro di te stesso, che non ha bisogno di cose per realizzarsi ma solo di sensazioni piacevoli e positive, tutto questo lo ritrovavo nel giardino della mia amica, i pomeriggi passati con lei ma soprattutto con il suo giardino hanno
riempito la mia fase introspettiva.
Suo padre che era il mio compagno preferito, in realtà, nel suo essere una persona semplice riusciva farmi gioire di cose banali, i nuovi germogli, i nuovi giochi d'acqua, o del suono delle campane a vento, e dei sempre più colorati pesciolini del laghetto.
Sapeva anche cucinare cantonese, e mi ha iniziato a dei meravigliosi spaghetti di soia, oltre che al galateo della tavola cinese.
Si pasteggia con il te verde, perchè è quello che maggiormente stimola la digestione, le portate non hanno un ordine preciso, e diventa tutto molto conviviale si può assaggiare una pietanza, anche se non la si ha personalmente ordinata.
In Italia ho sempre frequentato il ristorante cinese, sempre lo stesso da anni, ci andavamo da fidanzatini io e Big, sempre la stessa famiglia, la stessa gestione da almeno quindici anni, e che ancora oggi non hanno imparato nulla di Italiano a parte il minimo indispensabile, persone che non si sono affatto stupite della nostra partenza per Shanghai, ci vedono maneggiare con sicurezza le bacchette da anni e anni.
Purtroppo però, involtini primavera e ravioli al vapore, buoni come in Italia non ne ho ancora mangiati..

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