martedì 20 maggio 2008

Cina News


La Cina è un continuo "Work in progress", ovunque ci sono omini che lavorano, vangano, scavano, martellano, i giardini sono pieni di persone che con il cappello di paglia e una piccola zappetta, seminano ed arieggiano il terreno, tante persone, troppe persone.
Ma quanti sono 'sti cinesi?
Ad ogni angolo ce n'è tantissimi, ovunque ci sono cinesi, direte...sei in Cina...
Ogni giorno anche il mio appartamento è un cantiere, potete star certi che ogni giorno qualcuno busserà alla vostra porta, ogni giorno ci sono tre, e sottolineo tre ragazze, che vengono a cambiare i sacchetti della spazzatura, una suona il campanello, una ha i sacchetti puliti, e una butta via quelli pieni, prima di uscire controllano il boccione dell'acqua, se stà per finire con il telefonino, chiamano qualcuno e dopo 5 minuti un uomo in divisa, arriva con quello nuovo e  te lo sostituisce.
Ma non è finita, saltuariamente arrivano gli operai, per un filo, le zanzariere, una porta, oppure gli "ingegneri" per le connessioni telefoniche e per la tv...continuamente lavorano, facendo cose che agli occhi dei più possono sembrare stupide, li ho visti lavare i sassi di una fontana, li ho visti innaffiare con la pioggia, li ho visti pulire strade pulitissime, li ho visti tagliare l'erba di un parco grandissimo con un decespugliatore, li ho visti lavare la strada pedonale con pompa e spazzoloni, sono tanti ed ognuno di loro deve lavorare, giorno e notte.
Le città dopo sei mesi sono irriconoscibili, la piccola Changshu, da dicembre ad oggi è irriconoscibile, ho visto più Porsche Cayenne qui, che nel ricco Nord-Est italiano, le scuole costano cifre improponibili per la maggior parte delle persone, eppure ci vogliono mesi di preiscrizioni, e poi ci sono le baracche, subito dietro i grandi complessi, subito dietro casa nostra, ci sono delle case che sono poco più di capanne.
Il paese delle contraddizioni, un paese sedato e sottomesso per i più, una miniera d'oro per tutti gli altri, e noi dove ci collochiamo?
Sulla miniera d'oro? No, non siamo imprenditori, la nostra è stata più voglia di viaggio e di avventura che una vera necessità. Allora dove ci collochiamo? Io mi metto vicino ai sedati e ai sottomessi, quelli che hanno avuto la TV oscurata per tre giorni, per tre giorni il cinese medio, che non ha un computer, è stato isolato dal resto del mondo, in segno di lutto e di partecipazione, per il terremoto in Sichuan, dicono loro...
L

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