mercoledì 14 maggio 2008

Aquiloni



Oggi pomeriggio la famiglia golosa è stata a passeggiare sulla collina di Changshu...
Ci siamo trovati difronte ad uno stupendo spettacolo di aquiloni, al parco c'erano moltissimi ragazzi che giocavano, li facevano volteggiare, coloravano il cielo grigio di mille colori e di strane forme, si divertivano a correre per portare più in alto il loro aquilone, mentre madri sedute sull'erba si godevano lo spettacolo con i bimbi in braccio, c'erano i venditori di aquiloni che ti aiutavano a lanciarlo in alto, c'erano i venditori di ciliege e di frutta tropicale e molti moltissimi ragazzi sull'erba con il naso all'insù.
Correvano, ridevano, e gicavano contenti come bambini piccoli, adolescenti spensierati...cosa molto rara al giorno d'oggi, anche se forse per i cinesi calza meglio l'aggettivo inconsapevoli.
Fino alla dinastia Tang (618-907) gli aquiloni erano utilizzati quasi esclusivamente in ambito militare, ad esempio per segnalare pericoli ai soldati e per chiedere rinforzi.
Il ruolo ludico degli aquiloni si affermò definitivamente a partire dalla dinastia Tang: la carta divenne un materiale facilmente reperibile e a basso costo: molti cominciarono a costruire da sé i propri aquiloni, prima appannaggio della corte imperiale. Inoltre, in un’epoca prospera e pacifica come quella Tang, le festività popolari tradizionali conobbero un generale rilancio e gli aquiloni si guadagnarono subito un posto d’onore all’interno di esse.
Gli aquiloni servivano anche per scopi bellici si fabbricavano aquiloni per misurare l’esatta distanza che separavano un posto dall'altro.
Nel 549, l’imperatore Wu
 dei Liang, con tutta la sua corte, era stato accerchiato nella città di Tai dal generale nemico Hou Jing. Essendo completamente rotti i collegamenti tra l’interno e l’esterno, l’imperatore fece costruire un aquilone a cui collegò una missiva con urgente richiesta di truppe ausiliarie. L’aquilone volò alto sopra l’accampamento, ma fu avvistato dai ribelli di Hou Jing che, credendolo un demone, lo abbatterono con le frecce. La richiesta di aiuto non giunse e la città di Tai cadde sconfitta.Dall’epoca Song gli aquiloni cominciarono a essere equipaggiati con involucri di polvere da sparo (inventata dai Cinesi già in epoca Tang) e quattro grandi petardi. Una volta sollevati in cielo, volavano sull’accampamento nemico, mentre la serpentina di incenso al loro interno accendeva il fuso che faceva poi esplodere la polvere da sparo. Questo tipo di aquiloni aveva quasi sempre forma di corvo, per cui veniva chiamato Corvo del fuoco di Dio.
Gli aquiloni erano anche usati per trasportare oggetti: si dice che i quattro petardi del Corvo del fuoco di Dio fossero in grado di trasportare 500 grammi di esplosivo per una distanza pari a 300 metri.In epoca Ming 
gli aquiloni erano usati anche per testare il comportamento dei venti, per studiare l’atmosfera e per condurre esperimenti scientifici che altri mezzi non erano in grado di attuare.A partire dall’epoca Tang gli aquiloni si diffusero anche tra il popolo diventando ben presto uno dei passatempi più comuni di bambini e adulti.
L’epoca delle Cinque Dinastie
 vide lo sviluppo degli aquiloni sonori, ancor oggi costruiti e diffusi in tutta l’Asia. L’invenzione degli aquiloni sonori si deve a Li Ye, che costruiva aquiloni per la corte imperiale. Un giorno, Li Ye ebbe l’ingegnosa idea di applicare sull’aquilone un archetto di bambù munito di una corda di seta. Durante il volo, il vento faceva vibrare la corda e l’aquilone agiva come una sorta di cassa di risonanza, producendo un suono simile a quello dell’arpa: da ciò il termine fengzheng (arpa eolica), il più diffuso oggi per indicare gli aquiloni. A seconda dello strumento applicato essi assumevano nomi differenti. Era possibile anche fissare a un aquilone archetti di diverse dimensioni in modo da creare una vera e propria orchestra sinfonica celeste. Agli aquiloni sonori è attribuito il potere di scacciare gli spiriti malvagi e, a questo scopo, sono spesso appesi ai cornicioni delle case per proteggerne gli abitanti con il suono emesso allo svolazzare nel vento.
Gli aquiloni trovarono ben presto un posto d’onore anche all’interno delle festività tradizionali. Durante la Festa del Doppio Nove, ad esempio, si svolgevano vere e proprie competizioni di aquiloni: lo scopo del gioco era spezzare la cordicella dell’avversario e, per questo, molti aquiloni erano muniti di lame di rasoio. Quando due aquiloni si scontravano e le cordicelle si attorcigliavano, il giocatore doveva manovrare la sua con destrezza in modo da tranciare quella dell’avversario.
Durante la Festa delle Lanterne si confezionavano carcasse cilindriche di bambù, poi ricoperte con garza o carta colorata, per costruire lanterne illuminate all’interno da candele. Le lanterne, in serie di due, tre o cinque, venivano poi fissate alla corda dell’aquilone con un gioco di puleggia e sollevate in cielo di notte, creando un vero e proprio treno di luci. Questa pratica, molto diffusa in epoca Tang, venne più volte proibita a causa dei numerosi incendi dovuti alla caduta delle lanterne sui prati.
Fin dalla loro origine, gli aquiloni hanno assunto determinati significati simbolici: per secoli, l’altezza raggiunta da un aquilone rappresentava il successo economico del proprietario e spesso il loro volo simbolizzava un auspicio per il futuro.
Esiste una tradizione in Cina chiamata fang huiqi(scacciare la sfortuna). Il modo di procedere è il seguente: prima di far volare l’aquilone, il proprietario vi scrive sopra tutte le sofferenze, preoccupazioni e calamità che lo affliggono. Lanciatolo, l’uomo ne taglia la corda facendolo scomparire nel cielo, nella speranza che anche tutte le sfortune scompaiano con esso. Se però l’aquilone cade nel cortile di un’altra famiglia, la sfortuna ricadrà su questa. Il proprietario dell’aquilone sarà dunque tenuto a far visita alla famiglia che ha ricevuto l’oggetto, portando dei doni e ponendo le proprie scuse, in modo da avere indietro l’aquilone. In caso contrario, la famiglia in questione dovrà distruggere e bruciare l’aquilone per scacciare da sé la cattiva sorte.

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