mercoledì 23 aprile 2008

Viaggiare



La mia casa stà assumendo un aria molto impersonale...
la dispensa si svuota...
le valigie si riempiono...
mi ritrovo a girare per casa senza trovare le cose, per poi scoprire che sono già in valigia, anche i bambini stanno tirando fuori il meglio in questi giorni che precedono la partenza, sono nervosi ed irascibili, ma capisco e comprendo anche se  qualche urla sovrumana si  levata potente da queste mura.
Stanotte pensavo che la parte più difficile tocca proprio a loro due, sono abituati ad essere circondati da amici, a correrre in prati verdi, ad arrampicarsi sugli alberi, a costruire case di fango per gli insetti, si ritroveranno rinchiusi in un appartamento al 20° piano, circondati da adulti, ed in più dovranno affrontare una scuola con la doppia lingua inglese-cinese. Io sono sempre molto positiva quando si tratta di viaggi e di viaggiare, ma questa volta è un trasferimento, ed io che in Cina ci sono già stata vi assicuro che è difficile, dopo venti giorni di verdurine e riso, se ti va bene, uccideresti per una fetta di mortadella.
Ma ovviamente non è il cibo il problema principale, anche se la sua importanza ce l'ha, e che andremo a vivere secondo regole completamente diverse dalle nostre, moralmente ed eticamente sono lontani anni luce da qualsiasi principio, la prostituzione è ad ogni angolo della strada, lo sfruttamento del lavoro, la mancanza di libertà di pensiero, un indottrinamento che non porterà da nessuna parte.
Probabilmente bisognerebbe guardare alla Cina con un ottica più aperta, e più proiettata verso un bene globale, rispetto a quella che ho io, bisognerebbe avere più informazioni reali su questo enorme paese, che da una parte mi affascina e dall'altra fà una terribile paura.
Comunque io che non viaggio mai senza le mie moleskine, vi aggiornerò e voi sarete per me un ponte per tornare almeno virtualmente a casa, attraverso di voi sentirò i profumi dell'italia, berrò il caffè con Alem ogni mattina, ed il suo profumo saprà arrivare lontano.
Spero solo di ritovare la mia positività, ma fra qualche giorno arriva Big, e se saremo insieme a guardarlo tutto mi sembrerà migliore.

2 commenti:

  1. Ciao, complimenti per le vostre splendide avventure. A mio modesto parere in caso di espatrio di una famiglia in un paese in cui è necessario un visto per lavorare, il peso maggiore, a lungo andare, è spesso per il coniuge che non può lavorare, in genre la moglie. I figli hanno difficoltà maggiori solo per i primi tempi, per loro è tutto nuovo, ma poi a scuola si integrano, il marito lavora, e la moglie, se ha fortuna, può contare sulla cominità di expat, diversamente, è la persona che avrà più difficoltà ad integrarsi.
    Alberto

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  2. Questo è un post vecchio....vecchiarello, hai proprio ragione per loro è stato facile, per mio marito entusiasmante....per me a tratti un pò noioso, ma non mi lamento eravamo riusciti a creare una bella comunità a Suzhou, ho imparato il cinese, mi sono divertita molto e sono cresciuta tantissimo. Grazie!

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