mercoledì 24 dicembre 2008

AUGURI



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I miei auguri vanno a tutti quegli uomini che non hanno comprato ancora il regalo per la loro compagna, li ho visti stamani aggirarsi tra gli scaffali del supermercato, con lo sguardo vacuo ed i capelli arruffati, la barba incolta ed i vestiti da casa, a loro i miei migliori auguri.
Li ho visti comprare le cose più strane, grandi peluches, completini intimi da pornodiva, sottobicchieri con il faccione di babbo Natale, li ho visti aggirarsi nelle gioiellerie ammaliati dalle commesse, diventate in pochi attimi amiche e consiglieri di fiducia.
A voi i miei migliori auguri, mancano poche ore all'apertura dei regali ma so che l'amore per le vostre compagne vi metterà sulla strada giusta!
A tutti gli altri il mio augurio di tanta creatività, Vi ringrazio per la compagnia e per il ponte che avete creato per me, Vi ringrazio per le riflessioni e per la gioia che i Vostri post riescono a regalarmi.
Grazie e Buon Natale a tutti voi!

martedì 23 dicembre 2008

IL MANAGER IN VACANZA




La famiglia "Golosa" è approdata in Italia, molto semplicemente sia io che i bambini stiamo riprendendo le nostre vecchie e sane abitudini, amici, buon cibo, chiacchierate e caffè, aspettando in serenità il Natale.
A Mr.Big invece è sopraggiunta la sindrome del manager in vacanza, dopo il primo giorno di inattività imposta dal Jetlag, e il secondo di mimetizzazione sul divano guardando i cartoni animati ed inviando ad altri poveri manager in vancanza, messaggi il cui argomento, era i cartoni animati o la quantità di cibo ingurgitato in due giorni, ieri mattina ha ripreso in mano le redini della situazione, insieme al suo laptop e al suo blackberry ed ha annunciato che sarebbe andato in azienda a fare gli auguri di Natale, gli auguri sono diventati una riunione lunghissima, con video conferenza con la Cina, che gli ha portato via tutto il pomeriggio.
Stamattina ha annunciato che aveva ancora qualcuno da vedere e che sarebbe tornato a breve, ma ad adesso non si è ancora visto, io non telefono per non sembrare una moglie invadente, ma credo che sia stato colpito da una forma grave, di sondrome del manager in vacanza.
Inoltre, a confermare le mie preoccupazioni è successo un episodio molto inquietante.
Ieri sera ha avuto anche le allucinzioni, e vi dirò che mi sono anche spaventata un pochino, sono andata a salutarlo mentre lui stava sonnecchindo sul divano per dargli la buona notte, lui ha spalancato gli occhi e mi ha detto...
"Togli quel mulo dall'incrocio!"...con tono perentorio...
"Quale mulo?..."
"Ti ho detto toglilo dall'incrocio."...sempre più incazzato...
"Big ma sei scemo, ma quale ca..o di mulo!"
"Possibile che non capisci mai quando parlo....spostalo!"
"Va bene prendo atto che ti sei rimbabito!"
"Rimbabita sarai tu...lo vedi quel palazzone alto?"
"No non lo vedo!"
"Vedi allora che sei rimbabita, come non lo vedi, c'è li hai gli occhiali?"
"Sì ce li ho ma non lo vedo.... è sarà difficile che ci sia un palazzone alto, qui nel paese Goloso!"
"Hai un cervellino troppo piccolo...non voglio più discutere con te!"
Io sentendomi offesa nella mia parte più importante gli ho rovesciato addosso un elengante serie di improperi e me ne sono andata a letto...stamattina non ricordava nulla, secondo voi, é grave?

giovedì 18 dicembre 2008

HOLIDAY PARTY



Oggi c'è stato il nostro primo (in China) Holiday Party, tutti i genitori sono stati invitati a scuola, ed hanno portato qualcosa di tipico del loro paese, c'erano meravigliosi stuzzicchini provenienti da tutte le parti del mondo, ed è strano vedere bambini che divorano sia patatine che sushi con la stessa voracità, poi c'erano le specialità finlandesi, le polpettine tipo Ikea, ma anche delle crocchette di patata ripiene di salmone, buonissime.
I miei "Struffoli" invece non sono piaciuti per niente, se ne sono rimasti a giacere in un angolino, assaggiati senza troppa convinzione dai passanti...lo sapevo che non si sposavano bene struffoli e sushi, l'anno prossimo vado di wanton!
E' stato proprio bello vedere la Principessa che parlava è giocava in inglese senza timori, se penso a solo tre mesi fa, oggi ha detto alla sua amica...
"La mia mamma non parla bene inglese...ma tu parla con me che io le traduco", i bambini hanno delle risorse incredibili!

Flick oggi non mi permette di vedere le foto...ve le posto appena possibile!

Le valigie sono pronte...domani sera la famiglia golosa prenderà finalmente un'aereo diretto verso il Bel Paese!

Ci sentiamo da casa...

domenica 14 dicembre 2008

NATALE A SHANGHAI



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La città è straripante di persone e di luci, di colori e confusione, non sarà Natale vero, ma riesce a venderti un'immagine molto accattivante di se stessa.

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I negozi suonano le canzoncine Natalizie incessantemente ed abbiamo incontrato anche un Babbo Natale occidentale (tristissimo ma fotografatissimo).


Fortunatamente "issimo" ci ha ospitato fra le sue accoglienti mura per un brunch lunghissimo, ma a base di cibo italiano e buonissima pizza, questo ristorante è uno di quelli che merita sicuramente una visita.

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Mammagò è ubrica di luci e confusione, anche perchè i bimbi golosi sono stati anche accompagnati da Toy Russ, un immenso negozio solo di giochi, è una sorta di tradizione natalizia, ci siamo stati anche l'anno scorso, anche se vi confesso che è più Big che gioisce di questa "gitarella" che i bimbi stessi, siamo tornati a casa, con un aereo che vola, una bambola, matite e fogli colorati, un mini acquario, un monopoli in cino-inglese, e qualche giochino didattico.

Buonanotte Italia !

giovedì 11 dicembre 2008

SCUOLA



Non vi ho mai parlato in maniera specifica della nuova scuola dei Bimbi Golosi, perchè l'argomento è un pò spinoso.
Mammagolosa è cresciuta, scolasticamente parlando, allevata dalle amorevoli (ma non troppo) cure di una suora, una persona intransigente, che bacchettava per un condizionale sbagliato, e che si arrabbiava ferocemente se noi alunne non stavamo sedute, buone e magari attente, ai nostri posti.
Quindi io non sono un genitore troppo elestico dal punto di vista didattico, Montessori sì, ma fino ad un certo punto, ho sempre preteso una certa disciplina nello svolgimento dei compiti, e mi sono sempre occupata del fatto che i miei figli approfondissero gli argomenti, magari con ricerche aggiuntive che potesso stimolare la loro curiosità.
In Italia è più semplice, perchè i ragazzi tornano a casa con compiti "normali", gli egiziani, gli assiri, i babilonesi, qualche problema,  magari qualche temino o la relazione di un libro letto.

In Cina il primo modulo di studio di Anziano è stato, "Il tuo businnes futuro", siamo partiti con le interviste ai genitori...
"Che studi hai fatto..."
"Sei contento del tuo lavoro..."
"Di quante persone sei responsabile..."
"Pensi di guadagnare abbastanza..."
"A cosa aspiri per il tuo futuro..."
"Che tipologia di lavoro svolgete..."
Un Big abbastanza imbarazzato ha risposto a tutte le domande di Anziano, non comprendendo troppo bene dove questi "compiti" andassero a parare.
Nella seconda fase di questo modulo, hanno creato un "azienda", l'insegnante ha eletto un direttore, e lui ha sua volta ha eletto il contabile, l'addetto agli acquisti, quello addetto alla pubblicità etc..
Ai ragazzi sono stati dati 400 yuan, con il quali il responsabile acquisti ha  comprato delle cose al supermercato, mentre Anziano si occupava del logo e della pubblicità.
La terza fase del modulo era guadagnare dalla vendita di questi oggetti, allora i ragazzi si sono inventati un gioco a premi, tipo una pesca di beneficenza.
Quarta fase, constatare gli introiti e andare tutti a mangiarsi una "bella" pizza.
Questi sono i compiti! Io non sarò moderna, ma inventarsi un logo e una strategia di vendita non mi sembrano cose troppo formative dal punto di vista umano e culturale.
Il prossimo modulo si chiama "Beyond the Horizon"....mi vengono i brividi al solo pensiero!
Speriamo che stavolta vadano veramente oltre l'orizzonte, stamattina sono andati al museo della seta di Suzhou, e la prossima settimana andranno a quello di arte contemporanea di Shanghai....non è una scuola, è un campo vacanze!

martedì 9 dicembre 2008

E' PRIMAVERA



A Suzhou si mangiano le fragole....


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La primavera cinese pare corrisponda al nostro Natale,  nonostante le renne di Starbucks e qualche coraggioso cappellino di lana, lo spirito natalizio non si fa proprio sentire.
Abbiamo avuto due giorni, venerdì e sabato, in cui i laghetti dell'Horizon erano ghiacciati, Mammagolosa cantava le canzoncine di Natale e la Princi si era messa perfino i guantini per uscire a giocare, mentre Anziano stava quasi cominciando a credere che le renne potessero elegantemente atterrate sui laghetti gelati. Stamattina siamo tornati ai nostri soliti venti gradi, al sole primaverile, che ti mette la voglia di fiori freschi, e di geranei sul balcone, più che di alberi addobati.
Comunque marciamo verso il Natale inesorabilmente, (il nostro volo parte il 20 dicembre), le ondate di tristezza si ripetono ravvicinate, ed osservare il mondo dalle vetrine di Starbucks, ( in solitudine stamattina, la Zia Laura è a casa con tutta la tribù malaticcia), mi ha portato tanti pensieri tristi.
Vedevo scorrere una fiumana di gente, una moltitudine di cinesi, le strade sono ingombre, caotiche e brutte, i negozi sono sempre pieni, la musica è perennemente alta, non ci si può rilassare neanche per un secondo, i sensi devono essere sempre allerta, l'occhio deve essere veloce e la mente deve cercare di accompagnarlo senza cadere in fallo.
Anche lo shopping prenatalizio, non rilassa, contrattare e discutere anche per la frutta e la verdura è logorante, ci sono giorni in cui chiudersi in casa ti sembra l'unica soluzione possibile, ci sono giorni in cui le ondate di tristezza non lasciano il posto ai pensieri positivi, ci sono giorni in cui vorresti avere tanti libri tra cui scegliere, ci sono giorni in cui vorresti che tutto fosse più facile, ci sono giorni in cui vorresti che i tuoi figli cantassero le canzoni di Natale in italiano, e non in Koreano, ci sono giorni in cui vorresti che tutti i bambini stessero bene, che non facessero fatica a respirare, e che potessero mangiare tutti i dolci che Babbo Natale riuscirà a portare loro.

lunedì 8 dicembre 2008

BEGHINAGGIO




In quasi tutte le principali città del Belgio fiammingo, sopravvivono ancor oggi i
beghinaggi, una sorta di piccole città nelle città, o a volte fuori dalle mura,
abitate da donne nubili o vedove, che dopo aver fatto voto di castità, povertà e
obbedienza, decidono di dedicare la propria vita alle opere di carità e alla
preghiera. Le beghine non costituiscono un ordine religioso in senso
proprio del termine quanto piuttosto una comunità, dalle radici molto antiche.
Le beghine, infatti, erano le vedove dei crociati, o nobili fanciulle votate per
pure ragioni economiche al nubilato, o semplicemente donne che volevano
condurre una vita diversa, senza seguire le imposizioni familiari.
Il successo del beghinaggio è dovuto alla sproporzione nel numero di donne
rispetto a quello degli uomini, venutosi a creare proprio a causa delle guerre,
quindi un gran  numero di donne, non aveva altra scelta se non quella di unirsi
per ottenere l'aiuto di ricchi benefattori.
Queste donne, una volta entrate in questi "beghinaggi", si dedicavano 
pricipalmente alla preghiera, alle opere di bene, e alla lavorazione dei merletti, 
con il tombolo, tradizione che si conserva tuttora.
La progressiva diminuzione del numero di beghine non ha portato alla
distruzione dei loro quartieri, i beghinaggi sono stati infatti trasformati in
villaggi studenteschi o aree abitative per anziani, perdendo solo in parte
l'antica suggestione.


Quasi ogni città delle FIANDRE presenta un quartiere delle beghine, il 
BEGIJNHOF.

http://www.eresie.it/Immagini/Pics/Immagini%20eretici/Beghinaggio%20di%20Gent.jpeg


Un beghinaggio è composto da un cortile circondato da piccole abitazioni, spesso è circondato da un muro ed è isolato dalla città da una o due porte.

http://upload.wikimedia.org/wikipedia/commons/thumb/7/73/Begijnhof_diksmuide.jpg/280px-Begijnhof_diksmuide.jpg

Il beghinaggio, concetto molto interessante, come interessante è anche l'evoluzione del beghinaggio, perchè infondo le donne si sono sempre coalizzate tra di loro, sono sempre state unite nelle difficoltà, le grandi famiglie rurali erano matriarcali, gli uomini non ci sono mai, presenze effimere, nella vita delle nostre nonne come nella nostra.
Pochi uomini sono realmente presenti, all'interno della famiglia, non parlo di cattivi padri, o cattivi mariti, parlo di uomini che lavorano, uomini a cui il lavoro porta via molto, troppo tempo.
Alle donne, quindi, non resta che confidare nella rete familiare o amicale, per la gestione quotidiana della prole.
Questo succede anche oggi, le amiche ci recuperano i figli a scuola, le amiche ci permettono di fare la spesa quando i bimbi sono malati, le amiche ci ascoltano e si confidano, una rete forte ed indistruttibile, fatta di sensibilità e conoscenza, perchè infondo i problemi di tutte noi sono simili, le emozioni troppo complicate per qualsiasi uomo, sono simili, la condivisione diventa facile e spontanea.
La rete di supporto si infittisce, le maglie non si allargheranno mai, ci sarà sempre qualche “beghina” a sostenerti, adesso il beghinaggio è anche un po' virtuale, ci sono forum e blog, che aiutano, confortano e sostengono, ci si può riconoscere nelle storie che si legge e nelle esperienze degli altri, ed a volte anche solo il sostegno virtuale conta molto.
All'estero il “beghinaggio”, è ancora più importante, perchè le donne passano tantissimo tempo da sole, gli uomini non indossano l'armatura con la croce, e non combattono guerre sante, ma molto spesso basta una riunione a tenerli lontani da casa per molto tempo.
L'impegno lavorativo di un uomo all'estero, si moltiplica, il periodo di permanenza è breve, tre quattro anni, solitamente, in cui bisogna avviare stabilimenti e addestrare personale, quindi va da sé, che nonostante ci siano tanti buoni mariti e padri fra gli espatriati, il lavoro non permette loro di esserci fisicamente, durante la giornata, le sedi degli stabilimenti a volte sono anche lontani dalla città di residenza, e quindi il solo tornera a casa la sera implica un'ora di macchina, nel nostro caso su strada cinese (pericolossissima).
Fortunatamente, le donne si coalizzano fra di loro, creando queste meravigliose reti di mutua assistenza, fatte di caffè consolatori, corsi di cucina o di lingua, sedute terapeutiche di punto a croce, incontri tra neomamme e neobimbi, incontri tra nuovi e vecchi arrivati, truppe d'assalto al supermercato, non sempre si tratta di amicizie o di rapporti idilliaci, ma sicuramente se tendete una mano, ne troverete molte che vi sostengono.

Grazie Magda, l'ispirazione per questo post la devo a te e alla tua personale idea di Beghinage.

giovedì 4 dicembre 2008



Ho deciso di non lasciarmi travolgere dalla tristezza, oggi armata delle migliori intenzioni ho deciso di ritrovare la mia positività, non è stato facile, perchè stamattina appena acceso il computer ho trovato la mail di un cugino, che tra le mille disavventure della nostra Big Family, diceva che dalle mie recenti foto pubblicate su Flick, mi vedeva ulteriormente ammorbidita, non mi scrive mai e si premura di farlo per dirmi che sono grassa, ma vi pare!  Sarà anche il mio cuginastro preferito, ma sarei l'unica al mondo ad ingrassare in Cina, no  non sono ingrassata, le foto non fanno onore alle mie morbide, ma non troppo, forme.
Vi dicevo....armata delle migliori intenzioni sono andata a sistemare i capelli, i parrucchieri ogni volta restano affascinati e sconvolti dall'enorme massa di capelli che si ritrovano tra le mani e ci mettono ore a farmi la messa in piega, continuando a portarmi tè alternato con acqua calda per farmi passare il tempo, oltre a porgermi qualche rivista in lingua sconosciuta....si sono perfino dimenticati l'asciugamano sul collo, o forse non l'hanno più ritrovato, io mi sono rimessa in fretta la giacca, e  solo a casa mi sono accorta di avere un'asciugamano di troppo sul collo...vabbè.
Poi, io e Laura abbiamo deciso di sistemarci i piedi, essendo le expat più sgarrupate di Suzhou, anche i nostri piedi non sono da meno, i piedi più brutti di tutta la classe di Yoga, le altre expat hanno lo smalto sempre fresco ed i talloni lisci come culi di bimbi, mentre noi ci vergognamo un sacco quando Sam viene a sistemarci la posizione, tirandoci per i piedi.
Adesso anche noi abbiamo mani e piedi meravigliosi, dipinti di uno splendido color Oro Natalizio, volendo ci dipingevano l'albero o il pupazzo di neve, ma ci è sembrato eccessivo...
Sono anche stata a comprare una specie di calendario dell'avvento, farò la foto e vi spiegherò meglio.
La Principessa oggi mi ha detto che non si ricorda neanche più una canzone di Natale in italiano, ha scuola le cantano solo in inglese, allora questa sera ho rispolverato le canzoncine di Natale, domani magari ci inventiamo dei segnaposto o delle decorazioni per la tavola natalizia, o magari cominciamo a pensare tutti insieme al menù proprio come avrebbe fatto la nonna....
Grazie per tutto l'affetto che riuscite a dimostrarmi, pur non conoscendomi, pur essendo così lontani...grazie, un abbraccio da tutta la famiglia Golosa, grazie!

mercoledì 3 dicembre 2008

SPIRITO NATALIZIO



Alla fine mi sono lasciata convincere da zia Laura, che sta cercando di instillare lo spirito natalizio nei nostri cuori un pò troppo caldini, anche oggi c'erano quasi venti gradi, e di renne neanche l'ombra, fa troppo caldo per il Natale.
Lo so non dovrebbe essere una questione di temperatura esterna, ma non so come spiegarvi il Natale qui non c'è, nonostante le luci e le decorazioni, non c'è lo spirito.
Ai cinesi Babbo Natale piace, infatti non è difficile trovare il suo faccione rubicondo sulle vetrine dei negozi anche molto lontano dai giorni natalizi, ma non si respira mai veramente l'aria di Natale.
La zia Laura doveva comprare l'albero per Buzz e Streghetta, quindi l'ho accompagnata al negozio e mi sono lasciata tentare da qualche Babbino da attaccare alle maniglie delle porte e da qualche candela.
Quando i bambini sono tornati da scuola, ne sono stati entusiasti, addirittura cercavano l'albero da addobbare insieme, gli ho ricordato che fra meno di venti giorni saremo in Italia e li avremo il Nostro albero (regalo di nozze dell'amica di sempre), ed il nostro salotto brillerà delle sue luci e delle mie preziose, ma storiche, palline di cristallo, i nostri addobbi natalizi ci hanno aspettato per più di un anno e si riguadagneranno il loro posto d'onore in casa, e magari io riaccquisterò lo spirito del Natale che mi ha sempre contraddistinto.
Ma forse quest'anno sono proprio io che sto chiudendo il cuore alle emozioni natalizie, è il primo Natale senza la mia mamma, e mi sembra che non ci sia abbastanza calore, non c'è nessuno che pensa a noi, a me e a mia sorella come figlie, che pensa mesi prima ai nostri regali e a quelli dei bambini, non c'è nessuno che prepara gli struffoli, o che preparerà il presepe e racconterà le storie di Gesù ai bambini, non ci sarà nessuno chiuderà con cura i nostri pacchetti da riporre sotto l'albero nascosti tra gli altri, penso che quest'anno il mio spirito non ce la farà ad arrivare, ogni giorno lo sento più lontana, ogni giorno mi sforzo per i bimbi, soprattutto, e anche per mia sorella che ormai non vedo da otto mesi, ma l'unica cosa che farei veramente sarebbe rinchiudermi nella mia stanza e aspettare che tutto scivoli via senza troppo rumore.

martedì 2 dicembre 2008

CALDO NATALE


Nonostante i mercatini di beneficenza, e le accensione dei vari alberi nei vari grandi alberghi, nonostrante le renne ed i caffè alla nocciola di Starbucks, fa ancora troppo caldo per sentire veramente il Natale, la mattina basta una felpa, e durante il giorno un maglioncino è più che sufficiente.
L'aria natalizia non c'è, non ci sono gli alberi (se non nelle vie commerciali), non c'è lo spirito di condivisione, non c'è l'idea che possa avverarsi anche quest'anno qualcosa di unico e di magico.
Forse, i ritmi frenetici del vivere cinese portano via gran parte della magia e della poesia del Natale, o forse questo clima di crisi mondiale non ti permette di godere della gioia fatta di piccole inutili cose, il futuro incerto e l'indole un pò pessimista di noi italiani fanno il resto.
Sto pensando con attenzione a tutti gli amici in Italia scegliendo per loro piccole cose, inutili ma bellisime, non vedo l'ora di impacchettare tutto e di metterlo sotto il nostro albero in Italia, ma ho anche paura di trovare un clima poco positivo.
Le notizie italiane sono sempre disastrose,  non mi permetto di sottovalutare il problema crisi, anche da qui si avverte un rallentamento, tanti espatriati stanno perfino tornando a casa, ma non c'è immobilità, nè terrorismo psicologico, come traspare dalle notizie italiane, nessuno tende a sottovalutare il problema, il problema c'è ed è tristemente reale,  ma qui si respira un rallentamento non una pausa, ne tantomeno un congelamento in attesa di tempi migliori.
Tutti continuano a lavorare, a muoversi, ma soprattutto a progettare e a costruire, è consolante vedere progetti realizzati o da realizzare, idee e cose da fare, consolano e danno sicurezza, forse il tutto ripartirà proprio dai paesi asiatici, o forse no...non sono un economista, ma credo che l'immobilità non faccia bene a nessuno, ne tantomeno l'allarmismo o il terrorismo dei nostri giornalisti.
Speriamo che il tutto passi il più in fretta possibile, e che soprattutto ci insegni a guardare oltre, all'essenza delle cose, e non solo all'apparenza, è nei momenti di difficoltà che l'uomo da il meglio di sè, che reinventa se stesso, spero che questo Natale di crisi ci rimetta in gioco  ci apra la mente verso nuovi orizzonti.

domenica 30 novembre 2008

BUON COMPLEANNO PRINCIPESSA!



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I vostri biglietti d'auguri!
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Apre i suoi regali...felice che tutto sia rosa!
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Ed ecco la meravigliosa torta cinese con tanto di fior di loto aperto che suonava "Buon Compleanno"...naturalmente per la Princi buon compleanno in quattro lingue...italiano...cinese...coreano ed inglese, della versione coreana non sono troppo convinta...è una cosa buffissima che suona tipo...
"Anidura...caccadura...anidura caccadura"
potrebbero esserselo inventati i bambini golosi!
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venerdì 28 novembre 2008

BORSE E VALIGIE



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Io amo le borse, le borse grosse, capienti, quelle in cui ci stanno intere stanze, le borse da sopravvivenza, con caramelle, giochi, libri, moleskine, penne e matite colorate, bolle di sapone, fazzoletti, crackers e macchina fotografica....
Le borse capienti sono le mie preferite, Big dice sempre che sembra di vivere con una lumachina, mi trascino in giro per il mondo le mie cose, sempre sulla mia spalla, e nella mia borsa c'è sempre tutto per tutti, medicine, conforto, cioccolata, indicazioni e traduzioni...tutto quello che ti può servire, nella mia borsa c'è...con la mia borsa si può star fuori tutto il giorno, ma la sera devi tornare a casa...
Le valigie invece non mi piacciono, quelle sono veramente troppo grosse e definitive...si riempiono troppo, inghiottono case intere, trascinano le persone da una parte all'altra del mondo...un tempo mi piacevano...nel tempo in cui le valigie erano vacanza, significavano posti lontani da raccontare agli amici una volta a casa...adesso non mi piacciono più...
Le valigie adesso portano sempre via qualcuno, e non mi piacciono più, sono proprio brutte, le valigie sono brutte, mi fanno proprio venire le lacrime...vederle sul letto con la bocca spalancata, avide e vogliose, mi da un senso di nausea, la testa mi si gonfia di pensieri spiacevoli, che non portano mai a niente di buono.
Anche stasera, le valigie hanno inghiottito tante cose e si sono portate via una persona speciale, una persona che ha riempito l'ultimo mese di belle giornate, calde e familiari, una persona che mi ha fatto sentire di nuovo figlia, una nonna per i bimbi golosi, che stasera sono andati a letto stringendosi forte al cuore i suoi regali...
A presto Magda, buon viaggio!
A presto, buon viaggio!
Felice viaggio...ci vediamo in Italia!

giovedì 27 novembre 2008

CINA QUOTIDIANA



Giorni girovaghi questi ultimi per Mammagò e la sua famiglia, il calcolo sembra silente, e la vita da expat di periferia continua senza sosta.
Prima di tutto c'è il compleanno della Principessa da organizzare, i Vostri biglietti e regalini sono tutti arrivati (grazie, veramente grazie), sarà importantissimo per lei trovarsi ad aprire le buste che arrivano dall'Italia, siamo anche riusciti a procurare con l'aiuto di zia
Laura, la torta a due piani con cioccolata e cavallo, ma quello delle torte cinesi è un capitolo a parte che mi riprometto di sviluppare in un altro momento.
Un altro impegno di questi giorni sono i regali di Natale che stanno mettendo a dura prova la mia fantasia, partiamo per vere e proprie spedizioni, che minano il sistema nervoso, le contrattazioni si fanno estenuanti, ma poi si va via sempre con la sensazione che ti abbiano fregato.
Fra un pò la mamma di Laura tornerà in Italia, e quindi l'aria intorno a noi non è troppo leggera, mancherà molto a me, mi sembra di conoscerla da sempre, e mi sembra sia stata qui con noi veramente troppo poco, immagino Laura...ma presto sarà Natale, e le expat torneranno in patria, almeno per un pò, riacquistare ritmi umani e normali farà bene a tutti.
Siamo anche stati in gita a Zhouzhuan, una delle tante città sull'acqua nella periferia di Suzhou, una città molto carina, un posto che sa molto di Cina, di vera Cina, la giornata era proprio autunnale, e ci siamo perse in giro per canali e ponticelli senza una meta precisa, così, camminando e chiacchierando,  e perchè no,  bevendo un caffè Illy (stavolta buono, le petizioni servono...) in un bar con vista sul canale.
Atmosfera piuttosto surreale, il canale, le lanterne rosse, il canto delle signore di Zhouzhuan, ed una tazza fumante di cappuccino Illy.
E poi tanto altro, cena a base di pinne di squalo, in onore di un'amica che lascia la Cina per proseguire verso i paesi arabi, pranzo con l'anatra laccata alla pechinese, per stare ancora un pò tutte insieme prima della partenza.
Acquisti, e ricerca della borsetta della vita, per la Zia golosa, che la vuole nera, ma con qualcosa di rosa e fucsia, la vuole con la tracolla ma non troppo grande, e poi ci sono i miei bambini  del quartierino goloso, nella valigiona delle feste ci sarà qualcosa anche per loro.
Mammagò e Laura nei prossimi giorni avranno qualche ferita da leccarsi, ma non temete Natale è vicino ed io ho già tirato fuori la prima valigia.
Stiamo tornando...stiamo tornando!
Non ho le foto di Zhouzhuan perchè il mio computer è rotto, sto scrivendo dal mini Asus...spero di aggiustarlo presto, comunque le foto ci sono e le pubblico appena possibile.

lunedì 24 novembre 2008

JUMPING IN THE MORNING



So che a questo post non crederete, ma corro il rischio...
 
Eravamo rimasti al Teacher di Nobita, il quale doveva fissarmi la seduta di laser, prima di andare via dall'ospedale, ieri sera ho chiesto a Nobita se poteva riassumere la mia situazione medica, in modo da produrre un documento che io avrei fatto vedere al dottore della clinica vicino a casa, che è tipo un medico di famiglia, che si occupa prevalentemente di espatriati e parla benissimo inglese e mi avrebbe potuto spiegare bene in cosa consisteva l'idea di Nobita e del suo Teacher, in merito alla mia Stone.
Dopo due ore, questo documento, poco più che un foglietto di carta, era pronto, stamattina vado in clinica e lo faccio leggere alla dottoressa, chiedendole anche che si mettesse daccordo direttamente lei con Nobita e il Teacher, perchè per me era veramente difficile comunicare con loro.
La dottoressa legge il foglietto e poi mi guarda un pò stranita...
"Qui non parlano di laser...dicono solo che hai una pietra di 0,4mm..."
"Si lo so, ho la pietra, ma loro mi hanno detto che me l'avrebbero disintegrata con il laser..."
"Qui non parlano di laser...provo a telefonare..."
Dopo un pò riaggangia...
"Mi hanno spiegato che la pietra è piccola e potrebbe venir giù da sola."
"Ma a me fa male, prendo antidolorofici finchè non viene giù..."
"No non puoi, perchè blocchi lo stimolo nervoso che dovrebbe spingerla giù, bevi molta acqua."
"Dottoressa, non sto bevendo tanta acqua, sto proprio annegando, non le hanno consigliato nient'altro."
"Sì, effettivamente sì, ma credo che un'occidentale non capirebbe."
"In che senso, cosa le hanno consigliato."
Ci pensa un pò su...
"Saltare ogni mattina per almeno dieci minuti."
"Saltare in che senso, il mio inglese non è buono con i termini medici."
"Saltare nel senso di...Jumping in the morning"
"AHHH!!!!.... certo saltare nel senso di saltare, come ho fatto a non immaginarlo."
 Quindi riassumendo sono stata quattro giorni in ospedale dove ho speso quasi mille euro per antibiotici annacquati, dove ho preso coscienza di avere una pietra incastonata elegantemente in un rene, dove ho subito le angherie della signora delle pulizie che voleva che assolutamente che mangiassi i papponi cinesi e non i miei crackers salva acido, per poi sentirmi dire che per eliminare il mio calcolo basta che io salti per dieci minuti ogni mattina e beva almeno tre litri d'acqua al giorno.
Se non fa bene al calcolo sicuramente farà bene alla mia linea!
Questo è un paese meraviglioso!

A no...non Vi ho detto ancora tutto, mi hanno dato una cura anche da fare a casa, con gli antibiotici, sono andata a cercarmi i principi attivi prima di prenderli, uno di quelli, è stato ritirato dal commercio in tutto il resto del mondo perchè causava gravi problemi cardiaci a volte letali!
Si...è proprio un paese meraviglioso!




BIANCO ITALICO



avatars_donne (27)violapensiero

Nevica. Corposi fiocchi bianchi precipitano da un cielo grigio e si depositano silenziosi a terra, conferendo velocemente al paesaggio quell’aspetto candido e magico che solamente la neve è in grado di donare.
Immagino la felicità dei bambini golosi, li immagino precipitarsi alla finestra delle loro aule scolastiche per ammirare rapiti l’insolito e meraviglioso spettacolo.
Mammagò, è appena rincasata da una clinica di Suzhou dove si è trovata alle prese con un’ostica pietruzza e degli strani medici dall’inquietante aspetto manga. Sicuramente lì non nevica, motivo per cui, nel tentativo di distrarre la nostra Dò dalla sua pietruzza e dai meravigliosi consigli terapeutici per l’eliminazione della stessa, riporto questa piccola notiziola dal paesello italiano, ricoperto di bianco, candido, come la più classica delle tradizioni natalizie vorrebbe, con la sincera speranza di portarle un po' di atmosfera italiana assieme alla sua  magia. Perfino qui, in pieno  nord-est italico, la neve non si fa vedere molto spesso ma oggi, anche in pianura, questa coltre bianca ci trasporta in una dimensione profondamente invernale. Fatta di camini che fumano, di colorati berretti che si stagliano nel bianco, di respiri vaporosi a contatto con l’aria fredda, di allegro vociferare di bimbi entusiasti. Di visi alle finestre abbandonati alla visione di tutto quel biancore che riempie impetuoso gli occhi. Di me, che osservo questa meraviglia con lo sguardo inconsapevole di una bambina, dimenticando che molto presto probabilmente, questo candore si trasformerà in pioggia.


Let_it_snow_by_penguina_mica
- immagine da web -

S6300561- siepi italiane targate quartiere goloso -

S6300560- siepi golose -
 

domenica 23 novembre 2008

NOBITA



http://admin.asksiddhi.in/UserFiles/Image/news/nobita9267.jpg


Il Dott.Qui alias "Nobita",
 mi ha fatto capire a suo modo che il mio calcolo è ostinato, e che quindi bisogna sbriciolarlo con gli ultrasuoni.
Questo per sintetizzare quelli che sono stati tre lunghi giorni di flebo, circa tre ore per ogni seduta.
Negli ospedali cinesi non ti iniettano nulla direttamente, diluiscono tutto in grandi bottiglioni di soluzione fisiologica, una sorta di omeopatia, almeno nel concetto della diluizione.
Sicuramente questo sistema è efficace per la maggior parte dei cinesi, che si curano prevalentemente con la medicina tradizionale, e che quando vengono a contatto con qualche sparuta molecola chimica riescono a trarne giovamento, è molto meno efficace per un occidentale che cresce a pane e Aulin.
Infatti il mio calcolo si è fatto beffe dei bibitoni di questi giorni, e se ne sta li a galleggiare nella soluzione fisiologica.
Stamattina, dopo l'ecografia, Nobita mi ripete la sua unica frase in Inglese "There is a stone, the stone is there",  non sapevo se ridere ed aspettarmi che uscisse Doraemon da qualche angolo dell'ambulatorio o rassegnarmi all'evidenza, il mio Nobita non aveva alcun senso logico.
Mi aspettavo che il discorso proseguisse, seppure, in anglocinese, invece lui mi guarda e mi dice "Con chi parlo io",  con me parli, sono qui, risolviamo il problema della pietra, "
There is a stone, the stone is there", ho capito, la sento e mi fa anche male, "Con chi parlo io" continuava a ripetere in una specie d'inglese, non lo so con chi vuoi parlare, uno psicologo o forse Doraemon ti può essere utile.
Poi esordisce, "I call my Teacher", vabbè, chiama il teacher basta che risolviamo 'sta faccenda, fa una telefonata di un paio di minuti in cinese stretto, dialetto suzhouese, riaggangia, mi guarda e mi dice 
"Con chi parlo io", sempre con me, alla fine per evitare spargimenti di sangue, io sono pacifica ma Big si altera, chiamo Laura per la traduzione.
Finalmente dopo una lunga conversazione telefonica con Laura, pare che nei prossimi giorni il suo Teacher mi organizzerà una seduta di laser per eliminare la mia cara pietra.
Tremo al solo pensiero che il suo Teacher possa essere blu e con il collarino rosso!




venerdì 21 novembre 2008

PIETRUZZE



Secondo giorno di Ospedale per Mammagò, oggi va decisamente meglio anche se la notte è stata lunga è tormentata,  pare  che la pietruzza sia ostinata quasi quanto me.
L'ospedale cinese è tutto privato, ci sono le assicurazioni,  o si paga di tasca prorpria,  per un'occidentale le cifre non  sono alte, ma per un cinese medio credo sia molto difficile farsi curare decentemente.
Al pronto soccorso, almeno che tu non stia letteralmente morendo, ti mandano a pagare la registrazione, poi  ti visitano, poi ti rimandano a pagare gli esami diagnostici, uno alla volta.
Quando ti ricoverano succede lo stesso, paghi dodici ore alla volta più gli esami diagnostici, questa è l'ala per stranieri, quindi io sono nella mia stanzina in un letto "Paramount" direttamente da Hollywood, vi farò vedere anche le foto del letto, ma purtroppo nonostante l'assicurazione stia pagando più di 200 euro al giorno, più i vari esami, non c'è nessuno che parli bene l'inglese, ma neanche decentemente, e soprattutto non ci sono i moduli dei consensi alle varie analisi in Inglese.
I macchinari sono super moderni, ed il personale è molto gentile, ma non riusciamo a comunicare, già al pronto soccorso mi avevano fatto un'ecografia ed avevano visto la famosa pietruzza.
Ieri sera dopo una giornata di flebo, non ti iniettano nulla direttamente in vena, arriva un ragazzino con un camiche bianco mi guarda e mi dice in inglese..."We have a problem with a stone." questa è stata l'unica frase in lingua comprensibile per me ed inoltre non mi ha portato proprio nessuna novità, per fortuna c'era Laura con noi che parla il cinese, ma comunque anche per lei i termini medici non sono così semplici.
Stamattina dopo le varie radiografie con contrasti e non, che mi hanno fatto, è ritornato l'amico di Doraemon, e mi ha detto, con solennità e sempre in Inglese..."I think you have some problem with a stone"....poi mi guarda con gli occhioni impauriti, e mi chiede se ho qualcuno che può tradurre per me...quindi chiamo Laura, che si fa spiegare tutto al telefono e poi mi riporta.
Alla fine pare che oggi e domani proveranno con dei medicinali a sciogliere il calcolo, anche se io mi sono opposta fermamente perchè volevo incastonarmelo intero, dopo un pò ci ho rinunciato pensando che anche un tennis con pietrine non sarebbe male per festeggiare l'anniversario.
Comunque sembra di essere in un manga giapponese, infermiere con la crestina e la mascherina, che ti parlano dolcemente, senza che io capisca, e poi ogni tanto entra qualcuno per vedere l'occidentale ammalato, ma questo ormai si sa fa parte del gioco, la signora delle pulizie ha chicchierato con me per un sacco di tempo prima di rassegnarsi all'idea che io sono troppo occidentale per comprendere la sua lingua.
Il rancio è come quello di Messeguè nella sua Spa super alla moda, riso e verdurine, qualche brodino e uno yogurth alla melamina, che pare faccia tanto tanto bene ai reni, io comunque sono contenta spendo molto molto meno che da Messeguè.
A presto!

giovedì 20 novembre 2008



Stasera Mammagolosa vi scrive con addosso un meraviglioso pigiama a strisce, che fa molto banda bassotti, il pigiama è un gentile prestito del Kowloon Hospital di Suzhou, dove Mammagò è ricoverata da questa mattina.
Non sto troppo bene, pare che io sia diventata una delle vittime del latte alla melamina, anche se forse è più probabile che i miei reni avvessero i calcoli già da un pò.
Ho avuto una tremenda colica renale, e non c'è stata altra soluzione se non il ricovero, ed i flaconi di antidolorifico  per alleviare il malessere.
Il valore aggiunto a questa storia, è che siamo ancora in Cina  e che nessuno capisce una parola di quello che dici e viceversa.
Domani mattina dovrebbero farmi un esame per decidere cosa fare delle mie pietruzze...speriamo bene.
Torno a raccontarvi e naturalmente ho le foto con il mio bel pigiamino.
 

domenica 16 novembre 2008

WALL-E AND EVE




http://contrappunto.files.wordpress.com/2008/07/walle.jpg

Mi sono innamorata, mi capita raramente ma stavolta è proprio amore,
mi sono innamorata di Wall-e, mi fermo molto spesso a guardare i cartoni con i miei figli, ma di solito li subisco, raramente sono stata catturata da un cartone come questa volta.

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La storia di Wall-e ed Eve è veramente molto romantica.
Wall-e ti si ritrova solo sulla terra, è l'ultimo robot rimasto, gli umani si sono dimenticati di spegnerlo prima di lasciare la terra ormai invasa dai rifiuti,e lui continua da 700 anni ha fare il lavoro per il quale è stato programmato.
Wall-e però sogna, è un robot che riesce a sognare, sogna un futuro e un mondo al di la dei confini che gli sono stati imposti,  è un robot che si ferma a guardare il cielo, con i suoi occhioni sognanti e speranzosi, domandandosi cosa c'è oltre le nuvole e le stelle.
Wall-e non parla, emette solo qualche suono, e una sorta di dolcissimo Charlie Chaplin, mentre Eve, è un robot super tecnologico arrivata sulla terra alla ricerca di qualche forma di vita, che ridesse speranza agli umani di poter ricominciare la vita sulla terra, umani adesso esiliati su di una navicella, e ridotti in schiavitù dai robot.
Una schiavitù dorata, ma pur sempre una schiavitù.
Ma non voglio parlare del film, non sò se in Italia è uscito, e neanche come è stato recensito, voglio parlare di Wall-e.
Wall-e è diventato l'idolo della famiglia golosa, io è Princi ci siamo proprio innamorate di lui, della sua casetta fatta di rifiuti riciclati, e dei preziosi tesori che trova nella spazzatura, della sua timidezza, della sua dolcezza e del suo coraggio nel seguire Eve nello spazio sconosciuto, e anche del suo scarafaggio domestico.

http://boonage.pjss2.net/images/content/wall-e.jpg

Credo che Wall-e resterà nei nostri cuori per molto, molto tempo, e sarà uno di quei cartoni che vedremo e rivedremo, quasi come il primo Toy Story.

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Una bella storia d'amore, che però ha fatto riflettere i bambini sul nostro modo di vivere, così a stretto contatto con le macchine, così dipendenti dalla macchine, e di quanto sia importante non sprecare energia, riciclando il più possibile, e cercando di mantenere il mondo che ci circonda pulito e curato.
Un bel film da guardare con i bambini, ovviamente ci possono essere molte chiavi di lettura, ma per il momento mi fermo qui, non vorrei svelare troppo.

venerdì 14 novembre 2008

CAOS






avatars_donne (27)violapensiero

 “Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile
scatenare un tornado in Texas?”

E. Lorenz

TEORIA DEL CAOS
Questa teoria, formulata dallo scienziato americano Edward Lorenz nel 1979 (anche se l’intuizione era nata molti anni prima), cerca di trovare spiegazioni a tutta una serie di fenomeni che appartengono, diciamo così, alla categoria del caos, per la loro imprevedibilità, irregolarità e non corrispondenza ai teoremi e leggi convenzionali.

Per illustrare la sua teoria Lorenz usò il paragone dell’effetto farfalla, da cui il celebre aforisma, per indicare come, a volte, un piccolo cambiamento in un sistema, possa provocare grandi conseguenze.

I sistemi caotici erano considerati irregolari e imprevedibili, privi di ordine appunto. Oggi, grazie all’intuizione di Lorenz e al lavoro di molti altri scienziati si scopre che dietro al caos, in realtà si nasconde un ordine nascosto e così complesso da sfuggire alla comprensione e alla percezione umana. Insomma anche nel caos c’è ordine.

Naturalmente posso affrontare questo argomento solo in forma del tutto superficiale, non sono assolutamente in grado di approfondire…ci farei una figuraccia. Sono completamente negata in tutte le materie utili ad una comprensione di tale teoria, chessò matematica, fisica ecc.
Ma non posso fare a meno di essere affascinata dal lavoro della scienza per tentare di spiegare tutti gli aspetti incostanti e irregolari della natura con l’intento di capire i segreti dell’universo.
Non posso fare a meno di pensare a quante siano le cose che la scienza attuale non può spiegare. Ho sempre pensato che là fuori ci sia molto, molto di più di quello che possiamo vedere, toccare, annusare, ascoltare…
Anche se tutto sommato non ci capisco niente, non posso proprio fare a meno di rimanerne incantata.

"...L'essenziale è invisibile agli occhi."
da "Il piccolo principe" - A. de Saint-Exupery


186413- immagine da web -

giovedì 13 novembre 2008

SETE CINESI




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Andate a farVi un giro su questo sito www.shanghaitang.com/shanghaitang/ qui vendono le sete più belle che io abbia mai visto, Shanghaitang è come un nostro Armani, super famoso in Cina,  ha unito l'innovazione, fatta di colori vivaci, ai tagli tipici della sartoria cinese. Io ogni volta che vado in Xintiandi ci lascio il cuore, il negozio è meraviglioso e coloratissimo, mi mette felicità, quella felicità infantile, fatta di caramelle e di colori.
Io entro, giro un pò accarezzo le sete, mi basta,...esco e mi bevo un caffè da Starbucks ( da oggi e tutto natalizio anche lì), con tutti quelle sfumature negli occhi!
Forse anche la cornice fa la differenza, perchè Xitiandi è una delle zone che amo di più in Cina, sarà che sembra molto Europa, e ci sono localini fantastici, per qualche ora posso sognare di essere quasi a Casa.



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Questa scatola è bellissima, io l'ho comprata con l'interno viola...non da lui ovviamente, solo un'imitazione, ma di seta bella, bella...
http://www.gingerfilms.tv/Shanghai%20Master1/Mix%20of%20Modern%20&%20Old/xintiandi/selected/xintiandi4.JPG

mercoledì 12 novembre 2008

COSA METTO SOTTO L'ALBERO?



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Stamattina sono partita per Shanghai, decisa a cominciare l'acquisto di qualcosa per Natale, la citta è già addobbata, brillante di luci e decorazioni, piena di gente e di turisti come al solito. Le nostre tappe quasi obbligate, sono quasi tutte sulla Nanjing road, una strada che per dieci kilometri snocciola negozi di brand famosissimi.
Noi svoltiamo all'altezza di Zara per andare dalla "Ladra", ci si infila in un Hutong, passando di colpo dallo scintillio della Nanjing road,  ad un ambiente proprio cinese, il vecchietto che gioca a majiong, quello che fa gli esercizi, e quella che prepara il pranzo davanti alla porta di casa.
Si entra in una di queste porticine, si attraversa la cucina, il salotto e ci si ritrova in un "negozio" di borse, di ogni marca e di ogni modello, ma essendo "Ladra", ed avendo un giro di turisti americani notevole, non fa partire neanche la trattativa se tu non sei disposto a pagare dai 1000 ai 2500 yuan.
Di solito vado li a "schiarirmi" gli occhi per poi proseguire verso qualcosa di molto più economico, l'altro store dove mi fermo di solito, è al 580Nanjing road, entrando in questo posto si viene letteralmente assaliti dai venditori, che ti invitano a entrare nel negozietto, ed arrivano a strattonarti per farti entrare proprio da loro.
Qui si trova proprio tutto, i souvenir, la seta, le borse, i pigiami di seta, i timbri, i pennelli, il tè, tantissime cose, forse troppe.
Ai regali mi piace pensare con anticipo, e non posso pensare di comprarli in Italia, perchè rientriamo il venti di dicembre, mi piace pensare alle persone, alle loro case, ai bambini e alle loro faccie stupite, mi piace pensare ai regali con cura ed attenzione, mi piacciono i pacchetti sotto l'albero, mi piace l'attesa, guardare la scatola impacchettata immaginandone il contenuto.
Da qui però mi sembra tutto troppo distante, le decorazioni ci sono, gli alberi di Natale cominciano a spuntare nelle vetrine, ma il sole è alto nel cielo, fa caldo, ed il caldo ti fa pensare che il Natale sia una cosa ancora lontana, mentre questi sette mesi di Cina sono passati velocemente, e velocemente volerà anche quest'ultimo.
Inoltre mi sembra di avere un gusto alterato per le cose, la seta con i dragoni, le ciabatte colorate, i piumoni imbottiti di seta, i servizi da tè, i ventagli, e tutto il pregevole artigianato cinese, mi sembrano cose così lontane dall'Europa per metterle in valigia.
Immagino le scatole di seta ricamata con le peonie in un salotto italiano, o il servizio da tè in una credenza italiana...non lo sò.
Ho le idee molto confuse per il prossimo Natale!
Cosa Vi piacerebbe ricevere dalla Cina...cosa Vi piacerebbe nel Vostro salotto!

lunedì 10 novembre 2008

IL SIGNIFICATO DELLA CARTA



POST ALLO SPECCHIO
da un'idea di pescanoce.splinder.com

avatars_donne (27)violapensiero


MOLESKINE

Pagine bianche e sottili, custodite da una copertina nera con gli angoli arrotondati. Un elastico ne avvolge la forma chiudendo il piccolo scrigno. Bianco di carta che ospita fitte evoluzioni d’inchiostro. La mano umile di chi vi scrive, ne affida pensieri ed emozioni. Attimi d’inchiostro accolti calorosamente dalla confortante e devota pagina. Idee, riflessioni,  parole, verità.
Frazioni di pensiero, amore, gioia e dolore, consegnati alla memoria di piccole bianche facciate, intime e fedeli. Appunti dell’anima, fluttuanti e liberi, si posano sulla materia. Il profumo ghiacciato e pungente dell’aria, l’armonia della natura dormiente, l’immenso dell’anima racchiuso nelle parole. Il bianco, il nero, l’orizzonte, lo scricchiolìo del ghiaccio. 
Storie di vento, di impronte sulla neve, di incontri segreti con l’anima, di verità estrapolate dal silenzio. La carta è lì silenziosa, aspetta fedele.
Journal_and_Glasses_2_by_LucidSleep  - immagine da web -


Solitude_by_Xibalban

- immagine da web -




"La parola è un'ala del silenzio."
(P. Neruda)

CIABATTE




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Quanto può essere piacevole arrivare difronte alla porta di casa togliersi le scarpe, riporle a terra accanto all'uscio ed indossare quelle belle ciabatte cinesi, di seta broccata, lasciando fuori la città, lasciando fuori il caos e la sporcizia, lasciando fuori tutti gli odori sgradevoli e nausenti, entri in casa con le tue ciabattine colorate ed il mondo è di nuovo a tua misura, la mente si calma, lo stress da terribile giornata cinese si allontana, a casa tua nessuno può entrare, una volta chiusa la porta, li guardi tutti dall'alto.
L'altezza cambia la prospettiva, loro sono lontani, tu sei in alto fra le nuvole, nessuno potrà più turbare il tuo equilibrio.L'aria era tersa, il cielo pulito e con le nuvole, volevo regalare ai bambini una giornata di relax, e di divertimento, mi sono lasciata ingannare dal bel tempo, e non ci ho pensato su neanche una volta....
"Bambini si va in downtown, andiamo a cercare qualche regalo di Natale da MeiMei (un negozio dove vendono la seta), vi porto a pranzo fuori, e poi andiamo a giocare a Bowling con i piccoli Expat"....
Il centro era un caos impensabile, migliaia di persone sulla strada pedonale, tutti volevano toccare i bambini, tutti si avvicinavano per guardarci, io ho dovuto difendere i miei figli dalle mani invadenti dei cinesi, e dalle loro insistenti macchine fotografiche .
Il negozio delle sete era pieno di gente, turisti e non, e poi naturalmente appena noi siamo entrati, la strada vi si è riversata dentro, non ho comprato nulla e non so neanche se avrò mai il coraggio di tornare in centro.

Ci siamo rifugiati in uno Starbucks che però non aveva il bagno( ed ai bambini scappa sempre la pipì), abbiamo pranzato per 100 yuan in 4, in un ristorante che aveva visto tempi migliori, forse il McDonalds che suggerivano i bambini poteva essere una valida alternativa, globalizzata ma forse più pulita.
Abbiamo lottato dieci minuti nello smog più feroce, per accaparrarci un taxi che ci portasse al bowling.
Il bowling era talmente vecchio, che ricordava quello di "Happy days", ovviamente non funzionava, ci metteva tantissimo tempo per restituiti la palla e sistemare i birilli, i bambini si sono solo ulteriormente innervositi, una giornata di relax si è trasformata in un BCD...

Solo la vista delle nostre ciabattine colorate è riuscita a tranquillizzarci!
Casa dolce casa, ciabatta cara ciabatta!

Queste sono le ciabattine che i cinesi mettono ai bambini per tenere lontani gli spiriti maligni!


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giovedì 6 novembre 2008

CINA QUOTIDIANA



A qualcuno che non vive stabilmente in Cina può sorgere spontanea la domanda
"Ma come passerano il tempo le Expat?"
Credo di poter parlare a nome di tante di noi, dicendo che il nostro grande problema è farsi capire.
Ogni piccola cosa diventa un'Odissea, una storia infinita, comprare i beni primari è un'impresa ardua, entrare in un supermercato cinese ed uscirne con qualcosa che assomiglia alla lista che ti eri prefissata e già una buona cosa, e che comunque ti provoca uno stress fisico e psicologico degno dei nostri periodi Natalizi.
Credo che, forse, se io arrivassi da New York tutto mi sembrerebbe normale, ma venendo da un piccolo paesello alla confusione non sono abituata.
Qui è come uscire ogni giorno in periodo pre natalizio, i centri commerciali stracolmi di gente, le strade intasate di macchine.
La vita quotidiana, le incombenze domestiche, sono complicatissime, farsi capire ed ottenere quello che si vuole, un'impresa ardua.
Cervavo una rubrica per Anziano, ne aveva bisogno per scrivere le "parole difficili" in Inglese, non l'ho ancora trovata, mi è stato risposto che loro non hanno le lettere, e quindi di una rubrica non hanno bisogno, sicuramente la troverò a Shanghai, ma qui a Suzhou non c'è.
Cercavo un cucchiaino morbido, tipo di silicone per un'amica che deve cominciare lo svezzamento, ho trovato solo mini bacchette, ma di cucchiaini neanche l'ombra, siamo finite in un negozio all'interno di un ospedale e solo lì l'abbiamo trovato.
Da noi basta uscire è andare alla Chicco, o anche solo al supermercato.
Le giornate si complicano strada facendo...

Ieri mi ero prefissata una tabella di marcia non troppo serrata, ormai sò che i tempi si dilatano, e quindi mi lascio del tempo tra una cosa e l'altra, mi sono fermata a fare un prelievo al Bancomat...digito il codice ed il bancomat mi "mangia" la cartina, con la pazienza che ormai mi contraddistingue entro in banca sperando che qualcuno parli inglese.
Fortunatamente, una ragazza parlava un discreto inglese...
"Il bancomat mi ha preso la carta...."
"Hai sbagliato il codice..."
"No veramente no, deve esserci qualcosa che non va nel vostro sportello!"
"Succede solo se si sbaglia il codice..."
"Non ho sbagliato il codice, non so perchè io l'ho digitato non mi ha detto che era sbagliato, l'ha solo mangiata..."
"Hai sbagliato il codice..."
"Ok...ho sbagliato il codice, ma la carta è mia, sono solo occidentale e anche un pò stordita, devo proprio aver sbagliato il codice..."
Nel frattempo si avvicina a noi un usciere, e con la solita discrezione che li contraddistingue, comincia a parlare in cinese con l'impiegata...
"Da dove vieni..." mi chiede l'impiegata su suggerimento dell'uscere...
"Dall'Italia" dico a lei "Dall'Italia..." dice lei all'uscere
L'uscere dice qualcosa a lei...
"Lui ama molto l'Italia..." mi dice...
"Uao!!!! Che bello...posso riavere la mia carta..."
L'uscere continua a dire qualcosa....
"Vuoi sentire una canzone in italiano..."
"Uao!!! Una canzone in italiano, magari dopo, posso riavere la mia carta?"
"Certo, certo la carta, dammi il passaporto!"
L'usciere continua a parlottare...
"Dice che Venezia è bellissima..."
"Grazie, effettivamente è davvero bella, posso avere la mia carta?"
L'usciere continua nel suo dialogo...
"A lui piace anche il calcio, vuoi sentire una canzone?"
"Veramente i vorrei la mia carta, ma se lui vuole cantare intanto che tu me la recuperi va bene lo ascolto volentieri..."
"Certo la carta...devi compilare questo!"
...ovviamente il modulo è tutto in cinese...
"Cosa devo scrivere e dove lo devo scrivere?".
L'impiegata gentilmente mi indica come compilare ed intanto l'uscere continuava a guardarmi speranzoso...
"Signorina, digli che mi canti questa canzone italiana!"
L'usciere galvanizzato dall'idea di avere un pubblico esperto alla sua esibizione di canzone italiana, si è schiarito la voce si è aggiustato la divisa, ed ha cominciato a cantare 'O Sole mio misto con Santa Lucia, lo ascoltato rapita, pensando che nessuno mi aveva mai cantato 'O Sole mio, e tantomento all'interno di una banca, intanto si era formato un capannello di persone ad ascoltare il tenoreusciere, alla fine ho applaudito, l'ho ringraziato, gli ho detto bello, bravo (in cinese)...
"Posso avere la mia carta, adesso!"
"Ti è piaciuta la canzone?"
"Bellissima, mi sono sentita come a casa...in banca noi cantiamo sempre, specialmente in questo periodo. Posso avere la mia carta, ho un pò fretta!"
"Si, adesso vado ad aprire lo sportello e la recupero!"
Mi lascia con l'uscieretenore, che continuava con le sue canzonette, e poi diceva cose senza senso in italiano...
" Piza...Venezia...Pavalotti...Calcio...Spaghetti...Tolle Pisa (inclinandosi con il corpo)..."
Finalmente dopo un pò ritorna l'impiegata con la mia carta, io saluto, faccio per uscire, ma l'usciere mi richiama, parlotta con l'impiegata...
"Vuole sapere se torni ancora qui, così lui ti può cantare nuove canzoni..."
"Certo che ritorno, la prossima volta lo porto a casa con me a mangiare la pizza!"
Lei traduce....
"Grazie, grazie, grazie...io amo l'Italia!"
"Ci vediamo presto!"

Allora, per concludere, "Cosa fanno le Expat tutto il giorno?".
Le Expat cercano di arrivare a sera, mantenendo un minimo di equilibrio mentale, facendo la gincana tra i tassisti pazzi, gli uscieri tenori, le lisavendicasa, gli ingengneri aggiustatutto, i vari work in progress, cercando di fare il pane e procurandosi i beni di prima necessità...credemi non è un mestiere facile fare l'espatriata!
 

lunedì 3 novembre 2008

REGALI UTILI



Telefono di Big...
"Si sono io, come mai mi chiami di domenica, è successo qualcosa..."
...
"Certo anch'io sono molto onorato di lavorare con te, sei un valido collaboratore per tutta l'azienda..."
...
"Non era necessario, non serviva che tu ti disturbassi...
...
Big dopo qualche altra chiacchiera riaggancia, si gira verso di me con sguardo terrorizzato...

"Dò...ci hanno fatto un regalo!"
...
Prima di andare avanti con la storia bisogna che voi sappiate che i cinesi sono persone generose, e ci tengono a fare bella figura, "non perdere la faccia", è un espressione di uso comune, quindi se si lavora con loro, o si suggellano affari vantaggiosi, ti fanno regali o ti invitano a cena, che forse è anche peggio.
Se ti invitano a cena ti portano in ristoranti rinomati dove si mangiano specialità costosissime, ma non troppo vicine ai nostri gusti, le pinne di squalo, le bave degli uccelli, la tartaruga, o i lumaconi di mare, che pare facciano tanto bene agli uomini (meno male, dico io, che ne sarò risparmiata).
Se ti regalano qualche cosa, solitamente si tratta di cesti di frutta tropicale, tè preziosissimi, dolcini ripieni con pasta di loto (altro ingrediente preziosissimo, ma non proprio buono), bottiglie di liquore, sigarette, o anche soprammobili assurdi tipo timoni o mani che si stringono.

Dopo un pò Big torna con due cestini di vimini e con lo sguardo un pò imbarazzato....

"Cosa ti hanno regalato? Frutta?"
"Purtroppo no...mi hanno regalato Granchi Pelosi!"
"Cosa ce ne facciamo noi di Granchi Pelosi!"
"Si mangiano!"
"C'era da immaginarlo si mangiano tutto 'sti cinesi, io adesso dove me li metto due cestini di granchi?"
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Intanto che io e Big discutevamo sul da farsi la Principessa apre i cestini...

"Oh POVERINI...Oh POVERINI...sono tutti legati, mamma sciogliamoli mettiamoli nella vasca da bagno...ma che CARINI...sembra che abbiano gli stivali....mettiamoli nella vasca...togliamogli le corde...Oh POVERINI..."

"Principessa non possiamo metterli nella vasca, adesso papà li riporta in negozio, perchè noi non sappiamo cosa fare con tutti questi granchi..."

"Ma posso averne almeno uno, sono così CARINI...sono così CARINI..."

Abbiamo discusso un pò ma poi come vedete dalla foto Mr.Crab è rimasto nella mia vasca, mentre Big portava il resto della famiglia Crab a casa di amici, che li avrebbero trasformati in qualcosa di commestibile.
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La Princi ha passato tutta la domenica a giocare con Mr.Crab nella vasca da bagno, poi ieri sera l'ho convinta ha liberarlo nel Jinji Lake, dopo pianti, e addi prolungati finalmente l'ha lasciato andare, in cambio di una promessa.
Le ho promesso, che avrei scritto di Mr.Crab sul mio "Glob", per chiederVi un favore speciale, se qualcuno di voi incontra Mr.Crab ci manda una foto?
Cosi sappiamo dove è arrivato, e se sta bene!
Grazie da parte mia e della Princi!


Questo è Mr.Crab....
http://farm4.static.flickr.com/3043/2998818002_eec362b4e1.jpg