mercoledì 29 giugno 2016

L'essenziale non fa per me







L'essenziale è invisibile agli occhi diceva il piccolo principe.

L'essenziale non fa per me...e meno male che l'essenziale è invisibile perché il superfluo si è tutto materializzato sul mio letto e tenta di entrare nell'ennesima valigia.

Non sono essenziale, e me ne sono pure fatta una ragione, poi sono ossessionata dagli abbinamenti di colori, scarpe, borse, orecchini....no non sono essenziale. Per ogni borsa una scarpa (quelle da ginnastica comprese) per ogni scarpa un orecchino, per ogni orecchino un foulard, per non parlare delle collane che neanche Moira Orfei (buonanima). Tutte chiassose cianfrusaglie ovviamente, nulla di capitalizzabile, come mi ricorda sempre il mio paziente BiondoMarito.

Lo zaino per Santiago sarà una sfida vera, 10% del tuo peso, consigliano....ho pensato di darmi ad un'estate di abbuffate.

Io e l'essenzialità siamo agli opposti, e il tutto diventa abbastanza fastidioso per una senza fissa dimora da diversi anni, vorrei avere tutto con me, ovviamente non si può, una valigia a testa, giusto giustissimo....ma ma come posso io far star tutto in una valigia?

Se riesco a fare questo casino con degli abiti, figuratevi con tutto il resto.


Sono non essenziale in molte mie manifestazioni, quando amo, quando mangio, quando mi alleno, quando mi prefiggo un obbiettivo, sono non essenziale con le persone, con le opinioni, con i punti di vista, non finisco mai un ragionamento, mi perdo in opzioni, sfumature ed alternative, "...vivi e ragioni con la pancia..." mi diceva sempre la mia mamma, e non è sempre una buona cosa.

Vivo sudata e sporca, ed a volte stanca così stanca che liquidare tutto con un leggero dondolio della testa mi sembra la cosa più sensata.

Ma mi sono dilungata e mi aspetta la mia non essenzialità da infilare in valigia.

E' come diceva sempre la mia mamma un ".... bel vaffanculo diretto a volte serve a te e pure a chi lo riceve..." lei sì che era essenziale. 

mercoledì 1 giugno 2016

Camino de Santiago






In questo anno di vita europea ho viaggiato molto, vicino e lontano.

I ritmi più umani ed i ragazzi sempre più "grandi" ed autonomi mi hanno dato modo di stralciare qualche desiderio dalla mia bucket list.

Sogni nel cassetto che ho potuto condividere con Mr Big, che fino ad un anno fa le ferie se le sognava, ben due viaggi, prima le Maldive a gennaio, la Thailandia ad aprile, ed anche uno spettacolare week end lungo nella bellissima Praga.

Prometto di dedicare ad ognuno di questi viaggi un post, noi viaggiamo molto ma molto low cost, capite bene che Maldive e low cost sembra un ossimoro, vi assicuro che non lo è e che si possono visitare le vere Maldive senza ipotecarsi un rene.

Parlavamo di bucket list, da un po' di tempo sono entrati nella mia lista gli ultimi 300km del Camino Francese, da Leon a Santiago de Compostela.

Nella preparazione di questo viaggio, mi sono giocata un ginocchio e mi son fatta diversi nemici, tutto parte sotto i migliori auspici direte Voi, ma più mi si mettono di traverso più la mia "capa sicula" mi sprona ad andare.

Le motivazioni di questo mio camino non sono religiose ma piuttosto personali, l'idea di essere sola con la strada ed i miei piedi, l'idea di percorrere una strada importante per tutti i viaggiatori sotto diversi punti di vista, l'idea di avere una meta giornaliera un piccolo viaggio quotidiano, una sfida fisica e psicologica.

Le domande che mi pongono più spesso sono:

"....ma perché?"
"....ma sola sola?"

Alla prima domanda non ho una risposta sensata, un po' credo sia una sfida fisica, ma soprattutto mentale, poi c'è la curiosità che muove i miei viaggi da sempre.

La seconda è più facile, sola, sola perché in camino ognuno deve avere i propri ritmi ed il proprio tempo, all'inizio eravamo in due in quest'avventura ma diversi punti di vista (sempre la vecchia storia della forma e dei contenuti) ci hanno diviso poco prima di partire, per un paio di giorni ho pensato, vabbè non è il caso che parta sola, sola non ci riuscirò, io la regina del casino organizzativo non potrò mai farcela, poi mi son detta che con il ca..o mi faccio fermare da un imprevisto, che anzi è stata una fortuna capirlo adesso e non durante il camino, che alla fine sono percorsi che bisogna fare in solitaria.

Mi son detta prenderò atto dei miei limiti e ne farò la mia forza.

Stabilirò tappa per tappa con la precisione che il mio essere confuso mi permette e poi all'arrembaggio come al solito, ce la farò e sarà bellissimo, troverò sicuramente altri pellegrini sgarrati che mi salveranno dalla mie mancanze, mi concederò anche qualche lusso, prenoterò gli albergue e ogni tre giorni dormirò in un Hotel vero, perché va bene pellegrina ma io nasco principessa sul pisello, mai dormito in una tenda (e non ne faccio un vanto) in vita mia figuratevi in un Ostello pieno di pellegrini russanti e con un solo bagno in comune.

Diciamo che ogni tre giorni mi concederò un po' di privacy, una doccia vera ed un letto decente, bisogna tener conto dei propri limiti ed io i miei li combatto da sempre, ma sono tosti.

Se qualcuno passa ancora di qua, vista la mia pessima attitudine con questo blogghino, ed ha qualche consiglio, link, suggerimento, vuole spronarmi o scoraggiarmi, mi farebbe piacere avere i vostri consigli.



venerdì 9 ottobre 2015

Padre di adolescente.....Femmina.






“Tua figlia domani andrà a cena fuori.”

Padre di adolescente femmina:

“Tuo figlio è sempre a cena fuori, sai che novità, anzi deve darsi una regolata, non è che può fare sempre quello che vuole, è più fuori che a casa!!!”

Ripeto.
“Tua figlia domani andrà a cena fuori con compagno di scuola e poi al concerto con la classe di musica.”

“Chi?."

“Tua figlia, domani, andrà a cena fuori con un compagno di scuola e poi andrà  insieme alla sua classe al concerto.”

“Un concerto....bello, che belle cose organizza la scuola, le opere classiche  sono molto importanti per chi studia musica.”

“Prima del concerto andrà a cena con un compagno di classe.”

“Ah...e non può cenare a casa?”

“No, non cenerà a casa, domani tua figlia andrà  a cena fuori con un compagno di classe.”

“Una compagna? La sua amica slovacca?”

 “AMICO MASCHIO, Amico maschio (con ormone adolescenziale e presumo molti brufoli ma suonatore di violino per cui spero nella sua sensibilità).... inoltre per il concerto c’è un dress code, formal.”

Padre di adolescente femmina...con sguardo impaurito, messo all’angolo dalla dura realtà, cerca di trovare una via d’uscita da questa incresciosa situazione.

“Ah....bhe....allora non può andare ha solo jeans e felpaccie.”

“Infatti...mi ha chiesto in prestito uno dei miei tubini neri e accessori.”

“Ah...ma comincia ad essere freddino, dille di coprirsi bene,sciarpa, cappello.”

“Ammore mio di tutta una Vita....ci sono 20 gradi, e anche un pochino d’afa a dirla tutta, sciarpa e cappello non mi sembrano proprio il caso.”

“Scusa che ti chiedo....ma su quel sito cinese dove  compri tutte le tue stronzate  li vendono i Burqa?”

Padre senza speranza.



martedì 22 settembre 2015

Corsi di sopravvivenza

Corsi di sopravvivenza....così si chiamano i corsi di lingue che ti propongono appena arrivi in un paese nuovo.

Ho sempre creduto poco nell'integrazione, ma mi sono posta sempre con molto rispetto nei confronti del paese che mi accoglieva, saper dire almeno grazie e prego ed avere una minima conversazione di base mi sembra educato e quasi dovuto, l'inglese qui lo parlano abbastanza, ma non riuscire a capire il vecchietto al parco mi sembra veramente poco educato.

Questi corsi sembrano un pò una barzelletta..."...c'erano due danesi, due koreani e un italiano...", si incontrano veramente persone fantastiche, si ride un sacco e si imparano un sacco di cose.

La Koreana è qui da nove anni, è solo ora si è decisa a fare il corso di Slovacco....nessuno parla mai con me, adesso provo io a parlare con loro, mi dice con aria un pò affranta, i Koreani non sono proprio i personaggi da party dell'area asiatica, ma neanche così chiusi, gli slovacchi invece sono degli ossi veramente tosti, lo straniero è straniero e tornatene pure alla tua casa, il casino in piazza che stanno facendo per 800 profughi, in un paese dove non c'è disoccupazione, dove nessuno ruba niente a nessuno anzi c'è bisogno di forza lavoro, è abbastanza significativo.

Ma io sono fiduciosa e la bella signora Koreana anche, oggi nonostante le difficoltà di pronuncia si è sperticata con i verbi....bravissima e motivata.

La Signora Danese, stereotipo di se stessa, alta, bella e bionda....ha studiato cinese e vissuto in Cina per 4 anni, per cui mi da suggerimenti di pronuncia nell'unica lingua che ci è comune, questo si dice come bere in cinese, questo invece si dice come mangiare mi suggerisce sottovoce anche lei ha imparato le basi della vita cinese, che se magna, cosa ci beviamo, "Campei" e giù il bicchiere fino in fondo!!!!!

Io....io faccio una fatica pazzesca, la maestra ha un inglese molto base, per cui tende a spiegare tutto in slovacco o con dei disegnini, la mia compagna di banco mi suggerisce in cinese, io penso in italiano e prendo appunti in inglese, un approccio un pò articolato per una lingua con una grammatica molto molto complicata.

Gli adolescenti inoltre mi prendono in giro, ridono dei miei quadernini da prima della classe, anche perchè ho ricominciato il corso il cinese, e la settimana prossima io e Big cominciamo il corso di spagnolo,  alla tua età pretendi un pò troppo da te stessa, dovresti riguardarti...mi ha detto l'altro giorno,,,,la mia età brutto figlio di 'ntrocchia sono 40 anni non 400, vorrei per un giorno guardarmi con gli occhi di un adolescente, magari scoprirei rughe nascoste o magari sono solo impauriti, in quanto a determinazione gli sdraiati non riescono mica a starmi dietro.



martedì 15 settembre 2015

Super eroi in famiglia

No....la Slovacchia non mi ha ucciso...ci ha provato con tenacia, ma è riuscita a regalarmi solo momenti di alti e bassi (più bassi che alti, a volte molto molto bassi), ed ho perso di vista me stessa, figuratevi il blog.

Ci son stati momenti così bassi che mi son detta che non potevo farcela, che la Slovacchia mi rifiutava ed io non riuscivo a fottermene come al solito, un malessere così forte che a volte mi rifiutavo di uscire e di pensare, cercavo solo di far passare il tempo in maniera più indolore possibile.

Mi sono provata nei limiti fisici, con la disciplina e la dieta, sono più mentale che fisica, se la testa tiene il corpo segue a ruota, in questo caso è stato il contrario, la testa non teneva per nulla....giusto per rendevi partecipi nell'ultimo anno ho percorso circa 700 km (e perso circa 15 kg)... con i piedi, camminando, correndo, arrancando...che fosse bello, che nevicasse, che ci fosse il fango, scarpette e via verso pensieri migliori, è stata la mia medicina.

Non saprei come descrivere l'anno passato, tosto...molto tosto, una sfida giornaliera, un punto sfocato all'orrizonte, la consapevolezza di essere fortunata, "privilegiata" eppure triste, di una tristezza lacrimosa e cattiva, un malessere per il quale non c'è spiegazione, un brutto "raffreddore" ti metti nel tuo angolo con il tè ed i fazzolettini ed aspetti che passi.

La fatica più grande quando si fà questo tipo di vita è costruirisi una quotidianità, qui è molto tosta, riadattare una famiglia ad un nuovo tutto dopo neanche un'anno dal trasloco dalla Cina, un solo anno di Thailandia per poi ripartire....lasciare la Cina era già stata una sfida grande...ripartire dalla Thailandia dopo meno di un anno e stato troppo anche per me.


Alla fine se mi guardo indietro anche in quest'anno di cose ne ho fatte parecchie e di sfide ne ho vinte parecchie, sono fiera di me e di quello che sono riuscita a fare nonostante questo disagio triste che mi porto in giro da un pò.

In mio aiuto è arrivata una super eroina.



Qualche mese fa è arrivata Mafalda, ha convissuto per un pò con la nostra micina, Xiao Mao, è stata con noi in Cina, in Thailandia e poi qui, la nostra micina, una parte importantissima della nostra famiglia, il folletto domenstico sempre attento e sgarbato ci ha lasciato, l'abbiamo accompagnato in maniera più dolce possibile fino alla fine, forse in alcuni momenti ci siamo accaniti....forse non ci rassegnavamo alla bruttissima evidenza.


Mafalda dicevamo.


Mafalda ha i super poteri....e le orecchie enormi.

Mafalda è la gioia di vivere fatta cane.



Riesce a mimetizzarsi.


Riesce a passare allo stato liquido.


Riesce a farti ridere....sempre...la guardi e sorridi, non puoi far altro.

Riesce a sciogliere gli animi timidi degli slovacchi, non capisco cosa dicono ma il tono si fa molto dolce,

Riesce a "condizionare" in maniera fetida l'aria, con risate scomposte da parte di tutti.


Riesce a far muovere gli "sdraiati", adolescente maschio la adora e la porta al parco, adolescente femmina se la porta al centro commerciale e la lascia dormire nella sua camera che solitamente è off limits per tutti.


Riesce a fare dei concerti rilassanti, lei dorme, russa e grufola, tu ti rilassi, è riuscita a sciogliere anche il Manager con la camicia ed i gemelli, che la mattina bacia prima lei e poi me.

Quindi eccomi.

Ci sono, ogni tanto la vita prova a "scamazzarmi" e a volte ci riesce, ma alla fine sono qui, positiva e propositiva, sto organizzando i miei viaggi per quest'anno, e mi sono finalmente iscritta al corso di Slovacco, mercoledì comincio....inoltre oggi piove, fa freddino, ed io sono felice lo stesso.


Durante un mio viaggio in Cina ho anche fatto un nuovo tatoo, ricco di buoni propositi.


Grazie a tutti Voi che ancora passate di qua.

Per le foto vi rimando al mio account instagram, mammaincina ...su quello sono stata molto più social.

A presto.










venerdì 14 novembre 2014

Adolescenti e scelte complicate

Sopravvivere all'adolescenza dei miei figli sarà una questione molto impegnativa....

La Principazza è entrata nell'adolescenza intorno ai tre anni, non ne è ancora uscita.

L'Anziano di casa ha avuto un percorso più regolare, ma ormai è dentro il tunnel adolescenziale da almeno 5 anni.

Crescono, vogliono vivere da adulti e ribellarsi a tutto quello che dici, tu invece vuoi solo mantenere una rotta domestica che sia almeno decente.

Vorresti un letto rifatto, i calzini nella cesta, un minimo di civiltà negli approcci sociali, magari anche un minimo di euforia se invito la famiglia fuori a cena.



Cose banali....

Poi c'è l'annoso problema della scelta delle materie scolastiche, perchè nel percoso di studi internazionali, non si sceglie una scuola superiore, ma alcune materie in cui specializzarsi.

L'Anziano di casa vuole fare il Biologo, vabbè fai quello che ti pare, quindi ha scelto la biologia, la chimica e deve scegliere una lingua straniera, premetto che negli ultimi sette anni ha sempre studiato cinese.

Ieri arriva a casa e mi dice.

"Io come lingua straniera vorrebbi portare italiano."

Parla italiano come Renzi parla inglese.

Cominciamo benissimo....io con gli occhi fuori dalle orbite, pensando al culo che si è fatto per il cinese, a tutti i soldi spesi, gli chiedo timidamente e senza nessuna pretesa di prevaricarlo nelle sue scelte, come mai questo pensiero sull'italiano.

"Bhe...lo parlo da sempre, perchè non posso portalo, sarà sempre più facile che portare cinese. Io penso che è meglio per me se scelgo italiano."

Cito testualmente.

Che dire, cercano la strada più semplice, ma stavolta si trova incastrato tra una lingua madre difficile, della quale conosce solo la versione "familiare" (che anche noi adulti cominciamo a parlare e scrivere male a forza di cambiare paese e lingua) ed una terza lingua impossibile, posso capire la ricerca di una scorciatoia.

Io penso invece che devo correggerti sempre i condizionali e richiamarti quando sembra di parlare con la versione umana di Google traduttore, o con l'imitazione dell'onorevole Razzi.

Comunque ho imparato che gli adolescenti vanno lasciati "sedimentare", ho espresso le mie perplessità e mi sono ritirata nel mio angolo.

Dopo due minuti arriva il genio femmina.

"Ho deciso....Musica, Arte, Storia e Spagnolo come lingua"

Perchè in questa casa non ci facciamo mancare niente, se chiedete a Franci del perchè di Biologia vi risponde che vuole creare un Virus farlo diffondere e poi vendersi il vaccino a caro prezzo, ci sono degli ideali profondi dietro, mica sciocchezze. L'anno scorso era più orientato sulla chimica, ma quello era il periodo di Breaking Bad per cui voleva diventare un produttore di metanfetamine.

Due brave persone, due personcine a modino a modino.

Il genio femmina dicevo....vuole fare il Deejay, per cui ha scelto Musica ed Arte, ma fortunatamente non le è venuto in mente di scegliere l'italiano.

Il Genio Femmina in questo momento è appassionata di Ghotic, CreepyPasta, Dubstep, veste solo di nero e sembra che abbia passato un guaio brutto brutto, e vuole andare a vivere in America dove "tutto nasce e tutto muore" cit.. Poi ogni tanto arriva, mi bacia, mi abbraccia chiamandomi la "mia mammina", quando si accorge del mio sguardo stupito mi dice "Cosa c'è non posso baciare la mia mammina?", per carità bacia, bacia pure mentre dentro di me penso che presto arriverà una mail dalla scuola in cui mi diranno che hai organizzato un party di Halloween abusivo negli scantinati, con tema Zombies.

Fatica...ti guardano con aria critica chiamandoti Hipster MoM, tu che pensavi che gli Hipster fossero quegli uomini barbuti, con i pantalocini a sigaretta e le camicie a quadri, pare ci sia anche una versione femmina e che io ne sia degna rappresentante.

Fatica....
Alla fine tirando le somme l'Anziano ha pensato che forse se la cava meglio con cinese, dalla scuola della genia nessuna nuova anzi qualche buona nuova, ma non vorrei dirlo troppo forte.

Fatica, ma alla fine faccio spallucce, porto pazienza, incrocio le dita....e lascio sedimentare.

Per i miracoli mi affido a San Gennaro io non sono in grado.







mercoledì 5 novembre 2014

Al supermercato vendono gli slittini.



Quando stavamo decidendo per Bratislava i miei adolescenti fetenti mi hanno fatto vedere questo video.





"During the winter can get very depressing" e da li mi è partito l'embolo della neve e del freddo, ho rotto le palle ad amici vicini e lontani con la menata del freddo della neve , del congelamento, dei reumatismi e dei geloni sono partita con Piumini e Ugg, sciarpone e cappelli.


Fino ad adesso nulla di grave a parte un paio di giorni la settimana scorsa, stamattina 19 gradi e risalendo la collina sono rimasta in canotta, mi sto guadagnando una bella abbronzatura da muratrice. La cosa che però mi inquieta è la quantità  di burro e margarina che vendono al supermercato, inoltre difronte al banco frigo oggi vendevano anche gli slittini.

Da un lato burro dall'altro slittini.


Quindi....Ergo il freddo arriverà, gli slittini ed il burro serviranno a sopravvivere,



Noi abbiamo molti yogurth, ma solo un paio di tipi di burro, qualche margarina, ma è già difficile trovare lo strutto in tutti i supermercati, qui un banco frigo pieno di burro, margarina e strutto...con difronte gli slittini, ed io con la mia canottiera mi sento parecchio inquieta. 


Il freddo arriverà di sicuro, i veterani di Bratislava mi raccontano di inverni epici con nevicate iniziate ad ottobre e mai finite fino a marzo, di temperature polari, dei "mitologici" meno 26 (con i quali ho stressato l'anima ad amici vicini e lontani)....ed io che sono a dieta dello strutto cosa me ne faccio? Lo strutto è forse un alimento che se spalmato addosso può proteggermi la pelle? E' magari anche nutrirla e combattere l'invecchiamento....sono certa che valicherò frontiere cosmetiche molto estreme, o forse serve per sciolinare lo slittino? 



Vedremo come usare burro (burro però mi fa tanto ultimo Tango a Parigi...potrebbe essere una spiegazione plausibile, freddo, tutti chiusi in casa...bisogna pur ingannare il tempo) e slittino, per il momento mi godo il tepore e le mie corsette sul danubio, quella del video non è di sicuro Bratislava, che invece è una città molto carina e vivibile, non economica per quello che offre, centro storico molto accogliente di una capitale "piccolina" ma con i prezzi di una grande metropoli con grossi problemi di parcheggio, parcheggiare in centro può costare anche 5 euro all'ora, i mezzi pubblici però vanno ovunque costano relativamente poco ed hanno biglietti a fascia oraria con i quali si possono prendere sia tram che autobus, il sito dei trasporti ha anche la versione in inglese, per cui nessun problema da quel punto di vista.





Il burro, lo strutto e lo slittino invece continueranno ad agitare le mie notti.




mercoledì 29 ottobre 2014

Dove eravamo rimasti....dalla Thailandia alla Slovacchia.

Dove eravamo rimasti...

Eravamo in Thailandia...dalla quale siamo partiti in tutta fretta per una nuova offerta di lavoro in Europa a Bratislva.

La Thailandia non ci è entrata nel cuore profondamente come la Cina, anche perchè non vorrei definire Pattaya come la Thailandia, basta farsi un giro in rete per capire che non è una città vivibile, specialmente con dei ragazzi...per noi adulti però è stato un pò come abbandonare una nave che affonda, sull'aereo che ci ha riportato in Europa abbiamo vissuto un mix di sensazioni complicate. Abbiamo scelto fondamentalmente per i ragazzi, allettati certamente da una buona proposta lavorativa....ma di sicuro non dalla vita Europea. L'Asia ci manca profondamente, andiamo nei ristornati thailandesi a sniffare le zuppe di curry e ci fermiamo nelle bettole cinesi solo per scambiare qualche parola in mandarino....se vedo un raviolo al vapore mi salgono le lacrime agli occhi!!!!

Mal d'Asia duro e puro, il dolore più grande è stato lasciare le mie compagne di viaggio, ogni volta incontri persone speciali che fanno con te un pezzo di strada, le Cristine sono state fondamentali nel mio soggiorno thailandese e lo sono state anche qui a migliaia di chilometri di distanza, con i mille messaggi che mi mandano ogni giorno, sono state preziose specialmente nel primo periodo di questa nuova avventura quando il biondomarito non era qui con noi ma nel lontano Mexico...vita strana la nostra.

Ogni volta è una tragedia....ogni volta devi riaggiustare tutto, lasciare Patrizia in Cina è stato tremendo, ma anche con lei e come se fossimo ancora insieme, prossimo progetto organizzare un viaggio on the road tra Laos e Vietnam...solo noi due...la strada e magari stavolta (solo per stavolta ) uno zaino, nonostante la mia idiosincrasia per l'oggetto in questione.

Il dolore più grande è stato però lasciare Khun Gio ed i suoi bambini...difronte alla porta dello Shelter ho pianto tutte le lacrime che avevo in corpo, li mi è sembrato proprio di mollare, non avrei fatto la differenza, come dice Giorgio "svuoto un oceano con un cucchiaino bucato"...ma difronte a quei piccoli mi è sembrata una fuga, un azione codarda e meschina...o scelto per i miei figli, sono stata un buon genitore, questo mi ripeto da mesi, ma non ne sono ancora troppo convinta.

Bratislava ci ha accolto con il sole e con il caldo...sono solo due giorni che fa freddino, dalla mia casetta in collina vedo l'Austria, i miei ragazzi prendono i mezzi pubblici senza problemi, andiamo a casa almeno una volta al mese, riesco ad allenarmi ogni giorno, ho perso 10 chili e sono pronta per la mezza maratona che potrei fare anche in salita (abitiamo in collina), mio marito torna a casa a pranzo e non lavora il sabato, ho trovato anche un lavoretto, tutto tranquillo...troppo tranquillo.

Sono felice? Si, e se esamino i fatti non ho proprio nulla di cui lamentarmi... No...sono una codarda ho scelto la strada più comoda, la sensazione per il momento è questa.

Capisco che sono pensieri confusi, sono stati mesi intensi dal punto di vista fisico ed emozionale.

Perdonatemi, come sempre per le ennesime parole confuse.

Dalla prossima volta torniamo alla leggerezza delle piccole cose.



mercoledì 11 giugno 2014

Ci sono dei giorni in cui mi montano delle carogne assurde.

Ci sono dei giorni in cui mi montano delle carogne assurde.

Giorni in cui non riesci a gestire l'argine delle emozioni.

Giorni in cui si frantuma la fiducia e l'amore che provo per l'essere umano.

Giorni in cui ti rendi conto di essere uno schifo di essere umano.

Giorni in cui ti dici che se qualcuno pubblica ancora una volta la foto di un cane in necessità, lo cancelli non solo come amico ma anche dalla faccia della terra....giusto per ribadire il concetto che come essere umano faccio schifo.

Giorni in cui ti rendi conto che c'è ancora qualcuno così sognatore da voler "svuotare un oceano con un cucchiaino...rotto".

Giorni in cui ti rendi conto che i tuoi figli sono due adolescenti viziati da una madre viziata e futile.

Giorni in cui ti rendi conto che non devi solo avere buoni propositi ma regalare tempo e denaro, invece di usare sempre in maniera inutile entrambe le cose.

Giorni in cui i numeri e le storie ti sembrano così assurdi che ti si appanna il cervello.

Giorni in cui la burocrazia è il tuo peggior nemico.

Giorni in cui ti rendi conto che i cattivi esistono davvero e di solito sono quelli potenti.

Giorni in cui ti senti addosso tutto lo schifo di appartenere alla razza umana.

Ho visitato questa associazione di Pattaya "Take Care Children"  vi segnalo la loro pagina facebook, è una piccola casa famiglia, gestita da un italiano, che accoglie bambini ma anche mamme che hanno bisogno d'aiuto. Parliamo di realtà difficili, parliamo di Pattaya tristemente nota per il turismo sessuale spesso minorile, aiutiamoli, anche 10 euro fanno la differenza, il loro sito è ancora in costruzione ma sarà presto online, si sostengono con una rete di volontariato locale e con una rete amicale soprattutto in italia, questa associazione non si può pubblicizzare molto sul territorio Thailandese proprio per la delicatezza dei soggetti trattati e perchè spezzando la catena della pedopornografia si vanno a toccare interessi molto ingenti.

Vi lascio i riferimenti e se solo uno di Voi passerà parola, o farà una donazione io mi sentirò un'essere umano migliore.

Per devolvere il 5x1000
Take Care Kids 93049080208

Bonifico bancario
Pro Take Care Kids
Iban: IT91 Z060 4511 6000 0000 5004 574
BIC: CRBZIT2B090

Tessera Sostenitore 25 euro
Tessera Famiglia 50 euro

Se volete maggiori informazioni scrivetemi in calce al post oppure contattatemi su facebook.


martedì 22 aprile 2014

Di Cina....di capodanno Thailandese e di pensieri sparsi sulle 40enni.

Di Capodanno Thailandese.

Abbiamo festeggiato l'ennesimo capodanno....quello Thailandese, il Songkran, che letteramente significa passaggio astrologico, non c'è una data precisa per questo capodanno, solitamente cade tra il 13 e il 15 di aprile, ma i festeggiamenti si spostano di città in città, l'ultima città che chiude la follia collettiva che si scatena durante questo periodo è proprio Pattaya.

Come si festeggia il capodanno in Thailandia? Tirandosi addosso secchiate d'acqua, sparandosi con le pistole ad acqua, lanciandosi gavettoni, ed imbrattandosi con una specie di talco profumato bianco, tutti ti accarezzano il volto (in modo delicatissimo) lasciandoti la faccia bianca, "...sorry....thanks....Happy Songkran..." sono le parole che accompagnano questo gesto, delicatezza, dolcezza, e grandi sorrisi che mi hanno finalmente aperto il cuore....ho visto le persone vere, la vera gioia ed i veri sorrisi. Mi sto lentamente affezionando a questo popolo, vi dirò che preferisco questo capodanno a quello cinese fatto di botti (infiniti) e Hongbao.

Spiegare in cosa consistono questi festeggiamenti è una di quelle esperienze che non sono facili da descrivere, "...Huge amazing water fight....the big water fight ever..." queste sono le parole dei miei figli (sì....in inglese, ormai li ho persi), che si sono lanciati in questa battaglia acquatica senza paura.

La città si blocca, per blocca intendo strade bloccate dal traffico, portiere aperte e gente che si tira l'acqua da una macchina all'altra...pick up con dietro bidoni d'acqua, carretti di venditori di ghiaccio per i rifornimenti, strade piene d'acqua come se ci fosse stato un temporale, idranti dei vigili del fuoco che riempono i bidoni d'acqua lungo la strada, dai quali tutti possono riempire le loro pistole.

Difficile....da descrivere, lascio qualche foto di fortuna, perchè anche usare la macchina fotografica è un azzardo se non si è attrezzati come si deve.
Il resto lo trovate su facebook (i miei album sono tutti pubblici).









Di Cina....
Parte delle nostre vacanze per il Capodanno Thailandese le abbiamo passate in Cina, le sensazioni di arrivare in un posto lontanissimo da casa tua e sentirlo come casa fa stranissimo, passeggiare in una metropoli ed incontrare in giro gente che conosci (ancora più che in Italia) fa ancora più strano....ti fa veramente sentire senza radici o di averne troppe....briciole di cuore lasciate in giro per il mondo, è stato bellissimo passare del tempo con la mia amica di espatrio, la zia Patty ci ha accolto con un calore enorme è stato veramente come essere a casa, sembrava di essere partiti il giorno prima....Suzhou bella come sempre, in otto mesi un'altra linea della metro, autobus sempre più puntuali, e nuovissimi centri commerciali....sempre di corsa, sempre più palazzi, sempre più in crescita, ad un ritmo impressionante....anche la pollution cresce ad un ritmo impressionante, ormai quando le giornate segnano 150 di polveri sottili (il limite per il blocco del traffico in Italia è 50), si portano fuori i bimbi, evento per altro molto raro...alla fine ho realizzato che siamo stati veramente molto fortunati ad aver avuto una proposta per la Thailandia, viviamo in maniera forse più scomoda ma almeno non mi sento in colpa per l'aria che respirano i miei figli e per il cibo contaminato che avrebbero dovuto mangiare ogni giorno.
Ma ammetto che mi si stringe il cuore ogni volta che penso alla Cina, e spero risolvano presto i loro proplemi di inquinamento, mi aspetto che partano prestissimo con delle campagne ad hoc ed i cittadini risponderanno diligenti come hanno sempre fatto fin ora.


Ricami cinesi.



Xiaolongbao di Zen...confort food. 
Eresia....lo so, ma perdonatemi.


La porta d'oriente.Suzhou.



People Square. Shanghai.



Mimi....gattina magna wurstel.


Di pensieri sparsi sulle 40enni....
Ammettiamo questa orrenda faccenda, ho compiuto i 40 pochi mesi fa....ma sempre più mi rendo conto che con due teenager a casa e 40 anni addosso la mia vita si complica sempre più, inoltre più si va avanti con l'età (ho appena detto avanti con l'età....bleah ), i processi mentali si complicano, mi metto sempre più in gioco (ed ho sempre meno tempo per il blog), ma il gioco si sta facendo fisico e duro...ore di palestra, ore di corsa, trattamenti antirughe e dimagranti (home made ovviamente....tempo perso su Pinterest alla voce fitness) tinte sempre più coraggiose, impacchi anticellutite composti da intrugli improbabili...esco sempre più spesso dalla mia confort zone, mi metto sempre più in  discussione, ho fatto free climbing, master class di spinning, lezioni massacranti di Fat Buster, comprato scarpe improbabili, scaricato (ma non ancora letto) tutta la bibliografia di Jane Austen in lingua originale, imparato a guidare a sinistra, sollevato pesi spaventosi.....per poi arrivare a sera distrutta, con il mal di schiena....e senza neanche la forza di lavare i piatti....e sentirmi addosso non 40 ma almeno 60 anni. Mi sono inoltre appassionata al rosa (sempre stata fan di barbie e dei mini pony)...senza ombra di dubbio sintomo più certo dei sopravvenuti anta, il rosa ed Hello Kitty sono il sintomo più evidente di una maturità complicata, voglia di tornare giovane....anzi no, non tornerei giovane, mi terrei il mal di schiena di adesso ma diciamo che non vorrei invecchiare ulteriormente....e per cui ci vogliono ore per la manutenzione giornaliera, antirughe ogni paio d'ore, idratazione continua, fibre ad ogni pasto, proteine nobili ma non troppo....un lavoraccio, per poi guardarmi allo specchio e vedere un Manga un pò troppo cresciuto, vestito di rosa....improbabile esemplare di razza "adulta".

Perdonate le digressioni, spero che questa sindrome da anta immatura si risolva in fretta, i miei teen si vergognano di me, e mi figlia ritiene che gli occhiali a forma di cuore non siano appropriati ad una signora della mia età.





mercoledì 19 marzo 2014

Walking Street....pensieri notturni.

...premettiamo che sono le 2 di notte....

...premettiamo che mi sono fatta una lunga doccia calda per lavare via il degrado, gli sguardi viscidi e quelli compiaciuti...

...premettiamo che ho due figli adolescenti e che tendo a guardare il mondo come se dovessero vederlo loro, vorrei che lo vedessero pulito, vorrei che lo vedessero bello, vorrei che lo vedessero sereno...

...premettiamo anche che della famosa Walking street di Pattaya avevo solo sentito parlare....
stasera ci sono stata.


Sono qui alle due di notte con lo stomaco che si ribella, sono qui con lo schifo attaccato addosso, mi dicono che non è nulla, mi dicono che passa, mi dicono che è tutto normale.

Io non voglio che sia normale, non voglio che sia normale per me, non voglio che sia normale per i miei figli, voglio che sia una goliardata, voglio che sia come quei puttan tour che si facevano in Viale Trieste negli anni '80, voglio che sia una cosa imbarazzante, una bravata di cui vantarsi bisbigliando.

La Walking Street di Pattaya è un girone infernale...decine di locali uno dietro l'altro, decine di pali, decine di ragazze più o meno nude che ballano e si strusciano sulla clientela compiacente, una mano sul boccale di birra e l'altra sul seno di una ragazzina, a stringerlo e strizzarlo come fosse una cosa tua, come se la birra e quel seno avessero lo stesso valore, la stessa sensibilità.

Con le lacrime agli occhi, ho assistito a questo degrado....con le lacrime agli occhi mi sono sentita una pessima madre, con le lacrime agli occhi ho avuto una gran pena per ogni straniero in quel bar, per il poco valore che attribuisce a quello che dovrebbe essere un corpo da rispettare, quello di una madre, di una sorella.

Conosco benissimo tutte le fuffe sulle ragazze di campagna, sulla mancanza di cultura, sulla fame, sugli uomini banali, sul pelo di fica che tira più di un carro di buoi, le so tutte...tutte...ma su quei palchi ci sono delle ragazzine, ci sono delle mamme, ci sono soprattutto delle donne, come me....come mia figlia.

Il discorso è vastissimo, il turismo sessuale è una piaga per la Thailandia, ma dietro quello ci sono equilibri che non posso capire, che non voglio capire, non stanotte.

La miseria umana, l'arronganza del denaro con il quale si compra quasi tutto, le ragazze con i numeri sul perizoma, le ragazze che raccolgono palline da tennis come fossero cagnolini, per ogni pallina 20 Bath (meno di 50 centesimi di euro), le ragazze con lo sguardo spento...gli occidentali con gli sgauardi famelici.

Tutto questo è normale a Pattaya...mi dicono, ci credo, credo che sia normale...andare a bere una birra in un gogo bar è normale, andare a bere una birra con contorno di culi è un sogno che qui si può realizzare...ma io stasera, stasera posso ribellarmi a questa normalità?

E' così...lo so che è così e che non ci posso fare niente, che probabilmente diventerà normale anche per me, l'uomo ha un incredibile capacità di adattamento, ha un incredibile capacità di non vedere, ha avuto la capacità di percepire come "normali" abomini storici sicuramente peggiori della Walking street di Pattaya.

Ma io, per stasera...con la pancia, con il cuore mi ribello alla "normalità", sono grata alle mie amiche di "battaglie quotidiane" di avermi accompagnato, di avermi fatto conoscere questo orrendo spaccato di Pattaya, di avermi sostenuto, di aver sdrammatizzato....grazie, domani magari troverò un senso, cercherò un senso, domani forse sembrerà tutto più normale....stasera solo solo pensieri di pancia, pensieri in libertà.




lunedì 17 marzo 2014

Thailandese Cucinato, Green curry.



Ho capito quasi subito durante questo girovagare per il mondo, che non sempre possiamo portarci dietro la nostra cucina, dobbiamo adattarci al sapore del luogo che ci ospita, e magari usare all'occidentale qualche spezia o qualche verdura, in questi anni siamo riusciti a mangiare sempre molto bene, nonostante la difficoltà a reperire western food in Cina, mescolando la cucina italica con quella etnica, l'unica cosa che veramente non si trova e che difficilmente si può sostituire sono i carciofi ed i finocchi, si trovano asparagi e funghi di ogni genere, qui a Pattaya ho trovato anche il radicchio rosso tardivo, ma finocchi e carciofi sono qualcosa di molto raro, molto costoso e di solito di pessima qualità.

Appena arrivata in Cina, ancora prima di cimentarmi con la lingua, mi sono iscritta ad un corso di cucina, e siccome ormai ho capito che le lingue mi vengono meglio cucinate che parlate, pochi giorni fa sono andata a farmi un corso di cucina Thai.

La cucina Thai mi piace molto, i Curry e le zuppe sono molto saporiti, i sapori "limonosi" mi piacciono tanto, il piatto risulta fresco e piacevole, l'accompagnamento con il riso bianco rende, inoltre, sempre tutte le pietanze molto equilibrate. 


Venerdì mattina, accompagnata da alcune amiche, ho affrontato il Thailandese cucinato...una bravissima maestra ci ha portato prima al mercato a fare la spesa....spiegandoci bene che verdure acquistare, soprattutto ci ha spiegato il grado di piccantezza dei vari tipi di peperoncini, la cucina Thai è molto piccante, se chiedete poco piccante sarà comunque abbastanza piccante, se chiedete non piccante lo sarà comunque almeno un pò, credo sia dovuto agli strumenti che usano, che ormai sono impregnati di peperoncino, avere una papaja salad non piccante è un'impresa impossibile, anche se controllate personalmente che non mettano peperoncino, il mortatio in cui la mescolano sarà talmente impregnato di peperoncino che comunque avrete un’insalata molto piccante.


Green Curry with Chicken


Per fare le zuppe di Curry si trovano, ormai anche in Italia, le buste con la pasta di Curry pronte, noi però armate di mortaio ci siamo preparate la nostra curry paste.

4 peperoncini verdi (non sono piccanti...sono tipo i nostri peperoni di fiume, almeno a Napoli li chiamavano così)
2 spicchi d’aglio
3 piccoli scalogni
2 pezzettini di galangal (sembra zenzero)
1 pezzettino di lemongrass
2 pezzettini di buccia di lime
1 cucchiaio di semi di coriandolo
1 cucchiaio di semi di cumino
1 cucchiaino di pasta di gamberi (o sale)


Tagliate tutto a pezzettini piccoli e poi pestate nel mortaio, fino ad ottenere una pasta verde omogenea, con questi quantitativi riuscite a fare un Curry per due persone.




Per la zuppa di Green Curry:

1 piccolo petto di pollo
3 cucchiai di olio
3 cucchiai di green curry paste
500ml di latte di cocco
6 foglie di kaffir lime, o thai basil, o secondo me anche il succo di un lime che da noi è più facile da trovare.
1 piccola melanzana (quella pallina verde che vedete fra gli ingredienti è una marble eggplant)
2/3 cucchiai di fish sauce, o di salsa di soia leggera.
2/3 cucchiai di zucchero di palma (tanto zucchero nella cucina thai)
10 foglie di Thai basil

Scaldate in un wok o in una padella molto capiente, 3 cucchiai di olio di semi e mettete dentro la pasta di Curry.


Tagliate tutti gli ingredienti in piccoli pezzi, dopo il curry va dentro il pollo, dopo averlo fatto brunire si aggiunge il latte di cocco e di seguito tutti gli altri ingredienti tranne il basilico che va dentro per ultimo.

Se la volete più brodosa, o volete agevolare la cottura aggiungete pure un pò di acqua.


Questo è lo zucchero di palma.


La zuppa cucina pochissimo, fatela andare a fuoco vivace per una quindicina di minuti. Si accompagna con il riso bianco.

Le palline verdi che non vi ho menzionato tra gli ingredienti, sembrano piselli, ma sono delle bacche piuttosto dure che non credo si trovino in Europa, non conosco il nome in Italiano vi scrivo quello che mi ha scritto la maestra, “Red Bird’s eye chilli pepper”. 
Non hanno un grande sapore per cui si possono anche evitare.



Con questa ricetta partecipo ad Orientaleggiamo.





giovedì 27 febbraio 2014

Bangkok Shutdown 2014




Siamo genitori snaturati....li abbiamo fatti vivere nella pollution cinese per 6 anni e adesso li abbiamo portati a visitare Bangkok proprio nel weekend dello Shutdown.





Come avrete letto anche sui giornali italiani la situazione politica in Thailandia è un pò movimentata, ci sono tante proteste, le principali arterie di Bangkok sono bloccate, fortunatamente treni ed aerei funzionano ancora normalmente, ma comincia a farsi difficile muoversi in taxi e bus.

Due genitori modello....abbiamo rimandato il nostro weekend lungo a Bangkok per sei mesi, leggendo i dispacci della Farnesina e anche tutti i giornali, non era mai il momento di andare, anche se parlando con i colleghi di Big, la situazione non sembrava poi così pericolosa, ci dicevano di stare lontani dal Lumphini Park, ma che il resto della città era sicuro.

Ragazzi a casa una settimana per il Winter break, famiglia in vacanza a Bangkok.

Avevo organizzato un giretto nelle zone sicure ed una puntatina ad Ayutthaya.





La prima sera, non sapendo bene come muoverci, siamo andati nel centro commerciale più grande della città, il Siam Paragon, a cercare qualcosa da mangiare per gli adolescenti famelici, sotto il cavalcavia del Bts (il treno che attarversa tutta Bangkok) abbiamo visto una serie di bancarella, sembrava un piccolo mercato notturno, dopo cena siamo scesi a fare un giretto.
La prima cosa che avrebbe dovuto insospettirci sarebbe dovuta essere la perquisizione al cancello di ingresso, le nostre borse sono state ispezionate con una pila per controllarne l'interno, ci siamo persi a guardare le bancarelle, che vendevano oltre alle solite cianfrusaglie, tante magliette e gadget della propaganda Thailandese....neanche quello ci ha insospettito, camminando  e gurdando bancarelle ci siamo trovati in una piazza stracolma di gente durante un comizio, l'oratore? Il Most Wanted in Thailand....l'uomo che ha sulle spalle circa 1000 anni di galera, il leader della protesta thailandese il Signor Suthep. 

Ci siamo allontanati immediatamente dalla zona, abbiamo ripreso il BTS e ce ne siamo tornati alla tranquillità del nostro albergo.

Due giorni dopo, proprio vicino al nostro albergo, ad Asoke sono morti una donna ed un bimbo, uccisi da una bomba.

Nessuna zona è veramente tranquilla in questo momento.

La situazione politica è molto complessa, sicuramente non è questo il momento di andare a Bangokok, le elezioni sono state fatte agli inizi di gennaio....ad oggi non si hanno ancora i risultati, il popolo non è contento, ed il tassista che ci ha accompagnato al porto ha contravvenuto alle leggi thailandesi che non permettono al popolo di parlare del Re, spiegandoci il suo punto di vista....il popolo non è contento neanche del Re, che in questo momento non interviene, il Re è troppo vecchio e pare non abbia più tanto peso politico, il figlio che dovrebbe per linea dinastica succedere al padre non è benvoluto dal popolo perchè non rispetta i principi buddhisti e non si attiene ad una famiglia monogama e tradizionale, il vecchio governo Taksim, che ha portato il paese a questo punto non è più riconosciuto, la Thailandia vuole ripartire, vuole eliminare la corruzione, e vuole eliminare le evidentissime differenze sociali....da quello che ho potuto capire io il popolo vuole creare un classe media, eliminando i ricchi ed i poveri...progetto sicuramente molto ambizioso e quasi sicuramente irrealizabile.

Durante quei brevi momenti in cui ci siamo trovati tra i manifestanti,  il clima era tranquillo, c'era tantissima gente, ma il clima era tranquillo, quasi festoso, si respirava aria di cambiamento, di speranza, di fiducia nel futuro....quasi avessero la certezza di avercela fatta, di aver migliorato il mondo, nella nostra incoscienza siamo stati fortunati....nella nostra fortuna possiamo dire noi c'eravamo, abbiamo forse assistito agli inizi di una nuova Thailandia.



Spero che questo popolo ritrovi finalmente il sorriso.

martedì 18 febbraio 2014

Pattaya in Love




Love you love you mak mak (tanto tanto) canta una canzone Pattayese....
Long long time aggiungono le prostitute disseminate sulla beach.

San Valentino è passato da qualche giorno.

San Valentino, festa molto sentita da queste parte, le strade si sono riempite di cuori ed addobbi floreali, un tripudio esagerato di rosa, rosso, cuori, venditrici di rose ad ogni angolo, orsetti, cuscini, cioccolatini e cottilions vari.

Da noi la festa di San Valentino vale solo per gli innamorati, non solo qui, ma in genere all'estero è la festa dell'amore in ogni forma, si porta un piccolo pensierino ai colleghi, agli amici, ai genitori.


Ma la cosa che mi ha portato a scrivere sul San Valentino e che mi ha "costretto" ad uscire la sera del 14 febbraio è stata una notizia che apriva così: '' Pattaya Valentines Crimes Suppression Operation Begin" , andate pure a leggervi l'articoletto direttamente alla fonte, perchè di San Valentino pensavo parecchie cose, non sempre piacevoli, ma che ci fossero dei crimini legati a questa festività proprio non lo immaginavo.



Dopo aver passato una settimana a guardare con aria compassionevole i pensionati che compravano orsetti, mazzi di fiori e cioccolatini per le loro fidanzate Thai, mi sono decisa ad uscire di casa la sera del 14 per fare un giro nella Pattaya by night.



La beach, che è la strada che costeggia il mare, di sera (ma anche di giorno) è disseminata di prostitute, che ti viene quasi il dubbio che siano troppe anche per le frotte di turisti che si riversano a Pattaya giornalmente, ce n'è per tutti i gusti e di tutti i generi.




 Alla fine della beach c'è la famosa Walking street, (per questo si viene a Pattaya non per il mare...solo per la Walking street)....appena passato l'arco, che fa da cancello tra la strada con le auto a quella pedonale, il mondo ti cambia addosso...appaiono i venditori, con un foglio plastificato in mano, mentre in Cina mi mostravano un cartonato con finte Vuitton e Rolex qui ti mostrano il menù dei vari spettacoli offerti, perchè....giusto per informarVi, le ragazze di Pattaya con la loro Iolanda (come la chiama la Littizzetto) riescono a farci di tutto, sparare freccette, far rimbalzare palline da ping pong, ....etc.etc....quindi ad ogni passo vi verranno offerti Ping Pong show, Lesbian Show, happy ending massage....eravamo in coppia? Certo eravamo in coppia, sono ancora troppo poco "scafata" per avventurarmi da sola in quei contesti...ma l'offerta pattayese non conosce confini di genere, per cui si fanno anche pacchetti famiglia e leviamoci dalla testa che la prostituzione è a solo beneficio maschile, da queste parti si incontrano anche tante donne non accompagnate, diciamo solo che le donne sono molto più pratiche e tendono a non accasarsi con un locale.



La polizia di Pattaya è stata impegnata dal 12 al 16 di febbraio con i crimini legati al San Valentino e alla necessità di trovare "amore" durante questo periodo...mentre io ho avuto il mal di stomaco per due giorni, la voglia di documentare mi ha fatto male, vedere quel supermarket di merce umana mi ha lasciato sconcertata, vedere gli stranieri che contrattano gesticolando ed alzando la voce, sul prezzo delle prestazioni fa accapponare la pelle, intravedere qualche ragazzina molto molto giovane o qualche madre con il passeggino, ti fa sorgere i pensieri più atroci....forse mi abituerò, forse semplicemente ignorerò, forse me ne starò nel mio villaggio expat godendomi il sole a bordo piscina, forse mi accontenterò del mio solito Truman Show.




Le foto sono della mia amica Cristina...che ha un animo dolce, quindi tralasciate le mie parole e godetevi il romanticismo delle sue foto.


lunedì 27 gennaio 2014

Ho sposato il modello base

Ho sposato un modello base, sono ormai 20 anni che non mi rassegno a questa evidenza.

Ho sposato un modello base, che riproducendosi ha creato due adolescenti full optional...tutti Mammà dice lui, e ci credo dico io.

Ma i modelli base tengono sulla lunga distanza, magari devi usare la manovella per aprire i finestrini, ma sempre meglio di tutti quegli intrecci elettrici che quando saltano ti tocca portarli dall'elettrauto e non sai mai come va a finire...resta sempre qualche spia accesa, per sempre, e non troverai mai il cavetto giusto per eliminare quella fastidiosa lucetta dal cruscotto.

Io ho sposato il modello base, nessun problema quindi, efficienza e stabilità sulle lunghe distanze.

Dimenticavo ho sposato il modello base "maschio italiano".

La cosa che odio di più del maschio italico, è il maschio italico alla guida.

Si credono tutti piloti provetti, solo per il fatto di aver visto qualche Gran Premio dal divano di casa o perchè hanno l'applicazione "Formula Uno" sul telefono.

Ieri siamo andati a visitare un openzoo non lontano da casa, guardo le mappe e la strada non sembrava per niente difficile, ben segnalato, in una quarantina di minuti contavamo di essere a destinazione, appena saliti in macchina il pilota di formula uno che risiede in ogni maschio italico prende il sopravvento, cominciano le gimkane tra i camion, i carretti, le moto, e gli autobus da turismo, non correre dico io, da brava moglie rompicoglioni canticchiando Raffaella Carrà, ci perdiamo l'uscita, non sto correndo risponde lui paragonando la sua velocità a quella delle macchine di Formula Uno (per cui 140 non è correre), fa anche un conto con il suo cronometro da polso per dimostrarmi che il contachilomentri è sbagliato,  ovviamente perdiamo l'uscita, ovviamente non è consentito fare inversione dove capita, ovviamente il modello base si è accorto solo dopo un pò di aver mancato l'uscita, ma cosa fa il modello base quando cade vittima della sua stupitidà? Chiede aiuto in maniera piuttosto arrogante all'essere senziente che gli è più vicino, ma non ferma per nessun motivo l'auto, come se fermarsi e chiedere informazioni o lasciare tempo al satellite di ricalcolare la rotta, fosse una botta non tanto all'orgoglio ma alla virilità (una mazzata sulle balle farebbe meno male) e quindi si continua in una corsa sfrenata, sfidando il carretto dei polli e il motociclista con il cappellino da basket, si corre liberi e virili lungo una strada sbagliata che a rigor di logica ti porterà sempre più lontano dalla via maestra.

Durante questa corsa lanciata, io l'essere senziente minacciando divorzi, separazioni, astensione dal talamo nunziale convinco Niki Lauda a fermarsi in una piazzola, fare il punto della situazione e invertire il senso di marcia.

Morale della favola? Abbiamo percorso a velocità folle circa 80 chilometri, quando ne sarebbero bastati una quarantina...da questo, modelli base di tutto il mondo, cosa avete imparato?

Scuotete le testoline?

Vi sentite feriti nelle parti intime?

Da questo avete imparato che la velocità non paga, che vi fa consumare benzina, inquinare e che procura il mal di stomaco ai passeggeri, che molto propabilmente saranno costretti ad astenersi dal talamo nuziale per sopravvenuta gastrite.



sabato 11 gennaio 2014

Chiedimi se sono felice

Bisogna creare un servizio di primo soccorso per Expat in crisi post rientro.

Ne ho avuto chiara la sensazione, proprio oggi...oggi, prima uscita a quasi una settimana dal rientro in Thailandia.

In Cina avevo sviluppato le mie tecniche di sopravvivenza, qui sono una neofita e non so ancora bene come comportarmi...in Cina andavo di terapia d'urto mi buttavo fra le 110 casse dell'Auchan, mi facevo 4 chiacchiere con la vecchietta in fila per le uova e passava quasi tutto.

Il rientro dalle vacanze è sempre un momento piuttosto stressante...da tutte le vacanze.

Quando poi le vacanze non sono reali vacanze ma rientri in Patria, la cosa si complica non poco, ogni volta che si chiudono le valigie si lasciano indietro tantissime cose, tantissime persone.

La condizione di espatrio è un'altalena emozionale che mette a dura prova, e come camminare in bilico su una corda, lasci il tuo quotidiano a "lungo termine" per salire su questa fune, sballonzoli cercando di restare in equilibrio, con la paura e la consapevolezza che se cadi tu, tutta la famiglia ti vola dietro, perchè il perno della società expat sono le signore, quelle che si incontrano in giro al supermercato con lo sguardo perso e il carrello vuoto, quelle che ormai si sono "ambientate" ed escono in ciabatte, quelle che non parlano una parola d'inglese e devono interagire con una scuola internazionale, quelle che spaventate portano i figli dal dottore sperando di capire almeno la metà di quello che lui dirà, quelle che imparano a guidare dal lato sbagliato della strada, quelle che sgomitano per non farsi superare dalle difficoltà, quelle che vorrebbero essere altrove ma anche qui, vicino alla famiglia, quelle che ogni pomeriggio affrontano i compiti in una lingua che non conoscono, quelle che accettano la "diversità" degli amici dei propri figli senza troppe domande, quelle che pretendono che le radici siano ben chiare e profonde, perche' magari apolidi ma di lingua italiana.

Oggi è stata una giornata un pò così, in Cina le chiamavamo BCD (Bad China Day) qui possiamo passare al BTD, ma queste giornate portano anche tanti buoni propositi, tanti progetti a lungo termine (il nostro lungo termine è sempre aleatorio....ma diamoci almeno 3 mesi).


In condizione d'espatrio raggiungere l'agognata felicita' o per lo meno una sopportabile routine non e' mai facile, specialmente in un paese tanto lontano e diverso dal nostro, o ti innamori o lo odi, le espatriate non sono mai persone semplici con le quali relazionarsi, proprio perche' vivere in espatrio ti sottopone ad una serie continua di stress emotivi, appena raggiungi il sospirato equilibrio ci sara' sicuramente qualcosa che lo fara' vacillare.

Una partenza, un cambiamento di destinazione, un'amico che vorresti vicino, una figlia che cresce lontano, un nipotino che vorresti vedere fare il primo passo. Dobbiamo avere un pò più di pazienza con Noi stesse, la vita ci regala tanto ogni giorno ma ci sottopone ad un'esistenza traballante.

Oggi non per niente eravamo tutte a comprare scarpe "vertiginose" il traballio fa parte della nostra esistenza.

Passi dalla nostalgia di casa, alla gioia del viaggio, vorresti vedere i tuoi amici, sederti al tavolo del tuo ristorante preferito, ordinare un caffè solo alzando gli occhi, entrare in una libreria o vedere un film in italiano, ma nello stesso tempo gioisci della tua esperienza, e speri di vedere  ancora tanti pezzi di questo meraviglioso mondo, riempirti gli occhi con sempre nuovi orizzonti.

Amiche mie...ovunque voi siate arrivate in questo BTD vi lascio questa poesia, non è molto ma ha fatto parte del mio viaggio.



Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
Tristezza inspiegabile,
La noia o l’ansia sfrenata
Di rassettare questa o quella stanza,
Di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
E intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
Creare la mia felicità con
Ingredienti da ricetta di cucina,
Succhiandomi le dita di tanto in tanto,
Di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
Che sono un barile senza fondo,
Sapendo che “non mi adeguerò mai”,
Ma cercando assurdamente di adeguarmi
Mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
Si dilatano come pori infiniti
In cui si annida una donna che avrebbe
Voluto essere
Uccello, mare, stella,
Ventre profondo che dà alla luce Universi
Splendenti stelle nove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
Bianchi bioccoli di cotone,
Raffiche di poesie che mi colpiscono
Tutto il giorno e
Mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
Pallone per contenere
Il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
Continuerò
Ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
A cucirmi un vestito di sole,
Di luna, il vestito verde color del tempo
Con il quale ho sognato di vivere
Un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)
Sempre questa sensazione di inquietudine
Di attesa d’altro.
Oggi sono le farfalle e domani sarà la
tristezza inspiegabile,
la noia o l’ansia sfrenata
di rassettare questa o quella stanza,
di cucire, andare qua e là a fare commissioni,
e intanto cerco di tappare l’Universo con un dito,
creare la mia felicità con
ingredienti da ricetta di cucina,
succhiandomi le dita di tanto in tanto,
di tanto in tanto sentendo che mai potrò essere sazia,
che sono un barile senza fondo,
sapendo che “non mi adeguerò mai”,
ma cercando assurdamente di adeguarmi
mentre il mio corpo e la mia mente si aprono,
si dilatano come pori infiniti
in cui si annida una donna che avrebbe
voluto essere
uccello, mare, stella,
ventre profondo che dà alla luce universi
splendenti stelle nuove…
E continuo a far scoppiare Palomitas nel cervello,
bianchi bioccoli di cotone,
raffiche di poesie che mi colpiscono
tutto il giorno e
mi fanno desiderare di gonfiarmi come un
pallone per contenere
il Mondo, la Natura, per assorbire tutto e stare
Ovunque, vivendo mille e una vita differente…
Ma devo ricordarmi che sono qui e che
continuerò
ad anelare, ad afferrare frammenti di chiarore,
a cucirmi un vestito di sole,
di luna, il vestito verde color del tempo
con il quale ho sognato di vivere
un giorno su Venere.
(Gioconda Belli)